Redazione Natura - Arcipelago Toscano

Redazione Natura - Arcipelago Toscano Esplorazioni territoriali, educazione ambientale, storytelling naturalistico nelle isole toscane. Progetto promosso dal Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano.

Laboratori multimediali di conoscenza e narrazione della Natura dell'Arcipelago Toscano.

Mani che impastano, tagliano e creano magia 🍽️✨Oggi il pranzo è tutto merito dei nostri talentuosi ragazzi dell’alberghi...
27/03/2026

Mani che impastano, tagliano e creano magia 🍽️✨
Oggi il pranzo è tutto merito dei nostri talentuosi ragazzi dell’alberghiero: passione e creatività che si vedono… e si sentono anche nel gusto!

Beh, anche la sala si dà da fare...tra poco si comincia! 😉
27/03/2026

Beh, anche la sala si dà da fare...tra poco si comincia! 😉

Per il pranzo di oggi il profumo del pane fatto in casa ha invaso la nostra scuola! 🍞✨ Complimenti ai ragazzi per la lor...
27/03/2026

Per il pranzo di oggi il profumo del pane fatto in casa ha invaso la nostra scuola! 🍞✨ Complimenti ai ragazzi per la loro passione e abilità in cucina: ogni morso racconta dedizione e creatività!

TENUTA DELL’ACQUABONA 🍇Durante la visita alla Tenuta dell’Acquabona abbiamo scoperto il ciclo vitale della vite: dalla g...
26/03/2026

TENUTA DELL’ACQUABONA 🍇

Durante la visita alla Tenuta dell’Acquabona abbiamo scoperto il ciclo vitale della vite: dalla germogliazione alla vendemmia, comprendendo quanto ogni fase sia fondamentale per la qualità del vino.

La tenuta si estende su 15 ettari di vigneti, dove tradizione, cultura e passione si intrecciano. Abbiamo imparato che una vite vive mediamente circa 30 anni e che ogni varietà ha tempi di crescita differenti. Negli ultimi anni, però, la vendemmia è stata anticipata di circa due settimane a causa del cambiamento climatico, rendendo più complessa l’organizzazione della raccolta, che deve essere rapida e precisa per garantire un prodotto di qualità.

Il territorio gioca un ruolo essenziale: la salinità dell’aria e la mineralità del suolo contribuiscono a definire caratteristiche uniche di colore, struttura e sapore del vino. In media, ogni pianta produce circa due bottiglie, mentre quelle destinate ai passiti ne producono una, più concentrata.

Abbiamo inoltre visitato un nuovo impianto, scoprendo che sono necessari circa 3 anni prima che la vite inizi a produrre.

La visita si è conclusa con una degustazione:
🍷 un bianco da uva Ansonica, fresco e leggero, dal colore paglierino
🍷 un rosso intenso, strutturato e tannico, affinato in botte: l’Elba Rosso Riserva, perfetto con carni e sapori decisi

Un’esperienza formativa che unisce territorio, storia e passione per il vino. Grazie alla tenuta per l’accoglienza!

Durante l’esperienza di F.S.L. Formazione Scuola Lavoro, noi ragazzi delle classi IV° ENO ALBERGHIERO abbiammo visitato ...
26/03/2026

Durante l’esperienza di F.S.L. Formazione Scuola Lavoro, noi ragazzi delle classi IV° ENO ALBERGHIERO abbiammo visitato la tenuta “La Chiusa”, fondata nel 1700 dalla famiglia Carpani, è la più antica sull’Isola. Una delle sue peculiarità sta nella sua storia, che si lega oltre che alla produzione del vino, anche al suo passato, dove si collocavano una delle tre tonnare presenti sull’Elba.

Le tonnare dell’isola d’Elba, grazie anche all’emigrazione ponzese nei primi del ‘900, che ne affinano le tecniche di pesca, utilizzano delle grandi reti in cui raggruppavano i tonni per guidati dal Rais (capo pesca) fino alla camera della morte, riducendo lo spazio fino alla superficie, per poi catturare i tonni.

Ritornando al vino, i Senno, che erano armatori, avevano una flotta di imbarcazioni, che grazie ad un fondo piatto, riuscivano a caricare barili di vino ed importarli dall’Elba al Nord Italia. La produzione vinicola fino agli anni 50 del 1900 arrivava a produrre milioni di ettolitri di vino da taglio, ossia ad alta gradazione, utilizzati come base per la produzione di vini più pregiati.

A testimonianza di quanto detto, grazie alla documentazione fotografica, sia della Marina Militare che i professionisti dell’epoca, si poterono ammirare centinaia di ettari coltivati, soprattutto in collina.

Il vino prodotto fino a circa gli anni ‘70, continuava ad essere utilizzato per il taglio e la creazione di vini più raffinati, fino al 1964 in cui nacquero le prime produzioni di vino DOC elbane, prodotti autoctoni, autentici e legati al territorio.

Durante questo periodo storico, si rafforzò un’economia legata al turismo, che rese la produzione locale più ricercata e proficua. Crebbe la domanda e di conseguenza la produzione di vino, confermando il potenziale vinicolo dell’Isola.

Ad oggi si producono circa 800.000 bottiglie in tutta l’isola. di cui circa 100.000, vengono prodotte da “La Chiusa” durante l’anno. 70% da uve bianche e 30% da uve rosse.

La chiusa ha un totale di 13 ettari di vigne e 3 ettari di olive.
Principalmente queste uve vengono utilizzate per la produzione di Vermentino, Elba Bianco e Ansonica, mentre per quanto riguarda i rossi il Sangiovese, ritenuto un vino molto ruvido, viene tagliato con altre uve. Per ultimo l’Aleatico arriva all’Isola d’Elba nel lontano terzo secolo A.C. importato dai greci. Il popolo ellenico preferiva stare sulle isole perché si creava un microclima particolare tra mare e montagne e, visto che il nostro territorio è geologicamente ricco di sali minerali circondato dal mare, risultava un luogo perfetto per la vinificazione.

Continuando nel nostro percorso abbiamo visitato la cantina, il cuore pulsante della produzione vinicola dell’Azienda. Qui abbiamo visto come la cantina fu costruita sottoterra e grazie a questa caratteristica i barili di vino venivano portati giù fino al mare e caricati sui leudi con più facilità.

Un tempo l’uva veniva spremuta con i piedi, ma questo metodo fu velocemente sostituito da tecnologie che ne migliorarono la produttività, sia in termini di resa che di velocità. Il successivo passo evolutivo, fu il sistema dei pondi in legno, che venivano appoggiati sull’uva.

Questa tecnica garantiva più igiene nella produzione: con le tramogge spremevano l’uva e con le pompe manuali caricavano il mosto nelle botti in legno. Dopo questa tecnica, grazie anche all’evoluzione di protocolli H.A.C.C.P., il legno divenne un materiale obsoleto e venne sostituito con cisterne in acciaio alimentare. Il legno ad oggi viene usato solo per l’affinamento del vino, dando un sapore, un colore ed un corpo diversi

C’era una volta Tiziano 🐢una piccola tartaruga nata in un posto pieno di problemi…Ma anche nei luoghi più difficili può ...
20/03/2026

C’era una volta Tiziano 🐢
una piccola tartaruga nata in un posto pieno di problemi…

Ma anche nei luoghi più difficili può nascere qualcosa di speciale.
E a volte, i più piccoli diventano i più grandi eroi 💛🌍

La sua storia è appena iniziata…

20/03/2026

Le istruzioni per preparare lo zaino per un trekking... parlata elbana autentica!

19/03/2026

passi, silenzio, natura, pace... nothing else 💙

19/03/2026

Le parole preziose di Sara, la pastora di Regali Rurali a Lacona. Incontrarla è stata un'occasione non solo per scoprire come si gestisce una fattoria sostenibilmente, ma anche per capire come un forte legame con la verità della natura ci offra spunti per riflettere sul senso della nostra vita. Grazie Sara!💚

Tra le esperienze vissute con il progetto Redazione Natura, quella di Regali Rurali è stata decisamente la più appassion...
19/03/2026

Tra le esperienze vissute con il progetto Redazione Natura, quella di Regali Rurali è stata decisamente la più appassionante poichè la realtà di questa azienda agricola è tradizionale, autentica e profondamente rispettosa della natura e dei suoi ritmi. Grazie a questa esperienza abbiamo riscoperto la passione e la poesia di un mestiere ormai quasi pertuto, quello della pastorizia, e la calma e la tranquillità che genera la piacevole lentezza di una vita a stretto contatto con la natura.

Durante la nostra visita abbiamo avuto il piacere di parlare un po’ con Sara e di conoscere i suoi animali, mentre accompagnavamo le pecore in questa attività, imparando molte cose interessanti su come si gestisce il territorio di un pascolo, che va amministrato in modo che si mantenga un equilibrio tra le piante presenti onde evitare che le specie che le pecore non consumano prevalgano su quelle che invece prediligono.

Insieme a questo abbiamo appreso anche tanti altri concetti interessanti sulla vita di pastorizia e non solo. Infatti il racconto di una vita di questo tipo può essere anche uno spunto per le vite “ordinarie”, come le nostre. Infatti Sara ci ha detto che la cosa che ama di più del suo lavoro è vedere nello stesso giorno la vita e la morte, poter assistere direttamente a questo ciclo tanto bello quanto crudele. Questo ti ricorda anche quanto la vita vada vissuta con il massimo del coinvolgimento, in ogni suo momento.
In definitiva, l’incontro con questa realtà è stato il cuore pulsante del nostro percorso con Redazione Natura.

Ci ha dimostrato che la sostenibilità non è fatta solo di numeri o teorie, ma di gesti concreti, di scarpe sporche di fango e di un equilibrio delicato tra uomo e ambiente che, se ascoltato, ha ancora moltissimo da raccontare alle nostre vite frenetiche.








🐛🪱🦋🐞🐜 Durante il trekking a Pomonte abbiamo potuto osservare anche alcuni insetti, ve li presentiamo!
04/04/2025

🐛🪱🦋🐞🐜 Durante il trekking a Pomonte abbiamo potuto osservare anche alcuni insetti, ve li presentiamo!

Indirizzo

Calata Italia, N. 4
Portoferraio
57037

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