28/09/2021
Siamo nell’inverno 2020-21 e siamo tutti in Dad, tutti a casa.
La scuola è vuota e silenziosa: sembra attendere i suoi alunni per riprendere a colorarsi ed animarsi.
La scuola si è trasferita nelle case di alunni e prof, attraverso un pc.
La Dad è uno strumento necessario ma veicola solo conoscenze.
La prof.ssa Maria Palma Gramaglia, docente di lettere del nostro Istituto, avvertendo le difficoltà dei suoi allievi, pensa di dare loro la possibilità di esprimere ciò che hanno dentro, liberamente, attraverso un compito scritto.
Condivide la sua idea con la nostra Dirigente che accoglie sempre con un coinvolgente entusiasmo tutto ciò che può arricchire l’esperienza scolastica dei nostri allievi.
Nasce così “Caro Falcone”.
Un insieme di lettere che ogni allievo ha scritto rivolgendosi a quell’istituzione che è stato costretto ad abbandonare.
Sono i pensieri, i disagi e la speranza dei nostri studenti che condividiamo con voi perché rappresentano lo specchio autentico di ciò che hanno sentito gli adolescenti nel periodo della pandemia.
Scegliamo di condividerli perché può essere uno spunto di riflessione per tutti i lettori della nostra pagina, genitori, studenti, professori ma scegliamo di pubblicare nell’anonimato perché ciascuno possa identificarsi con un pensiero e non con il nome.
Buona riflessione.
Lettera di una studentessa del quarto anno:
"Caro Falcone,
è una ragazza del 4 anno a scriverti. A me ed ai miei compagni è stato chiesto di esprimere le emozioni, le riflessioni e le impressioni che abbiamo vissuto in questo periodo.
Quante cose sono cambiate da quel 8 marzo 2020? Tante.
La campanella suona, ma i corridoi e i banchi sono vuoti, non c’è traccia di nessuno.
I ragazzi sono a casa, in pigiama o in tuta e alcuni anche a letto.
Quanti problemi! La fotocamera non funziona, la linea internet è troppo lenta, il microfono è rotto, prof non vi sento!
Abbiamo tutti un tono di voce basso, uno sguardo perso e pensieri negativi che ci scorrono per la mente. Ci è stata tolta tutta la magia di andare a scuola: l’ansia prima di un compito e di un’interrogazione, la paura di non essere mai all’altezza, mai abbastanza bravi a superare le prove che ci vengono messe davanti tutti i giorni, la paura di un brutto voto. Ci hanno tolto anche l’emozione di una nota positiva, di ottenere dei buoni risultati. L’emozione al solo pensiero di avercela fatta.
La scuola è tutta magia, tutta un’emozione.
Quanto è bello potersi incontrare con i propri compagni, scambiare con loro risate, chiacchiere e racconti.
È bello poter vedere i professori, sentire le loro spiegazioni e poter intervenire senza problemi solo con un’alzata di mano. Perché diciamolo, a distanza, intervenire risulta più noioso e complicato.
È bello poter camminare per i corridoi, vedere il ragazzo o la ragazza che ci piace. È bello poter andare a prendere un caffè o una tisana dalla signora Tiziana. È bello girare per tutta la scuola per cercare il Signor Pasquale che deve risolvere un problema al computer.
È bello poter andare nei laboratori a seguire le lezioni perché lì, le ore sembrano volare.
È bello poter organizzare la Sagra, indossare gli abiti antichi, cimentarsi nella cucina, stare a contatto con i propri compagni e professori perché così i rapporti diventano più forti.
È bello fare visite guidate, sperare di capitare con il tuo prof preferito ed è bello partecipare ai corsi, perché non importa se sono di sabato mattina ma tu, sei felice di andarci e poter passare del tempo in più con i tuoi compagni.
È bello poter fare l’albero di Natale, decorarlo sotto gli occhi della signora Tiziana che ti dice dove poter posizionare una pallina o un nastro, ed è bello poter addobbare le scale e i corridoi.
A te caro Falcone, sento di dire solo cose positive perché in fondo, in quelle quattro mura, ci si sente a casa, senza nessun problema da portarsi dietro.
E a te caro virus, voglio dirti di andar via, di lasciarci liberi di provare queste forti emozioni che ci mancano. Perché tutto questo, gli anni più belli della nostra vita, ce li stanno offrendo in DAD e nessuno sarà mai più in grado di ridarceli indietro. Possiamo solo avere tanta forza, tanta speranza e l’unico modo di rivivere quelle emozioni è tramite i ricordi. "