ISREC - Istituto di storia contemporanea di Piacenza

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Commenti

"M il figlio del secolo" al Piccolo fino al 26 febbraio. Qualche breve nota per raccomandare a tutti quelli che amano il teatro, la storia e la letteratura di correre a vederlo.
Popolizio e i suoi attori riescono a distillare dal libro di Antonio Scurati gli aspetti salienti della lezione storica e politica dell’ascesa e affermazione del fascismo nel travaglio del primo dopoguerra. E ne fanno un’opera teatrale di grande impatto emotivo, ricchezza e precisione scenografica, una messinscena armoniosa e avvolgente nella bellezza cromatica e architettonica di quella importante stagione delle arti, con un ritmo incalzante, in cui niente appare superfluo o ridondante. In questo svolgersi di siparietti brechtiani, ognuno con un titolo a richiamare la derivazione dall’opera letteraria, e ognuno condensato nelle evocazioni filmiche, suoni, accordi musicali che accennano ai documenti del tempo senza didascalismo, i diciotto attori - che recitano in terza persona, ancora a evocare il testo, il libro, la ricostruzione di Scurati - sono interpreti magnifici, istrionici e dalle voci potenti, capaci di sorreggere e significare per l’oggi le parole d’ordine, i ragli della violenza, le invettive accorate di un’epoca che ancora ci condiziona e determina come popolo e come nazione. Per ultimo, ma naturalmente si tratta dell’aspetto fondamentale, la scelta registica e il taglio interpretativo di Massimo Popolizio e di Tommaso Ragno che sdoppiano Mussolini, mostrandone fragilità, cialtronerie, ambizioni, giravolte, riuscendo in un’impresa che poteva apparire impossibile: stracciare l’aurea carismatica che gli adepti e una propaganda pervasiva gli costruirono addosso, mostrando quanto l’affermazione di venti anni di regime fossero più il risultato dell’insuccesso degli avversari politici, che successo e premio delle doti sue e dell’ideologia fascista. Insomma, un’insigne opera teatrale e una incisiva lezione di storia e, per chi vuol intendere, di politica.
Visto ieri sera: IMPERDIBILE per tutti quelli che amano la storia, la letteratura e, soprattutto, il teatro!
Info e biglietti al link https://bit.ly/M_Il_figlio_del_secolo
Il videomessaggio ai giovani per il Giorno della Memoria 2022 del Presidente Isrec Pier Luigi Bersani
Le attività Isrec degli ultimi anni: i nomi e i numeri dei collaboratori, dei luoghi delle iniziative, dei sostenitori, degli accessi ai social.
Auguri dal nuovo Consiglio direttivo Isrec eletto dall'Assemblea dei Soci l'11 dicembre 2021
L'Istituto si associa al seguente comunicato.
Il 28 dicembre 2021 la Corte Suprema della Federazione Russa ha imposto la chiusura dell’Associazione Memorial Internazionale.
Nata nella seconda metà degli anni Ottanta per iniziativa di alcuni esponenti di spicco del dissenso sovietico, fra cui Andrej Sacharov, Memorial si è posta come obiettivo la preservazione della memoria delle vittime del comunismo e ha rappresentato la più importante organizzazione di denuncia dei crimini del regime sovietico, svolgendo una funzione fondamentale sia sul piano della ricerca storica sia, in anni più recenti, come centro impegnato attivamente nella difesa dei diritti umani. La sentenza accusa l’Associazione di aver violato la controversa legge del 2012 “sugli agenti stranieri” in Russia che impone ad associazioni, enti e istituzioni del paese l’indicazione dei finanziamenti ricevuti dall’estero, di fatto uno strumento legale utilizzato da Putin e dalle autorità di governo per tacitare le voci dissenzienti.
La vera ragione della chiusura di Memorial è emersa dalle dichiarazioni rese dall’ufficio del procuratore generale, secondo cui Memorial avrebbe “creato una falsa immagine dell’Unione sovietica come Stato terrorista” denigrando con ciò “la memoria della Seconda guerra mondiale” e criticando “gli organi di potere”. La colpa di Memorial sarebbe dunque di aver leso il mito della “grande guerra patriottica”, la grande vittoria sovietica sul nazismo trasformata da Putin nel pilastro della memoria nazionale della Russia post-sovietica: una memoria che riabilita Stalin ed esalta il culto della continuità e della potenza dello Stato, verso il quale non sono ammesse né critiche né contestazioni. Criticare e ricordare gli orrori della storia nazionale è considerato pertanto alla stregua di un crimine, un atto anti-patriottico inammissibile da punire severamente.
L’Istituto nazionale Ferruccio Parri esprime una ferma condanna per la chiusura arbitraria di Memorial Internazionale, esprime la propria solidarietà ai ricercatori, alle ricercatrici e a tutti gli aderenti all’Associazione ingiustamente colpita, ribadisce con forza il valore della libertà della ricerca e della libera diffusione dei suoi risultati come presupposto vitale per una società pienamente democratica.

riportiamo in questa pagina le iniziative promosse dall'Isrec di Piacenza e notizie relative a Conve

L’Istituto è nato nel 1975 e dallo stesso anno è membro dell’INSMLI che, giuridicamente riconosciuto con legge 16 gennaio 1967, n.3, ha visto rinnovarsi la Convenzione con il Ministero dell’Istruzione e della ricerca, che comporta una particolare accentuazione del ruolo formativo e di ausilio didattico alle scuole e la possibilità di utilizzo di un docente comandato, individuato tra i vincitori de

Normali funzionamento

16/09/2023
8 settembre 1943 - Una tragedia italiana | RaiPlay Sound 08/09/2023

Ottanta anni or sono l'8 settembre 1943 e l'inizio delle tribolazioni anche dei soldati italiani, che diventeranno Internati Militari, IMI, di cui con l'aiuto dei famigliari, stiamo raccogliendo le storie.

8 settembre 1943 - Una tragedia italiana | RaiPlay Sound Sergio Lepri, direttore dell'agenzia di stampa Ansa per quasi trent'anni, era sergente dell'Esercito italiano quando l'8 settembre del 1943 fu reso noto l'armistizio con cui l'Italia si arrendeva agli Alleati mente la Germania diventava nemica.

30/08/2023

La commovente intervista alla Sig.ra Maria, nostra ospite e sorella del partigiano Carlo Luigi Razza. A cura dell'ISREC - Istituto di storia contemporanea di Piacenza e con la collaborazione dei ragazzi dell'Istituto comprensivo di Borgonovo val Tidone. Di seguito il link al video integrale, l'intervista inizia al terzo minuto https://www.youtube.com/watch?v=eoIgChwY8Jw

21/08/2023

Aiutateci a conservare e a fare conoscere la storia degli ex militari italiani piacentini che non vollero più combattere per Hi**er e per Mussolini dopo l'8 settembre 1943: in ogni famiglia sono conservati i loro ricordi! Anche questa è stata Resistenza.

Viaggio della Memoria 2023 - Polo scolastico "Mattei" di Fiorenzuola 19/05/2023

Pubblichiamo i video di restituzione del Viaggio della Memoria 2023 Berlino/KZ Sachsenhausen. Grazie ragazze e ragazzi!

Viaggio della Memoria 2023 - Polo scolastico "Mattei" di Fiorenzuola Il video di restituzione delle ragazze e dei ragazzi del Polo Mattei di Fiorenzuola d'Arda, in seguito al Viaggio della Memoria - Isrec a Berlino/Sachsenhaus...

16/05/2023

Pubblichiamo il comunicato odierno dell'Istituto di Lodi.
A proposito delle dichiarazioni di Roberto Fiore al cimitero Maggiore di Lodi
Ristabilire la verità storica

Il «Cittadino» di lunedì 1° maggio scorso, alla p. 3, riporta (tra virgolette, dunque si presuppone
testuali) le parole del leader di Forza Nuova, Roberto Fiore, in occasione della commemorazione
di Sergio Ramelli al cimitero Maggiore di Lodi. Leggiamo dunque che, quando nel 1975 Ramelli
fu ucciso, «le strade e le scuole di Milano erano dominate militarmente dall’ultrasinistra. Abbiamo
avuto scontri feroci, ma la guerra civile strisciante di quegli anni fu provocata da settori torbidi
dello Stato». Queste dichiarazioni non possono essere accettate acriticamente.
Fermo restando il ripudio di ogni forma di violenza, per ristabilire la verità storica è necessario
ricordare che negli anni Settanta – per la precisione dal 1969, anno della strage di piazza
Fontana, al 1980, anno della strage della stazione di Bologna – il numero di militanti di sinistra
morti per mano di militanti di destra in scontri e pestaggi fu circa tre volte il numero di militanti
di destra morti per mano di militanti di sinistra. Non può dirsi, allora, che «le strade e le scuole
di Milano erano dominate militarmente dall’ultrasinistra».
Per quanto riguarda «i settori torbidi dello Stato» e le stragi di matrice fascista (oltre duecento
morti nello stesso arco temporale) è sufficiente fare riferimento alle motivazioni della sentenza
della Corte d’Assise di Bologna che ha condannato Paolo Bellini all’ergastolo, motivazioni rese
note il 5 aprile scorso. Sono stati riconosciuti come mandanti, organizzatori e finanziatori della
strage di Bologna (2 agosto 1980, 85 morti e oltre 200 feriti) quattro uomini: i vertici della loggia
P2 Licio Gelli e Umberto Ortolani, l’ex capo dell’Ufficio Affari riservati del ministero dell’Interno
Federico Umberto D’Amato e l’ex senatore del MSI-DN (Movimento Sociale Italiano-Destra
Nazionale) Mario Tedeschi, morti da anni; come esecutori materiali, gli appartenenti
all’organizzazione della destra eversiva NAR (Nuclei Armati Rivoluzionari) Giusva Fioravanti,
Francesca Mambro e Luigi Ciavardini (condannati in via definitiva), Gilberto Cavallini (primo
grado) e il “quinto uomo” Paolo Bellini, allora militante di Avanguardia Nazionale, altra
organizzazione della destra eversiva. È dunque con la destra estrema che si allearono i «settori
torbidi dello Stato».

Ilsreco – Istituto lodigiano per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea

"Francesco Daveri" di Claudio Oltremonti. Presentazione con l'autore e Pier Luigi Bersani 11/05/2023

E' on line sul canale Youtube ISREC - Istituto di storia contemporanea di Piacenza la presentazione del libro di Claudio Oltremonti "Francesco Daveri", con il Presidente Pier Luigi Bersani
https://youtu.be/INZBkMEQwk8 , pubblicato con il contributo della Fondazione di Piacenza e Vigevano, della COOP SAN MARTINO, della Regione Emilia-Romagna.
Il libro è in vendita in Istituto e nelle migliori librerie

"Francesco Daveri" di Claudio Oltremonti. Presentazione con l'autore e Pier Luigi Bersani Il nuovo "Quaderno" di studi dell'Istituto di Storia Contemporanea di Piacenza consente di riaprire la ricerca sulla Resistenza piacentina da un punto di vis...

"Esterno notte" e gli anni Settanta con Marco Bellocchio, Miguel Gotor, Pier Luigi Bersani 09/05/2023

Invito a rivedere nell'anniversario della morte di Aldo Moro il dibattito tra Marco Bellocchio (Regista), Miguel Gotor e Pier Luigi Bersani a proposito di "Esterno notte", organizzato dal l'Isrec di Piacenza con e per gli studenti:

"Esterno notte" e gli anni Settanta con Marco Bellocchio, Miguel Gotor, Pier Luigi Bersani Registrazione dell'incontro del 22 novembre 2022 di "Esterno notte" e la storia d'Italia degli anni Settanta con Marco Bellocchio e Miguel Gotor. In seguito ...

Photos from ISREC - Istituto di storia contemporanea di Piacenza's post 02/05/2023

Il professor Vecchio illustra agli studenti dell'Università cattolica di Piacenza, professori Busani e Valvo, 'Libertà e democrazia. Cattolici e Resistenza in Europa'

Voci partigiane | ISREC PC 29/04/2023

Presentazione de "Le voci partigiane" con Achilli e Daniela Morsia: sul nostro sito

Voci partigiane | ISREC PC VOCI PARTIGIANE A cura di Alberto Achilli ; LE VOCI PARTIGIANE Questo progetto si propone di raccontare la Resistenza piacentina dando direttamente voce ai partigiani, alle loro storie di vita in comune e ai racconti delle loro imprese, attraverso una serie di interviste raccolte fra il 1978 e il 19...

Photos from ISREC - Istituto di storia contemporanea di Piacenza's post 22/04/2023

La posa della "pietra d'inciampo" per Francesco Daveri, portata a Piacenza da Berlino dai ragazzi del Viaggio della Memoria

"L'ultimo saluto": Lettere e ricordi di Resistenti caduti a Piacenza e nella sua provincia 22/04/2023

https://youtu.be/PRiXb6ByJbs
"L'ultimo saluto": Lettere e ricordi di Resistenti caduti a Piacenza e nella sua provincia
* Regia e preparazione vocale - Francesco Ghezzi
* Realizzazione - Clara Rossi (ISII "G. Marconi", Piacenza)
* Con la partecipazione delle allieve e degli allievi del corso di teatro dell'ISII "G. Marconi" di Piacenza

"L'ultimo saluto": Lettere e ricordi di Resistenti caduti a Piacenza e nella sua provincia Regia e preparazione vocale - Francesco GhezziRealizzazione - Clara Rossi (ISII "G. Marconi", Piacenza)Con la partecipazione delle allieve e degli allievi de...

Wikiradio | S2023 | Piergiorgio Bellocchio | Rai Radio 3 | RaiPlay Sound 18/04/2023

A un anno dalla perdita di Piergiorgio Bellocchio, il ricordo di Massimo Raffaeli a wiki radio:

Wikiradio | S2023 | Piergiorgio Bellocchio | Rai Radio 3 | RaiPlay Sound Piergiorgio Bellocchio - Wikiradio - Il 18 aprile 2022 muore a Piacenza Piergiorgio Bellocchio con Massimo Raffaeli. Repertorio: Archivio Rai, Spazio Tre, Radio 3 del 3/01/1978; Estratti dal film documentario Assalto al Cielo di Francesco Munzi ITA 2016. Estratti dal film documentario I Quaderni Pia...

04/04/2023

Memoriale e museo di Sachsenhausen

Start | Gedenkstätte und Museum Sachsenhausen Am 21. März 1933 richtete die örtliche SA-Standarte in einem leer stehenden Fabrikgebäude im Stadtzentrum von Oranienburg das erste Konzentrationslager in Preußen ein. Das KZ Oranienburg nahm in den Monaten nach der Machtübernahme durch die Nationalsozialisten eine Schlüsselstellung bei der Ve...

Photos from ISREC - Istituto di storia contemporanea di Piacenza's post 04/04/2023

Oggi su Libertà sia in versione cartacea sia online qui 👉🏻 https://www.liberta.it/.../viaggio-della-memoria-tappa.../ raccontiamo la visita di 50 ragazzi al campo di Sachsenhausen nell’ambito del viaggio della memoria organizzato da ISREC - Istituto di storia contemporanea di Piacenza.

Photos from ISREC - Istituto di storia contemporanea di Piacenza's post 01/04/2023

Comunicato dell’Istituto nazionale Ferruccio Parri - Rete degli istituti storici della Resistenza e dell'età contemporanea
In merito alle dichiarazioni del Presidente del Senato Ignazio La Russa l’Istituto nazionale Ferruccio Parri - Rete degli istituti storici della Resistenza e dell'età contemporanea -, per rispetto alla verità storica, dichiara:
L' attacco partigiano di via Rasella fu un legittimo atto di guerra condotto contro una pattuglia di poliziotti altoatesini appartenenti al terzo battaglione Bozen.
Il Polizeiregiment Bozen comprendeva tre battaglioni, si era formato nel settembre 1943, subito dopo che i Tedeschi, a seguito dell’armistizio, avevano costituito l’Operationszone Alpenvorland, (Zona di Operazione delle Prealpi), che comprendeva le province di Belluno, Trento e Bolzano.
La maggior parte dei suoi membri, a seguito della opzione del 1939, avevano preso la cittadinanza tedesca.
Il battaglione Bozen non era una banda musicale ma un battaglione di polizia armato di pistole mitragliatrici e bombe a mano, che stava ultimando il suo addestramento.
L’età media dei componenti era sui 35 anni (avevano un’età dai 26 ai 42 anni), quindi certamente non delle giovani reclute ma neppure dei semi pensionati.
È bene ricordare che gli altri due battaglioni del reggimento Bozen erano stati subito impiegati in funzione anti-partigiana in Istria e nel Bellunese, dove si erano resi autori di stragi.
Il battaglione oggetto dell’attacco di via Rasella è stato successivamente impiegato in Italia in funzione anti-partigiana.
A seguito dell'attacco i Tedeschi fucilarono alle Fosse Ardeatine 335 fra antifascisti, partigiani, ebrei, detenuti comuni. Le liste furono compilate con l'aiuto della Questura di Roma. L’ordine di fucilazione fu eseguito prima della pubblicazione del comunicato emanato dal comando tedesco della città occupata di Roma alle 22,55 del 24 marzo 1944.
Per tale atto il Questore di Roma, Pietro Caruso, fu condannato a morte dall'Alta Corte di Giustizia per le sanzioni contro il fascismo. La sentenza fu eseguita il 22/9/1944.
Milano, 1 aprile 2023
Il Presidente Paolo Pezzino con tutti gli organi direttivi, i collaboratori e le collaboratrici dell’Istituto nazionale Ferruccio Parri - Rete degli istituti storici della Resistenza e dell'età contemporanea

01/04/2023

VM Isrec 2023. Potsdam, davanti alla Nikolaikirche, ore 12,20
La nostra intrepida reporter e un gruppo di ragazzi

Photos from ISREC - Istituto di storia contemporanea di Piacenza's post 01/04/2023

E' iniziato ieri sera alle 19:00 il Viaggio della memoria di 50 studentesse e studenti degli istituti superiori di Piacenza. Qualche foto della partenza per Potsdam-Berlino e dei saluti del Presidente Bersani e del Consiglio Direttivo dell'Isrec

Elisabetta Paraboschi intervista Bonaccorso su “Peppino Impastato, un giullare contro la mafia” 20/03/2023

Per la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, l'Isrec propone l'intervista a Lelio Bonaccorso, autore della graphic novel “Peppino Impastato, un giullare contro la mafia” (BeccoGiallo, 2009) , a disposizione nella biblioteca dell'Isrec nella sezione "NUVOLE DI STORIA":

Elisabetta Paraboschi intervista Bonaccorso su “Peppino Impastato, un giullare contro la mafia” 2° INCONTRO di "Nuvole di storia": LELIO BONACCORSO E IL FUMETTO ANTIMAFIALelio Bonaccorso è siciliano. Uno dei suoi primi lavori è la graphic novel “Peppino...

20/03/2023

“NUVOLE DI STORIA”: COME IL FUMETTO RACCONTA L’OGGI
Nuvole di storia. I fumetti e le graphic novel possono raccontare efficacemente la contemporaneità? L’Isrec-Istituto di storia contemporanea di Piacenza è convinto di sì. Nasce così una piccola rassegna di incontri rigorosamente on line e visibili sul canale YouTube dell’Istituto (https://www.youtube.com/channel/UCkLmWAijQtrlWDUG9FvvZ_g) coordinati da Elisabetta Paraboschi: “Nuvole di storia” si chiama e offrirà l’occasione di addentrarsi nel mondo del fumetto “storico” e incontrare illustratori e autori di graphic novel dedicate all’antimafia, alla Resistenza e alla Costituzione.
1° INCONTRO: A TU PER TU CON L’ASSOCIAZIONE “ORA PRO COMICS”
Nella sede della fumetteria “La Soffitta” di Piacenza, Federico Zucca e Marco Fumi raccontano la nascita del fumetto come prodotto artistico di massa e il cambiamento del pubblico dei lettori, dimostrando come la graphic novel sappia essere espressione dello spirito del tempo.
2° INCONTRO: LELIO BONACCORSO E IL FUMETTO ANTIMAFIA
Lelio Bonaccorso è siciliano. Uno dei suoi primi lavori è la graphic novel “Peppino Impastato, un giullare contro la mafia” (BeccoGiallo, 2009): da allora di anni ne sono passati, ma l’illustratore che è anche poeta all’antimafia ha dedicato diversi lavori.

Sosteniamo la preside Annalisa Savino, minacciata dal ministro Valditara 25/02/2023

Anche l'Isrec di Piacenza aderisce alla lettera di solidarietà degli istituti di Livorno e Pisa

Sosteniamo la preside Annalisa Savino, minacciata dal ministro Valditara Priorità alla scuola sostiene Annalisa Savino, minacciata dal ministro Valditara, e lancia una raccolta firme di solidarietà In seguito alle dichiarazioni rilasciate oggi dal ministro Giuseppe Valditara, Priorità alla Scuola e tutta la comunità educante che si riconosce nei valori della scuola d...

Sosteniamo la preside Annalisa Savino, minacciata dal ministro Valditara 23/02/2023

Sosteniamo la preside Annalisa Savino, minacciata dal ministro Valditara Priorità alla scuola sostiene Annalisa Savino, minacciata dal ministro Valditara, e lancia una raccolta firme di solidarietà In seguito alle dichiarazioni rilasciate oggi dal ministro Giuseppe Valditara, Priorità alla Scuola e tutta la comunità educante che si riconosce nei valori della scuola d...

Le due Marie 10/02/2023

Giorno del ricordo 2023 dell'Isrec di Piacenza e dell'istituto storico di Modena

Le due Marie

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Posa della pietra d'inciampo in memoria del partigiano Carlo Luigi Razza a Borgonovo: una cerimonia sentita e intensa in...
La Resistenza a Piacenza: domani all'Auditorium della Fondazione incontro con gli autori delle ultime pubblicazioni. Non...
Auguri dal nuovo Consiglio direttivo Isrec eletto dall'Assemblea dei Soci l'11 dicembre 2021
2 giugno 2021 - Festa della Repubblica
Giovanni De Luna: la rilevanza anche oggi della storia del Pci
Presentazione dei fondi per la storia del Pci a Piacenza e degli strumenti di consultazione
http://www.istitutostoricopiacenza.it/eventi-iniziative/educazione-civica/
Gli studenti del Mattei dal viaggio ad Auschwitz: la Shoah e gli altri genocidi
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