Pedagogia e informazione

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La pagina nasce dal desidero di creare informazione e dialogo riguardo tematiche salienti della pedagogia, con la speranza di creare interesse e consapevolezza, di eliminare dubbi e pregiudizi ed infine alimentare nuova e corretta conoscenza. Questa pagina nasce dal desidero di creare informazione e dialogo riguardo tematiche salienti della pedagogia, con la speranza di creare interesse e consapev

olezza, di eliminare dubbi e pregiudizi ed infine alimentare nuova e corretta conoscenza. Alcuni dei temi trattati sono:
-Disturbi specifici dell'apprendimento
-Il bambino e il suo Sviluppo cognitivo
-Disturbi dell'età evolutiva
-Disturbo dello spettro autistico
-Disturbi mentali
-Disturbo depressivo e bipolare
-Disturbo d'ansia generalizzato
-Disturbi di personalità

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✔Toccare e manipolare rimangono per tutta la vita importanti modalità di interazione con l'ambiente, anche gusto e olfat...
18/02/2022

✔Toccare e manipolare rimangono per tutta la vita importanti modalità di interazione con l'ambiente, anche gusto e olfatto svolgono un ruolo chiave nella conoscenza del mondo. Tuttavia, l'apporto di questi sensi viene spesso trascurato. Questo manuale si rivolge a chiunque lavori con bambini piccoli o che presentano disturbi del linguaggio legati a difficoltà di apprendimento, disabilità intellettive e fisiche o deficit sensoriali. Propone una serie strutturata di attività sensoriali, dalle più comuni a quelle più inusuali. Si offre come un originale programma educativo volto a sviluppare, a raffinare e a portare sotto controllo cognitivo/linguistico le modalità sensoriali primarie (ad eccezione dell'udito).Per i bambini con gravi deficit, in grado solo di presenziare quasi passivamente, le attività proposte in questo volume rappresenteranno un momento ludico, forniranno stimoli specifici e li indurranno a porsi in relazione con l'adulto. I bambini più attivi, invece, cercheranno di esplorare gli oggetti, sceglieranno con cosa giocare, faranno tentativi di comunicazione. Le attività possono essere usate anche con bambini più grandi o più abili, per aiutarli a imparare un vocabolario corretto.Per gran parte, le attività consigliate sono semplici giochi, alcuni dei quali non richiedono che la presenza dell'adulto; altri prevedono l'utilizzo di materiali e oggetti comuni; altri ancora sono giochi di movimento o da svolgersi in spazi ampi e attrezzati.
Super consigliato❗

27/05/2021

Autismo o psicosi infantile❓
Non c'è nulla che lascia così sgomenti come la follia che colpisce un bambino. Eppure essa esiste. In genere non si presente come negli adulti in cui prevale l'irrazionale e l'uscita di senno che spesso viene considerata come uno scarto rispetto al "comune sentire umano". Nel bambino piccolo la follia si manifesta come una rigida chiusura, tanto totale quanto almeno apparentemente inspiegabile. A nulla serve l'amore, la dedizione dei genitori, familiari o educatori; il bambino è chiuso all'altro, e vi rimane nonostante le sollecitazioni e gli stimoli. Il suo mondo è ridotto ad un orizzonte estremamente ristretto in cui prevalgono gesti ripetuti e il suo spazio non si allarga con il gioco ma è limitato a qualche oggetto che però, non acquista mai quel valore di scambio che lo aprirebbe alla socializzazione e all'integrazione con i coetanei. In questo caso parliamo di autismo.
A volte la follia invece, si presenta nel bambino anche piccolissimo, sotto la forma di un precoce ma inquietante sguardo sul mondo, come se il bambino riuscisse a penetrare l'aldilà delle apparenze e potesse scorgere la realtà così com'è, al di là di quello che generalmente è dato da vedere e poter da lì interrogare la labile verità delle cose. In questo caso parliamo di psicosi. Non si tratta della stessa follia, ma sempre di follia si tratta.

❗Sfatiamo il mito del: "è ancora troppo presto, è ancora troppo piccolo per..."I primi tre anni di vita sono lo stadio p...
03/12/2020

❗Sfatiamo il mito del: "è ancora troppo presto, è ancora troppo piccolo per..."
I primi tre anni di vita sono lo stadio più importante nello sviluppo dell'individuo. È fondamentale comprendere che in nessun altro periodo si presentano livelli di apprendimento paragonabili a quelli presenti nei primi 3 anni di vita. In questa fase le strutture cerebrali si organizzano per acquisire, interpretare e rispondere nel modo più veloce e preciso possibile agli stimoli dell'ambiente in cui si trova ad agire. Attenzione, non si parla solo di sviluppo cognitivo: si pongono anche le basi dell'equilibrio psicologico, emotivo e relazionale! Questo grafico ne è l'esempio.

02/12/2020

Se stiamo cercando la "normalità" per i nostri figli o se pensiamo che sia sufficiente educarli "come si è sempre fatto" o "come fanno tutti", stiamo facendo un grosso errore. Oggi più che mai, è necessaria un'educazione consapevole, informata e intenzionale così da superare un approccio educativo eccessivamente basato sull'istinto, sulla soggettività e sulla semplice reiterazione di quello che abbiamo assorbito dal mondo. Solo così possiamo aiutare i nostri figli a maturare quella stabilità interiore e quel bagaglio di competenze essenziali a fronteggiare le crescenti sfide che il mondo moderno presenta.

Regalo speciale❗Un buon libro riesce sempre a farti compagnia🤩
28/11/2020

Regalo speciale❗Un buon libro riesce sempre a farti compagnia🤩

22/11/2020

❗Disturbi specifici dell'apprendimento, sciogliamo dubbi e false credenze.❗
🔸️Il disturbo è una malattia. FALSO. Si tratta di una neurodiversità, un'alterazione di una particolare funzione.
🔸️Il disturbo determina l'intelligenza di una persona. FALSO. Il disturbo è "specifico", proprio per questo riguarda specifiche abilità e non l'intelligenza.
🔸️Il disturbo coinvolge tutti gli aspetti di vita della persona. FALSO. Tale disturbo coinvolge esclusivamente le abilità di apprendimento scolastico quali lettura, scrittura e calcolo.

08/11/2020

⚡LA COESIONE GENITORIALE⚡
L'infanzia è il periodo in cui si cerca di adeguarsi alle figure adulte e alle loro richieste, il problema sorge quando queste richieste sono confuse o addirittura discordanti tra loro. Le cause sono molteplici: da un lato, capita che i genitori siano sempre meno d'accordo sull'educazione dei loro figli, dall'altro vi è da parte dei genitori, una scarsa considerazione delle reali capacità dei bambini. Un esempio banale: una madre vieta al figlio per vari motivi di guardare TV, torna il padre la sera e, non sapendo della decisione presa, alla richiesta del figlio di vedere la TV glielo permette. Non serve una grande competenza pedagogica per rendersi conto di come questo tipo di situazioni provochi nei bambini un certo disagio confusivo: non sanno a chi fare riferimento, percepiscono una crepa nella coppia genitoriale e spesso hanno paura addirittura di esserne loro la causa. Senza la condivisione e coesione di mamma e papà, condizione estremamente importante per la crescita evolutiva, i bambini sono costretti ad affrontare da soli e senza strumenti, le incertezze create dagli adulti.

I bambini hanno bisogno di un ambiente ordinato perché l'ordine esteriore è funzionale a quello interiore. In un ambient...
10/10/2020

I bambini hanno bisogno di un ambiente ordinato perché l'ordine esteriore è funzionale a quello interiore. In un ambiente ordinato è più facile mantenere la concentrazione ed orientarsi, così da agevolare i processi di apprendimento. Perché allora i bambini creano disordine? Perché sono trasportati dal piacere della scoperta, dal desiderio della curiosità e dai numerosi stimoli che si presentano contemporaneamente. Immaginiamo come possa essere disorientato un bimbo di 3-4 anni che, attraversando decine di giocattoli senta dirsi: "se non metti a posto ti butto tutto!". Questa frase non è altro che la verbalizzazione della nostra stanchezza e frustrazione; una minaccia che il bambino subisce poiché prende alla lettera ogni nostra frase. Sottolineiamo che a quell' età non ha sviluppato ancora un pensiero logico che possa guidarlo nelle sue azioni senza l'esempio di un adulto. Dire invece, ad esempio: "Portiamo i giochi a dormire" risponde alla loro visione animistica del mondo che muove in loro un senso di cura e rispetto, in cui anche gli oggetti hanno vita e sensazioni. Disporre così ogni gioco nella loro "casetta", chiacchierare con i giochi stessi crea armonia tra il genitore e il bambino, facendolo sentire compreso, aiutato e supportato nelle proprie azioni. Ciò che stimola i bambini a fare sono gli esempi di azioni condivise e non "frasi minacciose".

Un pilastro dell'educazione responsabile è: "Comportati tu oggi, come vorresti si comportassero loro, domani, da adulti"...
25/09/2020

Un pilastro dell'educazione responsabile è: "Comportati tu oggi, come vorresti si comportassero loro, domani, da adulti".
Ti piacerebbe che tuo figlio diventasse una persona calma e assertiva? Educa te stesso al controllo delle manifestazioni di rabbia e aggressività, non solo nei suoi confronti ma soprattutto nei confronti delle altre persone.
Desideri sia gentile e cortese? Quando entri ed esci da un negozio per esempio, saluta e ringrazia senza dire ogni volta al bambino: "saluta! Dì grazie alla signora!". I più piccoli apprendono le regole sociali attraverso l'osservazione del comportamento degli adulti. Una regola viene interiorizzata quando viene assimilata dal bambino attraverso la testimonianze dell'adulto, che la pone come modo di essere e NON come modo di fare.

Spesso ci rivolgiamo ai bambini con frasi "di getto" dettate dal momento o dalla stanchezza trascurando invece le conseg...
18/09/2020

Spesso ci rivolgiamo ai bambini con frasi "di getto" dettate dal momento o dalla stanchezza trascurando invece le conseguenze che ogni nostra frase ha su di loro. "Basta capricci" è una delle frasi più usate, certamente sentire pianti e urla non piace a nessuno e ciò che ci viene d'istinto fare è calmarlo-fermarlo. Oggi però sappiamo che "il capriccio" è l'unico canale che il bambino ha per trasmettere sensazioni (fame,stanchezza,noia) emozioni(i bambini non sono in grado di riconoscerle dandogli un nome); loro non riescono ad autoregolarsi e hanno quindi bisogno dell'adulto.. spesso lo fanno attraverso il capriccio. Ciò non significa permettergli di fare ciò che vuole o esaudire ogni sua richiesta, piuttosto riconoscere che anche loro provano emozioni e sensazioni che non devono essere represse nelle manifestazioni. Un bambino deve sentirsi libero di fare i capricci, è un suo diritto comunicarci quello che sente ed è una nostra responsabilità accoglierlo, comprenderlo e sostenerlo. Con questa frase i bambini tendono a sentirsi traditi dai genitori, dai quali si aspettano accoglienza e protezione. I risultati? Continui comportamenti oppositivi.
"Vieni qui che mandiamo via le lacrime" potrebbe essere una frase sostitutiva, è decisamente empatica di conseguenza il bambino non si sente solo ma accolto e ascoltato. Le lacrime possono così essere condivise fino ad allontanarle.❤

17/09/2020

⚡IL BAMBINO E LA COSTRUZIONE DELL'IDENTITÀ. ⚡
Spesso i discorsi dei genitori sono: "mio figlio mi sfida, lo fa apposta per mettermi alla prova"; tendendo così a prendere sul personale le reazioni dei bambini. Siamo certi di interpretare questi comportamenti in maniera corretta?
Dopo i 2 anni il bambino cerca di costruire la propria identità e di manifestarsi come individuo separato dall'adulto.
Riflettiamo sugli strumenti che possiede:
▪︎ non ha ancora un linguaggio articolato;
▪︎ non ha capacità metacognitiva
▪︎l'unico strumento a cui si affida per relazionarsi e conoscere il mondo è il suo corpo (picchia,morde,abbraccia,accarezza e pesta i piedi..)
▪︎è immerso nel suo egocentrismo: "IO,MIO,NO!"
Come può costruirsi un'identità se non misurandosi con l'adulto? Da questo momento chiede di essere attore e non spettatore della costruzione del suo percorso esistenziale.
Non accettiamo che un bambino ci faccia vacillare il ruolo di adulto,ci spaventa l'idea di non essere rispettati e cerchiamo di riportarlo nei ranghi MA ciò non porta alla redenzione del bambino quanto più al nostro senso di colpa per non possedere strumenti educativi validi. È dunque opportuno fermarsi a riflettere sul nostro atteggiamento poiché se siamo prigionieri delle nostre preoccupazioni e aspettative, il bambino continuerà a mettere in atto comportamenti oppositivi che confermano le nostre paure (il no dunque diventa si?!), accertandosi che lo amiamo nonostante il suo atteggiamento provocatorio; o per verificare invece se siamo in un porto sicuro o sé come lui, siamo in balia delle onde.

Comunemente chiamato depressione, il disturbo depressivo maggiore è quello più diffuso secondo numerose ricerche scienti...
07/09/2020

Comunemente chiamato depressione, il disturbo depressivo maggiore è quello più diffuso secondo numerose ricerche scientifiche. Per diagnosticarlo devono essere presenti almeno 5 di questi 9 sintomi:
•marcata diminuzione di interesse o piacere per tutte o quasi tutte le attività.
•umore depresso per la maggior parte del giorno, quasi tutti i giorni.
•significativa perdita o aumento di peso non voluto.
•insonnia o ipersonnia quasi ogni giorno.
•agitazione o rallentamento psicomotorio.
•faticabilità o mancanza di energie.
•sentimenti di autosvalutazione o di colpa, eccessivi o inappropriati.
•ridotta capità di pensare e di concentrarsi.
•ricorrenti pensieri di morte, ricorrente ideazione suicidaria o tentativo di suicidio.

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