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Il pensiero critico si insegna, o si crea lo spazio perché accada?Ieri pomeriggio, nell’Aula Magna dell’I.S.I.S. “V. Fos...
13/10/2026

Il pensiero critico si insegna, o si crea lo spazio perché accada?

Ieri pomeriggio, nell’Aula Magna dell’I.S.I.S. “V. Fossombroni” di , ce lo siamo chiesti con Luca Mori, filosofo e ricercatore dell’Università di Pisa, che da vent’anni progetta laboratori di conversazione filosofica nelle scuole, dall’infanzia alle secondarie di secondo grado.

Educare al pensiero critico non vuol dire aggiungere una materia o un’attività al programma. Vuol dire imparare a chiedere ragioni, a distinguere un fatto da un’opinione, a confrontare punti di vista diversi, a riconoscere i presupposti da cui si parte. Sono abitudini che si costruiscono nel tempo, dentro le pratiche quotidiane della classe: nel modo in cui si fanno le domande, si accolgono i dubbi, si lascia spazio ai ragionamenti di bambini e ragazzi prima delle risposte giuste.

Un grazie al Comune di Grosseto e all’I.S.I.S. “V. Fossombroni”, che ha ospitato l’incontro, e a chi c’era e ha portato domande ed esperienze.

Il seminario è stato promosso nell’ambito delle attività dell’Organismo di Coordinamento Zonale Educazione e Scuola della Zona dell’Educazione e dell’Istruzione Grossetana.

Quante delle vostre riunioni si chiudono con una decisione?Le Linee pedagogiche zerosei descrivono la collaborazione nel...
12/10/2026

Quante delle vostre riunioni si chiudono con una decisione?

Le Linee pedagogiche zerosei descrivono la collaborazione nel gruppo come un tratto peculiare della professionalità educativa. Ma collegialità non significa riunirsi spesso: significa riuscire a decidere insieme.

Cinque condizioni organizzative, semplici e spesso trascurate, che fanno la differenza tra una riunione che produce verbali e una che produce cambiamenti.

Quale di queste manca più spesso nelle vostre équipe?

Se tutto è urgente, niente lo è davvero.Telefonate, sostituzioni, richieste delle famiglie, scadenze amministrative: nei...
10/10/2026

Se tutto è urgente, niente lo è davvero.

Telefonate, sostituzioni, richieste delle famiglie, scadenze amministrative: nei servizi educativi l'urgenza è quotidiana. Il rischio è che il tempo si riempia di risposte e resti vuoto di decisioni.

Distinguere l'urgente dall'importante non è una questione di agenda personale, ma di scelte condivise: chi stabilisce le priorità, con quali criteri, e dove si protegge il tempo per progettare.

Nel tuo lavoro, cosa resta sempre indietro quando arriva un'urgenza?

Chiedere un parere a una collega: apertura o esposizione?Nei gruppi educativi il feedback è spesso raro, oppure arriva s...
08/10/2026

Chiedere un parere a una collega: apertura o esposizione?

Nei gruppi educativi il feedback è spesso raro, oppure arriva solo quando qualcosa non va. Così diventa un rischio: per chi lo dà, che teme di incrinare la relazione, e per chi lo riceve, che lo vive come un giudizio.

Perché diventi un'occasione servono condizioni precise: un clima di fiducia, riferimenti condivisi su cosa osservare, tempi dedicati. Non basta la buona volontà, serve un'organizzazione che lo renda possibile e normale.

Quando è stata l'ultima volta che nel tuo gruppo vi siete scambiati un feedback sul lavoro?

Cosa fa davvero un coordinamento pedagogico territoriale?La norma lo indica tra gli obiettivi strategici del sistema int...
06/10/2026

Cosa fa davvero un coordinamento pedagogico territoriale?

La norma lo indica tra gli obiettivi strategici del sistema integrato 0-6 e affida alle Regioni il compito di promuoverlo. Riunisce i coordinatori dei servizi educativi e delle scuole dell'infanzia di un territorio, qualunque sia il gestore.

Sulla carta è un organismo. Nella pratica è il luogo in cui servizi diversi imparano a parlare una lingua comune.

Nel tuo territorio, il coordinamento è un tavolo che si riunisce o un sistema che lavora?

Le parole con cui descriviamo i bambini, le bambine e il lavoro educativo non sono neutre: orientano lo sguardo, costrui...
04/10/2026

Le parole con cui descriviamo i bambini, le bambine e il lavoro educativo non sono neutre: orientano lo sguardo, costruiscono relazioni, definiscono cosa ci aspettiamo da chi cresce e da chi educa.

È il filo che attraversa il Settembre-Ottobre Pedagogico Zonale 2026, "La cura delle parole: narrazioni, emozioni e relazioni in educazione". In questi giorni il festival ha ospitato il seminario di Michele Mannelli, presidente di .scs, dedicato alle emozioni.

Grazie a educatrici, insegnanti e operatori che hanno partecipato con domande e punti di vista, e ai territori della Conferenza Zonale per l'educazione e l'istruzione della Bassa Val di Cecina (Rosignano, Cecina, Castagneto Carducci e Bibbona) che rendono possibile questo spazio di confronto.

Il festival prosegue fino al 31 ottobre, con incontri, laboratori e dialoghi aperti a educatrici, insegnanti, famiglie e territorio.

La partecipazione è gratuita.

Quante delle scelte di ogni giorno sono davvero scelte?Gli orari dell'accoglienza, la disposizione degli spazi, l'ordine...
03/10/2026

Quante delle scelte di ogni giorno sono davvero scelte?

Gli orari dell'accoglienza, la disposizione degli spazi, l'ordine del giorno delle riunioni, il modo di incontrare le famiglie. Molte decisioni organizzative sono state prese anni fa, da altre persone, per altre ragioni, e oggi resistono semplicemente perché nessuno le rimette in discussione.

L'abitudine non è un nemico: rende il lavoro sostenibile. Il problema nasce quando smettiamo di chiederci se ciò che facciamo serve ancora allo scopo per cui era nato.

Quale abitudine del vostro servizio meriterebbe una verifica?

Delegare significa fidarsi o liberarsi di qualcosa?La differenza non sta nel compito, ma in come viene affidato. Una del...
01/10/2026

Delegare significa fidarsi o liberarsi di qualcosa?

La differenza non sta nel compito, ma in come viene affidato. Una delega che funziona chiarisce obiettivo, margini di autonomia, risorse e momento di verifica. Una delega che non funziona consegna il problema e sparisce, salvo ricomparire quando qualcosa va storto.

Nei servizi educativi delegare bene è anche un modo per far crescere le persone: riconoscere competenze e costruire responsabilità diffuse, invece di concentrare tutto su chi coordina.

Qual è l'ultima cosa che hai delegato, e come l'hai fatto?

Un libro può aiutare un bambino a dare un nome a ciò che sente?Venerdì 25 settembre, all'Auditorium di Piazza del Mercat...
29/09/2026

Un libro può aiutare un bambino a dare un nome a ciò che sente?

Venerdì 25 settembre, all'Auditorium di Piazza del Mercato di Solvay, è partito il Settembre-Ottobre Pedagogico Zonale 2026 con l'incontro "Albi sulle emozioni, albi che emozionano", a cura della prof.ssa Elena Falaschi.

Un avvio che dà il tono a tutta l'edizione, dedicata a "La cura delle parole: narrazioni, emozioni e relazioni in educazione". L'albo illustrato non è solo qualcosa da leggere ai bambini: è uno spazio condiviso in cui parole e immagini aprono domande e ricerche condivise.

Grazie alla prof.ssa Falaschi e a educatrici, insegnanti e famiglie che hanno partecipato.

Il festival, promosso dalla Conferenza Zonale per l'Educazione e l'Istruzione della Bassa Val di Cecina e realizzato da .scs, prosegue fino al 30 ottobre tra Rosignano Marittimo, Cecina, Bibbona e Castagneto Carducci.

📍 Prossimo appuntamento questa sera: martedì 29 settembre, ore 17-19, Auditorium di Via Verdi, Cecina

"Emozioni che crescono: come la relazione sostiene la mente" con Michele Mannelli
Partecipazione libera e gratuita, senza iscrizione.

La documentazione serve a ricordare o a pensare?Nei servizi 0-6 si documenta molto: foto, pannelli, diari, quaderni. Ma ...
28/09/2026

La documentazione serve a ricordare o a pensare?

Nei servizi 0-6 si documenta molto: foto, pannelli, diari, quaderni. Ma la documentazione non è un archivio. Le Linee pedagogiche per il sistema integrato zerosei la collocano dentro un intreccio collegiale con osservazione, valutazione formativa e progettazione: raccolta mentre il percorso è in corso, riletta e interpretata insieme, per progettare nuovi contesti.

Cinque cose che la documentazione non è, e perché fa la differenza.

E nel tuo servizio, chi rilegge la documentazione, e quando?

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