07/08/2026
💛... è tempo di riposare un po', perché anche chi semina ha bisogno ogni tanto di sedersi all' ombra degli alberi che non ha ancora visto crescere...le radici lavorano nel silenzio e anche noi ...🌱☀️💛
Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Il Mondo dei Folletti, Scuola, Via Matilde Serao 24/26 Ponte Felcino, Perugia.
07/08/2026
💛... è tempo di riposare un po', perché anche chi semina ha bisogno ogni tanto di sedersi all' ombra degli alberi che non ha ancora visto crescere...le radici lavorano nel silenzio e anche noi ...🌱☀️💛
18/06/2026
..e ci ritroviamo qui, come ogni anno, a celebrare un pezzetto di vita fatto insieme, a festeggiare la fine di un viaggio ed accogliere i timori di nuovi inizi.....
..grate ed emozionate per l'amore ricevuto...
Buon viaggio piccoli grandi folletti!!!
11/06/2026
....L'incontro con tutti i nuovi genitori.....
un prezioso momento per iniziare a conoscerci, a riflettere e prepararci in anticipo a questo nuovo inizio...
l'ambientamento dei nuovi bimbi è per noi un passaggio fondamentale e ci dobbiamo preparare al meglio!!!!
Grazie di cuore a tutti per la numerosa partecipazione e buon inizio di viaggio....
17/04/2026
Che bello uscire dal nido!!!!
Seconda gita dell'anno con il gruppo dei grandi🥰❣️
04/03/2026
🌿 IL GIOCO NON È UN GIOCATTOLO
Che funzione hanno davvero i giocattoli nella vita di un bambino e di una bambina?
È una domanda che merita una riflessione ampia.
Viviamo in una cultura che produce strumenti e oggetti per “intrattenere” già i neonati: suoni, luci e colori, campanelli, giostre, altalene automatiche, giocattoli che funzionano da soli con pile…
Ma raramente ci si interroga su che cosa significhi davvero giocare.
Partiamo da un presupposto fondamentale: i neonati, i bambini e le bambine giocano con niente.
Sanno giocare anche senza giocattoli. Solo con un corpo, con le mani, con i piedi, con il cuore.
“Meno è giocattolo… più è piacere di agire, creare, immaginare, simbolizzare. Più sono coinvolti sensi, emozioni e corpo.”
🔎 I neonati, i bambini e le bambine non hanno bisogno di essere intrattenuti.
✨ Hanno bisogno di poter agire, di essere protagonisti dell’esperienza.
Il gioco non nasce dal giocattolo.
Il gioco nasce dal bambino.
Un oggetto troppo strutturato, troppo definito, troppo “programmato” dall’adulto o dall’azienda produttrice riduce le possibilità simboliche.
Dice già cosa fare.
Decide già come usarlo.
Chiude la trasformazione.
[ Spesso, crescendo, questo porta i bambini a smontare gli oggetti per curiosare e scoprire che cosa nascondono dentro. ]
🌱 Un oggetto semplice, invece, si lascia abitare.
Un pezzo di legno può essere una macchina, un cucchiaio, una bacchetta magica, un ponte, una spada, una linea di confine, una barca.
Può essere manipolato, odorato, assaggiato, sbattuto, lanciato, fatto rotolare, trasformato in produttore di rumori.
Il valore non è nell’oggetto.
🌿 Il valore è nell’atto trasformativo del bambino.
Ed è proprio in quell’atto agito che il cervello dei piccoli si struttura e prende forma nel tempo, ponendo le basi degli apprendimenti.
Nei primi anni di vita il gioco è il principale organizzatore neurobiologico dell’esperienza. Attraverso il gioco il bambino e la bambina:
💫 costruiscono connessioni
💫 integrano sensazioni ed emozioni
💫 sperimentano il limite
💫 esplorano il rischio e il possibile
💫 trasformano la realtà attraverso l’immaginazione
Il gioco non deve essere un premio.
Non deve essere una strategia mascherata per insegnare competenze.
No.
Questo non è gioco.
🪷 Il gioco è il lavoro evolutivo dell’infanzia. Nasce da un bisogno interiore profondo di neonati, bambini e bambine. Il gioco autentico è spontaneo e libero.
Non didattico.
Non prestazionale.
Per questo la qualità di ciò che offriamo nell’ambiente conta.
🌿 Oggetti semplici, poco strutturati. Poca plastica e senza pile.
🌿 Materiali naturali, con peso, temperatura, odore e consistenza.
🌿 Corpo, mani, piedi, bocca, dita, sensi e percezioni.
🌿 Equilibri e disequilibri.
🌿 Rischio calcolato.
Le proposte di gioco devono incontrare la competenza reale del bambino, non sollecitare una prestazione, un obiettivo o un risultato da valutare.
Quando offriamo oggetti troppo lontani dalle possibilità di scoperta, creiamo frustrazione.
Quando offriamo oggetti troppo strutturati, creiamo dipendenza dalla stimolazione esterna.
Quando offriamo oggetti aperti, sosteniamo l’autonomia.
E quando offriamo materiali della natura e oggetti di riciclo offriamo esperienze autenticamente sfidanti per l’evoluzione cognitiva dei bambini e delle bambine.
C’è poi un passaggio culturale che non possiamo ignorare. Il gioco è originario. Il giocattolo è accessorio.
Un neonato gioca con la voce.
Con le mani.
Con il proprio corpo.
Con il volto dell’adulto.
Con la ripetizione.
Con il ritmo.
🔎 Il gioco precede il mercato.
Se partiamo da questa consapevolezza, allora la domanda cambia.
⚠️ Non è più: “Quale giocattolo comprare?”
🌱Ma diventa:
“Questo oggetto apre possibilità o le chiude?”
“Permette trasformazione o impone funzione?”
“Rispetta il tempo evolutivo o lo anticipa?”
“Sostiene il corpo o lo immobilizza?”
Il gioco è linguaggio.
È narrazione di sé.
È regolazione emotiva.
È costruzione identitaria.
Il giocattolo è solo uno strumento possibile.
Non è mai il protagonista.
E forse, in un tempo che riempie troppo e iperstimola, la vera rivoluzione educativa è tornare a togliere.
Semplificare, come ci ricorda Bruno Munari.
Perché quando togliamo il superfluo emerge la competenza. Quando riduciamo l’eccesso emerge l’immaginazione. Quando semplifichiamo emerge il bambino.
🥰 Valorizzandolo.
Atelier della Pedagogista
02/03/2026
📣 AVVISO IMPORTANTE!!!!!📣
24/02/2026
24/02/2026
Il gioco non ha bisogno di uno scopo. È già lo scopo. Il gioco è il modo in cui i bambini restano umani.
Il gioco non è solo azione, è una forma di pensiero, espressione, comunicazione e interazione con noi stessi, con l’altro e con l’ambiente. Il gioco è il luogo dove nasce la creatività genuina. Quando giochiamo sperimentiamo e ci sperimentiamo.
Il gioco mantiene vivo il rapporto con l’incertezza. Quando giochiamo non sappiamo “ancora come va a finire” e, a volte, ci scordiamo che deve solo fluire. È il "non sapere come va a finire" il vero motore del divertimento....
Il bambino che costruisce una torre di mattoncini per poi buttarla giù, che crea un castello di sabbia che poi verrà cancellato dal vento o da un’onda, non sta ottimizzando niente. Sta semplicemente facendo qualcosa di profondamente umano: vivere nell’atto in sé, non nel risultato.
E allora il gioco è vivere.
Maura Manca
20/02/2026
🌱 La bellezza del gioco libero....cura, attenzione e fiducia nelle proprie capacità crescono spontanee quando il bambino è " lasciato libero" di fare,di esplorare, seguendo i propri interessi e i propri tempi..senza fretta ,alla ricerca del proprio equilibrio...🌱
# Il Mondo dei Folletti # Emmi Pikler libero #
autonomia e cura #
13/02/2026
🌼 Il nostro asilo da quasi 25 anni accoglie famiglie e bambini con professionalità, disponibilità e condivisione.
Il nostro approccio basato sui principi base di Emmi Pikler permette al bambino di crescere e sperimentare con libertà e fiducia in un ambiente sicuro e pensato per la sicurezza e il benessere dei piccoli. 🌼
Venite a trovarci...vi aspettiamo!!!!🫶🤗
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