L'ORA DEL THE'

L'ORA DEL THE' un salotto dove le amiche delle parole si incontrano per condividere le proprie emozioni un salotto dove scrivere leggere e ascoltare.

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11/06/2026

https://whatsapp.com/channel/0029VbD8B27002TBbbo60l09
i nuovo canale del Laboratorio di scrittura dove saranno pubblicati gli aggiornamenti

Follow L'ORA DEL THÈ laboratorio di Scrittura A PRATO Maria Grazia Paoletti's WhatsApp channel. L'ORA DEL THÈ il mitico laboratorio di scrittura a Prato
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30/05/2026

L'ORA DEL THE' ha chiuse i battenti. Si va in vacanza con il cuore leggero e ricco di belle storie.
Il motto che ho sposato è: "Tutti gli usi della parola a tutti"
mi sembra buono, dal bel suono democratico. Non perché tutti siano artisti, ma perché nessuno sia schiavo.

Fin qui la bellissima frase di Gianni Rodari, cui aggiungo: perché ciascuno è pieno di storie. Siamo fatti di storie. E raccontarle ci rende più felici e ci aiuta a capire tanto, di noi e del mondo.

Ogni volta che si parla di scrittura si deve fare i conti con un’idea diffusa e radicata: la scrittura è un dono: c’è chi l’ha (avuto) e chi no.

Ma siamo in molti, ormai, a condividere questa credenza e il laboratorio di scrittura che propongo, pur non negando la metafora, rovescia il rapporto, facendo sì che “chi scrive si doni la scrittura” o anche “si doni alla scrittura”.

Tutti sono dunque invitati a partecipare: non sono richieste né doti né conoscenze specifiche, ma solo un quaderno e una penna con cui compiere il prodigio.
Questa è la filosofia dell'ORA DEL THE'

Cosa facciamo da 13 anni a questa parte? Scriviamo testi individuali e collettivi, costruiamo mondi, facciamo gare di scrittura improvvisata, storytelling, attività di scrittura espressiva, ludica, automatica, autobiografica e molto altro.

Perché provare? Per sentire il piacere e la libertà della propria scrittura; per divertirsi; per allenare la propria immaginazione; per condividere con gli altri, per collaborare; per sognare altri mondi possibili; per raccontare la nostra storia, per narrare il mondo dal nostro punto di vista; perché scrivere è un diritto universale inalienabile, che offre grandi possibilità e risorse a ciascuno; per far sentire la nostra voce, per trovare la nostra voce; per conoscere tecniche e strategie di narrazione, per sviluppare il nostro pensiero creativo; per parlare di noi; per scoprire nuove passioni, per conoscere altre persone, per capire che siamo tutti diversi, per scoprire che in fondo siamo tutti uguali…
Fatevi questo dono!
Maria Grazia Paoletti
ps: il Comune di Prato offre questa grande possibilità e lo ringrazio sentitamente con tutto il suo staff
A presto

Scrivere è fermare un attimo prima che scappi, e dargli un nome che non muoia.A L'ORA DEL THÈ trasformiamo le emozioni i...
24/05/2026

Scrivere è fermare un attimo prima che scappi, e dargli un nome che non muoia.

A L'ORA DEL THÈ trasformiamo le emozioni in pagine

19/05/2026

UN REGALO BELLISSIMO

un regalo bellissimo perché ho visto il mio laboratorio accendere qualcosa.
Soprattutto grazie, per aver visto e vissuto quello che succede dentro.
Il fatto che il laboratorio sia arrivato a te, cara amica di penna, e abbia fatto pensare a ragazzi adolescente, mi dice che sto proseguendo nella direzione giusta.
Questo dono lo metto lì in mezzo al lavoro. Non è un oggetto, è una conferma.
Grazie non per il dono, ma per averci creduto insieme a me.
Il laboratorio vive se qualcuno fuori lo riconosce. Tu l’hai fatto.
Nel modo più coraggioso, con i tuoi ragazzi. E questo piccolo libro scritto da loro, è la risposta di quello che hai fatto e fai.
E voglio dirti: non è il regalo che mi ha colpito di più, è il fatto che esista.
Quel libretto è la prova che il laboratorio ha smesso di essere “mio” e ha iniziato a essere loro.

Quando me l’hai dato e mi hai detto che è nato da quello che facciamo qui, ho capito una cosa: non stiamo solo tenendo occupato un pomeriggio e due mattina, ma qui tornano a pesare le parole
Lo terrò sulla scrivania. Non per ricordo, ma per ricordarmi del perché si ricomincerà ogni settimana.
Questo piccolo libro non è carta.
È la prova che qualcosa è passato.
E che vale la pena continuare.

Dedicato a tutti i partecipanti ALL'ORA DEL THÈ

19/04/2026

#
Il tempo passa ma abbiamo il privilegio dei ricordi.
Oggi al Kilimangiaro sono tornata a Samarcanda e i ricordi di quel luogo magico sono diventati protagonisti.
Il passaporto di stoffa non ha più pagine bianche.
Tra i timbri c’è una tessera blu del Registan, piegata in quattro.
La apro e sento l’odore di pane e tocco polvere di lapislazzuli.
Chiudo gli occhi, i piedi ricordano prima di me, le mattonelle turchesi sono fredde anche in agosto.
"La grande piazza è vuota. Ci siamo solo noi due e i piccioni prima della preghiera.” “Samarcanda è indimenticabile”.
Ecco il privilegio: i ricordi rimangono sempre, diventano ereditabili quando hanno un peso, un odore, un suono e da passare di mano.
Ho Samarcanda in tasca
dentro una tessera blu.
Quando il mondo fa rumore
l’avvicino all’orecchio:
torna il silenzio delle cupole.
Racconto breve su Samarcanda la città meravigliosa
"Samarcanda respira di blu"
La città si sveglia prima del sole.
Sul Registan, i piccioni fanno il girotondo intorno alle cupole ancora addormentate.
Un vecchio vende pane non caldo, da una cesta. Il vapore disegna anelli nell’aria e per due secondi ogni anello diventa una piccola luna.
Le mattonelle sono gelide. Anche in agosto. Anche a piedi nudi.
Il pane fuma. Le formiche arrivano in fila. Sono seduta in un ciaikana e aspetto.
Le piastrelle sono rotte, qui il blu ha fame da trecento anni.
A mezzogiorno il sole picchia sulle maioliche. Il blu diventa un mare.
Le cupole si specchiano nelle pozzanghere e per un attimo Samarcanda è doppia: una in cielo, una in terra.
I mosaici sotto il sole brillano, sembrano stelle cadute.
Penso: "stasera le incollo sul soffitto, prima di dormire”.
Di notte, Samarcanda abbassa la voce.
I mercanti coprono le spezie con teli bianchi. La polvere di lapislazzuli si posa sui banchi come neve.
La camera non è confortevole, tutto sa di vecchio, sotto il letto, il pavimento è caldo.
Metto sul cuscino la tessera dei miei pensieri, sono frastornata, è tutto troppo.
Le cupole delle Medrase russano piano.
È il rumore che fa una città quando sa di essere meravigliosa e non ha bisogno di dirlo.
Samarcanda è meraviglia concreta: il “meraviglioso” non è detto, è nel pane che diventa luna, nel blu che ha fame, nelle cupole che russano.
Samarcanda è la città meravigliosa e non è necessario usare le parole ma servono i sensi.
All'alba non ci sono voci, i piccioni girano fra le cupole, le ali picchiano contro le maioliche e fanno "frusc", è il suono del cielo quando si pettina.
Poi il richiamo del muezzin e torna indietro come un eco.
Assaporo il tè caldo, l'odore della menta si mischia alla polvere.
Samarcanda profuma di cose antiche.
Il blu qui non è un colore è un verbo. "Bluisce".Le maioliche si bevono il sole e lo restituiscono la notte quando le cupole diventano lanterne senza fuoco.
Spezzo un dolcetto non caldo, la crosta canta, crac.
Chiudo gli occhi e mastico la città. Per un momento ho in pancia la via della seta.
Quando sono andata via ho messo in valigia un pò del suo cielo e questo è stato un modo per portarla sempre dentro di me e la speranza di tornare.
La bellezza non si spiega, si attraversa con il corpo. La bellezza si tocca, si annusa, si assaggia.
Era il 1989

Sono fermamente convinta che la scrittura può farci rinascereIn questi 13 anni di laboratorio e formazione di gruppi,  h...
08/04/2026

Sono fermamente convinta che la scrittura può farci rinascere
In questi 13 anni di laboratorio e formazione di gruppi, ho compreso ancor più il motivo per il quale si decide di scrivere.
Spesso lo facciamo spinti da emozioni che ci prendono, ci avvolgono; come l'inquietudine, la nostalgia, un dolore, una ferita ancora viva, e dietro a tutto questo il desiderio di rinascita.
Possiamo anche ignorare questa voce interiore ma resta lì, finché non trova un modo per farsi ascoltare, come le parole senza fiato, che si fermano in gola, prima o dopo trovano il modo di uscire.
La scrittura è uno strumento molto potente che può aiutarci a portare fuori quello che abbiamo dentro, dandoci l’occasione di rinascita. Per questo la scrittura è “terapeutica” o possiamo dire “ripara”.
Com'è che accade? Vi racconto L'ORA DEL THÈ.
Nei nostri incontri si esternalizza attraverso la trasformazione dei pensieri e delle sensazioni in parole, si sposta così il contenuto emotivo da dentro a fuori.
Ne prendiamo la distanza mettendo su carta e dunque si crea una distanza psicologica. Rileggendo, possiamo osservare un dolore come se fosse “altro”.
Rielaboriamo quando raccontiamo un evento, l’esperienza frammentata viene ricostruita e consolidata; nasce una storia coerente che acquisisce senso e può donare sollievo.
Scrivere ripetutamente di un ricordo difficile in un contesto sicuro è simile all’esposizione. La ripetizione riduce gradualmente la carica emotiva dell’immagine.
La scrittura aiuta a ritradurre l’esperienza in chiavi nuove e quando inventiamo, riformuliamo o scegliamo cosa raccontare, recuperando controllo su una realtà che prima ci sembrava imposta.
La possibilità di narrare diventa una forma di potere personale: possiamo decidere toni, dettagli, punto di vista.
L'utilizzo di metafore e immagini permette di lavorare con il dolore in forma mediata, meno diretta, più delicata e costruire simboli di sollievo (un porto, una finestra, una scia di luce).
All’interno della storia che scriviamo, possiamo prenderci una rivincita contro quel personaggio che nella realtà ci ha fatto stare male, o possiamo riuscire a perdonare.
Questo lavoro, se fatto con criterio e con i giusti metodi, può portare a una rinascita, il che non significa che tutto andrà bene, ma che possiamo fare pace con le zone d’ombra che abbiamo voluto nascondere, con le cose o le persone che ci hanno creato problemi.
Non è facile iniziare, molti decidono di provare questa strada, ma spesso lo fanno in modo dispersivo, il racconto diventa un flusso confuso di pensieri. Si gira in tondo, si ritorna sempre agli stessi punti, e alla fine ci si arrende.
Altri, invece, hanno un vero e proprio blocco emotivo. Alcune memorie sono come porte chiuse, servono esercizi e approcci graduali per poterle aprire.

La verità è che il in un ambiente organizzato aiuta a “specchiarsi”, è difficile riconoscere le connessioni, i simboli, i fili narrativi che ci guidano verso la comprensione.
La guida narrativa e emotiva, aiuta a non perdersi, a capire dove mettere il piede, a riconoscere che quella paura che senti è solo il passaggio verso una parte più vera di noi.

Anche se la scrittura è privata, la possibilità di condividerla in gruppo con un facilitatore permette di sentirsi ascoltati, validati e compresi, scoprendo, anche grazie alle storie degli altri, che non si è soli.
Solo allora la scrittura smette di essere una fuga e diventa un cammino.
L'ORA DEL THÈ è un luogo sicuro, senza il peso del giudizio e la chiamano: l'isola che c'è.

Indirizzo

Prato
59100

Telefono

+393381437009

Sito Web

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