Pedagogista Clinico Rosalba Bratta

Pedagogista Clinico Rosalba Bratta Un bambino non potrà mai essere se stesso se non c’è un adulto che lo guarda per quello che è.

Siamo nella pura follia! Servirsi di un bambino per pubblicizzare l’iPhone è una vera follia! Non è per niente tutto ok!...
14/08/2026

Siamo nella pura follia! Servirsi di un bambino per pubblicizzare l’iPhone è una vera follia! Non è per niente tutto ok!

Dei rischi che un uso precoce ed eccessivo del cellulare può avere sullo sviluppo del bambino ormai è scritto ovunque: lo dicono le neuroscienze, lo dicono i pediatri, lo dicono i neuropsichiatri infantili, lo dicono i pedagogisti. Niente! Si continua a far finta di niente!

Quando vostro figlio avrà difficoltà di concentrazione e attenzione, problemi nel linguaggio, nella scrittura, nella lettura, quando sarà sempre più nervoso, agitato, quando farà più fatica a essere creativo, curioso, a giocare e a stare senza uno schermo, non preoccupatevi: è tutto ok, sta solo usando un iPhone!

È arrivato il momento di riposare. Riposare non è una resa, ma una tappa necessaria di ogni viaggio, per poter ritrovare...
04/08/2026

È arrivato il momento di riposare.
Riposare non è una resa, ma una tappa necessaria di ogni viaggio, per poter ritrovare se stessi.

Buone vacanze, ci rivediamo a settembre! 🫶🏻

L’illusione del divertimento organizzatoOggi le vacanze dei bambini assomigliano sempre più a un secondo lavoro: il loro...
01/08/2026

L’illusione del divertimento organizzato

Oggi le vacanze dei bambini assomigliano sempre più a un secondo lavoro: il loro tempo libero viene riempito con pacchetti di animazione pronti all’uso.

I genitori pianificano ogni singola ora della giornata e si viaggia da un’attrazione all’altra senza sosta.

Attenzione, perché questo attivismo nasconde una trappola psicologica sottile per i vostri figli.

Le attività preconfezionate attivano nella mente del bambino il circuito della ricompensa immediata. I parchi a tema e i giochi strutturati offrono stimoli continui che mandano al cervello picchi rapidi di dopamina, portandoli a richieste continue al termine delle attività, per esempio: «Mi compri il gelato?», «Mi dai i soldi per giocare a bigliardino?», «Mi compri le figurine?» e così via per ore.

La vera vacanza per il bambino nasce invece dal vuoto.

Quando non c’è un programma, si attiva nella mente del bambino il circuito della ricerca: inizia a esplorare l’ambiente circostante e un sasso, un insetto, una conchiglia o un bastoncino diventano mondi da scoprire.

Questo processo si chiama gratificazione della scoperta e richiede calma, curiosità, pazienza e attivazione interna. Questa gratificazione non è effimera, ma duratura: in questo processo il cervello si rigenera e impara a bastare a se stesso.

Lasciare i bambini liberi di non fare nulla non è abbandono o, peggio, anarchia: significa dare fiducia alla loro naturale capacità di meravigliarsi.

La vacanza migliore non lascia ricordi di cose super organizzate o comprate, ma lascia lo spazio per ritrovare la propria parte interiore, anche nel bambino.

Il distacco temporaneo dalla famiglia per una settimana al  rappresenta una tappa fondamentale nel percorso di crescita ...
21/07/2026

Il distacco temporaneo dalla famiglia per una settimana al rappresenta una tappa fondamentale nel percorso di crescita dei nostri ragazzi.

Questa esperienza, se vissuta in un contesto sicuro e stimolante, offre benefici profondi che accelerano il loro sviluppo emotivo, sociale e cognitivo. In primo luogo, la lontananza da casa stimola l’autonomia personale. Senza la figura protettiva dei genitori a risolvere ogni piccolo imprevisto, i ragazzi imparano a gestire la propria quotidianità, dalla cura dei propri oggetti personali alla gestione del tempo. Questa autonomia si traduce immediatamente in una maggiore autostima: rendersi conto di “potercela fare” da soli genera una profonda fiducia nelle proprie capacità.

In secondo luogo, l’esperienza favorisce la socializzazione. Vivendo a stretto contatto con i compagni per un periodo prolungato, i ragazzi sono spinti a collaborare, negoziare e condividere spazi e regole. Imparano a comprendere le esigenze altrui e a integrare la propria individualità all’interno di un gruppo, affinando competenze relazionali preziose per il futuro.

Infine, stare lontani da casa permette ai ragazzi di riscoprire il valore del legame familiare attraverso la consapevolezza della mancanza. La nostalgia, se vissuta in modo sano, non è un sentimento negativo, ma un’opportunità per dare una nuova dimensione affettiva al rapporto con i genitori, rendendo il momento del ricongiungimento un’occasione di gioia e di racconto condiviso.

Una settimana di distacco non allontana, ma rafforza i legami. Alla fine di questa esperienza riconsegneremo alle famiglie ragazzi più sicuri, indipendenti e maturi.

Nei primi tre anni di vita l’intelligenza del bambino è prevalentemente senso-motoria, ossia le sue conoscenze avvengono...
17/07/2026

Nei primi tre anni di vita l’intelligenza del bambino è prevalentemente senso-motoria, ossia le sue conoscenze avvengono attraverso le esperienze concrete.
Muoversi nel colore permette al bambino di vivere la percezione non solo visiva, ma contemporaneamente anche tattile e cinestetica.

Sporcarsi e lasciare un’impronta colorata aiuta a tracciare i confini del proprio corpo e a mappare lo spazio vissuto; inoltre, scarica le tensioni emotive e dona una profonda gratificazione sensoriale.

Dopo 37 anni, ancora mi emoziono quando vedo i bambini così liberi di esprimersi ♥️

Il mare per i bambini è un luogo di scoperte, di piccole grandi conquiste e di esperienze che favoriscono la crescita. O...
13/07/2026

Il mare per i bambini è un luogo di scoperte, di piccole grandi conquiste e di esperienze che favoriscono la crescita. Ogni onda affrontata, ogni castello costruito, ogni tuffo fatto con un pizzico di coraggio in più rappresenta un passo verso l’autonomia.

Al mare i bambini imparano a fidarsi di sé stessi, a sperimentare, a mettersi alla prova e, poco alla volta, a superare le proprie paure. Quello che all’inizio sembra difficile diventa un traguardo raggiunto con la consapevolezza di “ce l’ho fatta!”.

Lasciamo che vivano queste esperienze, rispettando i loro tempi e sostenendoli senza sostituirci a loro. Perché ogni piccola conquista di oggi diventa una grande risorsa per il loro domani ♥️

Togliere il pannolino oggi sembra una missione impossibile, un traguardo carico di ansia che mette in crisi tantissime m...
08/07/2026

Togliere il pannolino oggi sembra una missione impossibile, un traguardo carico di ansia che mette in crisi tantissime mamme. Social, manuali e consigli non richiesti creano spesso una pressione insostenibile, dando la sensazione che esista un momento perfetto e un metodo infallibile per farlo.

La realtà, vissuta ogni giorno in casa, è però ben diversa. Le mamme si trovano a gestire p**ì sul pavimento e non solo, pianti e regressioni inaspettate. Ci si sente frustrate, inadeguate e stanche di fronte alla reazione del proprio figlio, che magari un giorno collabora e il giorno dopo si rifiuta di farlo. La paura di sbagliare o di forzare i tempi trasforma questo passaggio naturale in una vera e propria sfida di nervi.

Tuttavia, c’è una luce in fondo a questo tunnel.

Basta ricordare che ogni bambino ha il proprio orologio biologico ed emotivo: non è una gara di velocità, né un esame per misurare la bravura di una mamma. Quando si decide di fare spazio alla calma, all’ascolto del corpo, ad attendere che il cervello del bambino impari a leggere i segnali della vescica e dell’intestino, e a dare il tempo al bambino di riconoscere lo stimolo prima che l’atto sia compiuto, la magia accade.

Le mamme scoprono una pazienza che non credevano di avere e i bambini, sentendosi compresi e non pressati da un’aspettativa, trovano la sicurezza per fare il grande passo. Chi prima, chi dopo, ognuno con i suoi tempi, i bambini raggiungono una delle prime grandi tappe della loro crescita.

Se avete bisogno di raggiungere la calma per affrontare questo bellissimo passaggio di autonomia dei vostri figli, sono a vostra disposizione.

Il valore del “no”A cinquantasei anni, guardando i ragazzi di oggi, noto che la differenza più grande non risiede nella ...
03/07/2026

Il valore del “no”

A cinquantasei anni, guardando i ragazzi di oggi, noto che la differenza più grande non risiede nella tecnologia, ma nella gestione del limite. Io sono cresciuta a pane e “no”. Il “no” era il confine entro cui la mia generazione ha imparato a muoversi. Se volevi qualcosa, dovevi aspettare, se fallivi dovevi riprovare. Questo può sembrare rigido, ma in realtà è stata la nostra palestra, che ci ha allenati contro la frustrazione insegnandoci la resilienza.

Oggi vedo ragazzi fragili di fronte al minimo ostacolo, incapaci di tollerare un rifiuto, un imprevisto. E poi vedo i loro genitori che, per evitare il dolore di un “no” o forse per risparmiare a se stessi la fatica di gestire il conflitto, spianano la strada, si sostituiscono nei compiti, anticipano ogni desiderio.

Quando questi ragazzi si scontreranno inevitabilmente con la realtà, che non fa sconti e non risponde ai desideri con un clic, crolleranno perché non avranno gli strumenti emotivi per rialzarsi, perché nessuno ha mai permesso loro di cadere quando erano più piccoli e la caduta era sicura e protetta, tra le mura di casa.

Credo che in molti abbiamo avuto un brutto voto o un errore segnato in rosso sulla pagina di un quaderno lasciando in no...
23/06/2026

Credo che in molti abbiamo avuto un brutto voto o un errore segnato in rosso sulla pagina di un quaderno lasciando in noi una sensazione di fallimento.

Se ancora questo ricordo negativo è vivo in noi vuol dire che le neuroscienze hanno ragione; tutto il processo cognitivo è legato alle emozioni che proviamo.

Per questo a nessuno piace sbagliare, perché si sa che quell’errore si tradurrà, inevitabilmente, in giudizio fino a convincersi di non valere abbastanza. Un giudizio che peserà come un macigno che condizionerà le nostre scelte di vita.

Facciamo in modo che gli errori non siano segnati in rosso, ma che restino sul quaderno e nella vita come un tentativo di riprovare, migliorare ed infine riuscire!

Anche quest’anno bambini e ragazzi di Oltrescuola hanno affrontato gli esami di idoneità presso una scuola statale e lo ...
20/06/2026

Anche quest’anno bambini e ragazzi di Oltrescuola hanno affrontato gli esami di idoneità presso una scuola statale e lo hanno fatto senza la paura del voto. Questo è un risultato significativo perché vuol dire che hanno interiorizzato quello che diciamo sempre: “il voto valuta una prestazione, non definisce una persona”.

Un voto descrive semplicemente quanto un ragazzo sia riuscito a dimostrare su un argomento specifico, in un preciso giorno di scuola. Non dice nulla sulla sua gentilezza. Non misura la sua creatività, la sua capacità di aiutare un compagno in difficoltà, la sua resilienza o l’impegno silenzioso che ci ha messo per superare una timidezza paralizzante di fronte a un insegnante.

Quando la scuola considera i ragazzi solo in base al voto che hanno, genera ansia da prestazione, toglie l’ossigeno al piacere di imparare e si trasforma in un tribunale, anziché in una palestra di vita.

Vorrei ancora una volta sottolineare che i ragazzi non sono standardizzabili. Ognuno di loro ha tempi diversi, talenti unici e fragilità che vanno accolte. L’errore non è un fallimento da punire o di cui vergognarsi, ma la tappa più importante e naturale di ogni percorso di apprendimento. Si impara cadendo e capendo come rialzarsi.

Valorizziamo l’impegno prima del risultato, perché il nostro compito più grande non è crescere studenti perfetti, ma ragazzi fiduciosi nelle proprie capacità, capaci di affrontare le sfide della vita liberi dal peso di un numero sul registro.

Indirizzo

Via Turi, 43
Putignano
70017

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00

Telefono

+393476451291

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