27/08/2026
🌱 Ma conosciamo come apprendono i bambini e le bambine?
Quando pensiamo all’apprendimento, spesso immaginiamo subito attività a tavolino, giochi “logici”, giochi didattici, carta e penna, “percorsi”, schede grafiche, studiare e fare compiti.
Ma l’apprendimento accademico, scolastico è solo la punta della piramide.
✅ Base degli apprendimenti scolastici: corpo e sensi.
Alla base ci sono fondamenta “invisibili”, sottili, delicate fatte di sensazioni, percezioni corporee e sensoriali (tatto, gusto, olfatto, udito, vista, interocezione, propriocezione, vestibolarità), movimenti e posture (transitorie e fondamentali) che il neonato e il bambino e bambina costruisce lentamente nell’esperienza.
Il corpo e i sensi costituiscono il primo linguaggio attraverso cui il bambino e la bambina esplorano il mondo circostante, se stessi, gli adulti di riferimento; si orientano nello spazio e costruiscono progressivamente possibilità di regolazione corporea ed emotiva.
👉🏻Come sostenerlo? È fondamentale fornire opportunità di gioco libero e spontaneo fin da piccolissimi: spazio e tempo per sperimentare la postura supina, rotolare, girarsi, strisciare, gattonare, fare passi con appoggio, … correre, saltare, arrampicarsi, svuotare e riempire, costruire e distruggere, impilare, mettere in fila, creare torri, entrare dentro … E il gioco in natura è fondamentale. Sono inoltre da preferire materiali naturali e destrutturati (di riciclo, di scarto) nel gioco, nelle esperienze di manipolazione e travaso.
🟧 Il livello sensomotorio.
A partire dalle molte esperienze vissute e ripetute attraverso il corpo e i sensi, il bambino e la bambina cominciano progressivamente a organizzare ciò che percepiscono e ciò che fanno. Le informazioni provenienti dal corpo, dall’ambiente e dal movimento si intrecciano: lo sguardo incontra il gesto, l’equilibrio accompagna lo spostamento, la posizione del corpo nello spazio orienta l’azione. È in questo processo che si costruiscono progressivamente schema corporeo, coordinazione, intenzionalità motoria e capacità di organizzare sequenze di azioni. Il movimento diventa sempre meno casuale e sempre più orientato a uno scopo: raggiungere un oggetto, modificare una posizione, superare un ostacolo, trovare una strategia, correggere un gesto quando non produce l’effetto desiderato.
Il bambino sta costruendo mappe del proprio corpo e dello spazio, sperimentando relazioni tra causa ed effetto, distanza e direzione, forza ed equilibrio, possibilità e limite. Agendo, prova; attraverso ciò che accade, modifica l’azione; ripetendo, consolida; incontrando una difficoltà, ricerca nuove soluzioni.
👉🏻Come sostenerlo? Non servono esercizi specifici. Servono ambienti - e tempi - nei quali bambina e bambino possano avere iniziativa: raggiungere, trasportare, spostare, attraversare, aggirare, salire e scendere, combinare oggetti, sperimentare distanze, pesi, equilibri e differenti possibilità d’azione. Sperimentare rischi calcolati. Attraversare disequilibri. Annoiarsi.
🟨 La percezione motoria.
Il livello sensomotorio non si interrompe: si affina e si specializza. Le esperienze corporee e motorie costruite precedentemente permettono al bambino e alla bambina di organizzare gesti progressivamente più precisi, coordinati e intenzionali, integrando sempre più finemente sguardo, postura, movimento e percezione.
Lo sviluppo motorio procede anche secondo una direzione prossimo-distale: il controllo e la stabilità delle parti del corpo più vicine all’asse corporeo sostengono progressivamente l’organizzazione di quelle più distali. Prima il tronco e la cintura scapolare, poi il braccio e il gomito, il polso, la mano e, sempre più finemente, le dita.
La motricità fine, quindi, non comincia dalla mano. Una mano capace di modulare forza, direzione e precisione del gesto si costruisce dentro un corpo che ha potuto muoversi, sostenersi, spostarsi, arrampicarsi, spingere, ti**re, trasportare, afferrare, lasciare e manipolare. Quando un bambino incastra, impila, infila, avvita e svita, apre e chiude, strappa, spezzetta, schiaccia, spreme, modella, travasa, cuce, usa pinze, taglia, costruisce e lascia tracce, non sta semplicemente “allenando la mano”. Sta affinando coordinazione occhio-mano, controllo visivo del gesto, modulazione della forza, bilateralità, dissociazione dei movimenti e progressiva precisione delle dita. Anche le esperienze grafiche nascono da qui: prima del gesto fine della matita c’è un corpo intero che ha fatto esperienza del movimento. Le grandi tracce, i movimenti della spalla e del braccio, l’esplorazione di superfici verticali, orizzontali e oblique precedono e accompagnano la progressiva possibilità di rendere il gesto grafico più piccolo, controllato e preciso, fino ad arrivare progressivamente anche alla superficie più circoscritta del foglio e al gesto grafico in postura seduta.
👉🏻Come sostenerlo? Non anticipando esercizi grafici o attività “di pregrafismo”, ma offrendo una grande varietà di esperienze motorie e manipolative, dentro e fuori: prima grandi gesti, grandi superfici e coinvolgimento dell’intero corpo; progressivamente azioni più circoscritte, esperienze di grafomotricità, materiali più piccoli e gesti che richiedono maggiore precisione.
🔻Vertice: apprendimento scolastico e accademico.
Gli apprendimenti scolastici più formalizzati - leggere, scrivere, calcolare, studiare - si innestano su una storia iniziata molto prima dell’ingresso a scuola. Nei primi 0-7 anni, e non solo, le esperienze corporee, sensoriali, motorie, percettive, relazionali e di gioco partecipano alla costruzione di attenzione, memoria, linguaggio, pensiero, capacità di pianificare e trovare soluzioni. Non sono esperienze che precedono semplicemente l’apprendimento: sono già apprendimento, sul quale potranno progressivamente innestarsi competenze più astratte, formalizzate.
🌿 Questa piramide ci ricorda una semplice quanto potente verità: prima di imparare a leggere, scrivere e contare, i bambini e le bambine devono solo giocare. Saltare, rotolare, arrampicarsi, annusare, sporcarsi, toccare, scavare, spingere, trasportare, costruire, inventare, incontrarsi, rischiare, scontrarsi, annoiarsi…
Ma quel “solo” contiene un mondo. Perché mentre giocano stanno percependo, coordinando, ricordando, anticipando, scegliendo, provando, sbagliando, modificando strategie, incontrando limiti e trovando soluzioni. Mentre giocano, stanno già apprendendo.
È il corpo che accompagna la mente. Ed è vivere il corpo e con il corpo che aiuta poi a regolare i movimenti e le posture nella seggiola, a scuola.
È giocare che prepara alla vita scolastica: no schede grafiche su schede, disegni prestampati per insegnare a stare dentro ai contorni, attività controllanti continue a tavolino, cartoni sulla LIM utilizzati per intrattenere, contenere o tenere fermi bambini e bambine…
🌱 🌱 E l’adulto? L’adulto prepara il contesto, osserva, accompagna quando necessario. Ma osserva anche se stesso: si interroga sui propri automatismi, sulle proposte che offre, sui tempi che accelera, sulle esperienze che anticipa e sullo spazio che riesce davvero a lasciare all’iniziativa del bambino.
Atelier della Pedagogista