Doposcuola e ripetizioni di chimica e biologia.

Doposcuola e ripetizioni di chimica e biologia. Doposcuola, aiuto compiti, ripetizioni
medie/medie superiori/ università a
Milazzo e Barcellona pozzo di Gotto. chimica organica per università.

Lezioni private di chimica organica/inorganica per medie inferiori e superiori. Anche nei Nei mesi estivi.

🌹23/5/1992 - 23/52022🌹
23/05/2022

🌹23/5/1992 - 23/52022🌹

Lavorare con le potenze. Schemi  utili anche per gli esercizi di  chimica.
04/04/2022

Lavorare con le potenze. Schemi utili anche per gli esercizi di chimica.

Una potenza è quell'operazione matematica che ha come valore il risultato di una moltiplicazione nella quale un numero, chiamato base , è moltiplicato per se stesso tante volte quanto indicato...

20/02/2022

Bentornati chimicappassionati! 👨‍🔬
Oggi parliamo di un veleno: il MONOSSIDO DI CARBONIO.
Credo tutti sappiamo quanto sia pericoloso e letale, magari per quei fatti di cronaca che parlano di "stufette difettose" e "morti nel sonno".
Questo gas incolore e inodore (di formula CO) è un prodotto dell'ossidazione del carbonio. È però un'ossidazione parziale, poiché il carbonio ha in questo caso stato di ossidazione +2 ma può legarsi ad un altro atomo di ossigeno dando il più stabile DIOSSIDO DI CARBONIO (formula CO₂) che ha stato di ossidazione +4 e non è altro che la normale anidride carbonica prodotta durante le combustioni, o con la respirazione.

In pratica, il MONOSSIDO DI CARBONIO si forma quando il carbonio non può essere ossidato, "bruciato", completamente: questo accade quando non c'è ossigeno a sufficienza e quindi la reazione non può giungere ai prodotti più stabili. Una stufetta a gas accesa tutta la notte in una piccola stanza o una caldaia con il tubo di areazione otturato sono tipiche situazioni in cui è possibile si sviluppi questo velenoso gas.
Parliamo ora del perché è così pericoloso: per farlo dobbiamo guardare nell'immagine il gruppo EME presente nell'emoglobina, che è la proteina contenuta nei globuli rossi del sangue e addetta al trasporto dell'ossigeno all'interno del nostro organismo.
Il gruppo EME è una porfirina, e consiste in una grande molecola planare a forma di anello, formata a sua volta da anelli più piccoli, che al suo interno porta uno ione Fe²⁺. La molecola di ossigeno che respiriamo (O₂) si incastra sullo ione Fe²⁺ e lì rimane, tenuta in posizione da altre parti della proteina che non si vedono nell'immagine: la molecola di ossigeno è neutra, apolare, quindi può entrare ed uscire molto facilmente perché il suo legame con il ferro (che invece è carico positivamente) è debolissimo.
Quando arriva nei polmoni l'emoglobina si "carica" di ossigeno; quando arriva nei tessuti che ne hanno bisogno si "scarica" (è un po' più complicato di così, ma per ora accontentiamoci di questo).

E cosa fa il MONOSSIDO DI CARBONIO?
La sua forma è quasi identica a quella della molecola di ossigeno quindi riesce a prendere il suo posto nell'emoglobina, ma con una differenza: non è apolare. Il monossido di carbonio ha uno squilibrio di densità elettronica esterna che rende un poco negativo l'atomo di carbonio ed un poco positivo l'atomo di ossigeno. L'atomo di carbonio parzialmente negativo si lega allo ione Fe²⁺ dell'emoglobina in modo MOLTO più forte e non si stacca più (le cariche opposte si attraggono, lo sanno tutti), occupando così il posto dell'ossigeno e rendendo sempre meno efficiente il suo trasporto.
Il malcapitato accusa prima nausea, vomito, affaticamento e difficoltà respiratorie. Poi crescente confusione, tachicardia fino alla perdita di conoscenza, il coma e la morte.
Qual è la cura? Per scalzare il MONOSSIDO DI CARBONIO è necessario "forzare" l'ingresso delle molecole di ossigeno nell'emoglobina. Per farlo si fa respirare O₂ puro, meglio se in condizioni di pressione aumentata (la cosiddetta camera iperbarica).

APPROFONDIMENTO PA***SO: Il legame fra CO e Fe²⁺ è estremamente stabile e non si tratta solo di un'attrazione elettrostatica: da un lato il monossido di carbonio compie una donazione di elettroni di tipo σ verso gli orbitali vuoti dello ione Fe²⁺, dall'altro lo ione stesso compie una retrodonazione (backbonding) dai suoi orbitali d pieni verso gli orbitali π* vuoti del CO. Questo fa sì che l'affinità dell'emoglobina per il monossido di carbonio sia 250 volte superiore a quella per l'ossigeno.

La lezione è terminata, spero vi sia piaciuta!
Ci vediamo domenica prossima 😉🖖

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20/02/2022

Cari amici chimicappassionati, oggi voglio parlare di un composto chimico che tutti hanno in casa: l'IPOCLORITO DI SODIO, formula NaClO.
Chiamato cosi molti non lo avranno riconosciuto, ma se vi dicessi CANDEGGINA, o VARECHINA, o AMUCHINA?
Ecco: tutti questi prodotti commerciali sono di fatto soluzioni più o meno concentrate di ipoclorito di sodio (in genere intorno all'1% per l'Amuchina, e tra il 5 e il 10% per candeggina e varechina, prodotti che poi vengono diluiti con acqua al momento dell'uso) con aggiunta di alcuni stabilizzanti, e vengono utilizzate come disinfettanti e come sbiancanti.
Si tratta di un composto che, sciolto in acqua, genera una soluzione abbastanza basica, il che vuol dire che è corrosiva e genera ustioni sulla pelle (sì, soluzioni molto basiche sono dannose quanto soluzioni molto acide!) ma quello che rende così speciale questo composto è il suo grande potere ossidante: riesce a strappare elettroni alle sostanze con cui reagisce, trasformandole in altro.
Ed è proprio questo che fa, ad esempio, con batteri, virus, spore e muffe: ossida le molecole che costituiscono le loro strutture esterne, portandole alla morte.
Ed è la stessa cosa che fa con le sostanze colorate: ossidandole ne modifica i legami chimici e le rende incapaci di assorbire la luce visibile, facendole apparire bianche.
Nulla di complicato, insomma!
La reattività dell'ipoclorito di sodio non deve essere sottovalutata, cosa che potremmo tendere a fare visto il suo consuetudinario utilizzo: non si deve ad esempio MAI mischiare la CANDEGGINA con l'ACIDO MURIATICO (che poi è una soluzione al 10% di acido cloridrico, HCl): si produce cloro gassoso (Cl₂) che è molto tossico ed irritante!
Questa è la reazione:
NaClO + 2HCl → NaCl + Cl₂ + H₂O
E se vi venisse in mente di mischiarla con AMMONIACA o ALCOL ETILICO...
NO! Anche in questo caso si formano composti tossici assolutamente da evitare!

APPROFONDIMENTO PA***SO: Molto spesso, parlando di questi prodotti, si incontra la dicitura CLORO ATTIVO. Ma che cavolo è il cloro attivo? Diciamo che una soluzione di ipoclorito di sodio presenta non solo lo ione IPOCLORITO (ClO⁻) ma tende anche a riformare l'ACIDO IPOCLOROSO da cui deriva (HClO) ed in più si produce una certa quantità di CLORO (Cl₂) come gas disciolto in acqua: l'insieme di queste tre componenti reattive contenenti cloro vengono definite "cloro attivo".

Per oggi abbiamo finito, fatemi sapere se avete trovato interessante questo argomento 😉
Vi aspetto domenica prossima!
Fate i bravi 😉🖖

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20/02/2022

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Bentornati nella nostra aula virtuale!
Oggi parliamo un po' di ALCOL... 🍷
Partiamo da un presupposto: in chimica si definisce "alcol" qualunque composto organico che abbia un ossidrile (un -OH) come gruppo funzionale principale, ma quando se ne parla nel nostro quotidiano ci si riferisce sempre all'alcol etilico, anche chiamato ETANOLO (formula CH₃CH₂OH).
Gli alcolici che sorseggiamo hanno sempre una certa percentuale di questa molecola (il "volume" o "gradi" che troviamo scritti sulla bottiglia indicano i millilitri di etanolo presenti in 100 ml di bevanda) e per evitarne l'abuso c'è una tassazione statale di quasi 10€ al litro di etanolo puro al 96%.

La produzione di ETANOLO a scopo alimentare deriva obbligatoriamente dalla fermentazione naturale dei lieviti e non può essere utilizzato quello prodotto chimicamente.
I suoi effetti sull'organismo li conosciamo tutti: in piccole quantità si ha euforia e piacere (in modo simile agli ansiolitici), in grandi quantità invece le conseguenze diventano spiacevoli e molto pericolose. Come mai?
Soffermiamoci qualche istante sulla sua metabolizzazione (in foto): quando la molecola di ETANOLO viene assorbita da stomaco o intestino per prima cosa viene ossidata ad ACETALDEIDE (CH₃CHO) dall'enzima "alcol deidrogenasi"; l'ACETALDEIDE è abbastanza tossica ma se le quantità sono piccole non importa perché un altro enzima, l'"acetaldeide deidrogenasi", la ossida subito ad ACIDO ACETICO (CH₃COOH), molecola che entra rapidamente nei processi biochimici normalmente svolti dalle nostre cellule.
Il processo è un'ossidazione perché il numero di legami fra il carbonio C e l'ossigeno O cresce ad ogni passaggio (1, 2 e poi 3).
ETANOLO (CH₃CH₂OH) → ACETALDEIDE (CH₃CHO) → ACIDO ACETICO (CH₃COOH)
Quando però beviamo troppo gli enzimi non riescono a smaltire tutto l'accumulo di ETANOLO e ACETALDEIDE, che si riversano nell'organismo provocando effetti su una lunga lista di recettori (l'ubriachezza) ma anche seri danni, fino al coma o alla morte.

Storia un poco diversa è quella di un altro alcol: l'alcol metilico, anche chiamato METANOLO (formula CH₃OH).
Se guardate le formule, il METANOLO ha una grande somiglianza con l'etanolo (manca il CH₂ centrale) ed infatti il processo di metabolizzazione è simile a quello già visto:
METANOLO (CH₃OH) → FORMALDEIDE (HCOH) → ACIDO FORMICO (HCOOH)
Il primo passaggio è realizzato dall'enzima "alcol deidrogenasi" (lo stesso che agisce sull'ETANOLO) mentre il secondo dalla "formaldeide deidrogenasi".
Le molecole prodotte sono simili a quelle ottenute dall'etanolo (al posto dell'ACETALDEIDE c'è la FORMALDEIDE, al posto dell'ACIDO ACETICO c'è l'ACIDO FORMICO), ma se c'è una cosa che la chimica può insegnarci è che le piccole differenze contano, contano eccome!
FORMALDEIDE e ACIDO FORMICO sono infatti un bel guaio: molecole molto reattive che danneggiano irreparabilmente gli enzimi cellulari (come la "citocromo-c ossidasi", nei mitocondri) causando prima vomito, nausea e vertigini, e dopo alcune ore anche cecità, convulsioni, coma e morte. La cecità è causata dal fatto che questa conversione del METANOLO in FORMALDEIDE avviene non solo nel fegato, ma anche nella retina.
Una piccolissima quantità di METANOLO è naturalmente presente nei vini, ma è talmente limitata da non risultare dannosa.
È tristemente famoso però lo scandalo del "vino al METANOLO", avvenuto più di 30 anni fa: il vino (un Barbera prodotto in provincia di Cuneo) venne venduto con l'aggiunta di metanolo per alzarne in modo fraudolento e a basso costo la gradazione alcolica.
Lo "scherzetto" causò 23 morti, diverse cecità ed altri danni neurologici.
Vi chiederete: perché i produttori non aggiunsero ETANOLO sintetico al loro vino? Avrebbero comunque ingannato i consumatori e frodato lo Stato...ma almeno non avrebbero ucciso delle persone!
Evidentemente non conoscevano la differenza fra i due alcoli, e ignoravano quanto fosse pericoloso l'alcol metilico. O almeno lo spero...

APPROFONDIMENTO PA***SO: Perché l'ETANOLO in commercio si trova sempre puro al 96% e mai al 97% o 98% o 100%? Il motivo è semplice: l'alcol etilico viene purificato per distillazione, un processo che usa le differenti temperature di ebollizione delle sostanze: l'etanolo bolle a 78,4°C e l'acqua a 100°C, quindi riscaldando una loro miscela si ottiene un vapore più ricco di alcol e meno di acqua. Ripetendo le evaporazioni e condensazioni molte volte si può avere una miscela molto ricca di etanolo, ma non pura al 100%!
Arrivati al 96% di purezza infatti il "meccanismo" si inceppa perché si forma quello che viene chiamato un AZEOTROPO, cioè una miscela in cui il vapore ha esattamente la stessa composizione del liquido.
Questo vuol dire che potremo far bollire l'alcol etilico al 96% quanto vogliamo, ma avremo sempre un vapore con alcol al 96%... Non si riesce ad andare oltre, se non con metodi molto più complessi e dispendiosi!
Ci accontentiamo allora dell'alcol al 96%...

Vi aspetto la prossima settimana per un'altra lezione, grazie come sempre per i vostri messaggi di affetto e stima!
Un abbraccio, fate i bravi. 👨‍🔬🖖

©️ Il Prof di Chimica
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10/01/2022

Se volessimo metterci a pensare alla vita non da filosofi ma da chimici, quindi volessimo ragionare su cosa essa rappresenti fisicamente e materialmente, a livello di atomi e molecole, ci troveremmo inesorabilmente a confrontarci con due grandezze molto interessanti e di fondamentale importanza: l'ENTALPIA e l'ENTROPIA.
Oggi parliamo di questo.
Lo faremo nel modo più semplice ed intuitivo che mi viene in mente, senza formule e formalismi.
Cominciamo dalla prima: l'ENTALPIA (indicata con H) è una misura della quantità di energia che un sistema può scambiare con l'ambiente.
È cioè qualcosa che valuta l'energia contenuta in una sostanza, quanto energeticamente "sfruttabile" essa sia ed infatti ce la ritroviamo fra le scatole quando vogliamo parlare di scambi di calore durante una reazione.
Prendo un pezzo di legno e lo metto nel caminetto dove accendo un fuoco: la reazione produce calore, quindi è ESOTERMICA. Dove stava questo calore prima? Era ENTALPIA, energia nascosta nelle molecole che si è liberata quando l'abbiamo trasformate in anidride carbonica (CO₂), acqua (H₂O) e una marea di altri composti (nel fumo e nella cenere) di cui non discuteremo le formule, ma state pur certi che la loro ENTALPIA sarà minore di quella del legno.
Stesso discorso, ma al contrario, per le reazioni ENDOTERMICHE, cioè quelle che richiedono calore per avvenire e che quindi fanno aumentare l'ENTALPIA delle sostanze.
Veniamo alla seconda: l'ENTROPIA (indicata con S) è la misura della probabilità di un sistema. Si dice che misura "il volume dello spazio delle fasi corrispondenti al macrostato considerato", un modo un po' contorto per dire che quello che vediamo di un sistema a dimensioni "umane" può essere descritto da tante possibile configurazioni "microscopiche", e tante più configurazioni sono possibili, tanto più quel sistema è probabile.
L'ENTROPIA semplicemente conta queste configurazioni.
Facciamo un esempio: prendo una manciata di fagioli e li lancio sul tavolino. Quanto è probabile che si posizionino sul tavolo componendo la scritta "Il Prof di Chimica è figo"?
Non moltissime, direi...
Certo, magari dopo infiniti tentativi di lanci questa cosa potrebbe anche accadere...ma non mi giocherei una grossa cifra sul fatto che accada nei primi 100 anni di tiri consecutivi.
La situazione "fagioli casuali" ha maggiore ENTROPIA, mentre quella con i fagioli che mi danno del figo ha ENTROPIA molto ma molto minore.
La stessa cosa accade se lascio un gas libero in un contenitore: le sue particelle si distribuiranno in modo casuale in tutto lo spazio, e non si metteranno in ordine in un angolino!
Talvolta si dice, maldestramente, che "l'ENTROPIA misura il disordine di un sistema": è una definizione accattivante ma talvolta desta un po' di confusione.
La verità è che, se vogliamo tornare a parlare della vita come ci eravamo proposti all'inizio, dobbiamo usare una definizione ancora diversa di ENTROPIA: l'entropia è una misura dell'energia che si degrada durante un processo, cioè l'energia che si disperde sotto forma di calore diventando così inutilizzabile ed irrecuperabile.
Tanto è inesorabile questa dispersione che di fatto l'ENTROPIA, nell'Universo, può solo aumentare: non raffredderete mai le vostre mani sfregandole per fare attrito l'una sull'altra; non vedrete mai un pendolo "assorbire" energia dall'ambiente esterno e mettersi in movimento autonomamente; non vedrete mai un corpo caldo raffreddarne uno freddo; non vedrete mai riformarsi legna da ardere partendo da cenere e anidride carbonica.
Non lo vedrete perché non è possibile, perché l'energia degradata non può retrocedere, dunque l'ENTROPIA non può diminuire.
Se lo vedeste, vorrebbe dire che la freccia del tempo si è invertita e state ringiovanendo: lo scorrere del tempo e l'aumento dell'ENTROPIA sono intimamente legati!
Ma noi esseri mortali condividiamo con l'Universo il destino della dispersione e bramiamo sempre energia "sfruttabile".
Sì, esatto: cerchiamo fonti di ENTALPIA per abbassare la crescente ENTROPIA.
E sapete chi è una fonte di energia non degradata?
Il Sole, la nostra fidata stella che quotidianamente ci rifornisce di fotoni di altissima qualità, pronti per essere assorbiti dalle piante che prontamente li immagazzinano sotto forma di molecole ad alta ENTALPIA (gli zuccheri) che poi noi mangiamo e smembriamo per cavarne di dentro l'energia e sfruttarla, trasformandola in lavoro, e disperdendola poi in energia termica...e l'ENTROPIA cresce ancora un po'.
Dunque questa è la vita: molecole inanimate, materia morta che sfrutta l'ENTALPIA per assemblarsi e organizzarsi fino a formare sistemi complessi che chiamiamo cellule, che definiamo "vive" perché sanno nutrirsi e replicarsi, e che si assemblano poi in una moltitudine, si differenziano, si specializzano, si coordinano fino a formare un organismo complesso come, ad esempio, un uomo...un uomo che si interroga sul confine fra l'animato e l'inanimato, sul fatto che una cellula sia formata da materia morta che brama ancora un sorso di vita, ma subisce l'eterno, inesorabile, logoramento del tempo fino al disfacimento, al disordine, al caos.
Come se la vita non fosse altro che un fragile, eterno, equilibrio termodinamico fra ENTALPIA ed ENTROPIA.

Anche oggi la lezione è finita, ma devo dirvi una cosa: questo anno volge al termine e la nostra aula virtuale ormai ospita quasi 10'000 persone, più di quante avrei mai potuto immaginare...GRAZIE, davvero, per tutto l'affetto e la fiducia che mi dimostrate! 💖
Malgrado il mio cuore da inguaribile cinico mi suggerisca che non c'è nulla da festeggiare nel ricorrente passaggio di un pianeta in un punto convenzionale lungo la sua orbita intorno ad una stella, farò finta di essere meno antisociale di quello che sono e vi dico: BUON 2022! 🎉🥂
Ci vediamo la prossima settimana, fate i bravi.
👨‍🔬🖖

©️ Il Prof di Chimica
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10/01/2022

Condensazione aldolica Formazione di aldoli: addizione aldolica In presenza di una base acquosa diluita, aldeidi e chetoni subiscono tautomeria cheto-enolica e vengono parzialmente convertiti nei corrispondenti anioni enolati. L'anione enoltato così formatosi può effettuare un attacco nucleofilo a...

10/01/2022

Ciao ragazzi! In questo video vi spiego nel dettaglio il meccanismo della condensazione aldolica intramolecolare! Fatemi sapere tra i commenti se questa tipo...

Amore chimico.
24/04/2021

Amore chimico.

05/02/2021

COMUNICAZIONE: da quest'anno le uniche materie trattate saranno chimica generale, inorganica ed organica. Le lezioni si svolgono solo on line, tramite Microsoft teams . Al momento non ho posti disponibili.
Vi comunicherò in futuro la disponibilità.
Scusate.

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