Sirt Academy

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Siamo il primo ed unico centro al Mondo,dedicato alla tecnologia DRY-SIM di ultima generazione applicata alla NeuroPerformance con arma da fuoco. Agencies, L.E.

Svolgiamo laboratori professionali per Gov. e MIL, Private Sec. e Civili. NO FI****MS SALES

26/01/2026

🇺🇸 Version after 🇮🇹

BIOMECCANICA. AL SUO MASSIMO LIVELLO.

È una delle dinamiche più importanti e strategiche nell’applicazione dell’arma da fuoco.
Eppure, è anche una delle meno comprese e meno allenate correttamente.

Attraverso i nostri Performance Programs, integrando tecnologia avanzata, strumenti professionali e metodologie di ultima generazione, siamo in grado di portare la biomeccanica a un livello impossibile da raggiungere con il training tradizionale in poligono.

I nostri laboratori partono dal livello Basic fino ad arrivare al livello Extreme, il più avanzato e complesso.
Ogni percorso è strutturato e costruito su misura sull’operatore, con un sistema didattico progressivo che permette di raggiungere obiettivi tecnici reali in tempi estremamente compressi.

Risultato?

✔ Riduzione drastica dei tempi di apprendimento
✔ Abbattimento fino al 90% dei costi di addestramento tradizionale
✔ Eliminazione totale del rischio operativo durante la fase di sviluppo tecnico

Questa non è teoria.
È Performance applicata, misurabile, replicabile, professionale.

Se vuoi portare le tue capacità a un livello che il training convenzionale non può offrire,
contattaci.
Ti guideremo nella scelta del percorso più adatto e risponderemo a tutte le tue domande.

Il futuro della performance inizia dalla biomeccanica.

🇺🇸 BIOMECHANICS. AT ITS HIGHEST LEVEL.

It is one of the most important and strategic dynamics in firearm application.
Yet, it remains one of the least understood and least properly trained.

Through our Performance Programs, integrating advanced technology, professional tools, and next-generation methodologies, we are able to elevate biomechanics to a level impossible to achieve through conventional range training.

Our labs start from the Basic level and progress all the way to Extreme, the most advanced and complex tier.
Each pathway is structured and tailored to the individual operator, using a progressive training system designed to achieve real technical results in highly compressed timeframes.

The result?

✔ Drastically reduced learning time
✔ Up to 90% reduction in traditional training costs
✔ Total elimination of operational risk during the technical development phase

This is not theory.
This is applied Performance — measurable, repeatable, professional.

If you want to take your skills to a level conventional training cannot provide,
contact us.

We’ll guide you toward the program that best fits your needs and answer all your questions.

The future of performance starts with biomechanics.

Photos from Sirt Academy's post 13/01/2026

Here We Go…
🇮🇹 dopo 🇺🇸

🇺🇸 PISTOL PERFORMANCE LAB

Neuro-Biomechanical Fi****ms Optimization Environment

The Pistol Performance Lab is not a shooting course.
It is a human performance research environment designed to analyze, measure, develop, and optimize every element governing the interaction between the nervous system, biomechanics, and the weapon platform.

Inside the Lab, the shooter is not “trained.”
The shooter is decoded.

Each session is structured as a scientific protocol integrating:
• Neuroscience applied to movement and decision-making
• Functional and postural biomechanics
• Neuro-visual and vestibular integration
• Motor control analysis under stress
• Neuromuscular optimization of ballistic ex*****on

Through advanced instrumentation, sensor systems, foto-analysis programs and proprietary neuro-adaptive drills, the Pistol Performance Lab identifies patterns invisible to the human eye: micro-errors, neuromotor asynchronies, load dispersion, perceptual deficits, decision-making delays, and biomechanical inefficiencies that directly determine accuracy, speed, stability, and operational survivability.

The result is a true process of performance engineering, in which:

technique is not imposed, but built upon the shooter’s individual neuro-physiological profile.

Within the Pistol Performance Lab, every parameter is converted into operational data, every data point into adaptation, and every adaptation into measurable advantage.

There is no generic training.
There is only personalized optimization of armed human performance.

Today, the Pistol Performance Lab represents one of the most advanced platforms in fi****ms performance science applied to the professional domain:
Law Enforcement, Military, Executive Protection, Special Units, and High-Performance Shooters.

Here, the difference between those who shoot and those who dominate the system finally becomes quantifiable.

Train hard. Train smart. Engineer performance.

🇮🇹 PISTOL PERFORMANCE LAB

Neuro-Biomechanical Fi****ms Optimization Environment

Il Pistol Performance Lab non è un corso di tiro.
È un ambiente di ricerca applicata alla performance umana con a@ da fuoco, progettato per analizzare, misurare, sviluppare e ottimizzare ogni singolo elemento che governa l’interazione tra sistema nervoso, biomeccanica e piattaforma .

All’interno del Lab il tiratore non viene “istruito”.
Viene decodificato.

Ogni sessione è strutturata come un protocollo scientifico che integra:
• Neuroscienze applicate al movimento e al decision making
• Biomeccanica funzionale e posturale
• Integrazione neuro-visiva e vestibolare
• Analisi del controllo motorio sotto stress
• Ottimizzazione neuromuscolare del gesto balistico

Attraverso strumentazione avanzata, sensori, sistemi di misurazione, programmi di foto-analisi e drill neuro-adattivi proprietari, il Pistol Performance Lab rileva pattern invisibili all’occhio umano: micro-errori, asincronie neuromotorie, dispersioni di carico, deficit percettivi, ritardi decisionali e inefficienze biomeccaniche che determinano direttamente precisione, velocità, stabilità ed efficienza operativa. Elementi e fattori che in alcuni casi determinano la sopravvivenza.

Il risultato è un processo di ingegnerizzazione della performance in cui:

la tecnica non viene imposta, ma costruita sul profilo neuro-fisiologico individuale del tiratore.

Nel Pistol Performance Lab ogni parametro viene convertito in dato operativo, ogni dato in adattamento, ogni adattamento in vantaggio misurabile.

Non esiste allenamento generico.
Esiste solo ottimizzazione personalizzata della performance tecnica con lo strumento.

Il Pistol Performance Lab rappresenta oggi una delle piattaforme didattiche più avanzate nella Fir@ performance science applicata al mondo professionale:
Law Enforcement, Military, Executive Protection, Special Units e High-Performance Shooters.

Qui la differenza tra chi spara e chi domina il sistema diventa finalmente quantificabile ed il risultato è tangibile ed oggettivo a qualsiasi livello dal neofita al tiratore professionista.

Allenatevi duramente ma allenatevi con intelligenza.

Photos from Sirt Academy's post 07/01/2026

🇮🇹
Il nostro Programma di Executive Protection è studiato per preparare i professionisti di questo settore estremamente complesso alle nuove esigenze globali.

Strutturato su più livelli e composto da un modulo centrale full-immersion di 3 giorni, nel quale si lavora giorno e notte per oltre 40 ore totali di didattica teorico-pratica, a cui seguono moduli satellite di approfondimento e di specialità della durata di 1–2 giorni ciascuno, l’Executive Protection Program rappresenta oggi una delle offerte formative più complete e solide presenti sul mercato internazionale.

All’interno del programma vengono trattati argomenti quali: Pianificazione (Mission Planning), Comunicazioni (Comms), Dinamiche Veicolari e V-CQB, Ground Formations, Misure e Contromisure Elettroniche, Tecniche di CCW, Pedinamento e Contro-Pedinamento, Medicina Tattica, Cyber Security, Terza Dimensione, UAV e Counter UAV, Tecnologia ed Equipaggiamento e molti altri moduli avanzati.

Se cercate il solito pseudo-corso per “contractor” o “high risk”, composto da improbabili quanto inapplicabili coreografie svolte in un poligono di tiro, tra fumogeni e urla di “contact front”, il nostro Programma di Executive Protection non fa per voi.

Da anni ci battiamo a livello mondiale per l’etica e la serietà con cui questa materia dovrebbe essere trattata, sia nella formazione professionale che nella sua applicazione operativa.
Purtroppo, in un settore in cui improvvisazione, ignoranza e superficialità dilagano, il condizionale resta d’obbligo.

Prossima sessione: primavera 2026.

🇺🇸
Our Executive Protection Program is designed to prepare professionals in this extremely complex field to meet today’s evolving global requirements.

Structured on multiple levels and built around a 3-day full-immersion core module, during which participants work day and night for more than 40 total hours of integrated theoretical and practical instruction, followed by 1–2 day satellite modules focused on advanced learning and specialized disciplines, the Executive Protection Program stands today as one of the most comprehensive and solid training offerings available on the international market.

The program covers subjects such as: Planning (Mission Planning), Communications (Comms), Vehicle Dynamics and V-CQB, Ground Formations, Electronic Measures and Countermeasures, CCW Techniques, Surveillance and Countersurveillance, Tactical Medicine, Cyber Security, Third Dimension Operations, UAV & Counter-UAV, Technology and Equipment, along with many other advanced operational modules.

If you are looking for the usual pseudo “contractor” or “high-risk” course, made of unrealistic and impractical choreographies performed on a shooting range, among smoke grenades and people screaming “contact front”, then our Executive Protection Program is not for you.

For years, we have been fighting worldwide for the ethical and professional standards that this discipline should uphold, both in professional training and in real-world operational application.
Unfortunately, in a sector where improvisation, ignorance and superficiality are widespread, the conditional remains necessary.

Next session: Spring 2026.

Info:
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🌐 www.sirtacademy.it

05/01/2026

18 GENNAIO 2026 : MODULO CCW – URBAN ASYMMETRIC DEFENSIVE STRATEGIES

Laboratorio dedicato all’approfondimento delle tecniche e delle strategie difensive asimmetriche in ambiente urbano.
Il laboratorio sarà basato sul CCW e sulla gestione dell’arma corta nelle varie opzioni di porto.
All’interno del Laboratorio verranno svolti dei nuovissimi programmi di ultimissima generazione che comprendono l’utilizzo del nuovo simulatore.

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03/01/2026

7 e 8 FEBBRAIO 2026 : CORSO ISTRUTTORI SIRT DI PRIMO LIVELLO – 1° MODULO

Primo Modulo introduttivo finalizzato allo sviluppo delle competenze fondamentali per la figura dell’Istruttore SIRT di Primo Livello, con focus su metodologia didattica e conduzione del gruppo.
Il modulo sarà diviso in sessioni teoriche e pratiche che verranno svolte dal nostro Team Internazionale insieme al Team Americano.
Il corso Istruttori di Primo livello è strutturato in 4 moduli da 2 giorni, ogni 4 mesi. Sul quarto ed ultimo modulo , unico organizzato su 3 giorni, i candidati sosteranno l’esame per ottenere la Qualifica della Licenza Internazionale da Istruttore SIRT di Primo Livello.

Info:
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Photos from Sirt Academy's post 31/12/2025

Sono state settimane estremamente intense per tutto il nostro Team.
Due incarichi all’estero, Camp Zero con Sellier & Bellot in Repubblica Ceca, due delegazioni internazionali, l’Open Day, due corsi Executive Protection e un corso Law Enforcement.

Siamo arrivati alla fine di un altro anno di lavoro straordinario in quello che, con grande orgoglio, possiamo definire uno dei Centri più innovativi ed avanzati al mondo nel nostro settore.
Centinaia di studenti, italiani ed esteri, Agenzie Governative, aziende internazionali di altissimo livello e, soprattutto, un’enorme quantità di ricerca, studio e sperimentazione.

Essere dei pionieri significa esplorare, scoprire, fallire, cambiare strada, aggiustare il metodo, correggere l’errore, senza mai avere paura di sbagliare.

Ci stiamo spingendo dove non esiste ancora letteratura a guidarci, dove la navigazione è a vista e la rotta la tracciamo giorno per giorno.

Il 2026 è già quasi completamente programmato: presenteremo nuovi laboratori tecnici, nuovi programmi, nuovi progetti.
E saremo qui per tutti voi, pronti come sempre a supportarvi e guidarvi all’interno di un campo e di una materia estremamente complessi.

Oggi però vogliamo semplicemente augurarvi Buon Anno
e dirvi che, a partire da gennaio, noi saremo qui ad aspettarvi.

Y.B. Training Director SIRT Academy

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25/11/2025

Open day in SIRT Academy !!!

Prenota ora il tuo slot gratuito e vieni a provare alcuni dei nostri labs in versione demo !

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Photos from Sirt Academy's post 26/09/2025

Proteggere per Vedere, Vedere per Decidere: Il Valore Strategico degli Occhiali Balistici di Nuova Generazione
Un Pilastro Assoluto dell’Equipaggiamento Moderno

Introduzione
Ci sono aspetti che, nella mia professione di specialista sul campo e soprattutto di istruttore professionale internazionale, non sono mai stati negoziabili. Uno di questi è la protezione degli occhi.
In oltre tre decenni di attività sul campo, tra incarichi in ambienti complessi e spesso non permissivi e formazione professionale svolta ai massimi livelli internazionali, ho trascorso la maggior parte della mia vita e della mia professione lavorando con le armi da fuoco. Negli anni, sono stato colpito accidentalmente o meno sul corpo e sul viso da schegge, frammenti di proiettile, camicie di proiettile, cartucce da caccia spezzate calibro 12, detriti urbani sollevati da detonazioni, residui di cariche esplosive per breaching, flash bang e persino bossoli di nastri di mitragliatrice.
Eppure, nonostante tutto questo, i miei occhi non hanno mai subito danni. La ragione è semplice. Ho sempre indossato occhiali tecnici protettivi, senza eccezioni e senza compromessi, scegliendo esclusivamente strumenti professionali della massima qualità.
Chiunque lavori con le armi da fuoco conosce bene questa verità. Basta un istante per perdere tutto. Un rimbalzo, un frammento metallico, una scheggia invisibile a occhio n**o ma capace di provocare lesioni devastanti. Dopo la vita stessa, gli occhi sono il bene più prezioso da proteggere e il rischio che li coinvolge è costante, concreto ed elevato.
Senza un’adeguata protezione, anche un semplice inceppamento mal gestito, un malfunzionamento meccanico, una cartuccia difettosa o il rimbalzo di un detrito possono trasformarsi in un pericolo estremo. L’uso di strumenti tecnici professionali come gli occhiali balistici, neutri o con lenti protettive filtrate, non è solo un presidio di sicurezza essenziale per qualsiasi attività con le armi da fuoco, ma è anche uno strumento capace di migliorare esponenzialmente le prestazioni tecniche, sia in addestramento che in contesti reali.

Vista e visione: due dimensioni da non confondere
Il primo aspetto da analizzare per iniziare a comprendere l’importanza di questo tipo di strumento per la qualità e il livello della prestazione tecnica è cogliere la differenza tra vista e visione.
La vista è una funzione biologica. Rappresenta la capacità dell’occhio di ricevere stimoli luminosi e trasformarli in impulsi elettrici che raggiungono il cervello. È un processo sensoriale di base legato alla struttura anatomica dell’occhio, alla retina, ai fotorecettori, alla messa a fuoco del cristallino e alla capacità di discriminare forme, colori e contrasti. In altre parole, la vista è il meccanismo attraverso cui percepiamo l’ambiente esterno.
La visione, invece, è molto di più. È un processo cognitivo complesso, l’elaborazione attiva di quelle informazioni da parte del cervello. È ciò che ci consente non solo di vedere un oggetto, ma di interpretarlo, discriminarne i dettagli e collocarlo in un contesto. La visione è l’insieme delle funzioni neurocognitive che integrano la percezione visiva con memoria, attenzione, esperienza e capacità decisionale.
Per l’essere umano, la vista è il senso dominante. Circa l’83% dell’interazione con l’ambiente avviene attraverso essa. Ancora più rilevante, studi neurocognitivi dimostrano che fino al 98% dei processi decisionali rapidi si basano su stimoli visivi. Questo significa che la nostra capacità di discriminare un dettaglio, di mettere a fuoco un particolare, di riconoscere una minaccia o di leggere un cambiamento nell’ambiente può determinare la differenza tra un’azione efficace e un errore irreversibile.
Quando si parla di prestazione con le armi da fuoco, questo diventa cruciale. La qualità della visione influenza direttamente la capacità decisionale e reattiva, i tempi di reazione, la precisione e la capacità di discriminare una minaccia da un ostacolo o da una presenza non ostile. È qui che le lenti tecniche fanno la differenza. Esse non solo proteggono l’occhio da impatti, schegge, detriti e agenti ambientali come vento, sabbia e polvere, ma migliorano anche la qualità della visione, ottimizzando contrasto, regolando la luminosità, riducendo l’abbagliamento e permettendo una messa a fuoco più rapida anche in condizioni difficili, come ambienti urbani interni, veicoli delle forze dell’ordine o scenari con illuminazione variabile.
Vista e visione, quindi, non sono la stessa cosa. La prima è un fatto biologico, la seconda un traguardo cognitivo. E per chi lavora con le armi, comprendere questa differenza significa proteggere non solo i propri occhi ma la propria capacità di decidere, reagire e sopravvivere. Perché su un singolo stimolo visivo potremmo dover prendere decisioni complesse e irreversibili, delle quali resteremo responsabili per tutta la vita.

Discriminare i dettagli: la chiave del decision making rapido
Discriminare un dettaglio significa letteralmente determinare la differenza tra una risposta efficace e un errore irreversibile.
Nel tiro e nell’impiego professionale delle armi da fuoco, la capacità di mettere a fuoco rapidamente, di adattarsi a condizioni di luce variabili, di riconoscere sagome o micromovimenti nell’ombra è ciò che consente di decidere in millisecondi.
La visione non è mai neutrale. È influenzata da luce, abbagliamento, riflessi, umidità, persino dalle variazioni cromatiche di un ambiente urbano notturno illuminato da fari o luci artificiali. Per questo l’uso di occhiali tecnici protettivi non è solo una barriera fisica contro schegge e frammenti, ma un vero e proprio amplificatore sensoriale.
Sono sempre stato convinto che siano i dettagli a fare quasi sempre la differenza, ed è per questo che in tutto ciò che faccio cerco di indagarli al massimo. Ritengo quindi possa essere utile e forse interessante sapere quali caratteristiche e aspetti tecnici cerco personalmente nei miei occhiali professionali.

Tecnologie delle lenti: protezione e visione al servizio della performance
Il compito di una lente professionale non è solo fermare, ma anche aiutare a vedere meglio nel mondo reale.
Gestione della luce e dell’abbagliamento. Lenti filtrate ben progettate riducono l’abbagliamento e la luminanza diffusa, migliorano il rapporto segnale/rumore e quindi la discriminazione dei dettagli. Evidenze sperimentali dimostrano che specifiche tonalità possono migliorare la sensibilità al contrasto e i tempi di reazione. In particolare, i filtri gialli in certe condizioni di luce possono accelerare la risposta e aumentare il contrasto, sebbene la scelta debba sempre essere individuale e legata al compito. Polarizzazione e trattamenti antiriflesso contribuiscono anch’essi a una percezione più “pulita” in presenza di forte luminanza.
Esempi pratici di tipologie di lenti per filtro cromatico e ambiente.
⚪️Trasparenti per condizioni di scarsa luminosità o indoor, addestramenti serali o notturni o lavoro sotto luce artificiale.
🔘Grigio neutro per luminanza diurna intensa senza alterazioni significative dei colori.
🟠 Bronzo, rame o ambra per enfatizzare il contrasto sagoma-sfondo e la definizione dei contorni in controluce o foschia. La scelta deve essere guidata dal compito e validata sul campo.
Caratteristiche essenziali. Elevata definizione luminosa, con lenti trasparenti anti-appannamento garantite anche in ambienti artificiali saturi di umidità, aria condizionata, respiratori e maschere, soprattutto in veicoli. Filtri selettivi, con lenti colorate come ambra, bronzo o tecnologia CAPTIVATE™, capaci di aumentare contrasto e comfort visivo, consentendo di distinguere sagome in controluce, abbagliamento o scarsa luminosità. Protezione e veri standard balistici, con occhiali conformi ad ANSI Z87.1+ o MIL-PRF-32432A, testati contro frammenti ad alta energia e per esigenze tecniche e operative complesse.

Photos from Sirt Academy's post 24/09/2025

TECNICA Vs TATTICA : LA SCIENZA VINCE SEMPRE

Sempre più spesso, nel linguaggio comune e nei contesti formativi, si tende a confondere o addirittura a mischiare i concetti di tecnica e tattica. In realtà, questi due termini esprimono dimensioni profondamente differenti: orbitano nello stesso sistema, ma rappresentano pianeti distinti.
Le ragioni di questa confusione sono molteplici. Alcune sono semplici, come la scarsa conoscenza della materia. Altre sono più complesse, legate a modelli didattici errati, a procedure istituzionali cristallizzate e a una proliferazione globale di corsi erogati da istruttori improvvisati, formatori istituzionali non aggiornati ed in generale con una limitata conoscenza della materia da un punto di vista scientifico. Spesso, infatti anche qualifiche e titoli ufficiali istituzionali si rivelano contenitori vuoti, incapaci di trasmettere una tecnica solida, ma anzi tramandando errori e cattive abitudini per generazioni e generazioni.
Uno dei motivi principali è che, in questa industria, domina un approccio empirico, superficiale e approssimativo a una materia che invece richiede metodo, dati, ricerca e riscontri oggettivi. La conseguenza è una contaminazione continua, amplificata dai social media, che diffonde a livello globale informazioni prive di qualsiasi fondamento scientifico.
Per comprendere dove e perché si generi questa confusione, occorre definire con chiarezza i due termini.
LA TECNICA
Letterariamente, la tecnica è “l’insieme di regole su cui si fonda la pratica di un’arte, di una professione o di qualsiasi attività, manuale o intellettuale, così come vengono applicate e seguite.”
Nel nostro campo, tuttavia, questa definizione è riduttiva.
Quando parliamo di armi da fuoco e performance umana, ci riferiamo a un sistema composto da quattro elementi fondamentali: il soggetto (bio-software e bio-hardware), lo strumento (arma da fuoco), il target e l’ambiente.

La tecnica è la capacità di correlare questi elementi all’interno di una matrice scientifica. È metodo, studio, sperimentazione. È l’insieme dei processi biomeccanici, neurocognitivi e fisiologici che trasformano un principio in gesto riproducibile. Non deriva da qualifiche militari o istituzionali, non nasce in un contesto operativo, non si eredita per tradizione e non coincide con lo sport.
Lo sport, infatti, rappresenta una bellissima declinazione della tecnica ma fortemente indicizzata ed ottimizzata per elevare al massimo la performance tecnica in gara, massimizzata per un unico ambiente, il poligono di tiro. Per quanto estrema, la tecnica sportiva è quindi limitata al contesto in cui nasce.
La tecnica pura, invece, è universale, portabile, indipendente dall’ambiente: può vivere da sola, senza alcuna necessità di essere legata alla tattica.

LA GENESI DELLA TECNICA
Ogni tecnica nasce da una matrice neutra, costruita su due componenti: il bio-software, ossia la neurocognizione, la percezione, i tempi di risposta e l’elaborazione delle informazioni, e il bio-hardware, ossia la biomeccanica, la struttura corporea e le capacità motorie.
Da questa matrice si sviluppa un processo in quattro fasi.
1) L’analisi scientifica, che consiste nello studio dei principi fisici, fisiologici e cognitivi che regolano il movimento.
2) Lo sviluppo tecnico, che si traduce nella codifica del gesto attraverso parametri oggettivi come angoli, tempi, pressioni e sincronizzazione.
3) Il consolidamento neuro-motorio, che avviene attraverso la ripetizione strutturata e che consente di trasferire la tecnica dalla dimensione cognitiva alla memoria procedurale.
4) Infine, l’applicazione adattiva, che è la capacità di trasferire la tecnica a scenari differenti senza alterarne la matrice scientifica.
Questa sequenza è ciò che rende la tecnica scienza autonoma, neutra, asettica, indipendente da fattori esterni.

LA TATTICA
Se la tecnica è la scienza, la tattica è l’arte applicativa: “l’arte di applicare le tecniche più efficaci in base alle circostanze per ottenere un vantaggio rispetto a un obiettivo.”
La tattica è sempre derivata e non può esistere senza una tecnica solida che la sostenga. Un’arma impugnata senza tecnica non è altro che la correlazione inefficace e potenzialmente pericolosa tra un soggetto e uno strumento complesso. Una tattica priva di tecnica si riduce a coreografia, utile a generare consenso visivo ma priva di sostanza operativa.
La tattica non è mai universale, ma sempre indicizzata. Dipende dal terreno, dall’ambiente fisico, dalle dinamiche sociali, culturali e perfino criminali. Richiede conoscenza del contesto, dati, casistica e capacità di pianificazione. È quindi uno strumento utile, ma subordinato, che vive della linfa fornita dalla tecnica.

IL PROBLEMA DELL’INQUINAMENTO DELLA TECNICA
Troppo spesso, nel settore, si assiste alla contaminazione della tecnica con la tattica. Accade nel privato e nel civile, ma anche in contesti istituzionali e militari.
Nel mondo istituzionale, la confusione nasce spesso dall’equivalenza errata tra tecnica e procedure: invece di adattare la procedura alla tecnica, si deforma la tecnica per piegarla alla procedura, generando incompatibilità che si traducono in incapacità operative.
Nel privato e nel civile, la ragione è ancora più evidente. La tattica consente un approccio empirico e superficiale, accessibile a chiunque. Non richiede conoscenza scientifica, non impone riscontri oggettivi.
È sufficiente un canale YouTube per proporsi come istruttori, diffondendo tattiche improbabili e spacciandole per tecnica efficaci. Il risultato è un settore saturo di metodi improvvisati, che non costruiscono competenze ma illudono un’utenza priva di strumenti per verificare l’efficacia reale.
Essere un istruttore LE o un operatore MIL non significa possedere o masterizzare la tecnica, né avere una tecnica solida e corretta. La tecnica non si misura né tantomeno si ottiene con qualifiche o attraverso i gradi, ma solo attraverso un processo di formazione specialistico, basato su studio ed estrapolazione di dati verificabili, come i neuro-feedback o i bio-feedback.
In oltre due decenni di esperienza diretta intorno al globo, ho visto operatori di altissimo profilo atteggiarsi da “superstar” e performare da semplici mediocri. Perché? Perché la tecnica non dipende dall’etichetta, ma solo da ciò che è scientificamente è stato creato e strutturato .

Conclusioni
La Tecnica è scienza, struttura, fondamento.
La Tattica è applicazione contestuale, adattamento e pianificazione.
La prima è universale e autonoma, la seconda è contingente e derivata.
Confondere i due piani significa compromettere la formazione e l’efficienza operativa.
La regola rimane immutabile: la tattica non può esistere senza la tecnica, mentre la tecnica può e deve esistere senza la tattica.
La tecnica non si può fingere: o la si possiede, o non la si possiede.

Fonti scientifiche
Schmidt, R. A., & Lee, T. D. (2019). Motor Learning and Performance. Human Kinetics.
Magill, R. A., & Anderson, D. (2017). Motor Learning and Control: Concepts and Applications. McGraw-Hill.
Kahneman, D. (2011). Thinking, Fast and Slow. Farrar, Straus and Giroux.
Ericsson, K. A., et al. (1993). The Role of Deliberate Practice in the Acquisition of Expert Performance. Psychological Review.
LeDoux, J. (1996). The Emotional Brain. Simon & Schuster.
Nibbeling, N., Oudejans, R. R., & Daanen, H. A. (2014). Effects of anxiety on handgun shooting behavior of police officers. Anxiety, Stress, & Coping, 27(2).
Wilson, M. (2002). Six views of embodied cognition. Psychonomic Bulletin & Review.

From Instructor Zero

23/08/2025

APNEA, IPERVENTILAZIONE e COLLASSO COGNITIVO

Torniamo a mettere a fuoco tre aspetti strategici del training e della loro applicazione in scenari reali.

Oggi partiamo da uno strumento tanto invisibile quanto determinante, un elemento strategico straordinario che lavora in silenzio ma che, se gestito correttamente, può incidere in modo massivo sulla performance tecnica: LA RESPIRAZIONE .

Non parliamo di un gesto istintivo o di un automatismo fisiologico fine a sé stesso, ma di un vero e proprio modulatore neuro-biomeccanico, capace di influenzare precisione, stabilità e lucidità decisionale, soprattutto sotto carichi di stress elevati.

APNEA, IPERVENTILAZIONE e COLLASSO COGNITIVO

La verità sulla respirazione nella performance sotto stress

La respirazione non è soltanto un automatismo fisiologico: è un pilastro operativo che, in scenari di alta pressione, può determinare la differenza tra una prestazione impeccabile e un crollo tecnico irreversibile.

Il cuore della questione non sta solo nell’ossigeno (O₂) che alimenta i muscoli e il cervello, ma anche nell’anidride carbonica (CO₂), spesso fraintesa come semplice scarto metabolico. In realtà, il bilanciamento tra O₂ e CO₂ è il meccanismo chiave che mantiene efficiente il sistema neuromotorio e neurocognitivo.

continua a leggere : https://www.sirtacademy.it/ita-apnea-iperventilazione-e-collasso-cognitivo/

19/08/2025

Asymmetric CCW

Questo programma riguarda specificatamente le dinamiche relative al porto occulto della piattaforma corta ed ha l’obiettivo di fornire al candidato una capacità tecnica relativa al porto ed alla performance di tiro su base CCW per poter operare in qualsiasi condizione o tipo di ambiente, oltre che a creare le skills necessarie per la manipolazione asimmetrica della piattaforma.

www.sirtacademy.it
[email protected]

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Indirizzo


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Perugia
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