05/03/2026
Il terzo incontro del percorso "La Resistenza in Abruzzo - I volti della Resistenza", destinato ai docenti e ai cittadini interessati, ha dato voce alla ricerca della dottoressa Alessandra De Nicola ( ), che si è focalizzata su alcune figure di donne resistenti, penalizzate per lungo tempo, da una restituzione storiografica e letteraria parziale, maschile e militare.
Profili di figure femminili censite che suggeriscono un impegno legato alla partecipazione, emancipazione, ribellione, militanza, solidarietà.
Vicende che rientrano nell'ambito delle "resistenze plurali meridionali" su cui la ricercatrice sta facendo luce.
Alla comunicazione di carattere scientifico -che implica una rilettura di fonti e documenti-, è seguito l'articolato intervento di Chiara Spina che ha condiviso il progetto culturale, editoriale, "comunitario" e didattico di -di largo successo- finalizzato alla promozione della conoscenza della Storia e della memoria del Territorio.
L'esperienza del linguaggio del teatro di narrazione, magistralmente condotta da Marcello Sacerdote (attore, musicista e formatore) ha già avuto modo di avvicinare alunni e studenti verso una conoscenza diretta delle vicende legate alla Seconda Guerra Mondiale, nell'area abruzzese.
La gente comune -che si fa testimone di azioni di resistenza civile o patisce la violenza dei nazifascisti- acquisisce nuova fisionomia attraverso il coinvolgente racconto drammatizzato.
Un processo empatico ed emozionale stimola l'interiorizzazione e la rielaborazione dei contenuti, consolidando un approccio etico e valoriale, ai grandi temi della Storia ma anche alle vicende delle microstorie locali.
Due chiavi di lettura differenti ma complementari che offriranno la possibilità di un percorso di sintesi e rielaborazione, coordinati dal , in collaborazione con l' , in un'ottica di ricerca-azione, progettazione, mediazione e disseminazione di esperienze didattiche, pensate per un curricolo verticale, su cui proveremo a cimentarci, a conclusione del percorso e ad inizio di una nuova fase che ci auguriamo feconda.
A chiusura dell'incontro di formazione, il Presidente del Cidi, Ernesto Caranci sottolinea la preoccupazione delle direttive imposte "dall'alto" di rivedere le modalità di fare storia, raccontando magari in maniera affabulatoria (tornando pericolosamente indietro) mentre il nostro modus operandi è fortemente orientato a stimolare il pensiero critico, partendo dallo studio delle fonti e documenti, integrato anche con una mediazione didattica aperta anche ai linguaggi espressivi.