USB Piombino

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POLO SIDERURGICO DI PIOMBINO: PRIMA I FATTI, POI LE FIRMESi è svolto oggi, 5 agosto, presso il Ministero delle Imprese e...
05/08/2026

POLO SIDERURGICO DI PIOMBINO: PRIMA I FATTI, POI LE FIRME

Si è svolto oggi, 5 agosto, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, l'incontro sull'Accordo Quadro per il polo siderurgico di Piombino, alla presenza di JSW Steel Italy e Metinvest.

Nel corso della riunione, Metinvest ha illustrato il proprio cronoprogramma, indicando l'avvio delle demolizioni nel mese di ottobre e l'inizio dei lavori a gennaio. Rimane invece ancora assente il cronoprogramma di JSW, elemento indispensabile per avere un quadro complessivo e credibile del rilancio del polo siderurgico.

Come USB abbiamo ribadito con forza che non deve essere ripetuto l'errore commesso lo scorso anno, quando l'Accordo Quadro venne sottoscritto prima della definizione degli Accordi di Programma. Non siamo disponibili a firmare documenti che rischiano di restare semplici dichiarazioni d'intenti.

USB è pronta a sottoscrivere l'Accordo Quadro soltanto quando tutti i tasselli saranno al loro posto: dalla definizione degli Accordi di Programma alla presentazione dei cronoprogrammi di entrambi i soggetti industriali, fino all'effettivo avvio del lavoro dei due commissari nominati, chiamati a sbloccare gli iter autorizzativi indispensabili alla realizzazione dei progetti.

Per questo motivo il prossimo incontro, fissato per il 20 settembre, dovrà rappresentare un momento di verifica concreta dello stato di avanzamento degli impegni assunti.

Continuiamo inoltre a non comprendere la scelta del Governo di limitarsi al ruolo di spettatore. Se davvero l'obiettivo è garantire il rilancio della siderurgia italiana e la salvaguardia dell'occupazione, lo Stato deve entrare con proprie quote nelle società interessate, esercitando un controllo diretto sull'attuazione dei piani industriali, sul rispetto dei cronoprogrammi e sull'utilizzo delle ingenti risorse pubbliche previste.
Solo una presenza pubblica può offrire le garanzie necessarie ai lavoratori, al territorio e al futuro del polo siderurgico di Piombino.

USB Piombino

USB Nazionale – Settore Industria – Categoria Operai

Articolo da leggere! Interessantissima inchiesta della giornalista Linda Maggiori in merito al traffico di armi nel port...
05/08/2026

Articolo da leggere! Interessantissima inchiesta della giornalista Linda Maggiori in merito al traffico di armi nel porto di Piombino.

Movimentazione di materiali bellici sempre più frequente che anche come USB, abbiamo più volte denunciato.

Nello scalo toscano si registra con sempre maggiore intensità l'attività di carico e scarico di armi ed esplosivi, non troppo distante dalle case, dai traghetti passeggeri e dal rigassificatore galleggiante. Le navi Severine e Capucine in uso al ministero della Difesa fanno spola di frequente. Il ...

Caldo Estremo: Scioperi vietati - i padroni ringraziano (da USB  Unione Sindacale Di Base pag. nazionale)"Mercoledì 5 Ag...
02/08/2026

Caldo Estremo: Scioperi vietati - i padroni ringraziano
(da USB Unione Sindacale Di Base pag. nazionale)

"Mercoledì 5 Agosto Conferenza Stampa ore 10.30 sotto la Commissione di Garanzia Scioperi in Piazza del Gesù a Roma, sarà presente una delegazione di lavoratrici, lavoratori e delegati sindacali.

L’Unione Sindacale di Base convoca per mercoledì 5 agosto una conferenza stampa davanti alla Commissione di Garanzia per denunciare l’approccio pericoloso verso gli scioperi indetti a tutela della salute e della sicurezza di lavoratrici e lavoratori. Il 10 luglio scorso, dopo numerosi solleciti senza risposta a istituzioni e aziende, a livello nazionale e locale, per avviare un confronto e applicare le norme contro il caldo estremo nei luoghi di lavoro, l’USB ha messo a disposizione dei lavoratori un pacchetto nazionale di 16 ore di sciopero salvavita da gestire a livello territoriale.

Di recente, a Livorno, nelle aziende ASA S.p.A. e Giunti Carlo Alberto S.r.l., entrambe del Gruppo Iren, USB ha proclamato uno sciopero per tutelare la salute e la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori, a fronte di temperature estreme e di misure aziendali insufficienti. La Commissione di Garanzia è però intervenuta chiedendone l’immediata revoca e minacciando sanzioni contro l’USB. È in questo contesto che il sindacato e le lavoratrici e i lavoratori, di ASA S.p. A. e Giunti Carlo Alberto S.r.l. , con coraggio e determinazione, hanno deciso di confermare la mobilitazione. Lo sciopero ha registrato un’ampia adesione e si è svolta una manifestazione davanti all’azienda.

Il caldo estremo non è un rischio generico o ipotetico. È un pericolo concreto, sempre più frequente e potenzialmente mortale. Anche nelle ultime settimane si sono verificati gravi episodi: due lavoratori sono morti a Firenze e altri due a Latina, in giornate caratterizzate da temperature estremamente elevate. Di fronte a temperature record e a condizioni di lavoro che possono mettere a rischio l’incolumità delle persone, cosa dovrebbero fare le lavoratrici e i lavoratori quando le aziende non adottano misure di prevenzione e mitigazione adeguate? Nei primi dieci giorni di agosto 2025 l’ INL aveva controllato solo 736 aziende, di queste circa il 40% non aveva valutato o adottato misure specifiche di prevenzione contro il caldo.

Bloccando gli scioperi proclamati a tutela della salute e della sicurezza, la Commissione di Garanzia rischia di privare lavoratrici e lavoratori di uno strumento fondamentale di difesa quando le condizioni di lavoro diventano pericolose. Lo sciopero è un diritto costituzionalmente garantito e deve essere tutelato a maggior ragione quando viene esercitato per difendere l’incolumità e la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori, come previsto dall’articolo 2, comma 7, della Legge n. 146/1990.

Non è accettabile considerare il caldo estremo un rischio astratto mentre lavoratrici e lavoratori sono esposti a temperature eccezionali e si registrano già decessi e gravi conseguenze legate al lavoro in condizioni climatiche estreme. Per queste ragioni saremo davanti alla Commissione di Garanzia: per denunciare questo approccio, difendere il diritto alla salute e alla sicurezza e contrastare l’ennesimo attacco al diritto di sciopero.

La questione è ancora più rilevante dopo la decisione del Comitato europeo dei diritti sociali (CEDS) del 13 marzo 2026 sul reclamo collettivo n. 208/2022, USB c. Italia, che ha rilevato l’incompatibilità di alcuni aspetti della disciplina italiana sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali con la Carta sociale europea.

LA SALUTE E LA SICUREZZA NON SI DISCUTONO, SI DIFENDONO"

Roma 1 agosto 2026
USB Lavoro Privato Nazionale

"30 Ottobre 2026: Giornata internazionale di mobilitazione dei portuali e dei lavoratori dei porti. Contro la guerra e l...
02/08/2026

"30 Ottobre 2026: Giornata internazionale di mobilitazione dei portuali e dei lavoratori dei porti. Contro la guerra e la militarizzazione, porti per la pace e per il lavoro dignitoso.
USB Unione Sindacale Di Base pag. nazionale Roma, 31/07/2026 13:09

"A seguito del Terzo Incontro Internazionale dei sindacati dei portuali e dei lavoratori dei porti del Mediterraneo e dell'Europa, svoltosi a Istanbul nel maggio 2026, le organizzazioni partecipanti hanno deciso di promuovere una Giornata internazionale di mobilitazione il 30 ottobre 2026.

L'incontro si è concentrato principalmente sulla lotta contro le guerre, il genocidio e le aggressioni militari, affrontando al tempo stesso le principali questioni che riguardano i portuali e i lavoratori dei porti: salari, condizioni di lavoro, progetti di automazione, salute e sicurezza sul lavoro.

Le organizzazioni partecipanti, CGT Ports and Docks (Francia), ENEDEP (Grecia), LAB (Paesi Baschi), Liman-İş (Turchia), ODT (Marocco) e USB (Italia), che rappresentano lavoratori di oltre 40 porti del Mediterraneo e dell'Europa, invitano tutti i portuali e i lavoratori dei porti a mobilitarsi il 30 ottobre 2026.

Questa mobilitazione si basa sulla Dichiarazione di Istanbul, approvata all'unanimità dalle organizzazioni partecipanti e ora pienamente sostenuta anche da ORSA Porti di Gioia Tauro (Italia), che si è unita alla nostra rete internazionale.

La Dichiarazione rivendica:

L'immediata fine del genocidio del popolo palestinese e il riconoscimento di uno Stato palestinese indipendente riconosciuta dalla comunità internazionale entro i confini del 1967 e con Gerusalemme Est capitale.

La fine delle guerre di aggressione condotte dagli Stati Uniti e da Israele in Medio Oriente e contro l’Iran e la piena solidarietà ai popoli di Cuba, del Venezuela e del Sudan, nel rispetto del diritto dei popoli a resistere all'occupazione e all'autodeterminazione.

I porti non devono essere utilizzati per il trasporto di armi, munizioni, equipaggiamenti militari o truppe dirette verso zone di guerra. Non devono essere utilizzati come basi per la NATO, gli USA o l’EU, nemmeno come strumenti per armatori o monopolisti.

No all'economia di guerra, ai piani di riarmo dei governi e alla militarizzazione dei porti e delle infrastrutture strategiche. Le risorse pubbliche devono essere destinate ai bisogni delle persone e non al finanziamento della guerra.

I contratti collettivi devono garantire veri aumenti salariali, occupazione stabile, riduzione dell'orario di lavoro e un sistema pensionistico dignitoso.

Il progresso tecnologico, la meccanizzazione, l'automazione e l'intelligenza artificiale non devono essere utilizzati per eliminare posti di lavoro o compromettere i diritti dei lavoratori. I portuali dicono NO all’automazione.

Il 30 ottobre, tutte le iniziative saranno unite in un'unica lotta internazionale contro le guerre, il genocidio, l’automazione e la militarizzazione dei porti, in un momento particolarmente critico della nostra storia, difendendo al contempo i diritti dei lavoratori e migliori condizioni di lavoro. Ogni organizzazione sindacale deciderà le forme di mobilitazione più appropriate in base alla propria situazione nazionale, partendo dallo sciopero e dall’impegno comune di fermare i carichi di morte.

Le organizzazioni sindacali firmatarie della Dichiarazione di Istanbul invitano TUTTI i sindacati dei portuali e dei lavoratori dei porti ad aderire a questa mobilitazione internazionale. Siamo pronti a incontrare le organizzazioni dei portuali e dei lavoratori dei porti di qualsiasi altro porto interessate a partecipare a questa lotta comune.

CGT FNPD France
ENEDEP Greece
LAB Basque Country
LIMAN-IS Turkey
ODT Maroc
ORSA Porti Italy
USB Italy"

Contatto truffa. Ad agosto aumenti medi di 30 euro.Rabbia di Docenti e ATA: USB chiama alla mobilitazione su salari e co...
01/08/2026

Contatto truffa. Ad agosto aumenti medi di 30 euro.
Rabbia di Docenti e ATA: USB chiama alla mobilitazione su salari e contratti.
Nazionale USB Scuola - venerdì, 31 luglio 2026

"USB scuola aveva denunciato con forza il contratto truffa sottoscritto da Cgil, Cisl, Uil, Snals, Gilda ed Anief nel mese di Aprile, chiarendo che gli aumenti “raccontati” erano falsi perché non tenevano conto dell’IVC già erogata e partivano da compensi lordi, di conseguenza gli aumenti non avrebbero superato i 30/40 euro netti in media. Il cedolino di agosto ha confermato le nostre facili previsioni, generando profonda rabbia tra i lavoratori, che in queste ore minacciano disdette verso le organizzazioni sindacali firmatarie che, oltre a non raccontare la verità sull’inflazione galoppante che in tre mesi ha bruciato già il misero aumento, hanno propagandato cifre non corrispondenti alla realtà. Un contratto firmato in fretta e furia, con cifre taroccate e che, alla prova dei fatti, ha mostrato la propria inadeguatezza. L’ufficio parlamentare di bilancio, nelle sue analisi sul fronte salariale, ci dice con chiarezza che la riduzione del potere d'acquisto e la stagnazione dei salari reali è dovuto in gran parte al ruolo dei sindacati di che firmando negli anni contratti a perdere e mostrando livelli bassissimi di conflittualità hanno impoverito i lavoratori pubblici di questo paese.
Lavoratori pubblici che nelle ultime due tornate elettorali hanno lasciato sul tavolo piu del 10% del loro potere d’acquisto, visto come le guerre e la corsa alla militarizzazione li hanno impoverito, determinando una perdita salariale ormai irrecuperabile che avrà conseguenze pesantissime sulle famiglie nei prossimi mesi, quando i venti di guerra nel mondo mostreranno con ancor più furia i loro effetti sulle tasche degli italiani.
Ora che il “tarocco” si è palesato, così come sarà evidente nei prossimi mesi in tutti i settori del pubblico impiego, bisogna avviare una campagna di mobilitazione che rimetta al centro delle politiche governative la questione salariale e contrattuale.
USB si farà carico di questa mobilitazione per ridare dignità ai lavoratori pubblici di questo paese."

USB Scuola

Ripubblichiamo da Sindacato Usb Livorno il comunicato di proclamazione dello sciopero per i lavoratori e le lavoratrici ...
01/08/2026

Ripubblichiamo da Sindacato Usb Livorno il comunicato di proclamazione dello sciopero per i lavoratori e le lavoratrici del porto nelle ore più calde della giornata, a partire da domani fino al 9 agosto. Anche su Piombino, siamo a disposizione di tutti i lavoratori dell'area portuale che volessero scioperare per non rimetterci la salute e la vita!

"CALDO ESTREMO: USB PROCLAMA LO SCIOPERO NEL PORTO DI LIVORNO
LA SALUTE VIENE PRIMA DEL PROFITTO

Nonostante i numerosi tavoli e confronti svolti negli ultimi mesi, continuano a mancare misure strutturali, omogenee e realmente efficaci, in grado di garantire un’adeguata tutela a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori portuali, in particolare a coloro che operano nelle condizioni più gravose e maggiormente esposte al rischio da stress termico.
Il 14 luglio, con grave ritardo rispetto all’avvio della stagione estiva e all’entrata in vigore, alla fine di maggio, dell’ordinanza regionale relativa alla tutela delle lavoratrici e dei lavoratori esposti alle temperature elevate, si è finalmente riunito il Tavolo di Igiene e Sicurezza, al quale USB ha partecipato.
Nel corso dell’incontro, l’Autorità di Sistema Portuale ha comunicato che, su 19 imprese portuali, ben 15 non avevano ancora trasmesso gli aggiornamenti dei DUVRI relativi al rischio da calore, nonostante tali aggiornamenti fossero stati richiesti già da circa due mesi.
Siamo ormai alla fine di luglio. L’ordinanza della Regione Toscana è entrata in vigore alla fine di maggio. Gli aggiornamenti richiesti erano noti da settimane e, tuttavia, la maggior parte delle imprese non aveva ancora adempiuto.
È questa l’attenzione che viene riservata alle condizioni di lavoro e alla tutela della salute delle lavoratrici e dei lavoratori?
Come riportato anche dalla stampa locale, l’Autorità di Sistema Portuale ha annunciato l’avvio di ispezioni e verifiche. Un intervento necessario, ma che arriva quando l’estate è già nel pieno e quando le lavoratrici e i lavoratori sono stati esposti per settimane a temperature sempre più elevate.
A rendere la situazione ancora più grave è il fatto che, proprio nelle lavorazioni più pesanti, gravose e maggiormente esposte al rischio da calore, vengono spesso impiegati lavoratori neoassunti, con contratti a termine o chiamati a prestare attività lavorativa in forme discontinue. Lavoratrici e lavoratori che, in molti casi, possono trovarsi in una condizione di maggiore precarietà e di minore possibilità di opporsi a ritmi, carichi di lavoro o condizioni operative che ritengono pericolose.
Per questo motivo dal 2 al 9 agosto, nella fascia oraria compresa tra le ore 12.00 e le ore 16.00, è stato proclamato lo sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori delle società e delle cooperative operanti nel porto di Livorno.
USB Mare e Porti Livorno ha inoltre richiesto nuovamente un incontro urgente al Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, al fine di affrontare le gravi criticità connesse all’esposizione delle lavoratrici e dei lavoratori portuali alle temperature estreme e di individuare misure concrete, efficaci e immediatamente applicabili.
Invitiamo tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori che, durante lo svolgimento delle proprie mansioni, dovessero riscontrare condizioni di rischio per la propria salute e sicurezza — in particolare nelle lavorazioni più pesanti, nelle stive, a bordo delle navi, sui ponti e nelle attività svolte sotto l’esposizione diretta al sole — ad aderire allo sciopero.
Scioperare significa tutelare la propria salute e la propria sicurezza, ma anche inviare un messaggio chiaro alle dirigenze aziendali, agli armatori e all’Autorità di Sistema Portuale: non è accettabile continuare a lavorare in condizioni che possono mettere a rischio l’incolumità delle persone.
Le misure di mitigazione sono necessarie, ma non possono essere considerate, in ogni circostanza, sufficienti. Per USB, quando le temperature e le concrete condizioni di lavoro non consentono di garantire adeguati livelli di salute e sicurezza, si può e si deve arrivare anche alla sospensione delle operazioni portuali maggiormente esposte.
La salute delle lavoratrici e dei lavoratori non può essere subordinata alle esigenze produttive, ai tempi delle operazioni, alle scadenze commerciali o agli interessi economici delle imprese.
USB Mare e Porti Livorno esprime inoltre piena solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori di ASA S.p.A. e Giunti Carlo Alberto S.r.l., che nella giornata di oggi hanno scelto di scioperare per difendere la propria salute e la propria sicurezza, anche al di fuori delle procedure previste dalla Legge n. 146/1990.
La loro mobilitazione dimostra quanto il problema del caldo estremo sia ormai concreto, diffuso e urgente e quanto sia necessario intervenire immediatamente, prima che si verifichino gravi conseguenze.

LA SALUTE E LA SICUREZZA NON SI DISCUTONO.
SI DIFENDONO.

Coordinamento USB Mare e Porti Livorno"

https://www.facebook.com/share/198qm5HVof/
30/07/2026

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+++EDITORIALE+++

L’Italia va alla guerra
Mentre l’Ilva chiude, l’inflazione torna a correre e i salari riprendono a scendere, Tajani e Crosetto chiedono prestiti per le armi.

Si chiama SAFE, Security Action For Europe, ed è un programma di prestiti europei a lunga scadenza per l’acquisto e la fabbricazione di nuovi armamenti. Questi includono munizioni e missili, sistemi di artiglieria, droni e sistemi anti-drone, nonché sistemi di difesa aerea e missilistica, protezione delle infrastrutture critiche, protezione degli asset spaziali, sicurezza informatica, tecnologia AI e sistemi di guerra elettronica. La Presidente della Commissione europea Ursula Van der Leyen ha avuto modo di spiegare più volte, in modo molto esplicito, che questo programma finanziato con 150 miliardi di euro serve a preparare l’Europa entro il 2030 alla guerra contro la Russia.
Pochi giorni fa il ministro degli esteri Tajani ha reso noto che l’Italia ha fatto richiesta di un prestito di 14,9 miliardi di euro del programma Safe, specificando che sarà poi il ministro della difesa Crosetto a indicare i progetti sui quali viene chiesto il finanziamento.
In Italia il governo Meloni è molto attento alla comunicazione, soprattutto quando si parla di guerra. Mentre in Europa sono molto più chiari e spiegano che la popolazione deve prepararsi alla guerra, qui da noi si usano argomenti più ibridi per nascondere i fatti, come l’accesso alle nuove tecnologie, il sostegno all’occupazione e, naturalmente, la necessità di difendersi.
Ma il dato eclatante è che, davanti ad una drammatizzazione della situazione economica, con migliaia di posti di lavoro a rischio nel settore siderurgico e con la certificazione che i salari hanno ripreso a scendere nonostante i decantati rinnovi contrattuali, il governo chiede prestiti per le armi. E che prestiti!

Del resto, viene da dire, dal lato delle opposizioni tutto tace. La Schlein ha ribadito recentemente, in una lunga intervista sul Foglio, l’appoggio incondizionato all’Ucraina e quindi il via libera a nuovi finanziamenti per proseguire la guerra con la Russia. E’ la conferma delle posizioni assunte in tutti questi anni di completo appiattimento sulla linea guerrafondaia della Ue e della Nato e che, indirettamente, giustifica poi anche la scelta del riarmo.
Dal fronte sindacale l’attenzione invece è rivolta a ben altro. Proprio ieri, 29 luglio, sono tornati a riunirsi Confindustria e 14 associazioni datoriali assieme a Cgil, Cisl e Uil, per proseguire nella costruzione del Patto che dovrà portare a sancire, una volta per tutte, l’assoluto monopolio dei diritti sindacali nelle mani della triplice. Anche questo in fondo è funzionale alla guerra, aiuta a tenere bassi i salari e a contenere l’incazzatura del mondo del lavoro.

Forse è ora di ricominciare a pensare che non abbiamo molte vie d’uscita. Tra queste ce n’è una che dice: blocchiamo tutto! Per la pace, per il salario, per il lavoro, blocchiamo tutto.

TOREMAR. FALLITA LA CONSULTAZIONE DI CGIL, CISL E UIL SULL’ADDENDUM AL CONTRATTO INTEGRATIVO. I LAVORATORI CHIEDONO MAGG...
30/07/2026

TOREMAR. FALLITA LA CONSULTAZIONE DI CGIL, CISL E UIL SULL’ADDENDUM AL CONTRATTO INTEGRATIVO. I LAVORATORI CHIEDONO MAGGIORI GARANZIE E PIU’ SALARIO. SI RIAPRA IL TAVOLO DI TRATTATIVA CON TUTTE LE COMPONENTI SINDACALI.

USB insieme ai propri iscritti in Toremar, sul tema del pagamento della “cassa marittima” ha deciso di aprire una vertenza sindacale per provare ad arrivare al RICONOSCIMENTO PIENO della retribuzione quando il lavoratore è in malattia. Parliamo del 60% della paga così come previsto dall’attuale normativa (che è già una miseria rispetto al passato).

Dopo un primo incontro con la dirigenza Toremar nel quale non era stato raggiunto un accordo, avevamo deciso di aprire lo stato di agitazione sindacale.

USB è presente ai tavoli di contrattazione ed è un sindacato “riconosciuto” come tutti gli altri. Effettua incontri con tutte le aziende e ha propri delegati.

CGIL, CISL e UIL, forse per la paura di essere “scavalcati” e nel tentativo di lasciare fuori USB, si sono successivamente attivati e insieme all’azienda hanno provato a “mettere una pezza” firmando un addendum al contratto integrativo.

Su quell’accordo si sono espressi 25 lavoratori su oltre 190. IL RISULTATO È EVIDENTE E SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI. I lavoratori non reputano quell’accordo una vera soluzione ai loro problemi.
Per questo motivo crediamo sia arrivato il momento di smetterla con i “giochetti” e gli accordi fatti di fretta.
Il nostro appello è quello di riaprire una vera vertenza che coinvolga tutti i lavoratori e le sigle sindacali. Se sarà necessario dovremmo arrivare ad uno sciopero, anche unitario, per ottenere il risultato. Quell’accordo è NULLO in quanto non votato dai lavoratori. Ripartiamo da lì senza ulteriori polemiche e inutili discussioni.

Usb Mare e Porti Livorno

FORMAZIONE O OSTACOLO? I CORSI ONLINE PER I LAVORATORI IN CIGS STANNO FALLENDO IL LORO OBIETTIVOI percorsi di riqualific...
28/07/2026

FORMAZIONE O OSTACOLO? I CORSI ONLINE PER I LAVORATORI IN CIGS STANNO FALLENDO IL LORO OBIETTIVO

I percorsi di riqualificazione destinati ai lavoratori in CIGS dovrebbero rappresentare una concreta opportunità per acquisire nuove competenze e favorire il reinserimento nel mondo del lavoro. Purtroppo, nella realtà, troppo spesso si stanno trasformando in una vera e propria corsa a ostacoli tecnologica.

I corsi online coordinati dalla Regione partono da un presupposto sbagliato: che tutti i lavoratori dispongano di computer adeguati, connessioni internet stabili e competenze digitali sufficienti per utilizzare piattaforme informatiche, credenziali SPID o CIE e portali dedicati.

La conseguenza è sotto gli occhi di tutti. Invece di concentrarsi sull'apprendimento, i lavoratori sono costretti a superare difficoltà tecniche e burocratiche, mentre le organizzazioni sindacali si ritrovano a svolgere un ruolo improprio di assistenza informatica, aiutando le persone a completare i moduli esclusivamente per evitare la perdita delle indennità.

È evidente che un sistema impostato in questo modo non funziona. L'attenzione è rivolta al semplice tracciamento delle ore di collegamento anziché alla qualità della formazione e alle competenze realmente acquisite.
USB Piombino chiede con forza che questi percorsi vengano svolti prioritariamente in presenza, affinché tutti i lavoratori possano partecipare nelle stesse condizioni e con un confronto diretto con i docenti.

Chiediamo inoltre che la Regione attivi punti di supporto fisico sul territorio, con aule pubbliche assistite e personale dedicato, per garantire a tutti l'accesso ai percorsi formativi senza discriminazioni legate al digital divide.

Le risorse pubbliche devono essere utilizzate per costruire vere opportunità di crescita professionale, non per alimentare procedure burocratiche che trasformano la formazione in un semplice esercizio amministrativo.

La formazione deve creare competenze spendibili nel mercato del lavoro, non diventare una sequenza di "clic" da completare con l'aiuto di un sindacalista o di un familiare.

USB Piombino

COMUNICATO STAMPA — USB ToscanaIl silenzio della Regione dopo le morti sul lavoro: ancora nessuna risposta alla richiest...
28/07/2026

COMUNICATO STAMPA — USB Toscana

Il silenzio della Regione dopo le morti sul lavoro: ancora nessuna risposta alla richiesta di incontro urgente. VERGOGNA!

Sono passati dieci giorni da quando USB Toscana ha inviato alla Presidenza della Regione una richiesta di incontro urgente, dopo la morte di due operatori ecologici colpiti da un malore causato dal grande caldo mentre lavoravano in appalto per i servizi di Alia. Ad oggi, nessuna risposta è arrivata!

Un silenzio che pesa, perché nel frattempo il conto delle vittime del lavoro in Toscana non si è fermato: 53 morti dall'inizio dell'anno, un dato che la stessa Regione non può ignorare.

USB aveva chiesto con urgenza una revisione della delibera regionale sullo stress termico, che oggi esclude dalle tutele interi settori, pubbliche amministrazioni, concessionari di pubblico servizio, appaltatori, cantieri, logistica, servizi ambientali, lasciando migliaia di lavoratrici e lavoratori esposti al rischio nelle giornate di caldo estremo. Il 23 luglio abbiamo portato questa denuncia in piazza, davanti al Palazzo della Regione, con un presidio partecipato. La risposta delle istituzioni, finora, è stata l'assenza di qualsiasi risposta.

Non è accettabile che di fronte a un'emergenza climatica e sanitaria che sta costando vite umane, chi ha il potere di intervenire scelga il silenzio. Rivendicare il diritto di sospendere il lavoro in condizioni di rischio per la salute non è una richiesta ideologica: è una misura di buon senso che altre Regioni hanno già adottato con maggiore chiarezza.

USB Toscana rinnova con forza la richiesta di un incontro immediato e avverte: se il silenzio dovesse continuare, la mobilitazione non si fermerà.
Non si può morire di lavoro e di caldo nell'indifferenza delle istituzioni.

Unione Sindacale di Base Toscana

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Piombino
57025

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