Consulenza Pedagogica Familiare

Consulenza Pedagogica Familiare Un sostegno alla Famiglia nei momenti di crisi, cambiamento e difficoltà, per migliorare il proprio contesto relazionale, risorse e modelli educativi.

Molto di quanto ho compreso e costruito in questi anni come Pedagogista, lo devo ad un attento lavoro di ricerca che ho potuto svolgere durante lo studio universitario, presso l’ IRCCS- Fondazione Scientifica “Stella Maris”,sulla condotte ludiche legate al disagio comportamentale e psicopatologico nell’infanzia. Questi elementi di studio, assieme alla ricerca ed al tirocinio, sono poi confluiti ne

l desiderio di aiutare la Famiglia, a rintracciare e sviluppare le modalità più adattive per la gestione di una genitorialità consapevole, fin dai primi mesi di nascita dei figli e per tutto l’arco del loro sviluppo. Nei miei campi di interesse c’è sempre stata una certa simmetria, ad occuparmi delle tematiche educative sia relative all’infanzia, che all’adolescenza. Ho una specializzazione in ambito psicologico­-giuridico e come formatore svolgo l’attività di consulenza pedagogica,formazione e supervisione educativa, per enti pubblici e privati. Collaboro con alcuni studi legali svolgendo perizie come Consulente Tecnico di Parte e CTU per il Tribunale. Mi sono formata in Counseling ad orientamento Gestaltico, frequentando la Scuola Triennale ed abilitandomi all’esercizio della libera professione, come Counselor Professionista. Ho sempre sentito nutriente la dimensione della relazione “come aiuto” , pertanto sostengo e metto sempre al centro del lavoro di gruppo, il processo educativo che nasce dal confronto, dall’incontro e dalla diversità. Negli ultimi anni sto approfondendo due tematiche in particolare:

- la gestione della conflittualità nei contesti lavorativi ed educativi;

- il tema della morte e del morire, come raccontarlo ai bambini. Vorrei che l’esperienza del Conflitto, così come quella della Perdita, recuperassero un loro posto centrale nel dibattito pedagogico ed educativo e che là dove non è necessario, non venissero più delegate ad “esperti”. Credo infatti sia responsabilità di tutti e specialmente degli insegnanti e dei genitori, poter accogliere e dar voce, anche alle emozioni più intense dei bambini, così come a quelle domande, che troppo spesso restano silenziose.

Dentro ciascuno di noi continuano a vivere bisogni antichi. Il bisogno di essere visti.Accolti. Protetti. Rassicurati. A...
22/05/2026

Dentro ciascuno di noi continuano a vivere bisogni antichi. Il bisogno di essere visti.
Accolti. Protetti. Rassicurati. Amati senza dover continuamente meritare amore.
Sono bisogni profondi, originari, che nascono molto prima della nostra identità adulta.
E quando da bambini non abbiamo ricevuto pienamente ciò di cui avevamo bisogno — presenza, ascolto, sicurezza emotiva, riconoscimento — qualcosa dentro di noi è rimasto incompiuto.

Da piccoli non avevamo la forza né gli strumenti per comprendere i limiti, le fragilità o le assenze dei nostri genitori. Non potevamo dire:
“Anche loro erano feriti.”
“Anche loro erano umani.”
Così il bambino interiorizza spesso un’altra verità:
“Non sono abbastanza.”
“Non merito davvero amore.”
“Devo fare qualcosa per essere scelto.”
E quelle ferite restano vive sotto la superficie.
Poi cresciamo. Diventiamo adulti. Costruiamo una vita, un ruolo, un’immagine di noi stessi.

Ci convinciamo di essere forti, autonomi, indipendenti, “risolti”. Pensiamo che il nostro equilibrio sia stabile: il lavoro, le relazioni, le abitudini, il controllo, la capacità di cavarcela da soli. Ma basta che un vecchio bisogno infantile venga toccato — un rifiuto, un silenzio, un abbandono, una distanza improvvisa, un conflitto perché qualcosa dentro si riattivi con una forza enorme. E improvvisamente l’adulto vacilla.

Quello che sembrava solido si incrina: l’autostima, la sicurezza, la lucidità, la capacità di scegliere, perfino l’immagine che abbiamo di noi stessi. Perché il dolore non appartiene solo al presente. Il presente riapre qualcosa di antico. Il bisogno infantile ha questa forza: tocca il punto in cui interiormente non siamo cresciuti davvero. E lì ci mette a n**o. Ma non per distruggerci. Le ferite profonde non emergono per umiliarci. Emergono per mostrarci dove continuiamo ancora a chiedere agli altri ciò che un tempo ci è mancato.

Per questo il dolore “spoglia”. Non ci toglie dignità.
Ci toglie le illusioni. L’illusione di essere completamente autosufficienti. L’illusione di non avere più bisogno di amore. L’illusione che basti diventare adulti per guarire automaticamente ciò che abbiamo vissuto da bambini.

E forse la vera maturità non è smettere di avere ferite. È smettere di vergognarsene.
Perché la guarigione comincia nel momento in cui non usiamo più la forza per coprire il dolore, ma iniziamo finalmente a prenderci cura di quella parte antica di noi che per anni ha solo cercato di sopravvivere. Ed è lì che qualcosa cambia davvero: quando il bambino ferito smette di guidare inconsapevolmente la nostra vita
e l’adulto, finalmente, inizia ad ascoltarlo con amore.
Carlo D’Angelo

"L'Accettazione Radicale non è rassegnazione. È guardare con coraggio ciò che c'è, senza volerlo combattere." |Tara Brac...
15/05/2026

"L'Accettazione Radicale non è rassegnazione.
È guardare con coraggio ciò che c'è, senza volerlo combattere."

|Tara Brach 🌷

Ispirandoci al lavoro di Tara Brach, vi invito a tre incontri online per esplorare insieme la Self-Compassion e come questa pratica meditativa, possa diventare un lavoro di guarigione delicato e profondo.

Le pratiche meditative sono strumenti per "tornare a casa", in quel luogo dove ogni parte di noi è finalmente la benvenuta. Insieme, impareremo a disinnescare il giudizio critico, ad abitare il presente con tenerezza e comprensione, a riconnetterci alle nostre radici più autentiche e al nostro sentire profondo.

✨ Quando: 22, 29 Maggio e 4 Giugno
✨ Dove: Su Zoom
✨ Cosa faremo: Meditazione guidata, riflessioni di counseling e condivisione di gruppo.

🌸Partendo da quelle soglie scomode che ci feriscono e ci frammentato, pratichiamo l'Accettazione Radicale portando comprensione anche del dolore, come luogo di trasformazione.

"Se la tua compassione non include te stesso, è incompleta." ( Jack Kornfield )
Per iscriversi nelle radure, scrivimi qui:
📧 [email protected]

Se hai domande o vuoi sapere come funziona il collegamento su Zoom, chiedi pure qui sotto! 🙏

Ti aspetto 💜
Sara

www.saracostanzo.it

Non è l’uomo che va curato, ma le immagini del suo ricordo. Perché il modo in cui ci raccontiamo e immaginiamo la nostra...
12/01/2026

Non è l’uomo che va curato,
ma le immagini del suo ricordo.

Perché il modo in cui ci raccontiamo e immaginiamo la nostra storia,
influenza tutto il corso della nostra vita.

James Hillman
da “Storie che curano"

📌 ne parleremo nei 3 incibtri serali con Lorenzo A. Campese, " INFUTURAZIONI" .

MARTEDÌ 20 E 27 GENNAIO ORE 21.00
MARTEDÌ 3 FEBBRAIO ORE 21.00
ONLINE.

✨️ per iscriversi e ricevere link:
[email protected]

Vi aspettiamo alla Serata di Presentazione
Giovedì 15 gennaio ore 21.00.





💓

Vi aspetto martedì 14!! Per link Zoom: costanzosara@hotmail.comI momenti più luminosi della mia vita sono quelli in cui ...
07/11/2024

Vi aspetto martedì 14!!

Per link Zoom: [email protected]

I momenti più luminosi della mia vita sono quelli in cui mi accontento di vedere il mondo apparire. Questi momenti sono fatti di solitudine e silenzio. Sono sdraiato su un letto, seduto a una scrivania o cammino per strada. Non penso più a ieri e domani non esiste. Non ho più legami con nessuno e nessuno mi è estraneo. Questa esperienza è semplice. Non c'è da volerla. Basta accoglierla quando arriva. Un giorno ti sdrai, ti siedi o cammini, e tutto ti viene incontro senza fatica. Tutto quello che viene, porta il segno dell'amore.

( C.Bobin, da "Mozart e la pioggia" )

03/09/2024

📌🌷 Siamo a Settembre, dalla prossima settimana riprendo i colloqui di accompagnamento individuali e familiari, le pratiche di consapevolezza, le consulenze pedagogiche in presenza nella mia città.
( Sia a Pisa che a Pontedera )

📌🌷 Sono anche possibili i colloqui e la formazione Online, tramite piattaforma Zoom o Skype, tramite mail o contatto telefonico.

📌🌷 A breve, le nuove proposte formative, di gruppo. Camminiamo insieme.

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"Se non comprendi il principio misterioso,
praticare la tranquillità
è uno sforzo inutile." ✨

( Sengan, da "La fiducia nel cuore",
VI° sec. d.C)

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🔵🌷 Contatti:
[email protected]

FB o Instagram
Sara Costanzo

Fare Anima in Educazione,
Formazione & Counseling

per informazioni
www.saracostanzo.it

Bisogna contenere la tristezza, non facendola crescere ad ogni istante. Bisogna cercare di mettere fine al proprio egoce...
24/10/2023

Bisogna contenere la tristezza, non facendola crescere ad ogni istante. Bisogna cercare di mettere fine al proprio egocentrismo, non lasciare libero sfogo ad ogni stato d'animo. Non è necessario eliminare la propria ansia o tristezza, bisogna imparare a tenersele e a sopportarle; non arrendersi ad esse senza riserve, come se non ci fosse nient'altro sulla terra. Non si possono sacrificare di continuo le proprie forze migliori alla tristezza. Le forze, vanno conservate. In passato ritenevo che fosse un mio diritto cedere completa alla tristezza, ogni altra cosa doveva lasciarle spazio e non c'era nient'altro di importante paragonato a ciò che attraversava come desolazione, tutto il mio essere. Adesso non è più così. In un giorno come questo, in cui sento fisicamente davvero uno straccio, in cui la depressione mi affligge e la tristezza mi cresce dentro in modo sempre più greve, sono subito tentata di permettere alla tristezza di avere potere su di me. E invece mi dico che le forze migliori non vanno perdute, e che una tenera creaturina, non vuole cedere a quel "lato notturno" . Sto svolgendo il mio apprendistato, cerco di diventare piano piano, un'adulta vera.

" Eppure continuiamo a lasciarle cadere, sia l'una sia l'altra: quella letizia, quella tristezza. Non le possediamo ancora, né l'una né l'altra" scrive Rilke.
"E' bene udire, vedere, non essere insensibili, sentire in migliaia di modi tutto questo, ma senza mai smarrirsi in esso."

Etty

SEMINARIO DI PRATICHE IMMAGINALI ❤️
SABATO 28/10 ORE 14.30/18.30
online, su piattaforma Zoom.
Info: [email protected]

" CANTATI DALLA VITA CRUDA" 🌹
in compagnia dei brani di Etty Hillesum
dal suo " Diario ".


Dove va la nostra mente in questo periodo? Quali sono le emozioni che ci attraversano? Quali emozioni esprimono i vissut...
05/05/2020

Dove va la nostra mente in questo periodo? Quali sono le emozioni che ci attraversano? Quali emozioni esprimono i vissuti dei nostri figli? Come stiamo vivendo questa esperienza del covid? Che qualità ha la nostra relazione con il tempo, con il lavoro e con gli altri?

A chiunque desideri un supporto, mi rendo disponibile attraverso colloqui di Counselling online della durata di circa 45/50 minuti. Non appena sara' possibile poi, riprenderò le consulenze al mio studio.

Potete contattarmi, chi ha necessita', al mio indirizzo email : [email protected] per appuntamento su Skype.

VI CHIEDO PER FAVORE DI CONDIVIDERE QUESTO POST, AFFINCHÉ ARRIVI A QUANTE PIÙ PERSONE.

Grazie 🙏❤
www.saracostanzo.it

Le sessioni individuali di counseling pedagogico fanno parte di un processo di consapevolezza e portano beneficio al nostro cuore e benessere, nelle relazioni che abitiamo.

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28/01/2020

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Sento forte il desiderio di svelare la mia fragilità, di mostrarla a tutti coloro che mi incontrano. Voglio parlare dell...
16/12/2019

Sento forte il desiderio di svelare la mia fragilità, di mostrarla a tutti coloro che mi incontrano. Voglio parlare della mia fragilità non mascherarla, perché è una forza che aiuta a vivere. Fragilità ha la stessa radice di frangere, che significa rompere. Fragile significa anche delicato, gracile. Il contrario di fragile è resistente, tetragono, rigido. Io sono fragile e, paradossalmente, sono portato a parlare di forza della fragilita’. Ho dedicato il mio tempo alla follia, al dolore mascherato di insensatezza, di depressione; alla sofferenza che si fa silenzio. Ebbene, se sono stato, e sono, un buon psichiatra, ciò è avvenuto per la mia fragilità, per la paura di una follia che si annida dentro di me, per la fragilità che avverto capace di sdoppiarmi, di togliermi la voglia di vivere e di rendermi simile a un depresso che chiede soltanto di scomparire per cancellare il dolore di cui si sente plasmato. Il dolore è una qualità dell’essere fragile.

Ecco perché voglio raccontare la mia fragilità. Come un vetro io, psichiatra fragile, tante volte ho corso il rischio di rompermi. Una gracilità che però aiuta l’altro a vivere, che mi ha permesso di capire la fragilità e di rispettarla, di stare attento a non manipolare gli uomini, a non falsificarli.

Vittorino Andreoli, Psichiatra

10/09/2019

Con molta gioia, ecco l'invito alla Rassegna Pedagogica che ho desiderato realizzare nella nostra città il 2

Indirizzo

Via Firenze 42, Pontedera
Pisa

Orario di apertura

Lunedì 14:30 - 19:30
Mercoledì 14:30 - 19:30
Venerdì 14:30 - 19:30

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