22/12/2022
Un paio di mesi fa è uscito questo volumetto molto bello e molto utile, pubblicato dalle Edizioni Didattiche Gulliver, nella serie DIDATTICAMENTE. Quaderni di didattica attiva.
Riccarda Viglino ha fatto veramente un gran lavoro, filtrando la teoria alla luce della sua pratica dell'apprendimento cooperativo negli anni di insegnamento in classe come maestra elementare.
Il libretto, come dice il sottotitolo, si rivolge specificamente agli insegnanti della scuola primaria, che in esso troveranno un'eccellente introduzione alla metodologia dell'apprendimento cooperativo, un elenco ricco e vario di strutture con tutti i passi da seguire per utilizzarle in classe, molti suggerimenti ed esempi di attività possibili, i modelli di strumenti pratici (per esempio le carte dei ruoli e le griglie di lavoro) il cui utilizzo è spesso fondamentale perchè l'esperienza di apprendimento cooperativo riesca. In questo senso è straordinario come Riccarda Viglino sia riuscita a concentrare una tale ricchezza di elementi in appena 128 pagine.
Tuttavia questo agile e ricco strumento non limita la sua utilità alla scuola primaria. Il libretto risulta prezioso per chi vuole iniziare ad applicare l'apprendimento cooperativo in classe, cui offre con un linguaggio piano ed accessibile tutto quanto ha bisogno per superare dubbi e paure inevitabili quando si comincia a mettere in atto una didattica profondamente diversa da quella incentrata prevalentemente (se non esclusivamente) sulla centralità dell'insegnante. Nello stesso tempo, esso rappresenta un buon termine di confronto anche per l'insegnante già più esperto di apprendimento cooperativo, che può trovarci non solo una rapida soluzione a dubbi e vuoti di memoria, ma anche suggerimenti e suggestioni per dare vita a nuove esperienze di attività cooperativa in classe. Questo ultimo aspetto ha una sua validità anche per chi insegna nella scuola secondaria, sia di primo che secondo grado. Fossi ancora in servizio come insegnante, io, che per tutta la mia vita professionale ho scelto come terreno di azione il biennio delle superiori, lo terrei sempre nella mia cartella di lavoro.
Il linguaggio semplice e piano, abbinato alla ricchezza dei contenuti e alla loro concretezza, rende questo strumento particolarmente adatto per tutti quegli insegnanti che avvertono la necessità e i vantaggi del lavoro di gruppo ma continuano a credere che per farli basti dire ai loro allievi: "Allora adesso fate lavoro di gruppo". Attraverso questo volumetto essi potranno scoprire senza troppe difficoltà un orizzonte nuovo, che trasforma i gruppi in strumenti di educazione affettiva e in ambienti di apprendimento molto più ricchi ed efficaci tanto del monopolio della lezione frontale quanto dei lavori di gruppo improvvisati. Una delle caratteristiche fondamentali dei gruppi cooperativi è infatti quella di saper essere, mediante la strutturazione dell'interdipendenza fra i loro componenti, un mezzo che porta i componenti quasi a non poter fare a meno di imparare. da questo punto di vista, forse si può arrivare persino a dire che i gruppi cooperativi sanno persino diventare degli strumenti di organizzazione "ineludibile" dell'impostazione costruttivista.
Chi conosce l'autrice e ha lavorato insieme a lei può testimoniare che tutto questo è stato reso possibile da una vasta e continua esperienza di pratica dell'apprendimento cooperativo in classe e da una costante attenzione alle opere di innovazione didattico-pedagogica, sia all'interno di Pavone Risorse e Gessetti Colorati che del CESEDI, dove il professor Mario Comoglio ci ha fatto conoscere ed apprezzare nel corso di un ventennio molte esperienze maturate in contesti culturali diversi dall'Italia.
Dietro il linguaggio semplice e piano, un grande pregio che lo caratterizza, questo Cooperative Learning ha alle spalle un grande lavoro di approfondimento che è stato portato avanti all'interno del CESEDI di Torino e in particolare dentro il Gruppo Innovazione Scuola nato al suo interno. Riccarda Viglino, che di questo processo è stata a lungo protagonista in prima persona, ha saputo trovare la sua strada personale all'interno di un struttura didattica, il CESEDI, e le occasioni di crescita che essa ha saputo creare e mettere a disposizione degli insegnanti della provincia di Torino e non solo.
Dal punto di vista teorico, l'opera propone un modello di apprendimento cooperativo che si può definire "ibrido", integrando armonicamente l'essenziale degli elementi fondanti del Learning Together and Alone dei fratelli Johnson con l'"approccio strutturale" di Spencer Kagan. Il riferimento essenziale ai cinque elementi fondamentali della pratica cooperativa dei fratelli Johnson al CESEDI di Torino l'abbiamo imparato da Mario Comoglio. Nello stesso posto, quello che ho chiamato modello "ibrido" l'abbiamo visto messo in pratica da due formatori canadesi, Norman e Kathy Green, che all'Università di Toronto lo trovavano sistematizzato per la pratica didattica nel bel volume Cooperative Learning. Where Heart Meets Mind, di Barre Bennett, Carol Rolheiser-Bennett e Laurie Stevahn.
L'uso delle strutture, che ai "creativi" insegnanti italiani può apparire "costrittivo" o persino "meccanico", rende però senza dubbio più semplice il cammino di chi vuole cominciare a insegnare in apprendimento cooperativo avendo alle spalle soprattutto la pratica della lezione frontale. Il riferimento agli elementi fondanti dell'apprendimento cooperativo secondo i fratelli Johnson serve ad ancorare costantemente la pratica delle strutture ad un saldo quadro generale di valori, senza il quale le strutture stesse finirebbero per diventare delle routine "senza anima".
Pur in un numero di pagine esiguo, Riccarda Viglino è riuscita ad aprire una finestra su un'altra caratteristica che lo studio e la pratica dell'apprendimento cooperativo ha assunto al CESEDI di Torino: la capacità di usarlo come una specie di meraviglioso sistema operativo all'interno del quale possono “girare” tante esperienze pedagogico-didattiche innovative. E' questo il senso profondo della presenza, nella sezione di esempi di unità di apprendimento, delle disposizioni della mente, il campo di ricerca di Arthur L. Costa. I Green ci hanno mostrato come il cooperative learning potesse facilmente aprirsi alla teoria delle intelligenze di Howard Gardner e soddisfarne le esigenze. Ma soprattutto Mario Comoglio, attraverso due decenni, ci ha spinto a fare i conti con i rapporti che l'apprendimento cooperativo poteva avere con la valutazione autentica, appunto le disposizioni della mente, la programmazione a ritroso, l'insegnamento e la pratica delle competenze, il ruolo e l’uso dei compiti di realtà, la valutazione formativa.
Nel corso della conversazione Riccarda Viglino parla del suo libro Cooperative Learning pubblicato di recente dalle edizioni Gulliver.Il volumetto è una ricc...