Accademia D'arte Di Pisa fondata nel 1978

Accademia D'arte Di Pisa fondata nel 1978 Dal 1978:CORSI CONTINUATIVI DI PITTURA E DISEGNO per persone di tutte le età (adulti) - Via Luigi B Corsi continuativi di Pittura e Disegno. Maestro: Prof.

Orari: dal lunedi al venerdi, dalle 16 alle 19. Il martedi ed il giovedi, anche dalle 21 alle 23,30. Via Luigi Boccherini 12, Pisa. Bruno Pollacci

Oggi è il 16 Settembre ed in questo giorno, nel 1925 a Itta Bene, nel Mississippi, U.S.A., nasceva il grande chitarrista...
16/09/2026

Oggi è il 16 Settembre ed in questo giorno, nel 1925 a Itta Bene, nel Mississippi, U.S.A., nasceva il grande chitarrista e vocalist Blues B.B.King. Il suo vero nome era Riley B. King e passò la sua infanzia a fare il contadino a raccogliere cotone. Scoperta la sua passione per la musica, iniziò ad imparare a suonare la chitarra ed a cantare nel coro Gospel della chiesa. Lavorò come disc-jockey riuscendo a trasmettere in diretta anche la sua musica, usando il nome di The Pepticon Boy, poi the Beale Street Blues Boy, che poi abbreviò in Blues Boy, per poi diventare definitivamente B.B. . Iniziò a registrare ufficialmente dischi nel 1949 per la “RPM” di Los Angeles riuscendo ad avere subito successo e negli anni 50 divenne già uno dei massimi esponenti del Rhythm'Blues, per poi esprimere un suo particolare stile chitarristico e vocale che ne fece uno dei più grandi musicisti Blues del 900. Viene considerato l'iniziatore della tecnica del “vibrato”, che vede il dito compiere piccoli movimenti incrociando la corda invece che seguirne la lunghezza e fu ispiratore per intere generazioni di bluesmen. Nel 1986 vinse il Grammy Award come “Best Traditional Blues Album” e partecipò anche a film (Blues Brothers: il Mito Continua, del 1998) e show televisivi (I Robinson), ma riuscendo a suonare anche in 300 serate all'anno. Divenne famoso e stimato in tutto il mondo, sempre accompagnato da “Lucille”, la sua chitarra. Morì a Las Vegas nel 2015, ad 89 anni, nel sonno, per le conseguenze del diabete. Questa mia opera realizzata con la tecnica della computer art è in suo omaggio e memoria.
Bruno Pollacci
Direttore dell'Accademia d'Arte Di Pisa

Oggi è il 15 Settembre, ed in questo giorno, nel 1919, a Castellania (AL) nasceva Fausto Coppi, ciclista soprannominato ...
15/09/2026

Oggi è il 15 Settembre, ed in questo giorno, nel 1919, a Castellania (AL) nasceva Fausto Coppi, ciclista soprannominato “Il Campionissimo”, considerato uno dei più grandi e popolari atleti di tutti i tempi e fierezza assoluta dello Sport Italiano, che ha ridefinito la leggenda del ciclismo italiano ed europeo tra gli anni Quaranta e Cinquanta, incarnando un'epoca di rinascita e modernità. Coppi impressionò fin da giovanissimo per una classe cristallina e uno stile di pedalata geometrico ed elegante, apparentemente privo di sforzo. La sua ascesa fu folgorante: nel 1940, a soli vent'anni e in veste di gregario alla sua prima apparizione al Giro d'Italia, conquistò la maglia rosa a sorpresa, diventando il più giovane vincitore della storia della corsa. La sua carriera, inevitabilmente segnata dalla drammatica parentesi della seconda guerra mondiale, riprese con un dominio quasi assoluto che lo consacrò come uno dei più grandi atleti di tutti i tempi. Coppi fu un pioniere assoluto della preparazione atletica, dell'alimentazione e dell'innovazione tecnica, prestando un'attenzione maniacale a ogni dettaglio della bicicletta e anticipando il ciclismo moderno. Tra le sue imprese più memorabili spiccano le cinque vittorie al Giro d'Italia, due Tour de France, la storica doppietta Giro-Tour nel 1949 e nel 1952, cinque Giri di Lombardia, tre Milano-Sanremo e il titolo mondiale su strada nel 1953 a Lugano, conquistato con una fuga leggendaria di cento chilometri. La sua figura, tuttavia, travalicò i confini dello sport per entrare di diritto nel mito popolare e nel costume italiano. La rivalità epica con Gino Bartali divise l'Italia in due fazioni contrapposte ma complementari, simbolo di un Paese che cercava di voltare pagina dopo le macerie del conflitto. Parallelamente, la sua vita privata finì al centro delle cronache scandalistiche dell'epoca a causa della travolgente e discussa relazione con Giulia Locatelli, la celebre Dama Bianca, che sfidò il moralismo e le convenzioni sociali dell'Italia democristiana del dopoguerra. La prematura scomparsa nel 1960 (a 40 anni), a causa di una malaria non diagnosticata tempestivamente contratta durante una gita di caccia in Alto Volta, lasciò un vuoto incolmabile nel cuore dei tifosi. Fausto Coppi non è rimasto nella memoria collettiva soltanto per il suo palmarès straordinario, ma soprattutto per quella malinconica e inimitabile capacità di volare solitario sulle montagne, trasformando la fatica in un'opera d'arte. Questa mia opera realizzata a seppia è in suo omaggio e memoria.
Bruno Pollacci
Direttore dell'Accademia d'Arte di Pisa

Oggi è il 14 Settembre ed in questo giorno, nel 1955, a Chicago,nell'Illinois, U.S.A., nasceva Papa Leone XIV, vero nome...
14/09/2026

Oggi è il 14 Settembre ed in questo giorno, nel 1955, a Chicago,nell'Illinois, U.S.A., nasceva Papa Leone XIV, vero nome Robert Francis Prevost. Cresciuto in una famiglia dalle radici multietniche (francesi, italiane e spagnole), ha coltivato fin da giovane una vivace vocazione intellettuale e spirituale che lo ha spinto a entrare nell'Ordine di Sant'Agostino, emettendo i voti solenni nel 1981 e venendo ordinato sacerdote l'anno successivo. La sua formazione si è mossa tra gli Stati Uniti e Roma, dove ha conseguito la laurea in matematica a Villanova e successivamente il dottorato in diritto canonico presso la Pontificia Università San Tommaso d'Aquino. Spirito profondamente missionario, ha speso molti anni in Perù, operando come formatore, docente e vescovo di Chiclayo, acquisendo anche la cittadinanza locale. Rientrato a Roma per volere di Papa Francesco, ha ricoperto il delicato incarico di Prefetto del Dicastero per i Vescovi e di Presidente della Pontificia Commissione per l'America Latina, ricevendo la porpora cardinalizia nel 2023. L'8 maggio 2025, nel corso del conclave seguito alla scomparsa di Papa Francesco, Robert Francis Prevost è stato eletto al soglio pontificio, assumendo il nome di Leone XIV, diventando il primo Papa nella storia proveniente dagli Stati Uniti d'America e il primo proveniente dall'Ordine agostiniano. Fin dalle sue prime uscite pubbliche, Leone XIV ha impresso al suo ministero petrino un forte accento sulla continuità del cammino sinodale e sull'attenzione verso gli ultimi, richiamando con forza la necessità di una Chiesa in uscita e vicina alle periferie esistenziali del pianeta. La scelta del nome pontificio è stata da lui stesso ricollegata alla grande tradizione della dottrina sociale della Chiesa, inaugurata da Leone XIII con la “Rerum novarum”, adattandola alle sfide etiche, economiche e lavorative poste dalle moderne rivoluzioni tecnologiche e digitali. Nei primi mesi del suo pontificato, caratterizzati da una intensa attività pastorale e diplomatica, il Pontefice ha affrontato nodi cruciali per la comunione ecclesiale e la governance globale, promuovendo il dialogo interreligioso, la pace nei territori dilaniati dai conflitti e un rigoroso rinnovamento della curia romana. Con uno stile sobrio, dialogante e profondamente radicato nella spiritualità agostiniana, Leone XIV guida oggi la Chiesa universale bilanciando l'apertura pastorale alle istanze del mondo contemporaneo con la fermezza nella tutela del significato della fede. Questa mia opera realizzata con la tecnica della computer art è in suo omaggio.
Bruno Pollacci
Direttore dell'Accademia d'Arte di Pisa

Oggi è il 13 Settembre ed in questo giorno, nel 1971, a Torino nasceva il pianista, contrabbassista, compositore e diret...
13/09/2026

Oggi è il 13 Settembre ed in questo giorno, nel 1971, a Torino nasceva il pianista, contrabbassista, compositore e direttore d'Orchestra Ezio Bosso. Grazie alla presenza in famiglia di una prozia pianista e del fratello musicista, si avvicinò alla musica fin dall'età di 4 anni ed iniziò a suonare il fagotto. A 10 anni iniziò a frequentare il Conservatorio di Torino per diplomarsi in contrabbasso ed a 14 entrò a far parte della band degli “Statuto”, per poi uscirne a 16 anni, quando iniziò ad esibirsi come pianista solista sul palco di Lione. Studiò composizione e direzione d'orchestra all'Accademia di Vienna e grazie al suo talento, a 18 anni iniziò a girare il mondo suonando in grandi orchestre come la “Wiener Kammer Orchestra” e la “London Symphony Orchestra”. Negli anni '90 si è esibito sia come solista che come direttore d'orchestra nei più importanti festival e teatri mondiali. Nel 2011 in seguito ad un'operazione per la rimozione di una neoplasia al cervello viene colpito da una sindrome neurovegetativa, ma nonostante le gravi condizioni fisiche continua a suonare, comporre e dirigere. Nel 2016 esce l'album “The 12th Room”, viene invitato a suonare come ospite d'onore al Festival di Sanremo e nel 2017 diventa direttore principale ospite del Teatro Comunale di Bologna. Tra la fine del 2017 ed il 2018 è stato direttore stabile residente del Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste. La sua musica è stata utilizzata e/o commissionata da prestigiose istituzioni operistiche, come :“Wiener Staatsoper”, “Royal Opera House”, “New York City Ballet”, “Theatre du Chatelet”, “San Francisco Ballet”, “Teatro Bolshoij”di Mosca. Bosso ha anche scritto musica da film, lavorando con il regista Gabriele Salvatores per cui compose le colonne sonore di “Io Non Ho Paura”, “Quo Vadis, baby?” e “Il Ragazzo Invisibile”. Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti ed ha composto cinque sinfonie, Trentatre composizioni per orchestra, sedici quartetti per archi, undici composizioni per trio, quindici sonate per duo, quindici composizioni per un solo strumento, diciotto composizioni per musica vocale, sedici balletti, quattro opere e ventinove colonne sonore tra lungometraggi, cortometraggi e documentari. Per sopraggiunti problemi motori ad alcune dita, nel 2019 dovette smettere di suonare ma mantenne vivo il senso di amore e di gioia verso la musica e verso la vita, manifestando in ogni occasione pubblica senso di gratitudine e di entusiasmo esistenziale, arrivando sempre al cuore del pubblico. Morì nel 2020, a 49 anni, a Bologna. Questa mia opera realizzata con la tecnica della “computer art” è in suo omaggio e memoria.
Bruno Pollacci
Direttore dell'Accademia d'Arte di Pisa

Oggi è il 12 settembre ed in questo giorno, nel 1913, a Oakville, in Alabama, U.S.A., nasceva Jesse Owens, considerato d...
12/09/2026

Oggi è il 12 settembre ed in questo giorno, nel 1913, a Oakville, in Alabama, U.S.A., nasceva Jesse Owens, considerato da alcuni il più grande atleta del XX secolo e un'icona olimpica. Crescendo in povertà durante la Grande Depressione, Owens lavora in vari mestieri come lustrascarpe e gelataio. Poiché non può permettersi attrezzature per altri sport, fin da giovane inizia l'attività nell'atletica leggera dimostrando un grande talento. Nel 1933, in un periodo caratterizzato dalla segregazione razziale, vive esperienze difficili come atleta afro-americano, inclusi viaggi in ristoranti riservati a neri. Durante gli studi, continua a lavorare per pagarsi l'università. La sua carriera prende slancio il 25 maggio 1935, a22 anni, quando ai campionati del Middle West, nel Michigan, al “Big Ten Meet”, in soli 45 minuti stabilì 3 record del mondo: nel salto in lungo (8, 13 metri, record che durò fino al 1960), nelle 220 iarde (20”3), nelle 220 iarde a ostacoli (22”6, primo uomo al mondo a scendere sotto i 23”) ed eguagliò il record mondiale sulle 100 iarde (9”4). Risultati eccezionali che lo rende famoso e lo prepara alle Olimpiadi di Berlino del 1936.Alle Olimpiadi, Owens vince quattro medaglie d'oro e stabilisce diversi record: nei 100 metri, nei 200 metri, nel salto in lungo e nella staffetta 4x100. Questo successo avviene in un contesto in cui Hi**er cerca di dimostrare la superiorità della razza ariana. Si narra che il Führer rifiutò di stringere la mano a Owens dopo le sue vittorie. Un momento toccante è l'amicizia tra Owens e l'atleta tedesco Luz Long, che lo aiuta a superare le qualificazioni nel salto in lungo. Dopo la vittoria di Owens, Long è il primo a congratularsi con lui. Anche dopo le Olimpiadi, i due mantengono i contatti. Long, soldato durante la Seconda Guerra Mondiale, scrive a Owens chiedendo di spiegare al figlio futuro l'importanza dell'amicizia anche in tempi di guerra. Long muore nel 1943 durante la battaglia di Cassino. Dopo la guerra, Owens si prende del tempo per rintracciare la famiglia di Long e partecipa al matrimonio del figlio come ospite d’onore. Nel 1976 gli fu conferito il “Collare d'Argento dell'Ordine Olimpico” la “Medaglia Presidenziale della Libertà”, il massimo titolo per un civile americano. Owens, noto come il "lampo d'ebano", muore di cancro ai polmoni il 31 marzo 1980 a Tucson, Arizona. In sua memoria, nel 1984 viene a lui dedicata una strada a Berlino. Nel 2016 esce un film biografico intitolato "Race - Il colore della vittoria," che esplora i temi dello sport, dell'impresa e del razzismo, interpretato da Stephan James. Questa mia opera a pastello seppia è in suo omaggio e memoria.
Bruno Pollacci
Direttore dell'Accademia d'Arte Di Pisa

Oggi è l'11 Settembre ed in questo giorno, nel 1899, a Napoli moriva il grande pittore Filippo Palizzi, che è stato uno ...
11/09/2026

Oggi è l'11 Settembre ed in questo giorno, nel 1899, a Napoli moriva il grande pittore Filippo Palizzi, che è stato uno dei maggiori artisti italiani della fine del XIX secolo e una figura significativa del movimento pittorico verista. Era nato nel 1818 a Vasto, in provincia di Chieti, in Abruzzo. Quinto di tredici fratelli, nel 1836 si trasferì a Napoli per raggiungere il fratello Giuseppe e si iscrisse presto alla Reale Accademia di Belle Arti. Tuttavia, lasciò l'Accademia pochi mesi dopo a causa di disaccordi artistici. Studiò poi con Giuseppe Bonolis, concentrandosi sulla pittura di animali dal vero. Nel 1839, Palizzi espose il suo primo dipinto, che fu ben accolto e acquistato dalla duchessa di Berry. Nel 1842, si recò a Galați, in Asia Minore, per insegnare pittura. Ritornò a Napoli e si dedicò agli eventi dell'Unità d'Italia intorno al 1848, riflettendoli nelle sue opere. Nei primi anni '50 dell'Ottocento, ricevette un premio dall'Accademia e ottenne finanziamenti per proseguire gli studi a Roma. Collaborò con l'editore svizzero Francesco De Bourcard a una collezione di acqueforti che illustravano scene di vita napoletana, suscitando interesse per la sua rappresentazione artistica. Nel 1855, Palizzi visitò Parigi per l'Esposizione Universale e conobbe artisti francesi e la scuola di Barbizon. Al suo ritorno in Italia, incontrò Giovanni Fattori e altri che avrebbero guidato il movimento dei Macchiaioli. Nel 1864, fu co-fondatore della rivista "L'arte moderna". Presentò diverse opere significative all'Esposizione Universale di Parigi del 1867, tra cui "Dopo il diluvio", commissionata da Re Vittorio Emanuele II, che ottenne un successo inaspettato. La morte dei suoi fratelli, Nicola e Francesco Paolo, nei primi anni '70 dell'Ottocento, colpì profondamente Palizzi, costringendolo a ritirarsi. Nel 1878, divenne presidente della Reale Accademia di Belle Arti., lavorando alla riforma dei metodi didattici e dei programmi di studio. Si dimise nel 1880, ma in seguito fu nominato direttore del Museo d'Arte Industriale di Napoli. Tornò come presidente dell'Accademia nel 1891 per altri cinque anni. Lui e il fratello Giuseppe furono tra i primi a perseguire un approccio realista nella pittura italiana dell'Ottocento. Palizzi nutriva un forte interesse per la fotografia ed era abile nel preparare lastre fotografiche, utilizzandole come riferimento per le sue opere. Il suo stile si concentrava sull'osservazione dettagliata della realtà, spesso raffigurando piccoli paesaggi e scene rurali. Noto come "il pittore degli animali", molte delle sue opere sono conservate in diversi musei italiani. A Napoli, l'Accademia ospita 120 delle sue opere, tra cui importanti dipinti a olio e schizzi. Il suo contributo si estese anche all'arte della ceramica, influenzando i progetti utilizzati in contesti didattici e nella creazione di modelli di gioielleria. Palizzi morì a Napoli l'11 settembre 1899, all'età di 81 anni. La città di Vasto gli ha reso omaggio intitolandogli il corso di Porta Nuova e la Pinacoteca d'arte moderna dei Musei di Palazzo d'Avalos. Questa mia opera realizzata con la tecnica della “computer art” è in suo omaggio e memoria.
Bruno Pollacci
Direttore dell'Accademia d'Arte di Pisa

In un giorno imprecisato del settembre 1908, nella Niobrara Valley, in Nebraska, U.S.A., moriva “Standing Bear” (Orso in...
10/09/2026

In un giorno imprecisato del settembre 1908, nella Niobrara Valley, in Nebraska, U.S.A., moriva “Standing Bear” (Orso in Piedi), che è stato un importante capo della tribù Ponca e un leader dei diritti civili dei nativi americani. Era nato circa nel 1829 nella Niobrara Valley, in Nebraska. Se oggi i Nativi Americani sono riconosciuti a tutti gli effetti come esseri umani dotati di diritti fondamentali di fronte alla legge degli Stati Uniti, lo si deve in gran parte a Orso in Piedi. La vita di Orso in Piedi scorse relativamente tranquilla lungo la valle del fiume Niobrara, nell'attuale Nebraska, fino a quando il governo americano decise di deportare con la forza il suo popolo nel "Territorio Indiano" (l'odierno Oklahoma) nel 1877. Prima della rimozione forzata del 1877, Standing Bear divenne capo della tribù e quindi toccò a lui guidare il suo popolo durante la marcia forzata e le durissime condizioni della nuova riserva, segnata da fame e malattie, che decimarono la popolazione. Tra le vittime ci fu anche suo figlio primogenito Bear Shield (Scudo d'Orso), il quale, in punto di morte chiese soltanto una cosa al padre: non essere sepolto in quella terra straniera, ma tra le colline natie del Niobrara. Deciso a rispettare la promessa, all'inizio del 1879 Orso in Piedi guidò un piccolo gruppo di circa trenta Ponca in un lungo e pericoloso viaggio di ritorno verso nord. Il gesto fu considerato un atto di disubbidienza dalle autorità federali: il generale George Crook ricevette l'ordine di arrestarli e di riportarli a forza nel sud. Mosso da compassione per le terribili condizioni in cui versavano i fuggitivi, il generale Crook decise di ritardare l'esecuzione degli ordini e contattò due giovani avvocati e un giornalista locale. Insieme, organizzarono una strategia legale senza precedenti per sfidare l'arresto, presentando un ricorso di habeas corpus. La svolta storica arrivò a maggio del 1879 nel tribunale di Omaha. All'epoca, la legge statunitense non considerava i Nativi Americani come "persone" nel senso giuridico del termine, privandoli della possibilità di far valere i propri diritti nei tribunali federali. Durante il processo, Orso in Piedi alzò la mano e pronunciò parole destinate a rimanere nella storia:"La mia mano non ha lo stesso colore della vostra, ma se mi pungo sento dolore. Il sangue che scorre è dello stesso colore. Dio mi ha fatto uomo, e io sono un uomo." Il giudice Elmer Dundy emise una sentenza rivoluzionaria: stabilì per la prima volta che un Nativo Americano era a tutti gli effetti una "persona" ai sensi della legge degli Stati Uniti, e che aveva quindi il diritto di godere delle tutele costituzionali, compresa la libertà di movimento. Orso in Piedi poté così ripartire e seppellire finalmente suo figlio nella terra degli avi.Tra il 1879 e il 1883, viaggiò negli Stati Uniti orientali per parlare dei diritti indiani e ricevette supporto da figure note come il poeta Henry Wadsworth Longfellow. Durante le sue conferenze, fu accompagnato dai fratelli LaFlesche, che agirono da traduttori, e da Henry Tibbles. Dopo il suo tour, tornò a vivere sulle rive del Niobrara, dove coltivava la terra insieme a circa 170 altri Ponca. Nel censimento del 1900, Standing Bear viveva a Raymond Township, in Nebraska, con la sua famiglia. Morì nel 1908 di cancro orale e fu sepolto su una collina vicino al luogo della sua nascita. Al giorno d'oggi, il governo federale riconosce due tribù Ponca: una nel Nebraska e una in Oklahoma. Questa mia opera realizzata con la tecnica della “computer art” è in suo omaggio e memoria.
Bruno Pollacci
Direttore dell'Accademia d'Arte di Pisa

Oggi è il 7 Settembre ed in questo giorno, nel 1930, a New York, U.S.A., nasceva Sonny Rollins, che è stato un noto sass...
07/09/2026

Oggi è il 7 Settembre ed in questo giorno, nel 1930, a New York, U.S.A., nasceva Sonny Rollins, che è stato un noto sassofonista e compositore di jazz, considerato una figura chiave dello stile hard bop. Inizia a suonare a undici anni, prendendo lezioni di pianoforte e sassofono, e si dedica definitivamente al sax tenore nel 1946. Durante la sua gioventù suona con il gruppo Harlem Rollin’, nello stesso periodo in cui si forma musicalmente con artisti come Jackie McLean e Kenny Drew. I genitori di Sonny provenivano dalle isole Vergini, e la sua passione per la musica dei Caraibi si riflette nel suo stile. Rollins si ispira a sassofonisti come Coleman Hawkins, Lester Young e Charlie Parker, sviluppando un linguaggio musicale unico e innovativo. Sotto l'influenza di Thelonious Monk, la sua musica diventa più frammentata e imprevedibile. Negli anni '40, Rollins suona con i suoi idoli e diventa parte della storia del jazz, collaborando con leggende come Miles Davis. Negli anni '50, registra importanti album come "Saxophone Colossus" e "Freedom Suite", consolidando la sua reputazione come uno dei migliori sassofonisti dell'epoca. Nel 1955, sostituisce Harold Land nel quintetto di Clifford Brown e Max Roach. Nel 1959, si prende una pausa di due anni per riflettere sul suo approccio all’improvvisazione. Durante questo periodo studia il sassofono nei pressi di un ponte sull'East River, evitando di disturbare i vicini. Tornato nel 1961, collabora con artisti del free jazz, come Don Cherry e Billy Higgins, producendo musica più libera e avventurosa. Incide sei album dopo il suo ritorno, tra cui "The Bridge", che riflette il suo studio sul Williamsburg Bridge. Si ritira nuovamente tra il 1969 e il 1971, e quando torna nel 1972, dirige band più commerciali. Nel 1981, partecipa a registrazioni con i Rolling Stones per l'album "Tattoo You", creando un'improvvisazione memorabile in "Waiting on a Friend". Negli anni '90 e 2000, le sue registrazioni incorporano funk e soul, mentre mantiene viva la sua straordinaria abilità improvvisativa. Dopo la morte della moglie Lucille nel 2005, fonda la Doxy Records e pubblica l’album "Sonny, please". Riceve riconoscimenti come la National Medal of Arts nel 2010 e un dottorato onorario dalla Juilliard School nel 2013. La sua ultima esibizione dal vivo è avvenuta nel 2012. E' morto a Woodstock, New York, nel 2026. Questa mia opera realizzata con la tecnica della “computer art” è in suo omaggio e memoria.
Bruno Pollacci
Direttore dell'Accademia d'Arte di Pisa

Oggi è il 6 Settembre, ed in questo giorno, nel 1925, a Porto Empedocle, Agrigento, nasceva il grande scrittore Andrea C...
06/09/2026

Oggi è il 6 Settembre, ed in questo giorno, nel 1925, a Porto Empedocle, Agrigento, nasceva il grande scrittore Andrea Camilleri, che è stato anche regista, sceneggiatore, drammaturgo ed insegnante. Iniziò a mettersi in evidenza nel 1947 vincendo il Premio di Poesia “Firenze” e sempre in quegli anni si formò anche come scrittore. Già dal 1942 aveva iniziato a lavorare come regista teatrale e dal 1945 iniziò a pubblicare racconti e poesie, vincendo premi d'importanza nazionale. Entrò in R.A.I. Nel 1957, insegnò alcuni anni al Centro Sperimentale di cinematografia di Roma e poi dal 1977 al 1997 fu titolare della cattedra di regia all'Accademia D'Arte Drammatica. Scrisse su riviste italiane ed estere, curò la regia del teleromanzo “Lazarillo” (nel 1968) e nel 1978 esordì nella narrativa con “Il Corso delle Cose”. Vivo è stato anche il suo impegno politico e nel 1999 ebbe anche l'opportunità di fare l'attore nel film “giallo” “La Strategia della Maschera” e nel 2018 ha recitato il suo monologo “Conversazione Su Tiresia” collegando la storia dell'indovino cieco alla sua sopravvenuta cecità. Dopo varie pubblicazioni con alternato successo, nel 1994 pubblicò il primo romanzo poliziesco intitolato “La Forma dell'Acqua”, che vedeva come protagonista il Commissario Montalbano e che ispirerà la lunga serie di estremo successo televisivo che porterà Camilleri a raggiungere un grande successo popolare. Nel 2002 fu direttore artistico del Teatro Comunale Regina Margherita di Racalmuto ed intensificò anche la pubblicazione di romanzi, che ebbero sempre in modo crescente grande successo popolare, nazionale ed internazionale, con la peculiarità di un linguaggio originale composto da una commistione d'italiano e di dialetto siciliano, anche molto personalizzato. Le sue opere letterarie sono state tradotte il 120 lingue ed ha venduto più di 10 milioni di copie. Colpito da malore mentre si stava preparando per uno spettacolo teatrale, fu ricoverato per un arresto cardiorespiratorio, e non riprendendo mai più conoscenza, si spense a Roma nel 2019. Questa mia opera a sanguigna è in suo omaggio e memoria.
Bruno Pollacci
Direttore dell'Accademia d'Arte di Pisa

Oggi è il 5 Settembre ed in questo giorno, nel 1877, a Fort Robinson, nei pressi della città di Crawford, nel Nebraska, ...
05/09/2026

Oggi è il 5 Settembre ed in questo giorno, nel 1877, a Fort Robinson, nei pressi della città di Crawford, nel Nebraska, U.S.A., moriva il grande capo degli Oglala Lakota (Sioux) Tȟashunka Witko (in inglese Crazy Horse, da noi conosciuto come Cavallo Pazzo). Era nato nella regione del “Bear Butte”, a nord delle Black Hills, in quello che oggi è il Dakota del Sud, presumibilmente negli anni '40 dell'800. Allevato secondo le grandi tradizioni del suo popolo, abituato alla solitudine ed alla riflessione, da bambino imparò con grande abilità a cavalcare e ad utilizzare l'arco e le frecce, per la caccia e la battaglia. Da adulto sapeva cavalcare a pelo tenendosi alla criniera del cavallo e riusciva a scomparire di fianco al cavallo per non mostrarsi al nemico in battaglia. Divenne un grande difensore del suo Popolo contro l'esercito degli Stati Uniti, che per dare terre ai coloni, invadeva i territori indiani. Distintosi presto per la sua grande audacia e temerarietà in battaglia, a Cavallo Pazzo fu conferito il titolo di “Ogle Tanka Un” (Portatore di Casacca, ovvero “Capo di guerra”). Divenne uno dei massimi protagonisti nella lotta intrapresa contro lo sterminio dei Nativi delle Grandi Pianure, ed anche dopo la rinuncia alla lotta armata da parte di altri grandi capi come Nuvola Rossa e Coda Chiazzata, lui proseguì, insieme all'altro grande capo Toro Seduto. Per comprendere anche il suo spessore spirituale, questa è una sua testimonianza della coscienza dell'unità tra tutte le cose viventi: "Al di là della sofferenza: la Nazione Rossa risorgerà e sarà una benedizione per un mondo malato, un mondo pieno di promesse non mantenute, di egoismo e separazioni. Esisterà una volontà di avere un nuovo modo di vedere e pensare; i colori degli uomini si uniranno sotto l'Albero Sacro della vita e tutta la terra diventerà un nuovo cerchio. In quel giorno, ci saranno quelli tra i Lakota che porteranno la conoscenza e la comprensione di unità tra tutte le cose viventi e i giovani bianchi verranno dalla mia gente a richiedere questa saggezza. Saluto la luce nei tuoi occhi in cui abita l'intero Universo. Perché quando ti trovi in quel centro dentro di te e io sono quel luogo dentro di me, ci deve essere uno”. Questa frase fu espressa mentre era seduto a fumare la Sacra P**a con Toro Seduto per l'ultima volta, quattro giorni prima di essere assassinato, all'ipotetica età di 37 anni. Questa mia opera a sanguigna acquerellata è in suo omaggio e memoria.
Bruno Pollacci
Direttore dell'Accademia d'Arte di Pisa

Indirizzo

Via Luigi Boccherini 12
Pisa
56122

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