28/08/2026
LE PERLE DEL VENERDI'
- Osserviamo ad esempio bambini di due anni: ciò che caratterizza questa età è la rapidità dei cambiamenti, la capacità motoria in aumento, l'attenzione che sembra più instabile, attratta da tutto ciò che è in movimento. Il bambino di due anni comincia a capire ciò che è consentito e ciò che non lo è, ma ancora non sa controllarsi e richiede di conseguenza attenta sorveglianza. Si lancia in esplorazioni audaci di cassetti, di armadi, di rubinetti o di scaffalature di libri che vuota con grande rapidità. Ha solo un'idea vaga di ciò che non dovrebbe fare e quindi è spesso frustrato e rabbiosamente protesta se un'attività per lui piacevole viene interrotta e proibita. D'altra parte comincia a interessarsi a cose più "accettabili": giocattoli che si muovono e fanno rumore, che possono essere spinti, tirati, percossi. Gli piace giocare con cubi di legno o con un secchiello che può esser riempito di sabbi o d'acqua e vuotato più volte. Si ferma poco su un'attività ma vi ritorna con insistenza molte volte. Segue volentieri le persone di casa - la madre in particolare - in attività domestiche come apparecchiare la tavola e pulire il bagno (l'acqua è la sua passione!). I vestiti cominciano a interessarlo: manifesta le sue preferenze, sa indossare qualcosa da solo ma gli è più facile spogliarsi. Quanto al cibo, ormai è capace di mangiare da solo se gli adulti lo hanno incoraggiato in tal senso fin dai dodici-quattordici mesi. Spesso manifesta con aggressività il senso di proprietà: non vuole cedere giocattoli, né abiti ma nemmeno sassolini o altre cose che ha raccolto e conservato. Il suo vocabolario è in aumento. A tratti manifesta una preferenza spiccata per la madre o per il padre, talvolta secondo le occupazioni o il momento della giornata.
- A tre anni ha già raggiunto un maggiore controllo di sé; aiuta, accettando suggerimenti. Sa portare a termine commissioni molto semplici, come ritrovare oggetti o rimetterli a posto. E' più indipendente nel vestirsi. Sa esprimersi con maggiore chiarezza e si diverte a sperimentare parole nuove a deformarle o a inventarle: lo attirano i libri di figure, le storie non troppo fantastiche, le canzoni semplici e ripetitive. Usa volentieri le matite colorate. Comincia a giocare da solo con maggiore gusto, ma al tempo stesso chiede la compagnia di coetanei. Bisogna però sorvegliarlo: non ci si può aspettare troppo da lui: a volte sembra molto maturo, ma basta che sia stanco o di malumore perchè ritorni a un comportamento più infantile.
Miles A. Tinker, Prepariamo i bambini alla lettura a cura di Grazia Honegger Fresco, 1976, La Nuova Italia Editrice, Firenze, pp. 8-10.