Riserva Sparta

Indicazioni Sito Web Contatta la scuola/università

Riserva Sparta Sparta, riserva dell'Animalità e dei 300 (olivi), risorge nel Ponente Ligure, in provincia d'Imperia, in Valle Arroscia, a Pieve di Teco.

Dal libro ‘Nel nome dell'Animalità’ [Francesco De Giorgio]

“Per Francesco De Giorgio, nato nel 1965, il contatto con l’animalità è stato ispirazione e istinto fin dalla giovinezza: l’infanzia trascorsa al Sud, in campagna, il rapporto con la terra e le sue creature, il precoce attivismo nel nome dell’animalità lo formano all’ascolto di quel «vento animale» di cui parla nelle prime pagine di questo libro. Lasciar crescere questo vento, liberarlo e renderlo guida dei suoi passi lo conduce prima a Parma, dove incontra il prof. Danilo Mainardi, suo mentore, e dove, nel 1989, si laurea in biologia; poi lo spinge a intraprendere un percorso di studio e ricerca indipendente, vissuto in favore e in nome degli animali: è qui che si interroga su come l’umano, anch’egli animale, si relazioni davvero con gli altri animali. Esperto di cognizione ed etica animale, Francesco sa che mantenere teorie e studi solo all’interno di un’aula accademica è controproducente; la loro quotidiana applicazione nella convivenza con gli animali, invece, insieme a una sana quanto costante dose di evoluzione, rivoluzione, ribellione e cambiamento, può dare luogo a esperienze sorprendenti. È da questa esperienza sul campo, dalla pratica vissuta ogni giorno, che raccoglie quel bagaglio di informazioni, emozioni, riflessioni alla base di Learning Animals, istituto internazionale di formazione negli ambiti di etica, etologia e Animalità, che dirige insieme alla moglie José sulle colline dell’entroterra ligure.

02/10/2026

Come per gli altri gatti di Sparta prima di lui, giorni fa abbiamo castrato anche Zorro.

Una scelta etologica ed etica, preparata a lungo affinché un momento impegnativo non interrompesse la continuità cognitiva della sua esperienza. A ventiquattr’ore dall’intervento Zorro aveva già recuperato luoghi, traiettorie, autonomia e presenza nel proprio mondo, addirittura anche con una riduzione delle distanze con noi.

La questione va posta con chiarezza: un animale non coincide con le proprie gonadi e la libertà non coincide con l’integrità riproduttiva.

In un contesto di coesistenza e semiantropico, lasciare un gatto fertile quando ciò significa esporre lui e altre soggettività alle conseguenze della riproduzione, non è maggiore rispetto della natura. È sottrarsi a una responsabilità.

L’etica valuta il soggetto, il contesto e le possibilità. E decide con criterio e cognizione di causa, senza emotività e proiezioni.


28/09/2026

Il video è un’introduzione, non una sintesi.

In pochi minuti provo a mettere a fuoco il problema delle cosiddette “attivazioni mentali”: quando l’animale viene continuamente tenuto occupato, stimolato, ingaggiato, ciò che appare come lavoro cognitivo può trasformarsi invece in produzione di reattività, dipendenza e orientamento costante verso il dispositivo umano.

Ma il ragionamento vero è nell’articolo.

Per questo l’invito è semplice: guardate il video, ma non fermatevi al video.

Leggete l’articolo completo su Substack:
Attivazioni “mentali”: la politica dell’animale tenuto occupato
https://spartariserva.substack.com/p/quando-la-cognizione-viene-sostituita?utm_source=share&utm_medium=android&r=4efy18⁠�

22/09/2026

Dobbiamo imparare a prendere sul serio l’etologia.

Dire che il cane è un animale sociale, oppure che il cavallo è un animale sociale, non significa avere compreso il cane o il cavallo che abbiamo davanti. È una nozione generale. E una nozione generale, se non viene calata nella soggettività, rischia di diventare una non-informazione.

Essere sociali non significa desiderare qualsiasi relazione, accettare ogni prossimità o dover convivere con chiunque. Ogni animale possiede una storia, preferenze, distanze e possibilità di scelta proprie.

L’etologia fornisce informazioni di base, ma non autorizza interpretazioni immediate. Un etologo serio osserva, raccoglie dati, confronta contesti e lascia passare il tempo. A volte settimane, a volte mesi. Soltanto dopo formula una conclusione, che rimane comunque ipotetica.

Quando prendiamo una nozione etologica, la ingigantiamo e la applichiamo indistintamente a tutti, non stiamo facendo etologia ma stiamo producendo un’ultra-ignoranza travestita da sapere scientifico.

L’etologia non è una religione e non serve a confermare ciò che crediamo già di sapere. Serve ad ampliare la conoscenza, mantenendola aperta all’incertezza e alla possibilità di essere smentita.

Prendere sul serio l’etologia significa rinunciare alla fretta di avere ragione sugli animali e non dare per scontata l'interpretazione del loro comportamento.

______

Approfitto per segnalarvi un seminario di etologia seria, articolata e situazionale: "Cani, umani e altre animalità: le false libertà" del 1 Ottobre 2026, online, 19.00 - 21.30.

Link modulo di registrazione al seminario in Bio

17/09/2026

Spesso mi viene chiesto, spesso, spessissimo, quale sia la differenza tra etologia e comportamentismo. E altrettanto spesso quale sia la differenza tra etologia cognitiva e cognitivismo.

In questo breve video, poco più di due minuti, provo a introdurre alcune distinzioni fondamentali, in attesa dell’articolo che pubblicherò tra qualche giorno su Substack.

Non si tratta di una disputa terminologica tra discipline o scuole di pensiero. Dietro parole apparentemente simili esistono modi profondamente differenti di osservare cani, cavalli e altri animali, di interpretarne le azioni e soprattutto di decidere che cosa ci riteniamo autorizzati a fare nei confronti dei loro comportamenti e delle loro menti.

Oggi, con il proliferare di educatori, istruttori, consulenti, divulgatori, etologi e presunti tali, le parole vengono sovrapposte fino a perdere significato. Il comportamentismo può essere presentato come etologia, il cognitivismo come attenzione alla cognizione e la modificazione dell’animale come relazione, crescita o educazione.

L’articolo proverà a rimettere ordine in questa confusione contemporanea e a restituire alle parole il loro peso scientifico, etico e politico.

Il titolo sarà:
La cognizione non c’entra nulla con il cognitivismo: comprendiamolo una volta per tutte

Perché la cognizione appartiene agli animali. Il cognitivismo appartiene invece a chi pretende di fare della loro mente il luogo del proprio intervento.


14/09/2026

Per dimostrare l’esistenza di capacità neuroaffettive condivise tra umani e altri animali, molte specie sono state sottoposte a vivisezione, prigionia, isolamento sociale e deprivazione affettiva nei laboratori. Si è prodotta sofferenza per misurare la sofferenza; si sono spezzate relazioni per studiare i legami; si è negata la soggettività animale per ottenere dati che potessero finalmente certificarla.

Persino molti studi sull’empatia sono stati condotti in contesti nei quali gli umani mostravano una radicale mancanza di empatia verso gli animali studiati. Animali impauriti, immobilizzati, separati dai propri riferimenti sociali o sottoposti a procedure invasive sono diventati strumenti per dimostrare sperimentalmente la loro capacità di percepire la condizione altrui. La contraddizione non potrebbe essere più evidente: si infligge sofferenza per scoprire se qualcuno sappia riconoscere la sofferenza.

Forse la tanto declamata empatia andrebbe finalmente aborrita, almeno nella forma sentimentale, autoreferenziale e selettiva con cui viene celebrata. L’empatia non impedisce necessariamente l’oppressione: può convivere perfettamente con il controllo, la manipolazione e la violenza. Può persino renderli più sofisticati, perché comprendere ciò che l’altro prova non significa riconoscergli libertà né rinunciare a usarlo.

Non abbiamo bisogno di “sentire ciò che sente” un altro animale per riconoscere il suo diritto alla sottrazione. Abbiamo bisogno di una posizione etica capace di porre un limite al nostro potere anche quando non comprendiamo la sua esperienza, non la condividiamo e non riusciamo a tradurla nei nostri stati emozionali.

Una società meno specista non nascerà da una maggiore esibizione di empatia, ma dalla rinuncia a fare dell’animalità un oggetto di studio, di controllo e di conferma delle nostre qualità morali.

Dietro molte ricerche presentate come “buone” esistono aspetti poco visibili, che ho avuto modo di conoscere direttamente decenni fa e sui quali esprimevo già allora profonde contestazioni.

13/09/2026
10/09/2026

Spesso, molto spesso, mi viene detto:
«Vorrei ve**re a Sparta per confrontarmi con te».

E spesso, molto spesso, la mia risposta è: anche no, dipende.

Prima di tutto perché, oggi più di ieri, le persone utilizzano parole in modo automatico, senza neanche realizzare quello che stanno dicendo e a chi lo stanno dicendo.

Poi se vieni a Sparta non vieni automaticamente a “confrontarti con me”. Vieni prima di tutto a conoscere un lavoro, raccogliere informazioni, comprendere una prospettiva, osservare come prende forma nella pratica e, magari, capire se quella prospettiva può mettere in discussione qualcosa del tuo modo di pensare.

Il confronto non è un diritto che nasce nel momento in cui due persone hanno opinioni differenti. E soprattutto non significa mettere sullo stesso piano percorsi, studi, esperienze e posizioni solo perché qualcuno desidera discuterne.

La democrazia garantisce il diritto di parola, non il diritto alla legittimazione altrui o a rubare altrui tempo. Il confronto ha senso quando esistono conoscenza, responsabilità e una reale disponibilità a modificare le proprie categorie.

A Sparta si può ve**re per conoscere, approfondire, fare domande, comprendere, perfino cambiare prospettiva.
Ma non si viene con la pretesa che ogni posizione debba automaticamente sedersi allo stesso tavolo.

Vuoi ve**re a Sparta per confrontarti con me?
Prima cerca di capire con chi, su cosa e perché vuoi confrontarti, oltre che capire se veramente necessario farlo, se senti che veramente è una tua motivazione intrinseca o se è un mero automatismo.

Che noia il confrontatismo.

_____
Nel video i moschettieri esplorano il rudere di Sparta con i genitori: meno confronto, più informazioni.

07/08/2026

Dalle cinque alle sei di ogni mattina esperienze di mobilità per la mia personale animalità oversixty e, a seguire, affiancamento mobilità per tutte le altre animalità di Sparta.

Perché l'animalità è mobile.

01/08/2026

Voi che fate questa estate? 😅

Il caldo estremo non rappresenta una difficoltà solo per gli esseri umani: anche i suini ne soffrono in modo significativo e sono esposti a stress termico, colpi di calore e, nei casi più gravi, al rischio di morte.

In questi giorni le Titane ci stanno imponendo una routine particolarmente rigorosa. Effettuiamo controlli a intervalli di circa un’ora e mezza, da prima che il sole sorga fino al tramonto, con l’obiettivo di:

• favorire un’adeguata assunzione di acqua;
• garantire momenti di riposo e permanenza all’ombra;
• rinfrescare il corpo con acqua o fango fresco, in particolare su orecchie e ascelle;
• utilizzare asciugamani bagnati da applicare sul corpo;
• somministrare Gatorade (esclusivamente al gusto frutti di bosco, secondo le loro preferenze 😅);
• integrare con alga spirulina (molto apprezzata);
• offrire anguria, cetrioli, kiwi e altra frutta ad alto contenuto di acqua;
• monitorare costantemente comportamento, umore, movimenti, livello di attività e qualsiasi segnale di disagio.

Condividiamo queste informazioni nella convinzione che condividere esperienze e conoscenza sia uno degli strumenti più efficaci per migliorare la convivenza con gli altri animali.

Se queste indicazioni potranno contribuire a migliorare la gestione anche di altri suini durante le ondate di calore, riteniamo che questo sia già un risultato significativo.

Intanto tra trenta minuti inizia l’evento online sullo sfogo animale, con centrale la domanda non di quanto si muove un animale, ma di come si muove.

Insomma dalle stalle al mondo.

Nel video somministrazione spirulina.

Indirizzo

Pieve Di Teco
18026

Notifiche

Lascia la tua email e sarai tra i primi a sapere quando Riserva Sparta pubblica novità e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta La Scuola/università

Invia un messaggio a Riserva Sparta:

Scelte rapide

Condividi

Categoria