18/02/2024
Sembrava non volesse mai arrivare.
Dopo un Dicembre 1984 molto mite e piovoso (il fiume Amaseno esondò a più riprese fin quasi a ridosso delle festività natalizie), a partire dal giorno di Natale il tempo si mise a freddo: gradualmente le temperature diminuirono ogni giorno di più e dopo Capodanno, nei giorni 2 e 4 Gennaio ci furono un paio di brevi nevicate che la gente diceva portate dal vento.
C'erano forti gelate, le fontane ghiacciarono, il ghiaccio non si scioglieva nemmeno di giorno e il vento era tagliente.
Il 5 Gennaio, sabato, la temperatura sembrò aumentare lievemente, il tempo peggiorò e piovve intensamente per tutto il giorno, poi verso sera ci fu un nuovo brusco calo termico e si alzò una forte tramontana che andò avanti per tutto il giorno successivo, domenica 6 gennaio, festa dell'Epifania.
Nel frattempo arrivavano immagini incredibili dai TG con Roma piena di neve che aveva iniziato a cadere proprio la notte del 5 e aveva proseguito tutto il giorno della Befana regalando alla città eterna una fine vacanze fiabesca. In realtà però non aveva nevicato solo a Roma: anche la nostra adiacente Ciociaria era sotto la neve mentre la costa pontina era flagellata da pioggia e vento; nemmeno sui paesi più alti dei Lepini cadeva la neve e sui colli Albani, a un passo da Roma innevata, pioveva fin sulle cime: una situazione paradossale e apparentemente inspiegabile che era ancora peggiore da noi, nel privernate, dove non accadeva assolutamente nulla se non un forte vento glaciale e incessante. La sera del 6 Gennaio però le cose parvero voler cambiare: verso le 18 la neve, con una coreografica fioccata a larghe falde, sembrava aver raggiunto anche la nostra zona per la felicità dei bambini e la preoccupazione degli adulti che guardavano il cielo chiedendosi se non fosse il caso di portare le auto in aree più pianeggianti per non rimanere bloccati tra vicoli e piazzette del centro storico e in altre zone urbane con strade a forte dislivello, ma la magia fu di breve durata: alle 20:00 si alzò di nuovo il vento gelido e la nevicata cessò senza aver accumulato nient'altro che uno straterello sottile il quale gelò quasi subito.
Il giorno successivo, lunedì 7 gennaio, si tornava a scuola e la speranza, per noi ragazzini, di trovare neve al suolo fu purtroppo disattesa: la notte infatti era trascorsa serena e ventosa e di bianco c'erano solo ghiaccio e brina che coprivano ogni superficie rendendo pericoloso anche il solo camminare. La mattinata passò tranquilla ma fosca, a tratti addirittura nebbiosa, poi, all'uscita da scuola, alle 13:30, riprese forte il vento da nord mentre da sud salivano nubi scure che correvano velocissime controvento. In pochissimo tempo fu scuro e iniziarono a cadere i primi fiocchi di neve, presto iniziò a tuonare, il vento assunse intensità di tempesta e tutto fu inghiottito da una vera e propria tormenta.
In poco tempo la neve imbiancò ogni cosa e tutto si bloccò totalmente. La nevicata durò tutto il pomeriggio, ebbe una pausa e poi riprese la sera proseguendo per tutta la notte, quasi tutto il giorno 8, la notte successiva fino al primo pomeriggio del 9 Gennaio. Fu una nevicata storica e ancor più storico fu il gelo successivo: ghiacciò totalmente il fiume Amaseno e l'Istituto Agrario registrò l'11 Gennaio una minima di -17°. Anche nella Priverno urbana collinare i termometri scesero fino a -14° e fu strage di tubazioni e contatori dell'acqua.
QUESTA FOTO: si riferisce a quel primo pomeriggio del 7 Gennaio quando un piccolo fronte instabile scaricò su Priverno e la media valle dell'Amaseno più di 20 cm in pochissimo tempo. L'immagine ritrae l'imbocco della strada per Priverno alla confluenza di Via Madonna delle Grazie, Via Salvo d'Acquisto- che porta in centro urbano - Via della Valle e Via Boschetto.