19/08/2026
Timpa della Serpa, dalla ricerca degli studenti una proposta per il futuro di Petilia
Si è svolto martedì 18 agosto, presso la Balconata del quartiere Rupa, l'incontro dedicato alla proposta di riconoscimento della Timpa della Serpa quale Geosito di interesse nazionale, promosso dal Liceo Scientifico “Raffaele Lombardi Satriani” e dal Circolo Legambiente “Valle Tacina” di Petilia Policastro.
L'iniziativa ha rappresentato un momento di confronto sul percorso avviato negli ultimi anni dal Liceo Scientifico e culminato, nel 2026, con il Primo Premio – Miglior Lavoro di Gruppo alla VI edizione del Premio “Giovane Geologo – Un geologo è per la vita” dell'Università della Calabria, per il progetto dedicato alla Timpa della Serpa e al sistema geomorfologico di Petilia Policastro.
A coordinare e presentare l'incontro è stato Luigi Concio, docente del Liceo Scientifico e presidente del Circolo Legambiente “Valle Tacina”.
Il Sindaco: i giovani sono il nostro presente
Particolarmente significativo l'intervento del Sindaco di Petilia Policastro, Simone Saporito, che ha ringraziato gli organizzatori e, soprattutto, i giovani studenti protagonisti del progetto, sottolineando come essi rappresentino “il presente” della nostra comunità, in un contesto regionale segnato dalla continua perdita di giovani.
Il Sindaco ha inoltre spiegato che la proposta di tutela della Timpa della Serpa non è stata ancora portata all'esame del Consiglio Comunale, poiché l'Amministrazione sta approfondendo alcuni aspetti relativi alla proprietà dell'area, necessari per definire correttamente il successivo percorso istituzionale.
Un passaggio importante, che evidenzia come la proposta di tutela richieda ora ulteriori approfondimenti e il coinvolgimento delle istituzioni.
La storia della Timpa e dell'antica Policastro
La dimensione geologica del progetto si è intrecciata con quella storica grazie all'intervento del Prof. Francesco Cosco, storico locale, che ha approfondito il rapporto tra la Timpa della Serpa e la storia dell'antico abitato.
Un riferimento fondamentale è stato il volume “Cronica della Celebre ed Antica Petilia detta oggi Policastro”, scritta tra il 1721 e il 1723 da Francesco Antonio Mannarino, importante manoscritto di carattere storico e topografico sulla città, del quale il Prof. Cosco ne ha curato la ristampa.
La sua testimonianza ha permesso di guardare alla Timpa non soltanto come a una struttura geologica, ma come a un elemento inserito nella storia della città e nella memoria della comunità.
Dalla tutela della Timpa alla rinascita del centro storico
Proprio la scelta della Balconata della Rupa come luogo dell'incontro ha assunto un significato particolare.
Da questo punto è possibile ammirare la Timpa della Serpa nella sua interezza, la valle del Soleo e, sullo sfondo, il Santuario della Santa Spina. Un paesaggio di grande valore, che però convive con situazioni di degrado e abbandono.
Da qui è nata una riflessione più ampia: la tutela della Timpa della Serpa può rappresentare un punto di partenza per un progetto di recupero e valorizzazione dell'intero quartiere e, più in generale, del centro storico di Petilia Policastro.
Riscoprire le antiche vie di accesso a Policastro, le porte, le testimonianze dell'antica fortificazione e i percorsi verso il fiume Soleo, recuperando luoghi oggi dimenticati e in alcuni casi degradati, come l'area della Porta Giudaica, significa ricostruire una trama capace di mettere insieme storia, antropologia, paesaggio, natura e geologia.
La prospettiva è quella di realizzare itinerari integrati, nei quali la Timpa della Serpa possa costituire uno dei principali punti di riferimento: un itinerario geologico-didattico, ma anche un percorso storico e culturale attraverso l'antica Policastro.
La voce dei giovani
Particolarmente significativo è stato l'intervento di Lorenzo Camigliano, studente del Liceo Scientifico e componente del gruppo che ha realizzato il progetto premiato.
Lorenzo ha raccontato l'esperienza formativa vissuta attraverso le attività in classe, il laboratorio e soprattutto le osservazioni e le attività sul campo, mostrando come lo studio delle Scienze della Terra possa trasformarsi in un modo concreto per conoscere il proprio territorio.
Un'esperienza che avrà anche una prosecuzione personale e formativa: Lorenzo ha infatti scelto di proseguire gli studi nel Corso di Laurea in Scienze Geologiche presso l'Università “La Sapienza” di Roma.
La sua testimonianza ha dato un significato particolare all'intero incontro: il progetto non è soltanto una proposta di tutela di un luogo, ma anche un esempio di come la scuola possa contribuire a far nascere curiosità scientifica, consapevolezza e nuove prospettive per i giovani.
Una comunità che si riappropria della propria storia
All'incontro è intervenuto anche Giovanni Parente, presidente storico e fondatore del Circolo Legambiente di Petilia Policastro, portando il contributo di una realtà associativa che da anni è impegnata nella conoscenza e nella tutela del territorio.
La partecipazione di cittadini, associazioni e persone legate a Petilia Policastro ha confermato quanto la Timpa della Serpa appartenga profondamente alla memoria collettiva. Per molti, anche per chi vive oggi lontano, quei luoghi rappresentano una parte della propria storia personale e familiare, conservata talvolta attraverso un forte sentimento di nostalgia.
Il prossimo passo
L'incontro ha quindi consentito di fare il punto sul percorso avviato e sulle prospettive future.
La proposta di riconoscimento della Timpa della Serpa come Geosito rimane l'obiettivo centrale, ma il confronto ha evidenziato una prospettiva più ampia: utilizzare la conoscenza e la tutela di questo patrimonio come occasione per recuperare e valorizzare gli antichi quartieri di Petilia Policastro.
Il progetto dell'Itinerario Geologico-Didattico “Timpa della Serpa e il sistema geomorfologico di Petilia Policastro”, già previsto nella proposta di tutela, potrebbe diventare così il primo tassello di una rete più articolata di percorsi capaci di collegare il patrimonio geologico con quello storico, antropologico e naturalistico.
La proposta istituzionale dovrà ora confrontarsi con gli approfondimenti relativi alla proprietà dell'area e con i successivi passaggi amministrativi.
Dalla scuola è partita una domanda: possiamo riconoscere e comprendere il valore di ciò che abbiamo sotto gli occhi? Ora quella domanda è diventata una sfida per l'intera comunità: possiamo trasformare questa conoscenza in tutela, recupero e nuova vita per i luoghi della nostra storia?