02/05/2022
Spesso i genitori ci chiedono, in qualità di presidenti e di rappresentanti dei genitori eletti in Consiglio d’Istituto, interventi mirati su singole problematiche, addirittura su problematiche di carattere personale. Ad esempio, con l’avvento del Covid e l’aggravarsi della situazione pandemica in Regione, sono proliferati i messaggi di aiuto e chiarificazione dai genitori ai rappresentanti di classe, da questi poi ai rappresentanti d’istituto, su fino alla chat del Coordinamento dei Presidenti, che è diventata un quotidiano “ma anche da voi succede che…”, o “che cosa rispondo a chi mi chiede se…”
Cogliamo quindi l’occasione per fare qualche passo indietro e avere un’idea del raggio d’azione dei genitori consiglieri: quali compiti e su quali materie i rappresentanti dei genitori possono e, anzi, devono esprimersi, per collaborare con la scuola verso obiettivi di miglioramento? Perché questo è lo scopo che ci viene riconosciuto: contribuire al miglioramento della scuola, sotto ogni punto di vista e fin dove possibile, per gli alunni che la frequentano.
Dunque, a livello d’istituto i rappresentanti dei genitori vengono eletti (ogni 3 anni) per portare ovviamente la voce delle famiglie nel Consiglio d’Istituto e decidere insieme con il personale scolastico e, nelle scuole superiori, insieme con gli studenti, in merito ad alcuni temi di governance della scuola che competono espressamente al Consiglio. Citiamo ad esempio i bilanci, l’approvazione del PTOF, l’uso dei locali e delle attrezzature, l’adozione del calendario scolastico con eventuali adattamenti. Il Consiglio d’istituto delibera anche spesso i criteri su cui poi insegnanti e dirigente scolastico baseranno il loro lavoro, pensiamo ad esempio ai viaggi d'istruzione e alle uscite didattiche. Il Consiglio può anche porre dei quesiti e formulare raccomandazioni e pareri al Collegio docenti, visto che in Consiglio siedono i rappresentanti degli insegnanti e il dialogo è sempre cosa buona e giusta. Senza voler fare qui un trattato completo, in sintesi è chiaro che per i genitori rappresentanti, questo ruolo introduce ad una collaborazione per il buon funzionamento della scuola, che significa certamente esprimere con chiarezza le esigenze delle famiglie e degli alunni e porre apertamente degli interrogativi se non delle vere e proprie critiche su eventuali aspetti problematici o discutibili, ma non significa sempre e necessariamente fare “opposizione” o “sindacato” a priori. Anzi, un genitore membro del Consiglio d’istituto è sempre alla ricerca di una mediazione ragionevole, di una soluzione di compromesso ai problemi che emergono, sempre e unicamente in vista dell’obiettivo ultimo di cui sopra, ovvero una scuola giusta e capace di assolvere bene al suo compito educativo.
E veniamo invece a ciò che nessun genitore, nessun rappresentante e nessun presidente di CdI potrà mai fare: abbiamo detto che i genitori siedono nell’organo di governance, ma essi non sono il management della scuola. E’ come dire, all’incirca, che essi siedono in Parlamento, quindi discutono, negoziano, partecipano, votano e decidono ma non sono il Governo, quindi non gestiscono, non dirigono, non rappresentano legalmente la scuola e non seguono le varie fasi delle attività - altrimenti sarebbero dipendenti stipendiati dal MIUR! Il management della scuola sono i dirigenti scolastici e i dsga. Pertanto non solo una volta che il Consiglio d'istituto ha affrontato le questioni e deliberato, l’esecuzione di quanto deciso passa completamente e unicamente nelle mani dei dirigenti scolastici e dei dsga (e per questo motivo è importante che le discussioni in CdI siano articolate, complete e partecipate), ma soprattutto sulle decisioni che spettano direttamente al dirigente scolastico senza necessità di delibere del CdI i genitori consiglieri non hanno materialmente voce in capitolo e, in linea di principio, potrebbero anche non esserne informati. Questo è un passaggio delicato ma necessario da comprendere: i genitori in CdI non sono una cerniera con il dirigente scolastico per tutto ciò che avviene a scuola, non siedono in CdI come ambasciatori di lamentele individuali o di classe, non sono più attenti a leggere le circolari di un qualunque altro genitore.
I genitori consiglieri hanno un ruolo di rappresentanti e garanti di trasparenza e democrazia (questo lo spirito con cui la scuola aprì loro le porte nel 1974) nei processi decisionali della scuola, devono pretendere da un lato che questo ruolo sia riconosciuto e rispettato e dall’altro formarsi con scrupolo sui loro diritti e doveri per esercitare al meglio questo ruolo senza cadere in confusione e invadere le prerogative altrui.
Buona notizia: dove non possono arrivare i genitori consiglieri, la base dei genitori ha comunque un potente strumento di partecipazione alla vita scolastica, il Comitato Genitori. E’ il Comitato Genitori il forum dove “socializzare” le questioni che stanno a cuore alle famiglie, non il Consiglio d’Istituto. Qualche presidente definisce il CdI la “testa” e il CG la “pancia” dei genitori. Spieghiamo meglio:
riassumendo, il CdI deve occuparsi per mandato normativo di tracciare le linee e i criteri di governance che poi dirigenti e dsga realizzeranno, ha precise competenze inderogabili in materia contabile, approva ciò che abbiamo elencato sopra e inoltre - punto fondamentale - è un organo collegiale misto, ovvero dove deliberare significa mediare fra le diverse componenti (docenti, personale ATA, famiglie, studenti alle superiori). Quindi certamente la voce dei genitori in Consiglio deve farsi sentire ma non è l’unica e indubbiamente bisognerà arrivare a dei compromessi;
il Comitato Genitori invece è un organo esclusivamente genitoriale (pensiamo per analogia al comitato studentesco di una scuola superiore), dove quindi è facile discutere in completa libertà fra pari e organizzarsi per maturare proposte e segnalazioni, dove attraverso il confronto fra genitori è possibile conoscere meglio la propria scuola e capirne le dinamiche di funzionamento, dove si travalicano le mura della classe specifica frequentata da* propri* figli*, dove davvero si può partecipare in prima persona alla vita della scuola facendo squadra.
Dalla discussione in Comitato Genitori usciranno quindi proposte e segnalazioni che, a seconda della loro natura, potranno essere sottoposte al CdI perchè vadano poi opportunamente vagliate e deliberate prima di essere esecutive o al DS se immediatamente eseguibili.
In altri termini, forse sembrerà strano ai genitori, ma non tutto ciò che i genitori hanno da dire alla scuola deve necessariamente passare dai loro rappresentanti in Consiglio d'istituto per essere affrontato e risolto. Anzi tali rappresentanti potrebbero non sapere nulla di certe tematiche ed è rispettoso non considerarli come i “segretari” delle famiglie a disposizione in qualsiasi momento e per qualsiasi tematica.
Le assemblee genitori dovrebbero essere anche l’occasione in cui i rappresentanti in Consiglio illustrano a grandi linee su quali aspetti punta il PTOF approvato o modificato quest’anno e se le linee d’indirizzo individuate dal DS rispecchiano la percezione e l’idea che i genitori hanno della scuola frequentata dai propri figli. Alle assemblee è anche possibile invitare gli stessi dirigenti scolastici, perchè no? Per farsi spiegare i piani di miglioramento che discendono dalle autovalutazioni che ogni scuola è chiamata a fare: l'autovalutazione sembra corretta ai genitori? E i traguardi di miglioramento sembrano coerenti? Quelli enunciati in passato sono stati effettivamente raggiunti? Un bravo dirigente sarà gratificato dal poter raccontare il proprio lavoro.
Abbiamo detto che i rappresentanti eletti in CdI approvano i bilanci preventivi e consuntivi dell’istituto: cari genitori, chiedete loro di spiegarvi a quali attività è stato destinato il contributo volontario da voi versato l’anno scorso. Consultate sul sito della scuola la relazione al conto consuntivo: fra l’altro, a partire dall’anno 2023 le scuole saranno tenute a comunicare all’Agenzia delle Entrate quali spese sono state sostenute dalle famiglie e come sono stati impiegati i loro contributi volontari. Potete anche suggerire ai vostri rappresentanti come vorreste che i soldi venissero impiegati.
Capite che le tematiche su cui ingaggiare i rappresentanti, affinchè offrano il proprio servizio per un buon svolgimento della vita scolastica sono molte, ma spesso si travisa questo ruolo.
Per contribuire al funzionamento della scuola, riappropriamoci ognuno del proprio ruolo:
- per le questioni personali i primi interlocutori dei genitori sono i docenti della classe.
- per le questioni di classe il rappresentante eletto dai genitori ad ottobre è l’anello di collegamento con i docenti di classe ed, in primis, con il coordinatore, nelle scuole secondarie.
- Infine i rappresentanti in Consiglio d’istituto affrontano questioni generali e comunque attinenti al proprio mandato.
Forzare il meccanismo, seppur con il nobile intento di dare risposte e di essere di supporto, rischia di far lavorare male tutti, con la conseguenza di non farsi trovare pronti quando sarebbe necessario e opportuno esserlo.