12/04/2025
Il dibattito condotto con sapienza dal prof. Triani e dalla prof.ssa Simona Favari ha fatto riflettere sui piani su cui si é mosso il film:
- l'emancipazione femminile
- la maternità
- il pensiero pedagogico e metodo montessoriano.
Emerge che Maria Montessori è stata considerata una figura di rilevanza profetica e persona eclettica quindi difficilmente ricollocabile in semplici categorie.
I suoi studi si sono mossi sempre sia sul binario scientifico-medico sia su quello pedagogico.
Si coglie in modo evidente che il suo approccio si basa sulla pedagogia positivista ma con un aflato spirituale importante.
"I bambini vanno prima amati" dice in una scena del film.
Emerge anche un'altra interessante riflessione sul sottotitolo del film che richiama il volto femminili della "nouvelle femme". Lei che ha dato dignità all'infanzia teorizzando proprio "il nuovo bambino". La relazione con i suoi piccoli "idioti" porta la platea a soffermarsi sul bisogno della della scuola di un bambino "che funziona". Maria Montessori credeva al contrario, nel principio della libertà, di dare il tempo ai bambini per crescere ed imparare.
Di seguito il dibattito si è soffermato sul "principio del funzionamento".
L'approccio pedagogico montessoriano non è certificare ma dare il tempo alle persone di crescere. Prima osservare e poi accompagnare per sviluppare le risorse, le capacità e i talenti. La scuola di oggi continua a stare dentro alla centralità dei bambini che devono funzionare. L'approccio pedagogico montessoriano, dal quale tanti altri sono nati, chiede che il bambino venga accompagnato e sostenuto. Quindi la certificazione é negativa se serve per certificare un non-funzionamento.
Il prof. Triani pone l'attenzione sulle sequenze del film dove la Montessori insiste sull'esercizio e sul fare e rifare, sul tornare sulle cose per rendere gli apprendimenti duraturi e significativi. Nelle stesse scene si sottolinea ai dotti del tempo I'importanza dei sensi, del corpo, della motricità.
Un altro aspetto evidenziato è il valore dei materiali come veri disciplinatori dell'agire didattico. I bambini imparano i limiti e le potenzialità attraverso i materiali, imparano a muoversi in autonomia e nello spazio. Nel film la protagonista afferma: "Non stanno giocando stanno lavorando".
Terminiamo l'incontro sottolineando l'ostinazione pedagogica della grande pedagogista fino quasi ad un approccio utopistico, quando si dice "vuole rivoluzionare la scuola".
Sicuramente nel dare dignità all'infanzia e al disturbo psichico è ben riuscita nel suo intento, sacrificando altri aspetti importanti della sua vita come si può cogliere dal film.