28/05/2026
Per Carlo Petrini.
La Condotta Slow Food Prato ha scelto di aspettare qualche giorno prima di scrivere pubblicamente della scomparsa di Carlo Petrini,
non per distanza,
non per mancanza di parole,
ma perché il dolore, lo smarrimento e l’incredulità per questa perdita avevano bisogno di tempo.
Qualcuno di noi ha sentito subito il bisogno di partire e di essere presente al suo saluto, accompagnando Carlo nell’ultimo viaggio anche a nome della nostra comunità pratese, con l’affetto, la gratitudine e la storia condivisa di tanti anni.
Per noi Carlo non è stato soltanto il fondatore di Slow Food,
è stato una presenza fondamentale nella storia della nostra Condotta e della nostra città, una persona che ha creduto profondamente nelle esperienze nate e cresciute a Prato.
La Condotta Slow Food Prato, che nel 2027 compirà quarant’anni dalla sua costituzione — tra le prime condotte Slow Food in Italia — ha avuto con Carlo un rapporto speciale, intenso, fatto di fiducia reciproca, visione e impegno condiviso.
Qui, a Prato, Slow Food ha sviluppato una delle sue esperienze più innovative e significative.
Per molti anni la nostra città è stata un punto di riferimento nazionale per i percorsi legati alla formazione, alla scuola, agli orti, alla relazione tra cibo, territorio, comunità e qualità della vita.
Carlo aveva intuito prima di molti altri che il rapporto con il cibo, con la terra e con la convivialità non riguardava soltanto l’alimentazione, ma il modo stesso di vivere insieme, di costruire relazioni, comunità e consapevolezza.
Ha dato fiducia alla nostra realtà, alle sue energie associative, alle scuole, alle persone che in questi anni hanno dedicato tempo, passione e volontariato a questa visione.
In questi giorni abbiamo ritrovato abbracci, parole, volti e relazioni che raccontano quanto profonda sia stata l’impronta lasciata da Carlo nelle vite di tante persone.
Oggi sentiamo anche il bisogno di raccogliere e custodire questa memoria collettiva.
Una memoria fatta di incontri, esperienze, intuizioni, battaglie culturali e relazioni umane che hanno attraversato decenni di storia comune tra Carlo Petrini e la nostra comunità pratese,
perché qui, insieme a lui, non abbiamo costruito soltanto attività associative,
abbiamo provato a immaginare e sperimentare un altro modo di vivere il cibo, la comunità, la convivialità e le relazioni umane e
forse proprio oggi, davanti alla sua scomparsa, sentiamo ancora più forte che quella ricerca non è conclusa:
ci sono ancora nuove frontiere da esplorare, nuovi orizzonti da attraversare, nuove comunità da costruire.
Il rapporto con il cibo, con la terra, con la salute, con le relazioni, con la fragilità umana, con la convivialità e con la cura reciproca, rappresenta ancora oggi una sfida aperta e profondamente attuale.
L’idea di accompagnare la vita delle persone, delle famiglie e delle comunità lungo tutto il loro percorso umano resta una delle intuizioni più moderne e rivoluzionarie che Carlo ci abbia lasciato.
Per questo il suo insegnamento non appartiene soltanto alla memoria,
appartiene al futuro,
e ogni nostra futura azione, ogni nuovo percorso, ogni comunità costruita attorno ai valori del Buono, Pulito e Giusto porterà dentro, con gratitudine, qualcosa del suo insegnamento,
sarà il nostro modo di continuare a camminare insieme a lui!
Ciao Carlo,
e grazie per aver creduto in noi.