D.ssa Sabrina Patronelli Pedagogista

D.ssa Sabrina Patronelli Pedagogista Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di D.ssa Sabrina Patronelli Pedagogista, Montemurlo.

🧑‍🎓Pedagogista clinico
🌱 Crescita personale, gestione dolore cronico, lutto animale domestico, DSA, neurodivergenze.
🧑‍🏫Tutor apprendimento
🧘Meditazione
🌍Online e In presenza a Pistoia e Agliana

26/08/2026

Perché continui a chiedere amore a chi non sa dartelo?

A volte non è perché non sappiamo cosa meritiamo.
E nemmeno perché “ci piace soffrire”.

Molto spesso, senza rendercene conto, ripetiamo schemi relazionali che abbiamo imparato molto presto.

Se siamo cresciuti in contesti in cui l'affetto era poco presente, imprevedibile, condizionato o non veniva espresso in modo sano, potremmo imparare a considerare familiare proprio quel tipo di relazione.

E da adulti potremmo ritrovarci a scegliere, o a tollerare, persone che ci fanno rivivere dinamiche che conosciamo già.

Non perché siamo sbagliati.

Il nostro cervello tende a muoversi verso ciò che conosce.
La familiarità può essere percepita come sicurezza, anche quando ciò che conosciamo ci fa stare male.

Ed è anche per questo che uscire da una relazione che ci fa soffrire può essere così difficile.

Non basta dirsi:
“Lo so che mi fa male, allora perché non me ne vado?”

Perché cambiare significa anche imparare qualcosa di nuovo:
🌱 riconoscere ciò che ci fa male
🌱 distinguere familiarità da sicurezza
🌱 ricostruire i propri confini
🌱 imparare a riconoscere relazioni più sane
🌱 tornare ad ascoltare i propri bisogni

Riconoscere lo schema è il primo passo per smettere di viverlo.

E no, non sei sbagliato se oggi ti trovi ancora dentro una dinamica che non riesci a lasciare.

Puoi imparare un modo diverso di stare nelle relazioni.
Puoi ricostruire i tuoi confini.
Puoi ricominciare a scegliere anche te.

🤍 Se senti di ripetere sempre gli stessi schemi e non sai da dove iniziare, scrivimi. Possiamo partire proprio da lì.

24/08/2026

«Puoi andare, amore mio, starò bene.»

È la bugia più grande che io abbia mai detto in tutta la mia vita.

Eravamo lì, sulla tua spiaggia preferita, con il vento tra le orecchie e il rumore del mare. Dopo tre mesi passati a tentare l'impossibile per strapparti a quel maledetto emangiosarcoma, ti ho guardata negli occhi e ho saputo.

C'è una spiegazione scientifica a tutto questo: le neuroscienze ci parlano di neuroni specchio interspecifici, di quella capacità meravigliosa del nostro cervello di entrare in una sintonia reale, biologica ed emotiva con un'altra specie. Io ho sentito la tua stanchezza infinita, e tu stavi solo aspettando che fossi io a rassicurarti, per poterti finalmente riposare.

Ma al di là della scienza, delle teorie e di tutto ciò che si può spiegare... io so che c'è di più. Credo con tutta me stessa che le nostre anime fossero, e siano tuttora, in una connessione profonda che niente potrà mai spezzare.

Ti ho mentito, Emma. Ti ho detto che sarei stata bene anche se sapevo che mi sarei spezzata in mille pezzi. Ma è stato il mio ultimo, immenso atto d'amore per te: metterti prima del mio dolore, per donarti la pace che meritavi.

Il lutto per un animale non è un dolore di serie B. È una ferita vera, viscerale, che merita solo rispetto, ascolto e delicatezza.

Mi manchi in ogni momento , Moxi mia. Ma so che da qualche parte, la nostra connessione continua. Da sempre. Per sempre. 🐾✨❤️

EDIT:visto che da questo reel ho capito che siamo davvero tanti ho appena creato un gruppo Telegram gratuito in cui ci possiamo riunire per supportarci. Ecco il link

https://t.me/+S-B0to-hbcFjNzVk

22/08/2026

Le parole non sono mai "solo parole".

Il modo in cui le persone ci parlano influenza il modo in cui iniziamo a parlare a noi stessi.

Chi ci svaluta continuamente, ci umilia, ci manca di rispetto o ci fa sentire "mai abbastanza" non sta semplicemente esprimendo un'opinione: sta contribuendo a creare un ambiente che può minare la fiducia, l'autostima e il senso di efficacia personale.

Questo non significa che dobbiamo evitare ogni critica. Le critiche costruttive aiutano a crescere. Ma c'è una grande differenza tra chi corregge con rispetto e chi ferisce con disprezzo.

Se puoi, scegli di allontanarti da chi alimenta costantemente negatività. Se non puoi farlo, ricorda una cosa importante: non tutte le parole meritano di essere accolte.

Proteggere il proprio benessere emotivo non è egoismo. È un atto di cura verso se stessi.

💬 Ti è mai capitato di renderti conto che alcune persone influenzavano negativamente il modo in cui vedevi te stesso? Raccontamelo nei commenti.

20/08/2026

Un foglio può essere stropicciato.

Possiamo provare a distenderlo, a renderlo di nuovo liscio.

Ma tornerà mai davvero come prima?

Le parole funzionano spesso allo stesso modo.

Quelle che rivolgiamo agli altri possono lasciare segni profondi. Ma anche quelle che rivolgiamo a noi stessi hanno un peso.

Quante volte ti sei detto:
"Non valgo abbastanza."
"Non ce la farò mai."
"Sono un fallimento."

Con il tempo, quelle frasi rischiano di diventare la voce con cui guardiamo noi stessi.

Essere gentili con sé non significa ignorare i propri errori o smettere di crescere.

Significa riconoscere che si può migliorare senza umiliarsi, correggersi senza svalutarsi e imparare senza sentirsi sbagliati.

Ognuno di noi sta facendo ciò che può con le risorse, le esperienze e gli strumenti che ha in questo momento.

La crescita nasce dalla consapevolezza, non dal disprezzo verso se stessi.

💬 Se dovessi parlare a te stesso come parleresti alla persona che ami di più, quali parole useresti?

18/08/2026

“Ha studiato per ore e non si ricorda niente!”

È una frase che molti genitori pronunciano, soprattutto quando vedono il proprio figlio fare fatica davanti ai libri.

Ma dimenticare ciò che si è appena studiato non significa necessariamente non essersi impegnati.

Nei DSA possono esserci difficoltà nei processi che permettono di acquisire, organizzare, consolidare e recuperare le informazioni.

Per questo ripetere ancora e ancora lo stesso contenuto non sempre è la soluzione.

A volte serve cambiare il modo di studiare:
📌 come vengono presentate le informazioni
📌 quali strategie vengono utilizzate
📌 come si lavora sul recupero
📌 quali strumenti possono facilitare l'apprendimento

L'obiettivo non è studiare di più.

È trovare il modo giusto per imparare. 🌱

E quando quel metodo è davvero personalizzato, anche la fatica può trasformarsi in maggiore autonomia e fiducia.

Se tuo figlio fa molta fatica a studiare, forse non ha bisogno di impegnarsi di più.
Forse ha bisogno di essere aiutato a capire come funziona il suo modo di apprendere.

📩 Per informazioni sui percorsi di supporto scolastico e Metodo EMMA, scrivimi in DM.

15/08/2026

🌅 Buon Ferragosto da me e Maya. 🐾🤍

Oggi vorrei augurarvi di imparare dai nostri animali qualcosa che spesso noi adulti dimentichiamo:

amare senza condizioni, vivere il presente e trovare la felicità nelle piccole cose.

Maya non ha bisogno di molto per stare bene.
Un po’ di mare, un tramonto, il rumore delle onde e la possibilità di godersi semplicemente quel momento. 🌊

Forse anche noi dovremmo imparare a fermarci un po’ di più.

A lasciare andare ciò che non possiamo controllare.
A smettere, almeno per qualche momento, di pensare a ciò che manca e accorgerci di ciò che abbiamo.

Che questo Ferragosto vi regali tranquillità, presenza e persone con cui sentirvi davvero a casa.

E magari, proprio come Maya, la capacità di sederci davanti a un tramonto e pensare semplicemente:

“Sto bene qui.” 🤍

Buon Ferragosto. 🌅🐾

08/08/2026

"Non ho voglia di andare in vacanza."

E magari non è perché non hai bisogno di riposarti.

A volte siamo talmente abituati a riempire ogni spazio con impegni, pensieri, lavoro, programmi e stimoli che fermarsi diventa quasi difficile.

Perché quando la mente finalmente rallenta, possono emergere tutte quelle emozioni che durante l'anno abbiamo tenuto in secondo piano.

E allora ci sembra più facile continuare a fare, organizzare, pensare, risolvere.

Tenere la mente occupata può diventare un modo per non sentire.

Ma riposare non significa necessariamente non fare nulla.

Significa anche permettersi di non essere produttivi per qualche momento, lasciare spazio alle emozioni e accorgersi di ciò che c'è dentro di noi senza doverlo immediatamente risolvere.

Forse quest'estate non abbiamo bisogno di "staccare la spina".

Forse abbiamo bisogno di imparare, piano piano, a non aver paura di quando la spina si stacca. 🌊

E tu? Quando finalmente hai tempo libero riesci davvero a rilassarti o senti subito il bisogno di riempire quello spazio?

06/08/2026

"Mio figlio ricorda tutto quello che gli piace... ma di storia non sa nemmeno cosa ha studiato ieri."

Quante volte l'hai pensato?

La prima cosa da sapere è questa: avere un DSA non significa avere un deficit di memoria.

Se così fosse, parleremmo di un disturbo della memoria, non di un Disturbo Specifico dell'Apprendimento.

È vero che molti bambini e ragazzi con DSA sembrano dimenticare facilmente ciò che studiano, quasi come se fingessero creando malumori anche in famiglia. Ma il problema non è la memoria in sé.

La difficoltà sta nel percorso che le informazioni devono fare per arrivare alla memoria attraverso la lettura e la scrittura. Se questi processi sono faticosi, l'apprendimento richiede molte più risorse cognitive e memorizzare diventa più difficile.

C'è poi un altro aspetto che riguarda tutti noi: la memoria è strettamente legata all'attenzione.Ciò che ci coinvolge, ci incuriosisce o ci emoziona viene ricordato con maggiore facilità.

Ecco perché tuo figlio può conoscere a memoria ogni dettaglio della sua passione e, allo stesso tempo, fare fatica a ricordare una pagina di storia.

Non è pigrizia.
Non è mancanza di volontà.
E, nella maggior parte dei casi, non è un problema di memoria, inteso come disturbo della memoria.

Comprendere come funziona l'apprendimento è il primo passo per trovare strategie efficaci e aiutare ogni ragazzo a esprimere il proprio potenziale.

30/07/2026

"I figli di oggi hanno bisogno delle mani di una volta."

È un commento che ho ricevuto sotto uno dei miei video.

E mi ha fatto riflettere.

Le "mani di una volta" sono anche quelle che hanno educato gli adulti di oggi.

Quegli adulti che spesso faticano a riconoscere le proprie emozioni, chiedere aiuto, sentirsi all'altezza o costruire relazioni sane.

Questo significa che ogni genitore del passato abbia sbagliato?
Assolutamente no.

Ogni famiglia ha fatto quello che poteva con le conoscenze e gli strumenti che aveva.

Ma oggi sappiamo molte più cose sullo sviluppo del cervello, sull'attaccamento, sulle emozioni e sulle neurodivergenze.

Perché dovremmo rinunciare a queste conoscenze?

Attenzione però: educare con cura non significa crescere figli senza regole.

La pedagogia della cura non è permissivismo.

I bambini hanno bisogno di limiti, coerenza, responsabilità e presenza.

Non hanno bisogno della paura per imparare.

Forse la domanda da farci non è:
"Dobbiamo tornare alle mani di una volta?"

Ma:
"Quali adulti vogliamo aiutare a diventare i bambini di oggi?"

💬 Tu cosa ne pensi? Il rispetto si costruisce con la paura o con una relazione educativa autorevole?

27/07/2026

Caro genitore,
Non è colpa tua.

Sei rimasto sveglio la notte a chiederti se avessi sbagliato qualcosa.

Ti sei sentito in colpa perché tuo figlio faceva fatica a studiare, si distraeva, piangeva davanti ai compiti o diceva di sentirsi "meno bravo" degli altri.

Ma la verità è che ognuno fa quello che può con gli strumenti che ha in quel momento.

Se non sapevi che dietro quelle difficoltà c'era un DSA, un BES o un'altra neurodivergenza, non potevi intervenire nel modo giusto. E questo non fa di te un cattivo genitore.

La buona notizia è che oggi hai una consapevolezza diversa.

E la consapevolezza permette di cambiare strada.

Per questo il mio consiglio è di non aspettare che ricomincino le difficoltà scolastiche. Programmare il percorso fin dall'inizio dell'anno significa costruire strategie, metodo e autonomia prima che la fatica diventi troppo grande.

L'obiettivo non è avere un figlio perfetto.

L'obiettivo è permettergli di vivere la scuola con più serenità, sentendosi competente, compreso e supportato.

💚 A volte il regalo più grande che possiamo fare ai nostri figli non è fare di più, ma chiedere aiuto al momento giusto.

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