Si-Fu Giorgio Malacarne

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11/10/2026

𝗔𝘀𝗰𝗼𝗹𝘁𝗮 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗱𝗶𝗰𝗼𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗺𝗲..

L'esperienza di Andrea Ascione , appassionato marzialista ed insegnante che è venuto fin dalla Germania per studiare Metodi e Didattica della mia Scuola

È stato davvero un'esperienza divertente 👍🏻

Se anche tu vuoi avvicinarti al mondo dell' Autoprotezione, puoi entrare GRATIS nel mio Gruppo Privato, dove troverai :

- VideoTutorial

- Schede Didattiche

- Consigli di Allenamento

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𝗖𝗥𝗜𝗧𝗜𝗖𝗔𝗡𝗢 𝗖𝗥𝗜𝗧𝗜𝗖𝗔𝗡𝗢𝗘 𝗣𝗢𝗜 ..   😉  Mi fa sempre sorridere una certa dinamica che, nel mondo delle arti marziali e degli sp...
09/10/2026

𝗖𝗥𝗜𝗧𝗜𝗖𝗔𝗡𝗢
𝗖𝗥𝗜𝗧𝗜𝗖𝗔𝗡𝗢
𝗘 𝗣𝗢𝗜 ..

😉

Mi fa sempre sorridere una certa dinamica che, nel mondo delle arti marziali e degli sport da combattimento, si ripete ciclicamente.

Nel pugilato, nella MMA, nel Brazilian Jiu-Jitsu, nella Muay Thai e in tante altre discipline ci sono atleti straordinari e istruttori di altissimo livello. Parliamo di sport che richiedono preparazione, disciplina, sacrificio e competenze tecniche che meritano rispetto. E chi mi conosce sa che non ho alcun bisogno di sminuire il lavoro degli altri per dare valore al mio.

Fin qui, tutto bene.

La parte interessante arriva quando qualcuno, magari per anni, considera chi insegna difesa personale un dilettante, chiama quello che fa «roba da principianti», sostiene che non sia un vero sport oppure liquida tutto come una trovata commerciale.

Poi, con una certa puntualità, succede qualcosa di curioso: lo stesso ambiente che guardava con sufficienza alla difesa personale comincia a proporre corsi di difesa personale. Il pugile aggiunge la difesa personale con tecniche di boxe, il praticante di MMA propone la sua versione, quello di Jiu-Jitsu la propria.

E improvvisamente l'argomento diventa interessante.

Ora, sia chiaro: non c'è niente di male nell'insegnare a proteggersi. Anzi, se sempre più persone si rendono conto che queste competenze possono essere utili nella vita quotidiana, è una buona notizia.

La domanda, semmai, è un'altra: se ieri era una sciocchezza, oggi che cosa è cambiato?

Forse è cambiato il mercato. Forse è cambiata la percezione del pubblico. Oppure, più semplicemente, ci si è accorti che una cosa è saper combattere in un contesto sportivo e un'altra è preparare una persona a riconoscere e gestire una situazione potenzialmente pericolosa nella vita reale.

Perché è proprio qui che nasce la differenza del mio approccio.

Io preferisco parlare di autoprotezione, perché il mio lavoro non comincia quando parte il primo pugno. Comincia molto prima: nella capacità di leggere il contesto, riconoscere i segnali, evitare un'escalation, prendere decisioni sensate, gestire le distanze e comprendere quando sia più intelligente allontanarsi anziché affrontare uno scontro.

E, quando evitare non è più possibile, bisogna anche saper gestire la situazione fisica.

Le competenze tecniche contano, eccome. Ma non sono l'intera questione.

Lo sport da combattimento prepara a confrontarsi in un contesto sportivo, con le sue regole, i suoi obiettivi e le sue modalità di allenamento. L'autoprotezione affronta un problema diverso, che richiede anche conoscenze e capacità differenti.

Le due cose possono integrarsi, ma non sono automaticamente la stessa cosa.

Per questo rispetto chi pratica e insegna seriamente la propria disciplina, senza sentire il bisogno di denigrare quella degli altri. E credo che lo stesso rispetto dovrebbe valere in entrambe le direzioni.

Poi, naturalmente, ognuno è libero di ampliare la propria offerta didattica. Ci mancherebbe.

Ma quando si decide di insegnare qualcosa che fino a ieri si liquidava con sufficienza, forse sarebbe elegante riconoscere che il problema era più complesso di quanto si pensasse.

In fondo, non c'è niente di male nel cambiare idea. Anzi, è spesso un segno di intelligenza.

L'importante è non confondere il cambiare idea con lo scoprire improvvisamente una nuova opportunità commerciale.

Io continuo a fare il mio lavoro, studiare, insegnare e cercare di trasmettere alle persone strumenti utili per affrontare la realtà, senza promettere invulnerabilità e senza vendere illusioni.

Perché l'obiettivo non è dimostrare quanto siamo bravi a combattere.

L'obiettivo è imparare a riconoscere quando non dovremmo combattere affatto.

E questa, per me, è la differenza.

Impara.
Reagisci.
Proteggiti.

Ieri a Pisa si è tornati a parlare di spazio pubblico, di come renderlo più frequentato, più vissuto e più sicuro, mentr...
08/10/2026

Ieri a Pisa si è tornati a parlare di spazio pubblico, di come renderlo più frequentato, più vissuto e più sicuro, mentre l'allerta meteo ha ricordato, nello stesso momento, quanto le condizioni dell'ambiente possano cambiare rapidamente il modo in cui utilizziamo uno spazio.

Sembra un discorso molto lontano dall'autoprotezione.

Non lo è affatto.

Quando entri in un bar, attraversi una piazza, cammini lungo una strada o ti trovi in mezzo a molte persone, l'ambiente non è semplicemente lo sfondo di quello che sta succedendo.

È una parte della situazione.

Ci sono ingressi e uscite, persone che possono diventare ostacoli o punti di riferimento, automobili parcheggiate, tavoli, muri, dislivelli, passaggi stretti, zone illuminate e zone che lo sono molto meno.

E soprattutto ci sono spazi nei quali puoi muoverti facilmente e altri nei quali, se qualcosa cambia, potresti trovarti rapidamente senza una buona possibilità di allontanarti.

Il problema è che normalmente non li guardiamo.

Guardiamo il telefono, cerchiamo il nostro tavolo, parliamo con gli amici, pensiamo a dove dobbiamo andare.

Non stiamo facendo nulla di sbagliato.

Ma se voglio parlare seriamente di autoprotezione, devo insegnare anche questo: imparare a leggere lo spazio senza vivere in uno stato di allarme.

Non significa entrare in un locale e cominciare a cercare aggressori.

Significa sapere semplicemente dove sei.

Dove potresti andare.

Cosa potrebbe ostacolarti.

E soprattutto quali possibilità hai se la situazione dovesse cambiare.

Perché lo spazio non è qualcosa che subisci.

Se impari a leggerlo, diventa una delle informazioni che puoi utilizzare per prendere decisioni migliori.

E questa, prima ancora di essere una tecnica, è una competenza.

Impara.
Reagisci.
Proteggiti.

𝙏𝙚𝙘𝙣𝙞𝙘𝙖 𝙞𝙣𝙛𝙖𝙡𝙡𝙞𝙗𝙞𝙡𝙚 La tecnica infallibile di oggi è particolarmente utile quando abbiamo a che fare con :- Esaltati del...
07/10/2026

𝙏𝙚𝙘𝙣𝙞𝙘𝙖 𝙞𝙣𝙛𝙖𝙡𝙡𝙞𝙗𝙞𝙡𝙚

La tecnica infallibile di oggi è particolarmente utile quando abbiamo a che fare con :

- Esaltati della loro arte marziale..

- Incompetenti che vogliono convincerti del loro percorso di vita..

- SiFu Sayan e Guru Tactical Kombat Antani che vogliono rifilarti un costosissimo corso inutile..

- Persone che sprecano il vostro tempo piagnucolando scuse assurde ed improbabili..

[ tempo di lettura : 5 secondi ]
.ogni volta che un coglionə prova a discutere con me uso questa tecnica marziale infallibile :

" evitate SEMPRE di
discutere con un cretino "

SEMPRE .



Facciamo un salto a Comey Island. Ancora .
05/10/2026

Facciamo un salto a Comey Island.

Ancora .

IL CORPO CHE HAI È IL PUNTO DA CUI DEVI PARTIRE  C'è un errore abbastanza comune nell'allenamento per l'Autoprotezione: ...
02/10/2026

IL CORPO CHE HAI È IL PUNTO DA CUI DEVI PARTIRE

C'è un errore abbastanza comune nell'allenamento per l'Autoprotezione: costruire il programma pensando a una persona ideale.

Quella persona è sempre abbastanza forte, abbastanza veloce, abbastanza mobile, abbastanza giovane e abbastanza allenata.

Peccato che fuori dalla palestra quella persona non esista.
Esisti tu.

Con il tuo peso, la tua età, la tua mobilità, le tue capacità cardiovascolari, le tue limitazioni e anche le giornate nelle quali sei semplicemente stanco.

Per questo un allenamento serio non dovrebbe chiederti di diventare qualcun altro prima di poter essere utile.

Dovrebbe partire da quello che hai e sviluppare progressivamente ciò che ti manca.

E soprattutto dovrebbe verificare una cosa molto semplice: cosa rimane delle tue capacità quando la respirazione cambia, la fatica aumenta e la pressione sale?

Perché una competenza che funziona soltanto quando sei fresco, tranquillo e perfettamente coordinato è una competenza che non hai ancora realmente verificato.
Non significa allenarsi sempre al limite e nemmeno trasformare ogni lezione in una gara.

Significa inserire progressivamente condizioni che permettano di capire come reagisce il tuo corpo, dove perdi qualità e cosa devi migliorare.

L'obiettivo non è diventare invulnerabili.

È arrivare a conoscere abbastanza bene il proprio corpo da non scoprire i suoi limiti per la prima volta quando sei già dentro una situazione difficile.

PRIMA DI INTERVENIRE, GUARDA COSA STA ANCORA CAMBIANDO  C'è una differenza enorme tra imparare una tecnica e imparare a ...
29/09/2026

PRIMA DI INTERVENIRE, GUARDA COSA STA ANCORA CAMBIANDO

C'è una differenza enorme tra imparare una tecnica e imparare a leggere una situazione.
Una tecnica può dirti cosa fare con il corpo.

La lettura della situazione deve aiutarti a capire se è davvero il momento di farlo.

L'episodio di Reggio Emilia lo mostra in maniera brutale: una persona viene aggredita, due passanti intervengono per soccorrerla e, nella sequenza successiva, diventano anch'essi vittime della violenza.


Non significa che avrebbero dovuto voltarsi dall'altra parte.
Significa che l'intenzione di aiutare, da sola, non basta.

Prima di muoverti devi continuare a leggere ciò che hai davanti: chi controlla lo spazio, dove sono le persone, cosa sta facendo l'aggressore, cosa può ancora cambiare e quali possibilità hai di intervenire senza entrare semplicemente nella traiettoria del problema.

È uno dei motivi per cui nell'Autoprotezione non considero sufficiente ripetere tecniche fino a renderle automatiche.

L'automatismo è utile quando hai già capito che cosa sta succedendo.
Prima viene la lettura.

Poi la decisione.
Solo dopo, eventualmente, la tecnica.

Ed è proprio questa parte che spesso manca quando si parla di preparazione alla realtà.
Non devi soltanto sapere cosa fare. Devi imparare a capire quando farlo.

𝗨𝗡𝗢 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗢 𝗨𝗡𝗢  ≠ 𝗚𝗥𝗨𝗣𝗣𝗢    Una delle illusioni più resistenti nell'allenamento marziale è pensare che basti essere bra...
27/09/2026

𝗨𝗡𝗢 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗢 𝗨𝗡𝗢
≠ 𝗚𝗥𝗨𝗣𝗣𝗢

Una delle illusioni più resistenti nell'allenamento marziale è pensare che basti essere bravi con una persona per essere automaticamente preparati quando le persone diventano tre, quattro o dieci.

Non funziona così !

Non perché improvvisamente le tecniche smettano di funzionare, ma perché cambia il problema che stai cercando di risolvere.

Con una sola persona puoi concentrarti prevalentemente sulla relazione tra te e quell'individuo.

Quando entra in gioco un gruppo, invece, diventano importanti anche attenzione, distanza, pressione, posizionamento, movimento e soprattutto la capacità di non perdere la lettura complessiva mentre una parte della tua attenzione viene catturata da ciò che sta succedendo davanti a te.

Per questo, in un percorso serio di Autoprotezione, il gruppo non dovrebbe essere semplicemente utilizzato come pretesto per fare «uno contro tanti».

Quello rischia di trasformare ancora una volta una situazione complessa in una dimostrazione di abilità.
Il lavoro interessante è un altro: allenare la capacità di mantenere attenzione e decisione quando il contesto diventa più difficile da leggere.

Perché la competenza non è riuscire a fare più cose contemporaneamente.

È sapere quale informazione non puoi permetterti di perdere.

È una differenza che sembra piccola quando la spieghi in palestra. Fuori dalla palestra può cambiare completamente il modo in cui interpreti quello che hai davanti.

27/09/2026

𝕎𝕠𝕠𝕕𝕖𝕟 𝔻𝕦𝕞𝕞𝕪 𝔻𝕒𝕪

𝔾𝕚𝕠𝕣𝕟𝕒𝕥𝕒 𝕕𝕚 𝕊𝕥𝕦𝕕𝕚𝕠
𝕕𝕖𝕝𝕝❜ 𝕌𝕠𝕞𝕠 𝕕𝕚 𝕃𝕖𝕘𝕟𝕠

parliamo 'dell' Uomo di Legno


Uno strumento iconico ed affascinante legato agli stili marziali orientali .


Sdoganato recentemente anche nei film di Iron Man e Sherlock Holmes , grazie al grande Robert Downey Jr . ( praticante di Wing Chun ), perfino nel recente Master of the Universe se ne vedono nel campo di addestramento di Eternia ed ovviamente, nei film sulla vita del Grande Maestro Yip Man interpretato da Donnie Yen .


Venite a conoscerlo nel mio Studio di Autoprotezione a Pisa .


Nel frattempo, organizzerò una serie di Stage incentrati sullo Studio ed Uso del Wooden Dummy 👍🏻

23/09/2026

Tre consigli per proteggervi :

Indirizzo

Pisa

Telefono

+393474597505

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