Riserva Sparta

Riserva Sparta Sparta, riserva dell'Animalità e dei 300 (olivi), risorge nel Ponente Ligure, in provincia d'Imperia, in Valle Arroscia, a Pieve di Teco.

Dal libro ‘Nel nome dell'Animalità’ [Francesco De Giorgio]

“Per Francesco De Giorgio, nato nel 1965, il contatto con l’animalità è stato ispirazione e istinto fin dalla giovinezza: l’infanzia trascorsa al Sud, in campagna, il rapporto con la terra e le sue creature, il precoce attivismo nel nome dell’animalità lo formano all’ascolto di quel «vento animale» di cui parla nelle prime pagine di quest

o libro. Lasciar crescere questo vento, liberarlo e renderlo guida dei suoi passi lo conduce prima a Parma, dove incontra il prof. Danilo Mainardi, suo mentore, e dove, nel 1989, si laurea in biologia; poi lo spinge a intraprendere un percorso di studio e ricerca indipendente, vissuto in favore e in nome degli animali: è qui che si interroga su come l’umano, anch’egli animale, si relazioni davvero con gli altri animali. Esperto di cognizione ed etica animale, Francesco sa che mantenere teorie e studi solo all’interno di un’aula accademica è controproducente; la loro quotidiana applicazione nella convivenza con gli animali, invece, insieme a una sana quanto costante dose di evoluzione, rivoluzione, ribellione e cambiamento, può dare luogo a esperienze sorprendenti. È da questa esperienza sul campo, dalla pratica vissuta ogni giorno, che raccoglie quel bagaglio di informazioni, emozioni, riflessioni alla base di Learning Animals, istituto internazionale di formazione negli ambiti di etica, etologia e Animalità, che dirige insieme alla moglie José sulle colline dell’entroterra ligure.

07/08/2026

Dalle cinque alle sei di ogni mattina esperienze di mobilità per la mia personale animalità oversixty e, a seguire, affiancamento mobilità per tutte le altre animalità di Sparta.

Perché l'animalità è mobile.

01/08/2026

Voi che fate questa estate? 😅

Il caldo estremo non rappresenta una difficoltà solo per gli esseri umani: anche i suini ne soffrono in modo significativo e sono esposti a stress termico, colpi di calore e, nei casi più gravi, al rischio di morte.

In questi giorni le Titane ci stanno imponendo una routine particolarmente rigorosa. Effettuiamo controlli a intervalli di circa un’ora e mezza, da prima che il sole sorga fino al tramonto, con l’obiettivo di:

• favorire un’adeguata assunzione di acqua;
• garantire momenti di riposo e permanenza all’ombra;
• rinfrescare il corpo con acqua o fango fresco, in particolare su orecchie e ascelle;
• utilizzare asciugamani bagnati da applicare sul corpo;
• somministrare Gatorade (esclusivamente al gusto frutti di bosco, secondo le loro preferenze 😅);
• integrare con alga spirulina (molto apprezzata);
• offrire anguria, cetrioli, kiwi e altra frutta ad alto contenuto di acqua;
• monitorare costantemente comportamento, umore, movimenti, livello di attività e qualsiasi segnale di disagio.

Condividiamo queste informazioni nella convinzione che condividere esperienze e conoscenza sia uno degli strumenti più efficaci per migliorare la convivenza con gli altri animali.

Se queste indicazioni potranno contribuire a migliorare la gestione anche di altri suini durante le ondate di calore, riteniamo che questo sia già un risultato significativo.

Intanto tra trenta minuti inizia l’evento online sullo sfogo animale, con centrale la domanda non di quanto si muove un animale, ma di come si muove.

Insomma dalle stalle al mondo.

Nel video somministrazione spirulina.

07/07/2026

Prima o poi il corpo invecchia. È inevitabile. Ma invecchiare non significa necessariamente irrigidirsi, impoverirsi o smettere di abitare il mondo con curiosità.

Pioggia compie 21 anni di vita e 20 anni e mezzo di convivenza con noi.
Nel video della foto-trappola notturna la si vede muoversi nella macchia di Sparta con leggerezza, agilità e quella capacità di cambiare direzione all'improvviso che appartiene a chi continua a pensare il proprio corpo e il proprio ambiente, come un cavallo che sa muoversi come un serpente, come una volpe, come un astore in picchiata nel bosco.

E lo fa anche di notte, come nel video, tra vegetazione f***a e scarsa visibilità, dove ogni passo richiede attenzione, memoria e presenza.

L'invecchiamento non è una patologia. È una fase dell'animalità.

Il nostro compito non è combatterlo, ma facilitare le condizioni perché corpo e pensiero rimangano vivi il più a lungo possibile.

Per il corpo non proponiamo noiose sessioni di ginnastica meccanica, ma avventure, calma, esplorazione, improvvise accelerazioni, terreni diversi, libertà di scegliere come muoversi.

Per il pensiero non imponiamo aspettative, esercizi ripetitivi o metriche addestrative, ma insolito, sorpresa, possibilità di decidere, complicità e continua raccolta di informazioni sul mondo.

Forse è anche così che si conserva la verdezza. Non quella dell'età anagrafica, ma quella dello sguardo.

Perché la domanda più importante non è quanti anni vivrà Pioggia.
La domanda è: come vivrà gli anni che ha.

Anche per questo a Sparta non ci sono cavalli a fine carriera, ma cavalli senza carriera. Non ci sono cavalli da recuperare con una seconda opportunità, ma soggettività a cui viene semplicemente data la possibilità di essere. E non ci sono cavalli in pensione o a riposo, perché la vita non è un lavoro da cui ritirarsi, ma un'animalità da continuare a vivere fino all'ultimo giorno.

Buon ventunesimo compleanno Pioggia Selvaggia!



26/06/2026

È morto Achille.

Re gallo guerriero di Sparta.

Quando arrivò da noi era un animale definito “problematico”. Troppo aggressivo. Troppo difficile. Troppo incompatibile con le aspettative umane.

Noi non abbiamo cercato di cambiarlo. Abbiamo cambiato il modo di guardarlo.

Quella che molti chiamavano aggressività, noi la leggevamo come parte della sua soggettività, della sua storia, della sua animalità. Non un difetto da correggere, ma una biografia da comprendere.

Achille ha vissuto fino in fondo ciò che era. Ha difeso, esplorato, scelto, litigato, amato. Ha abitato Sparta da protagonista, mai da animale da gestire.

È morto oggi, serenamente, tra le sue compagne, le nostre “streghe bianche”, nel luogo che aveva eletto a casa.

Non celebriamo soltanto la sua vita.

Celebriamo l’idea che un altro modo di convivere con gli altri animali sia possibile. Un modo in cui non tutto ciò che disturba l’essere umano debba essere corretto. Un modo in cui anche un carattere scomodo possa trovare spazio, dignità e futuro.

Ciao Achille, gallo di Sparta.

24/06/2026

Sull'imbrancamento dei cavalli.

Nel mondo equestre il termine imbrancamento viene spesso usato con una connotazione negativa. Si considera un problema perché un cavallo che mantiene un forte riferimento al proprio gruppo risulta meno disponibile alle attività richieste dall'umano.

Ma il punto è un altro.

Non tutti i legami sociali sono uguali.

Esiste un imbrancamento di matrice prevalentemente emotiva, nel quale il gruppo diventa un rifugio da cui è difficile separarsi. È una condizione che può essere favorita anche da contesti equestri, da vite povere di esperienze cognitive e da percorsi che non permettono lo sviluppo di una reale autonomia soggettiva.

Ed esiste una dimensione completamente diversa: quella socio-cognitiva.

Qui il gruppo non rappresenta una dipendenza, ma uno spazio di emancipazione. I legami non limitano l'individuo, bensì ne ampliano le possibilità di esplorazione, scelta e apprendimento. Restare insieme non significa essere incapaci di separarsi, ma riconoscere il valore cognitivo della presenza degli altri.

Nel video i cavalli di Sparta si muovono nella grande area selvatica durante la notte, quando il caldo estremo lascia finalmente spazio all'attività. Si distribuiscono nel paesaggio, esplorano, si allontanano e si ritrovano, mantenendo il contatto attraverso nitriti e altri messaggi vocali che non esprimono stati emotivi, ma costituiscono una vera rete cognitiva, utile a condividere informazioni e a coordinare il movimento del gruppo in caso di scarsa o assente visibilità, come avviene nella f***a macchia spartana e in più di notte.

La differenza non è stare insieme oppure no.

La differenza è comprendere se un gruppo produce dipendenza oppure libertà.

23/06/2026

Mentre la cinofilia discute tra sogni e incubi, tra buoni e cattivi, tra gentili e rozzi, una volpe attraversa Sparta.

Esplora, raccoglie informazioni, cambia direzione, torna sui propri passi, costruisce la propria conoscenza del mondo.



05/06/2026

Studiare il mondo

In questo video registrato dalla foto trappola di Sparta, su uno dei sentieri selvaggi di coabitazione spartana, un capriolo maschio — riconoscibile dal palco di corna — si avvicina, osserva, annusa la camera. Si ferma. Interroga.

Un gesto piccolo, apparentemente semplice. In realtà profondamente etologico.

Anche per un capriolo, raccogliere informazioni e costruire una mappa cognitiva del proprio ambiente rappresenta un’attività fondamentale.

L’animalità non coincide mai soltanto con la sopravvivenza immediata.

Esiste un tempo dedicato all’esplorazione.
Alla verifica.
Alla lettura del paesaggio.
Allo studio di ciò che cambia, compare, scompare.

Ogni odore nuovo, ogni oggetto inatteso, ogni traccia, ogni deviazione del bosco entra dentro un processo continuo di conoscenza del mondo.

Forse dovremmo iniziare a liberarci di un’immagine troppo povera degli altri animali: quella di individui mossi esclusivamente da fame, paura, riproduzione o automatismi biologici.

La vita animale è anche investigazione.
Memoria.
Comparazione.
Anticipazione.
Produzione di significati.

In fondo, studiare il mondo non è un lusso umano.

È una delle espressioni più profonde dell’animalità.

Perché vivere non significa solo attraversare il tempo per sopravvivere, ma anche lasciare tracce cognitive del proprio passaggio temporaneo nel mondo.

29/05/2026

Vita a

27/05/2026

Nel gran caldo gli altri animali non “subiscono” semplicemente una stagione: riorganizzano tempi, movimenti, socialità e uso degli spazi. Le attività si spostano spesso verso la notte, quando il corpo può tornare a esplorare, scegliere, muoversi.

Facilitare, in questi giorni, significa modificare il contesto più che gestire gli individui:
• distribuire il cibo in più aree dell’uliveto, riducendo concentrazioni e tensioni;
• bagnare delicatamente orecchie e zampe nelle ore più calde, favorendo la termoregolazione;
• offrire alimenti naturalmente rinfrescanti e ricchi d’acqua;
• garantire ombra, ventilazione, acqua e soprattutto possibilità di scelta.

La convivenza etologica passa anche da qui: imparare a leggere come ciascuna soggettività attraversa il caldo, senza imporre ritmi esclusivamente umani.

Artemide, stanotte, ce lo ricorda attraversando silenziosamente l’uliveto.

Indirizzo

Pieve Di Teco
18026

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