17/02/2026
L’adulto part-time?
Osservando e ascoltando molte docenti della scuola dell’infanzia, appare chiaro ed è evidente una profonda fatica e complessità nel portare avanti l’azione educativa in classe. La scuola dell’infanzia è il regno dell’educazione, è il luogo dove si devono creare i presupposti per lo sviluppo psicofisico. Sviluppo che non avviene in modo spontaneo, ma che necessita di una guida esperta e consapevole. Anzi di guide: genitori e insegnanti insieme devono concordare la loro azione per offrire un percorso coerente. Ascolto attenzione cura fisica sono fondamentali ma ciò che conta di più è la presenza educativa.
L’assenza di questi “strumenti” o la presenza solo in parte e o disorganizzata, creano nei piccoli confusione, non regolazione delle proprie emozioni, ansia. L’adulto è la figura che regola e modula il mondo interiore del bambino, mostrandogli cosa siano le emozioni e come imparare a gestirle sin dai primi mesi di vita. Questo apprendimento non passa attraverso le parole, ma avviene in una dimensione pre-verbale fatta di sguardi, contatto fisico e sintonizzazione.Comprendere ciò vuol dire trasformare quelle azioni che non sono riuscite a creare il clima giusto. Comprendere ciò vuol dire creare una comunità solidale intorno ai bambini.
Non serve molto, non esiste la ricetta uguale per tutti . Bisogna solo osservare i propri figli e agire da adulti che sostengono. Bisogna solo osservare i propri alunni e agire da insegnanti che comprendono e guidano. Senza la collaborazione reciproca la strada si fa erta e tortuosa.
La presenza affettiva, non si rivolge solo al sentimento di amorevolezza verso il piccolo, ma vuol vuol dire esserci senza paura né preoccupazione. I bambini assorbono inconsapevolmente il clima di tensione che hanno intorno. Non sanno spiegarlo a parole ma ne manifestano il malessere attraverso il comportamento.
Soluzione: mamma e papà devono cercare di comprendere bene l’importanza della loro funzione. Non bisogni fisici o ricreativi quindi.
Autenticità e adultità al centro. Autorevolezza voi dire rassicurare. È un “no” che non fa male.
Allo stesso modo gli insegnanti devono ricordare che ogni loro alunno, fin da piccolissimo, è una persona, diversa da tutte le altre, con bisogni, vissuti e temperamenti diversi.
Tutto può cominciare a trasformarsi dall’acquisizione di questa consapevolezza da parte di tutti gli adulti impegnati nella crescita di un bambino.
Chiedono, in sostanza, un adulto full time.
Monica Delli Iaconi