Come tutte le volte che nasce un’idea si cerca di darle un nome che ne rappresenti in qualche modo i concetti di base. Abbiamo scelto questo nome perché, la favola di Gianni Rodari, da cui è tratto, sottolinea un concetto per noi fondamentale che è quello di apprendere attraverso la propria esperienza e perché richiama l’immagine di un ambiente “morbido”, accogliente e in grado di stimolare lo svi
luppo del bambino. Perciò sia l’organizzazione dello spazio che la scelta dei materiali sono stati guidati da queste esigenze creando così una corrispondenza tra spazio fisico e spazio psicologico. OBIETTIVI
La struttura propone un progetto ad ampio respiro che si vuole inserire nel tessuto sociale circostante, cercando di offrire risposte diverse a domande diverse nell’ottica di promuovere una corretta cultura dell’infanzia. L’Asilo Nido offre al bambino un luogo dove poter esprimere a pieno le proprie potenzialità per il raggiungimento di un’autonomia e di uno sviluppo dell’identità completi. Per questo intento è molto importante anche il coinvolgimento della famiglia attraverso la quale viene dato un senso di continuità all’esperienza del bambino e che troverà a sua volta nella struttura un sostegno psicopedagogico qualificato oltre che una risposta all’organizzazione della vita quotidiana. INDICAZIONI METODOLOGICHE
Le attività proposte si rifanno all’esperienza globale del bambino, stimolando in lui la fiducia in se stesso e nelle proprie capacità. In questa ottica le sue sensazioni, la sua collocazione nel tempo e nello spazio, la sua storia e il suo rapporto con gli altri sono il punto di partenza di tutte le attività. E’ importante ricordare nel nostro lavoro che ogni attività dovrebbe rispondere ai bisogni dei bambini o comunque, essere utilizzata come strumento perché ciò che facciamo assuma significato il più possibile in questa direzione. Da un’attenta osservazione i bisogni che per il bambino risultano essere i più importanti sono:
• Il bisogno di sviluppare relazioni di accudimento che forniscano un riferimento sicuro, ma flessibile;
• Il bisogno di esperienze modellate sulle differenze individuali e sul grado di sviluppo;
• Il bisogno di definire dei limiti e delle regole che abbiano un significato comprensibile;
• Ricevere una pluralità di stimoli (affettivi, cognitivi, sensoriali) che nutrano il bisogno di esperienze che il bambino dimostra continuamente di avere e che siano un’occasione per esprimere la sua creatività e le sue potenzialità;
• Il bisogno di avere uno spazio psicologico dove poter compiere scelte autonome per imparare a riconoscere i propri bisogni. Sulla base di tali premesse è facile comprendere il tipo di organizzazione applicata all’interno del nostro nido. Ogni stanza viene organizzata giornalmente con un tipo di attività e una o due educatrici. Al di là dei laboratori di piccolo gruppo, dove i bambini sono suddivisi secondo l’età, le attività degli altri spazi e le relative figure di riferimento vengono per lo più scelte di volta in volta. Abbiamo verificato in questi anni che questo fornisce ai bambini una base di sicurezza più ampia e un vissuto di appartenenza ad una comunità. In questa cornice metodologica di riferimento, ogni anno viene pensato e attuato un progetto con obiettivi e temi specifici. Tale progetto è illustrato dall’educatrici nella riunione di metà anno. Ci sembra che in questo modo il cerchio si chiuda con un movimento circolare in cui: noi cerchiamo di rispondere ai bisogni reali dei bambini, rimanendo consapevoli dei nostri obiettivi, e cercando sempre di restituire in modo puntuale e comprensibile questo nostro lavoro ai genitori.