Dolci Vegani

Dolci Vegani Dal 2016 La Scuola di Pasticceria Vegana Online OnDemand
Impara con Noi dove, come e quando VUOI. La scuola è certificata e accreditata VeganOk
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Dal 2016 organizziamo corsi di pasticceria vegana online con un metodo innovativo ideato dalla Vegan Pastry Chef Maria Luisa Lucherini. La scuola offre corsi dedicati a diverse esigenze e un percorso didattico strutturato per ottenere la qualifica di Vegan Pastry Chef.

Non è che “non siete portati” per la pasticceria vegana. È che quasi nessuno vi ha spiegato come funziona davvero.Questi...
20/08/2026

Non è che “non siete portati” per la pasticceria vegana. È che quasi nessuno vi ha spiegato come funziona davvero.

Questi sono i 3 errori più comuni che vediamo negli allievi prima di iniziare e come si risolvono con il metodo giusto, non con altre 100 ricette da salvare e non fare mai.

Salvate questo post, torna utile. 📌

Sì, è vegana. E no, non è una torta che abbiamo venduto.Qualche giorno fa sono tornata nel paesino di montagna in cui so...
13/08/2026

Sì, è vegana. E no, non è una torta che abbiamo venduto.

Qualche giorno fa sono tornata nel paesino di montagna in cui sono cresciuta per il compleanno di un’amica e questa era la sua torta. Una di quelle occasioni in cui torno semplicemente a preparare un dolce per qualcuno a cui voglio bene.

Lo specifico perché ogni tanto ci chiedete se sia possibile acquistare i nostri dolci, ma Dolci Vegani è una scuola di pasticceria vegetale online e non un laboratorio di produzione. Non abbiamo quindi un’attività autorizzata alla produzione e vendita di prodotti di pasticceria.

Ed è un tema meno scontato di quanto sembri.

Saper preparare un dolce professionalmente e poterlo vendere sono due cose diverse. Quando si decide di trasformare la pasticceria in un lavoro bisogna conoscere anche tutto quello che sta intorno alla produzione: requisiti dei locali, norme igienico-sanitarie, HACCP, adempimenti e autorizzazioni, modalità con cui è possibile produrre e vendere.

Sono aspetti che all’inizio possono sembrare molto lontani dalla parte creativa del mestiere, ma fanno parte del lavoro tanto quanto una ricetta ben bilanciata.

Negli anni ho imparato che conoscere bene il proprio mestiere significa anche sapere cosa possiamo fare, dove possiamo farlo e a quali condizioni.

Stiamo pensando di parlare un po’ di più anche di questo, soprattutto per chi studia pasticceria vegetale con l’obiettivo di trasformarla in una professione.

Vi interesserebbe un contenuto dedicato a cosa serve davvero per iniziare a vendere i propri dolci e aprire un’attività di pasticceria?

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La tapioca è uno di quegli ingredienti che quando inizi a usarla ti chiedi come hai fatto senza fino a quel momento.Non ...
11/08/2026

La tapioca è uno di quegli ingredienti che quando inizi a usarla ti chiedi come hai fatto senza fino a quel momento.

Non è solo quella del bubble tea: in pasticceria vegana è uno degli strumenti più versatili che esistano.

Addensa senza appesantire, crea texture morbide ed elastiche che altri amidi non riescono a replicare, non altera il sapore di quello che sta lavorando. Semplicemente fa il suo lavoro in silenzio e il risultato parla da solo.

Era già comparsa nella crostata di mele, mescolata alla farina di mandorle sopra lo strato di confettura, proprio sotto le mele. Quel passaggio lì, quello che assorbiva i liquidi delle mele durante la cottura e teneva tutto compatto senza che il fondo si inzuppasse...era merito suo.

Oggi le abbiamo dedicato una guida completa. Scorri le slide e salvala da ora in poi la cercherai spesso.

👇 L’avevate mai usata fuori dal bubble tea?

09/08/2026

Ce l’avete chiesta in tanti... ed eccola qui 🍎

Una crostata con le mele semplice, profumata, completamente vegetale. Quella che si fa quando vuoi qualcosa di vero, senza complicazioni.

La frolla è b***osa al punto giusto grazie alla margarina, le mele si sposano con la confettura di albicocche in un ripieno che sa di casa, e la farina di mandorle aggiunge quella morbidezza in più che fa la differenza.

Aspettate qualche ora prima di tagliarla, se riuscite 🌱

🛒 Ingredienti

Per la frolla
175 gr farina tipo 0
70 gr zucchero di canna
75 gr margarina 80% grassi
25 gr bevanda avena barista
3,2 gr lievito istantaneo per dolci
0,5 gr sale

Per la base

25 gr confettura di albicocche
20 gr farina di mandorle
5 gr tapioca
Per le mele
320 gr mele a fette
20 gr zucchero di canna
20 gr succo di limone


👩‍🍳 Preparazione
Tagliate le mele a fette e mescolatele con lo zucchero di canna e il succo di limone. Mettete da parte e lasciate che facciano il loro lavoro.

Preriscaldate il forno a 180°, ungete una teglia da 20 cm e ricoprite la base con carta forno.

Nel robot mettete farina, zucchero e lievito e azionate per un minuto. Aggiungete la margarina a pezzetti e incorporate. Sciogliete il sale nella bevanda di avena, aggiungetela alle polveri e azionate ancora; quando l’impasto inizia a compattarsi trasferitelo sul piano e lavoratelo fino a ottenere un panetto liscio e omogeneo.

Stendete la frolla con il matterello, foderate la teglia da 20 cm e create i bordi con l’impasto rimasto. Ricoprite la base con la confettura di albicocche, poi la farina di mandorle, poi le mele con tutto il sughetto che hanno fatto.

Infornate a 180° per 40/50 minuti. Sfornate, lasciate raffreddare 5 minuti e sformate su una griglia. Lasciate raffreddare completamente.

Mangiatela dopo 6/8 ore... è lì che diventa perfetta. ❤️

01/08/2026

Il bello delle tradizioni? È che si possono cambiare.

Queste fruste erano di mia nonna. Le usava per mo***re la panna, per fare le uova a neve, per tutti quei gesti lenti che in cucina non si possono accelerare. Le ho trovate in un cassetto anni fa e da allora non le ho più rimesse via.

Lo sapete che il ragù bolognese dell’Artusi non aveva il pomodoro? Era bianco, con b***o, cipolla, sedano, carota e spesso la panna. Quello che oggi consideriamo la ricetta originale, quella intoccabile, quella su cui si litiga in famiglia è in realtà una convenzione del Novecento. Prima era un’altra cosa.

La cucina cambia sempre. Cambiano gli ingredienti, le consapevolezze, quello che sappiamo sul cibo e su quello che ci fa stare bene. Ogni generazione prende quello che ha ricevuto e lo porta da qualche altra parte perché è così che funziona, da sempre.

Io ho preso le fruste di mia nonna e ci monto la panna vegetale. Lei probabilmente avrebbe alzato un sopracciglio. Poi avrebbe assaggiato e non avrebbe detto niente e il silenzio di mia nonna davanti a qualcosa di buono valeva più di qualsiasi complimento.

Il gesto è lo stesso. La ciotola è la stessa. Quello che c’è dentro è un’altra storia.

👇 C’è qualcosa in cucina che hai ereditato? Raccontami.

Questa settimana ho lavorato dalla mia casa di montagna e ho infranto praticamente tutte le regole del manuale della pas...
27/07/2026

Questa settimana ho lavorato dalla mia casa di montagna e ho infranto praticamente tutte le regole del manuale della pasticceria professionale.

Il cane era presente. La finestra ha sostituito l’abbattitore. Le ricette sono finite su carta.
I dolci sono venuti bene lo stesso.

Perché quello che vedete sui social — i
laboratorio in ordine, le attrezzature perfette, la postazione curata — è solo una parte della storia.

L’altra parte assomiglia molto a questa settimana.

👇 Qual è la cosa meno professionale che hai fatto in cucina questa settimana?

Mi piace essere precisa, ma che bello è scrivere su carta?

Per più e più infornate 💕

E non è nemmeno stato l’oggetto più creativo 😅

Avevo una base al caffè ma volevo provare la mousse ai mirtilli, poi ne ho fatta una al limone ed era 😋😋😋😛😛😛

Perché gli animali intorno rendono la vita molto più felice

Anche se la pasticceria è un lavoro di precisione, siamo imperfetti e ogni tanto è bene ricordarcelo ❤️‍🩹

Torniamo un attimo alla nostra classica postazione.Ciotola di vetro, bancone bianco, le nostre immancabili erbe aromatic...
25/07/2026

Torniamo un attimo alla nostra classica postazione.

Ciotola di vetro, bancone bianco, le nostre immancabili erbe aromatiche e una meringata al limone che non ha niente da invidiare all’originale.

La meringa vegana è uno dei passaggi che più mettono in difficoltà chi si avvicina alla pasticceria vegana per la prima volta.

Senza albume la struttura cambia, le variabili si moltiplicano e se non conosci il comportamento dell’aquafaba il risultato è imprevedibile.

Temperatura, tempo di montatura, quantità di zucchero, velocità di incorporazione: ogni dettaglio ha un peso preciso.

Sotto la meringa c’è una lemon curd senza uova, costruita con amido, succo e scorza di limone e una quota di grassi vegetali. Pulita, brillante, con quella nota acida che bilancia la dolcezza della meringa e tiene tutto insieme.

Quando i due elementi si incontrano nel modo giusto, non stai più facendo pasticceria vegana. Stai solo facendo pasticceria.

Se ti interessa, i link per i nostri corsi sono in bio.

👇 Hai mai provato a fare la meringa con l’aquafaba? Raccontaci com’è andata.

24/07/2026

Per anni ho fatto la specialista amministrativa. Ero brava, ero precisa, avevo tutto sotto controllo.
E ogni sera tornavo a casa e aprivo i libri di pasticceria.

Non è stato un cambiamento improvviso. È stata una consapevolezza lenta, un po’ fastidiosa, che continuava a presentarsi nel momento sbagliato: magari in riunione, davanti a un foglio Excel, mentre rispondevo a una mail. La sensazione che stessi usando il mio tempo per qualcosa che non era mio.

Quando ho iniziato a studiare la pasticceria vegana non cercavo una carriera. Cercavo una risposta a una domanda che mi facevo ogni volta che provavo una ricetta e non veniva: perché nessuno spiega davvero come funziona? Non le ricette, ma il perché delle cose. Quello che succede quando togli le uova e il b***o e non sai cosa mettere al loro posto.

Ho iniziato a capirlo da sola. Poi ho capito che potevo insegnarlo.
Nel 2016 ho aperto Dolci Vegani. Da allora mi hanno proposto collaborazioni, ruoli, assunzioni. Ho sempre detto no e non si tratta di una questione di coraggio; semplicemente sapevo già come sarebbe andata. Io ho bisogno di libertà per fare le cose bene. Ho bisogno che il lavoro sia mio.

Quello che ho capito in questi anni è che cambiare non richiede un colpo di testa ( o meglio, non sempre). Richiede uno strumento. Una competenza nuova, acquisita nel modo giusto, può spostare completamente la traiettoria di una vita; l’ho vissuto sulla mia pelle e lo vedo ogni giorno nelle persone che passano dal corso.

Donne che lavoravano in posti che non sentivano loro. Che avevano una passione ma non sapevano come trasformarla in qualcosa di concreto. Che hanno preso in mano una cosa sola — imparare davvero la pasticceria vegana — e da lì è cambiato tutto il resto.

Ho scelto di insegnare online perché il benessere mentale per me non è negoziabile. Non è un lusso, non è qualcosa che si rimanda. È la condizione da cui parte tutto.

Se senti che è il momento di prendere in mano qualcosa (la tua cucina, la tua passione, il tuo tempo) il link è in bio.

E no, non rimpiango nessun foglio Excel. 🥹

Indirizzo

Via Giulio Alberoni 4/a
Ravenna
48121

Orario di apertura

Martedì 14:00 - 19:00
Venerdì 14:00 - 19:00
Sabato 10:00 - 19:00
Domenica 10:00 - 19:00

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