27/07/2022
DUE BAMBINE CHE HANNO CAMBIATO IL MONDO
(-2 giorni alla soppressione di Jack Folla su Radio 1)
Ciao hermanitas ed hermanitos senza fissa dimora mentale. Oggi attacco subito con una storia ribelle così capite al volo in che programma vi state ficcando. Nell’India del primo ministro Narendra Modi, i giornalisti vengono minacciati, perseguitati, incarcerati. Anche Amnesty International, dopo avere denunciato il ruolo della polizia nel fomentare la violenza contro i musulmani e l’uso della tortura in Kashmir, si è trovata sotto attacco ed è stata costretta a chiudere.
Arundhati Roy, la voce più coraggiosa del giornalismo indiano, tutto ciò lo aveva predetto e gridato al mondo, ma il mondo non l’ha ascoltata. Capita spesso. Sono passati venticinque anni da quando, con un libro feroce e struggente. ha vinto il Booker Prize (e il mio cuore, in omaggio gratuito). S’intitolava: “Il dio delle piccole cose”.
Da quel suo primo libro, ogni volta che ha pubblicato qualcosa, è stata accusata di tutto: oscenità, sedizione, atti vandalici, cospirazione criminale. È la giornalista più denunciata del sub continente, tanto odiata dagli uomini della estrema destra quanto amata dalle donne Dalit, le fuori casta, le intoccabili.
Una di loro, un’intoccabile, ha seguito le sue orme. Si chiama Kavita, è cresciuta in un’area rurale devastata da siccità e povertà, una zona in cui la perdita del raccolto e l’indebitamento inducono centinaia di contadini a togliersi la vita.
Il suo primo gesto da ribelle è stato scegliersi come amica del cuore una bambina di nome Meera, che apparteneva a una casta superiore.
Quelle due bimbette sfidavano regole millenarie ma volevano reinventarsi il mondo; hanno lottato con le unghie e con i denti per potere essere amiche e andare a scuola insieme.
Kavita è riuscita a entrare per la prima volta in una classe quando aveva 12 anni. Meera, sposata a 14 anni, dopo aver avuto la prima figlia, ha fatto il diavolo a quattro per continuare a studiare e convincere la suocera a guardarle la bambina: quando la piccola aveva fame, la chiamava dalla finestra. Tra le risatine delle compagne, Meera lasciava il banco e correva ad allattare sua figlia.
Kavita e Meera non erano ancora maggiorenni quando hanno fondato un giornale che hanno chiamato “Lahar kee Khabar”, “Ondate di Notizie” per amplificare la voce degli oppressi e denunciare gli oppressori. Hanno iniziato a investigare e raccontare, dando voce ai bisogni della gente, parlando di corruzione e di strade mai asfaltate, della mancanza di medicine negli ospedali, dell’inerzia della polizia.
Un po’ alla volta, il giornale è cresciuto, conquistandosi popolarità e prestigio. A quel punto le autorità si sono viste costrette a offrire risposte: le strade sono state asfaltate, le medicine sono arrivate negli ospedali.
In vent’anni, “Ondate di Notizie” ha trasformato 500 donne provenienti da quell’area rurale e disperata in giornaliste d’assalto.
Oggi la redazione è composta da Adivasi (aborigeni), da musulmane, da donne che non sono mai potute andare a scuola, da donne colte. Ci sono vittime di violenza domestica, una di loro è una ex bambina- schiava in una cava di pietra.
Nel 2016 Kavita e Meera hanno anticipato i tempi, abbandonando la carta e iniziando l’avventura della digitalizzazione. Hanno comprato smartphone, imparato e poi insegnato alle reporter a usarli come telecamere e registratori.
Oltre alla versione digitale del giornale hanno aperto un canale Youtube che ha una media di 10 milioni di visualizzazioni al mese. Sotto quei dieci milioni di sguardi, gli insulti e le risatine di scherno dei detrattori sono cessati di botto, anche le autorità che prima le ignoravano, hanno iniziato a temerle.
Erano due bambine che volevano cambiare il mondo. Ce la stanno facendo.
16/07/2022
27/06/2022
01/05/2022
25/12/2021
14/12/2021
21/11/2021
09/11/2021