27/08/2026
IL PROBLEMA DELLA BRUZZONE NON È LA BRUZZONE,
È IL PROBLEMA DEI MAESTRI DI ARTI MARZIALI
In questi giorni si parla molto di Roberta Bruzzone e delle difficoltà che sta attraversando.
Voglio dirlo chiaramente, prima che qualcuno fraintenda il senso di questo post: la dottoressa Bruzzone è una professionista che seguo, rispetto e stimo. Le auguro sinceramente di superare questo momento nel migliore dei modi
Aggiungo una cosa che penso davvero :
Al di là di titoli, percorsi e polemiche, non costruisci negli anni un'immagine così forte, riconoscibile e autorevole semplicemente mettendoti un'etichetta addosso. Non diventi un riferimento pubblico per milioni di persone perché hai stampato un diploma o perché qualcuno ti ha nominato qualcosa.
Una credibilità del genere si costruisce nel tempo : con il lavoro. Con l'esposizione. Con quello che fai. Con quello che dici. E anche mettendoci la faccia quando tutti possono giudicarti.
Ed è proprio qui che mi è venuto in mente un parallelismo che, probabilmente, farà incazzare parecchia gente nel mondo delle arti marziali.
Perché in Italia non esiste un Albo professionale nazionale dei criminologi, con iscrizione obbligatoria, come esiste invece per altre professioni: esistono percorsi di studio, specializzazioni, associazioni, elenchi e qualificazioni specifiche.
Ma non esiste quell'unico organismo superiore che possa dire definitivamente: “questo è il titolo assoluto, riconosciuto da tutti, che da solo certifica la qualità di un professionista”.
Vi ricorda qualcosa ?
.. e nelle arti marziali?
Uguale
Anzi, forse peggio !
Perché non esiste un Albo dei maestri di arti marziali.
Non esiste un organismo unico e imparziale che controlli davvero chi è in grado di insegnare e chi no.
E allora succede una cosa meravigliosa :
Chiunque può presentarsi con un diploma.
Una qualifica.
Una cintura.
Un grado.
Una federazione.
Un ente sportivo.
Una carica.
Una foto con il “Grande Maestro”.
Magari un titolo altisonante inventato o ricevuto da qualcuno che, a sua volta, è stato nominato da qualcun altro.
Gran Maestro. Caposcuola. Responsabile nazionale. Direttore tecnico. Maestro internazionale.
Ma chi c***o lo certifica davvero?
Chi ne garantisce ( e riconosce ) le doti e le capacità ?!
Questa è la domanda.
Perché nell' ambiente ci sono titoli che, a furia di essere distribuiti, hanno finito per valere meno della carta su cui sono stampati.
E sia chiaro: non sto parlando di tutti.
Ho la fortuna di conoscere personalmente alcuni maestri seri, preparati, con decenni di studio, di pratica e soprattutto di esperienza alle spalle.
Persone che non hanno bisogno di autoproclamarsi continuamente qualcosa.
Forse è proprio per rispetto verso queste persone, verso i miei studenti , che mi fanno incazzare ancora di più quelli che, dopo pochi weekend, due stage, qualche seminario e un assegno versato all'ente giusto, tornano a casa “istruttori”.
Poi, naturalmente, devono formare altri istruttori.
Che formeranno altri istruttori.
E avanti così.
Perché in certi ambienti, diciamocelo chiaramente, più che una scuola sembra un multilevel con le cinture: ogni nuovo " Istruttore " diventa un punto di reclutamento .
I l problema è che alla fine, in mezzo a tutta questa gente che si appende titoli addosso, c'è chi cerca seriamente di imparare.
Spesso non ha gli strumenti per capire la differenza, ma ne frattempo spreca soldi e, soprattutto, anni !
Perché il diploma è bello.
La foto con il maestro famoso fa scena.
Il titolo impressiona.
Ma nessun pezzo di carta, da solo, ti dice che cosa quella persona sa davvero fare. Che cosa sa davvero insegnare. E soprattutto quale esperienza reale ha alle spalle.
E qui arriviamo al punto più scomodo di tutti : l' ' esperienza.
Perché un titolo lo puoi comprare, ricevere, accumulare.
L'esperienza no.
Puoi però raccontarla.
Gonfiarla.
Abbellirla.
Millantarla.
E farla diventare leggenda sui social.
( Di questo, però, parlerò nel prossimo post )
Nel frattempo una domanda ve la lascio qui, e sono davvero curioso di leggere le risposte:
secondo voi, oggi nel mondo delle arti marziali, un titolo certifica davvero la qualità di un insegnante… oppure certifica soltanto che qualcuno, da qualche parte, gli ha dato un titolo?
E perché ?
E se vuoi evitare gli improvvisati del weekend, forse non hai bisogno dell'ennesimo corso di Wing Chun che ti promette l'illuminazione, una cintura e un diploma finale.
A settembre sto iniziando un percorso diverso :
Non per tutti.
E probabilmente non sarà nemmeno per te.
Ma magari vale la pena capire se può davvero fare al caso tuo
Ti lascio il link al primo commento qua sotto ⬇️