Il Cilento è la regione della provincia di Salerno che per la sua configurazione topografica presenta caratteri etnici, agricoli, sociali di particolare interesse. Una terra generosa di panorami singolari e aperti a suggestive visioni, ove le distese secolari di ulivi rigogliosi occupano la maggior parte del territorio che, solo in misura irrisoria, è coperto anche da boschi cedui, da vigneti e da
seminativi irrigui e arborati, con le marine sacre al mito e alla leggenda lungo un litorale risonante lontane eco di civiltà eccelse, con le sue colline e le vallate piene di luce e di vigore, con le sue rocce ergentisi verso un cielo limpido, cristallino, con i fiumi Sele e Alento, Lambro e Mingardo, che portano a valle il canto schietto e forte del montanaro nella freschezza delle acque. La parte di questa regione è la zona della fascia tirrenica che accoglie entro i suoi confini centri archeologici come Velia e Molpa, baluardi di un passato di splendore e che si onora di custodire il simbolo ideale dei moti del 1828, ricordati nel ceppo marmoreo di Palinuro, da dove partirono le prime voci di libertà del nostro glorioso Risorgimento. Il paesaggio caratteristico per le sue bellezze suggestive, per i suoi immensi uliveti che raggiungono il mare dopo corse ordinate e agili lungo le insenature e le colline, per le sue rocce gigantesche come immensi documenti, per le sue marine limpide e fresche, costituisce la premessa invidiabile per un sicuro sviluppo turistico della regione. All’amenità dei luoghi si uniscono le altre ricchezze e prima tra queste l’archeologia, che è preminente, sia per gli scavi di Velia, che hanno riportato alla luce parte dell’antica Elea, sede di una famosa scuola di filosofia, sia per gli scavi di Molpa, che restituiscono all’ammirazione dei vivi, i segni d’una delle più belle città della Magna Grecia, ricca di un passato di splendore civile. Non manca la nota di valore mitico: dalle rocce del promontorio di Palinuro, che con il Faro sembra eternare la funzione di guida dell’infelice nocchiero di Enea ai naviganti dell’ampia ansa marina, a Camerota, le cui origini sconfinano nella leggenda, cui fa eco il mistero e la fantasia. CILENTO
Forte,massiccio,immenso,
al ciel ti levi,
dalle rive dei miti
ai sacri fiumi
nel silenzio divino
che circonda
le tue rocce fatali. Tu,custode geloso,
in cuor conservi
gli infiniti segreti
delle grotte,
e nel castello,
lungo la marina,
dell’ “essere”
possiedi la Regina. Per le tue valli al mare
il vento porta
ogni giorno
il profumo delle vette;
e il maestrale
volge alle montagne
il saluto di pace
dell’ulivo. Nell’incanto notturno
tante voci
van dai tuoi borghi
allo stellato cielo,
mentre dal mare
illumina l’ignoto
col suo faro selvaggio
quel Nocchiero.