09/07/2026
🪴 Ciao, sono Maria Giulia, sono una pedagogista e a 34 anni ho scoperto di avere l’ADHD. Da quel momento, piano piano, sto imparando a fare pace con la bambina che sono stata.
L’ho scoperto dopo un percorso diagnostico iniziato con molta tranquillità ma rivelatosi molto più impegnativo del previsto.La diagnosi è stata: ADHD con presentazione combinata, a prevalenza iperattiva. Una diagnosi che, nel mio caso, alcuni professionisti hanno descritto come “ad alto funzionamento” (e sì, ho testato anche il QI 😂), pur non essendo questa una definizione diagnostica ufficiale.
Oggi, però, non voglio parlare del percorso diagnostico. Magari lo farò in un altro post: se vi interessa, scrivetemi.
Questo post nasce con un altro obiettivo: provare a scardinare alcuni dei tanti luoghi comuni che ancora circondano l’ADHD, soprattutto nelle donne, che ancora oggi vengono spesso diagnosticate tardi o ricevono diagnosi diverse, convivendo per anni con un costante senso di inadeguatezza.
Perché avere l’ADHD non significa semplicemente correre, saltare, dimenticare tutto.
Nel mio caso significa leggere un manuale una sola volta e ricordarne quasi tutto il contenuto, ma dimenticarmi di pagare una bolletta.
Significa avere un ottimo problem solving, ma andare nel panico se sto tenendo contemporaneamente in mano il telefono e le chiavi.
Significa entrare in iperfocus e lavorare al 110%, ma dimenticarmi perfino di bere.
Nel mio caso significa anche avere una grande capacità di osservare e comprendere gli altri.
La diagnosi non mi ha cambiata. Mi ha dato un linguaggio per spiegare trentiquattro anni di vita.
Mi ha aiutata a scardinare tante etichette che soprattutto nel percorso scolastico, hanno influenzato la visione che avevo di me stessa.
E forse è proprio questo il valore più grande di una diagnosi: non definire una persona, ma offrirle gli strumenti per conoscersi.
Se questo post contribuirà anche solo un po’ a scardinare qualche stereotipo sull’ADHD, allora sarà servito al suo scopo.
Per chi non lo sapesse, nel mio studio mi occupo anche di consulenza pedagogica per persone con ADHD e per le loro famiglie.