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Cidi Prato Centro di iniziativa democratica degli insegnanti

01/10/2026

MI VERGOGNO

Italo Fiorin



Provo una grande vergogna. Che Paese stiamo diventando?

Un ministro della scuola ITALIANA che teme la fuga dei ‘bianchi’ (sic!); una Presidente del Consiglio che vede bambini ITALIANI messi in un angolo ( dove?); agenti della Digos che si arrampicano per togliere dal muro di una scuola un manifesto che afferma “ Qui nessuno è straniero”(quale sarebbe il reato?); personaggi che hanno inventato il rito pagano dell’ampolla con la sacra acqua del Po’e che ora si ergono a difesa dei Valori Cristiani contro l’islamizzazione dilagante (quali sarebbero questi valori? Quali i numeri di questa invasione?); tutto questo mi fa vergognare.

Mentre si inventano emergenze, si tenta di nascondere la violenza della discriminazione ammantandola dei GRANDI VALORI della nostra tradizione cristiana. Quanto sta avvenendo “è la trasformazione del cristianesimo in un marcatore identitario: un cristianesimo senza Cristo, ridotto a patrimonio da difendere, campanile senza campana.” (Padre Spadaro)

Oggi sono tanti gli insegnanti che si impegnano per costruire una società aperta, inclusiva, solidale. Sono la ricchezza della nostra scuola, la sua parte migliore. Questa scuola va aiutata, non mortificata. Queste insegnanti, questi insegnanti ci salvano dalla vergogna.

Seminario Cidi PratoCurricolo verticale di geostoria ESPERIENZE, PROPOSTE E RIFLESSIONI CHEEMERGONO DALLA DIDATTICA DEGL...
16/09/2026

Seminario Cidi Prato
Curricolo verticale di geostoria

ESPERIENZE, PROPOSTE E RIFLESSIONI CHE
EMERGONO DALLA DIDATTICA DEGLI INSEGNANTI

Un pomeriggio insieme per riflettere sulla didattica della storia e della geografia! Grazie a tutti i docenti che hanno ...
16/09/2026

Un pomeriggio insieme per riflettere sulla didattica della storia e della geografia! Grazie a tutti i docenti che hanno partecipato !!

08/09/2026
Il 16 settembre alle ore 14:30,  vi aspettiamo numerosi presso la scuola Fermi di Prato per discutere insieme di didatti...
05/09/2026

Il 16 settembre alle ore 14:30, vi aspettiamo numerosi presso la scuola Fermi di Prato per discutere insieme di didattica della geostoria !
Ecco il link per iscriversi

https://forms.gle/dK5Sdcz8ikZWBeACA

Il 16 settembre alle ore 14:30,  vi aspettiamo numerosi presso la scuola Fermi di Prato per discutere insieme di didatti...
05/09/2026

Il 16 settembre alle ore 14:30, vi aspettiamo numerosi presso la scuola Fermi di Prato per discutere insieme di didattica della geostoria !
Ecco il link per iscriversi

Raffaele Iosa: un ricordo, una strada da proseguire!
01/07/2026

Raffaele Iosa: un ricordo, una strada da proseguire!

Quando ho risposto all’invito di questa rivista a scrivere un ricordo di Raffaele Iosa, appena scomparso, confesso che ho avuto un moto di resistenza a farlo, temendo la trappola della nostalgia e l’insidia di una commozione non ancora elaborata. Poi ho pensato che, se la nostalgia fine a se ste...

15/05/2026

Come preservare un modo significativo di insegnare nell’applicazione delle Nuove Indicazioni Nazionali 2025

Appunti riguardanti l’incontro con Carlo Fiorentini. 5 maggio 2026

Dopo le varie analisi e le motivate critiche svolte nei mesi passati, si apre adesso una nuova fase riguardo alle Indicazioni Nazionali del 2025: quel documento è diventato norma e occorre applicarlo. Quindi, il problema che si presenta in questo momento è cercare di individuare, nella sua applicazione, tutti quegli aspetti che permettono di “difendersi” da un documento che, in sostanza, presenta l’impianto di una scuola nozionistica-trasmissiva. Il numero esagerato di obiettivi, presente un po’ in tutte le aree disciplinari, conferma chiaramente questo modello. Per fare un esempio, nell’area scientifica troviamo 45 obiettivi, che, se analizzati seriamente, data la loro complessità, possono essere suddivisi e diventare anche 60. Un altro fattore a sostegno della visione enciclopedica delle Indicazioni, è dato dal fatto che molti obiettivi risultano troppo alti rispetto allo sviluppo cognitivo degli alunni ai quali si rivolgono, quindi inadeguati. Occorre, dunque, procedere con prudenza nell’applicazione e occuparsi per ora soltanto di ciò che entrerà in vigore dal prossimo anno scolastico: si inizierà con la scuola dell’infanzia e con le prime classi, sia della scuola primaria che della secondaria di primo grado. Nell’ultima versione del documento sono state apportate molte modifiche rispetto al passato: alcune parti risultano condivisibili, ad esempio le “Competenze al termine del primo ciclo d’istruzione” che declinano le Competenze Chiave di Cittadinanza (da pag. 34 a pag. 47). Anche nella “Premessa Culturale Generale” troviamo aspetti condivisibili: il paragrafo “Scrivere è vivere... E si apprende a scuola”, oltre all’enfasi dedicata all’esercizio della calligrafia e del corsivo, mette in rilievo l’importanza dello scrivere per rendere concreto il pensiero. “La scrittura è molto più che una tecnologia della parola, è saper strutturare il pensiero in un orizzonte di senso che è anche introspezione, cura di sè. Ed è avviamento al pensiero riflessivo. Scrivere mette inoltre in discussione il mito della velocità: richiede concentrazione, lentezza. Non si scrive solo per essere capiti, a scuola si scrive per capire e capirsi.” Tale analisi si inserisce pienamente nella metodologia che caratterizza i “Laboratori del Sapere Scientifico” e in generale in quella didattica avanzata che mette al centro la costruzione del pensiero nell’allievo.
Infatti, una delle caratteristiche di queste Indicazioni è che spesso appaiono contraddittorie: per esempio, ci dicono che sono prescrittivi gli obiettivi generali, le competenze attese che li declinano e gli obiettivi specifici, ma fanno riferimento più volte e in modo significativo, al curricolo d’istituto. Leggendo a pagina 49 : “Secondo questa prospettiva insegnanti e dirigenti sono i costruttori” e i “realizzatori di un “curricolo reale vissuto”, frutto del necessario connubio, in virtù delle loro conoscenze, fra quanto suggerito nelle Indicazioni Nazionali in termini di conoscenze, abilità e competenze, e quanto richiesto dalla comunità e dai contesti e in vista dei curricoli di istituto (...) allo scopo di soddisfare in primis i bisogni formativi e apprenditivi dei discenti.” Cosa possiamo fare, quindi, perchè l’applicazione del nuovo documento non stravolga ciò che di sensato è stato costruito nelle scuole?
- Le commissioni che si occupano del curricolo d’istituto dovranno mettersi al lavoro: esso risulterà meno difficile là dove tra i docenti e i dirigenti scolastici esiste un’assonanza pedagogica ed educativa, quindi un’unità di intenti.
- Ovviamente andranno apportati dei cambiamenti ai curricoli esistenti, anche in previsione di controlli da parte degli ispettori.
- Occorre leggere con attenzione gli obiettivi generali: molti sono condivisibili e possono essere assunti.
- Per ogni disciplina è necessario analizzare le competenze attese.
- Occorre scegliere i nuclei fondanti delle discipline, facendo anche riferimento alla parte delle Indicazioni “Non multa, sed multum”: pag. 48 “ (...) Non occorre insegnare tante cose (...) non sempre comprese dagli studenti, ma poche ed essenziali conoscenze, approfondite in aula con grande accuratezza e dovizia di esperienze di apprendimento. (...) Occorre dunque scegliere conoscenze rilevanti (sul piano culturale), significative (sul piano scientifico), essenziali (sul piano formativo)”. Anche questa parte dimostra l’aspetto contraddittorio del documento: viene enucleata una quantità esagerata di obiettivi e poi si afferma la necessità di rendere l’apprendimento significativo e profondo.
- Sarà necessario analizzare con altrettanta attenzione gli obiettivi specifici e scegliere quelli che riteniamo adeguati e in linea con i nuclei fondanti scelti. Per quelli che non usiamo, si può fare riferimento a quel “curricolo reale vissuto” di cui i docenti e i dirigenti sono “costruttori”, come riportato nel documento stesso.
- I percorsi didattici, i contenuti e la metodologia sono espressione dei docenti e devono essere inseriti in modo autonomo nel curricolo.

Prato, 5 maggio 2026 Segreteria Cidi di Prato

15/05/2026

RIFLESSIONI SULLE NUOVE INDICAZIONI NAZIONALI

“Progettare il curricolo di istituto tra autonomia e libertà di insegnamento”
Appunti riguardanti l’incontro condotto da Simonetta Fasoli.
CIDI di Roma - 10 marzo 2026

Per applicare le Nuove Indicazioni Nazionali del 2025 in modo sensato, non vanificando ciò che di buono è stato costruito dalle scuole, occorre un lavoro importante da parte dei collegi docenti: costruire il curricolo d’istituto avendo come riferimenti normativi: - La legge sull’Autonomia scolastica, n°59 del 1997: articolo 21. - Il Regolamento della legge sull’Autonomia: DPR 275 del 1999. - L’articolo 33 della Costituzione che sancisce la libertà di insegnamento.
Come muoversi entro questa cornice?
Il collegio docenti deve elaborare il PTOF, e, a questo proposito, è importante sottolineare che i dirigenti scolastici hanno il solo compito di dare l’atto di indirizzo. All’interno del PTOF il collegio costruisce il curricolo d’Istituto, che, come affermano anche le nuove Indicazioni, deve adeguarsi al contesto. Ed è lì che si può agire in maniera sostanziale, entrando nel cuore della didattica. Infatti l’art. 6 del Regolamento parla della definizione dei curricoli, l’art. 8 di autonomia di ricerca, sperimentazione e sviluppo della progettazione curricolare. Questo ultimo aspetto fondamentale, mai supportato da fondi ministeriali, in realtà non è stato realizzato, e, ancora oggi viene percepito dai docenti come un atto amministrativo che riguarda i dirigenti. Occorre invece fare riferimento proprio a questa autonomia di ricerca e sperimentazione, per elaborare un curricolo rispondente alle singole realtà e ai bisogni intercettati. Ciò permetterà anche di arricchire la dimensione professionale dei docenti, impegnati in studi, sperimentazioni, innovazioni didattiche.
In questa fase è importante tener presente quali sono gli elementi prescrittivi e quali invece “suggeriti” dal documento. Prescrittivi sono gli obiettivi generali, le competenze attese che li declinano e gli obiettivi specifici di apprendimento; è invece compito dei docenti scegliere i percorsi e i contenuti volti a raggiungere gli obiettivi specifici di apprendimento, le metodologie didattiche e gli strumenti.
Nel curricolo d’istituto è necessario isolare i nuclei fondanti dei saperi disciplinari, cioè quei concetti fondamentali che ricorrono in vari punti dello sviluppo di una disciplina: essi hanno quindi un valore strutturale e generativo di conoscenze. Parti riprese dalle Indicazioni Nazionali del 2012 possono essere inserite nel curricolo d’istituto facendo riferimento alla legge sull’Autonomia.
Tra gli strumenti da adottare rientrano anche i libri di testo: l’editoria è già al lavoro in questo senso, ma ricordiamo che è possibile avvalersi dell’adozione alternativa ai libri di testo. Tale scelta facilita l’elaborazione dei percorsi didattici, ampliando lo spazio di libertà di insegnamento dei docenti.

Operando queste scelte i docenti non vanno contro le regole, ma si muovono, anzi, entro l’assetto giuridico e le norme costituzionali che riguardano la scuola.




Prato, 10 marzo 2026. Segreteria Cidi di Prato

Indirizzo

Via Delle Gardenie 73
Prato
59100

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