26/03/2026
Durante l’esperienza di F.S.L. Formazione Scuola Lavoro, noi ragazzi delle classi IV° ENO ALBERGHIERO abbiammo visitato la tenuta “La Chiusa”, fondata nel 1700 dalla famiglia Carpani, è la più antica sull’Isola. Una delle sue peculiarità sta nella sua storia, che si lega oltre che alla produzione del vino, anche al suo passato, dove si collocavano una delle tre tonnare presenti sull’Elba.
Le tonnare dell’isola d’Elba, grazie anche all’emigrazione ponzese nei primi del ‘900, che ne affinano le tecniche di pesca, utilizzano delle grandi reti in cui raggruppavano i tonni per guidati dal Rais (capo pesca) fino alla camera della morte, riducendo lo spazio fino alla superficie, per poi catturare i tonni.
Ritornando al vino, i Senno, che erano armatori, avevano una flotta di imbarcazioni, che grazie ad un fondo piatto, riuscivano a caricare barili di vino ed importarli dall’Elba al Nord Italia. La produzione vinicola fino agli anni 50 del 1900 arrivava a produrre milioni di ettolitri di vino da taglio, ossia ad alta gradazione, utilizzati come base per la produzione di vini più pregiati.
A testimonianza di quanto detto, grazie alla documentazione fotografica, sia della Marina Militare che i professionisti dell’epoca, si poterono ammirare centinaia di ettari coltivati, soprattutto in collina.
Il vino prodotto fino a circa gli anni ‘70, continuava ad essere utilizzato per il taglio e la creazione di vini più raffinati, fino al 1964 in cui nacquero le prime produzioni di vino DOC elbane, prodotti autoctoni, autentici e legati al territorio.
Durante questo periodo storico, si rafforzò un’economia legata al turismo, che rese la produzione locale più ricercata e proficua. Crebbe la domanda e di conseguenza la produzione di vino, confermando il potenziale vinicolo dell’Isola.
Ad oggi si producono circa 800.000 bottiglie in tutta l’isola. di cui circa 100.000, vengono prodotte da “La Chiusa” durante l’anno. 70% da uve bianche e 30% da uve rosse.
La chiusa ha un totale di 13 ettari di vigne e 3 ettari di olive.
Principalmente queste uve vengono utilizzate per la produzione di Vermentino, Elba Bianco e Ansonica, mentre per quanto riguarda i rossi il Sangiovese, ritenuto un vino molto ruvido, viene tagliato con altre uve. Per ultimo l’Aleatico arriva all’Isola d’Elba nel lontano terzo secolo A.C. importato dai greci. Il popolo ellenico preferiva stare sulle isole perché si creava un microclima particolare tra mare e montagne e, visto che il nostro territorio è geologicamente ricco di sali minerali circondato dal mare, risultava un luogo perfetto per la vinificazione.
Continuando nel nostro percorso abbiamo visitato la cantina, il cuore pulsante della produzione vinicola dell’Azienda. Qui abbiamo visto come la cantina fu costruita sottoterra e grazie a questa caratteristica i barili di vino venivano portati giù fino al mare e caricati sui leudi con più facilità.
Un tempo l’uva veniva spremuta con i piedi, ma questo metodo fu velocemente sostituito da tecnologie che ne migliorarono la produttività, sia in termini di resa che di velocità. Il successivo passo evolutivo, fu il sistema dei pondi in legno, che venivano appoggiati sull’uva.
Questa tecnica garantiva più igiene nella produzione: con le tramogge spremevano l’uva e con le pompe manuali caricavano il mosto nelle botti in legno. Dopo questa tecnica, grazie anche all’evoluzione di protocolli H.A.C.C.P., il legno divenne un materiale obsoleto e venne sostituito con cisterne in acciaio alimentare. Il legno ad oggi viene usato solo per l’affinamento del vino, dando un sapore, un colore ed un corpo diversi