Sara Visentin - Tutor dell'apprendimento

Sara Visentin - Tutor dell'apprendimento DSA e ADHD Homework Tutor
Esperto Erickson
Game Trainer

23/08/2026

PDP A SCUOLA: GUIDA PRATICA IN 10 PASSI PER GENITORI

Di cosa parleremo?

1️⃣ Diagnosi chiara in mano
2️⃣ Codici diagnosi per il PDP
3️⃣ Richiesta PDP
4️⃣ Non firmare il PDP in fretta
5️⃣ PDP: leggilo con calma
6️⃣ Firmare un PDP valido
7️⃣ Avere una copia del PDP
8️⃣ Contatti PEC della scuola
9️⃣ PDP applicato: cosa fare!
🔟 PDP non applicato: cosa fare?

❇️ LA GUIDA PER TE

Se stai leggendo questa guida, è perché tuo figlio ha una diagnosi di Dislessia o altri DSA. Vuoi sapere come agire nel dettaglio per non avere brutte sorprese.

Bene, allora sei nel posto giusto. Qui di seguito troverai 10 passi da seguire che vogliamo condividere con te.

Li abbiamo elaborati con l’esperienza di professionisti con oltre 16 anni di lavoro nel proprio bagaglio. Esperti specializzati in diagnosi e aiuti per bambini DSA, i quali, mese dopo mese, anno dopo anno, si sono rapportati con l’istituzione Scuola e la sua collaborazione.

🤝 LA SCUOLA È TUA AMICA

Ogni docente lavora per l’apprendimento di TUO figlio.

Se leggendo queste righe ti sembra che la scuola venga dipinta come ostile ai DSA, vogliamo chiarirlo subito: non è così. Assolutamente no.

Queste riflessioni nascono dalle esperienze vissute, anche quando non sempre positive. Per questo è fondamentale collaborare con i docenti di tuo figlio, mantenere un atteggiamento rispettoso e agire sempre in modo educato: è il primo passo.

Allo stesso tempo, però, va ricordato che, se oggi esistono normative sui DSA, è perché in passato sono stati negati dei diritti. È da qui che nasce la Legge 170/2010, insieme a tutte le disposizioni che tutelano il diritto allo studio degli alunni con Dislessia e DSA.

E il rispetto di queste norme è un atto di giustizia verso i nostri ragazzi. Grazie anche per questo.

🩺 PUNTO 1: ASSICURATI DI AVERE UNA DIAGNOSI CHIARA IN MANO

Ciò che ti viene detto a voce non ha nessun valore sul piano amministrativo o legale.

Solo un clinico può fare diagnosi clinica.

Un docente ti può solo suggerire di fare una visita specialistica per tuo figlio. In questo caso approfondisci pure il tutto, così da vedere in modo chiaro la situazione.

UN DOCENTE, o chi non fa diagnosi clinica, non potrà mai dirti: “Suo figlio è/non è DSA”, ma semplicemente: “Le consiglio una valutazione”. E sarai tu a decidere se farla o meno.

Ripetiamo: ciò che ti viene detto a voce non ha MAI nessun valore sul piano legale o amministrativo.

Come il “mi hanno detto che”: NON ha nessun valore.

🧾 PUNTO 1: ASSICURATI DI AVERE UNA DIAGNOSI CHIARA IN MANO

Hai diritto al PDP se nella tua diagnosi c’è SCRITTO uno o più dei seguenti codici:

🔹 F81.0 — “Disturbo specifico della Lettura” o “Dislessia”;

🔹 F81.1 — “Disturbo specifico della compitazione scritta” o “Disortografia”;

🔹 F81.2 — “Disturbo specifico del Calcolo” o “Discalculia”;

🔹 F81.8 — “Altri DSA”, che concilia con “Disgrafia”.

Vanno bene anche gli altri codici con indicato F81.

La vera e unica diagnosi di tuo figlio è quella SCRITTA nella relazione diagnostica FIRMATA da un professionista abilitato.

Dunque, se hai in mano una diagnosi con F81, ecco come muoverti con la scuola per avere degli aiuti in modo efficace.

⚖️ — PUNTO 2: SÌ, ANCHE LA DIAGNOSI DI UN PRIVATO VA BENE PER AVERE IL PDP A SCUOLA

Come riportato dall’art. 3 della Legge 170/2010, la diagnosi deve essere effettuata da specialisti.

Inoltre, la C.M. MIUR BES n. 8 del 6/3/2013 precisa:

“Per quanto riguarda gli alunni in possesso di una diagnosi di DSA rilasciata da una struttura privata, si raccomanda – nelle more del rilascio della certificazione da parte di strutture sanitarie pubbliche o accreditate – di adottare preventivamente le misure previste dalla Legge 170/2010”.

✅ — PUNTO 2: SÌ, ANCHE LA DIAGNOSI DI UN PRIVATO VA BENE PER AVERE IL PDP A SCUOLA

Il Legislatore, già dal 2005 e poi con la Legge 170/2010 e la C.M. n. 8/2013, ha stabilito che la diagnosi di DSA redatta da uno specialista privato sia sufficiente per attivare subito strumenti compensativi e dispensativi.

Questa scelta nasce dal fatto che le liste d’attesa degli enti pubblici possono essere molto lunghe e l’obiettivo è garantire un supporto immediato allo studente.

È importante, quindi, conoscere la normativa per non rischiare di ritardare diritti già riconosciuti.

Sì, vanno bene anche le diagnosi del privato per ottenere il PDP.

📝 — PUNTO 3: FARE RICHIESTA DI PDP E SEGNARSI IL NUMERO DI PROTOCOLLO

Può accadere che i PDP vengano predisposti con ritardo. È dunque consigliabile presentare la richiesta di PDP contestualmente alla consegna della diagnosi.

La richiesta può essere redatta in carta semplice, indicando, ad esempio:

“La sottoscritta, genitore dell’alunno, richiede il PDP come indicato dalla Legge 170/10 e dal DM 5669 del 12/7/2011”.

Segnatevi il numero di protocollo della richiesta.

Se il PDP non dovesse arrivare, avrete contezza oggettiva di averne fatto richiesta.

⏳ SLIDE 10/20 — PUNTO 4: FATE PRESSIONE PER AVERE IL PDP IL PRIMA POSSIBILE

Domandate ogni 15/30 giorni quando sarà pronto il PDP.

OGNI GIORNO CHE VOSTRO FIGLIO TRASCORRE A SCUOLA SENZA GLI AIUTI ADEGUATI È UN’OCCASIONE PERSA PER RAFFORZARE LA SUA AUTOSTIMA, PER IMPARARE CON SERENITÀ E PER ACQUISIRE STRATEGIE E CONCETTI UTILI AL SUO PERCORSO.

🔍 SLIDE 11/20 — PUNTO 5: QUANDO ARRIVA IL PDP, LEGGETELO CON CALMA E NON FIRMATELO SUBITO O NEL CORRIDOIO

Il PDP va letto con calma, eventualmente confrontandosi con un esperto di fiducia.

I genitori hanno diritto a visionarlo e ad averne copia, poiché contiene i dati del proprio figlio.

È consigliabile firmarlo solo dopo aver compreso bene gli strumenti previsti, mantenendo un dialogo costruttivo con la scuola.

RICORDA: LA PRIVACY DEL PDP APPARTIENE AL MINORE, DUNQUE A TE CHE NE SEI IL TUTORE LEGALE.

E SE NON LO CONSEGNANO PRIMA?

Fate richiesta di accesso agli atti con richiesta di visione del PDP. Ma non firmatelo di fretta.

Dunque, il PDP va firmato con calma, solo dopo averlo BEN visionato.

🧰 — PUNTO 6: FIRMATE UN PDP CHE SIA DAVVERO D’AIUTO

Leggetelo con attenzione, confrontatevi con il clinico che vi segue, ma soprattutto domandatevi:

“A MIO FIGLIO QUALE STRUMENTO SERVE?”

E FATELO INSERIRE.

Siate però onesti. Ad esempio, la calcolatrice va richiesta solo se il bambino è discalculico o se ha altri DSA di livello grave, per cui è davvero necessario l’utilizzo della calcolatrice.

Altrimenti fate un danno allo sviluppo dell’apprendimento di vostro figlio.

Per questo serve una diagnosi fatta bene davvero.

📄 — PUNTO 7: DOVETE AVERE UNA COPIA DEL PDP

Una volta firmato il PDP da tutte le parti coinvolte — genitori, Dirigente e docenti — ciascuno deve riceverne una copia.

La firma, infatti, è un atto legale e, come previsto dalle norme sulla privacy e dalla Legge n. 241/1990 sulla trasparenza amministrativa, chi sottoscrive un documento ha diritto a detenerne copia.

Non esiste alcuna disposizione normativa che vieti la consegna del PDP ai genitori.

Al contrario, trattandosi di un documento che contiene dati del proprio figlio e strumenti di supporto a lui dedicati, la sua consultazione e conservazione da parte della famiglia è del tutto legittima.

E SE NON LO CONSEGNANO?

Fate richiesta di accesso agli atti per averne una copia.

In sintesi: firmate solo dopo averlo visionato con attenzione e richiedete sempre la vostra copia, come è previsto dal diritto di ogni cittadino.

📧 — PUNTO 8: SEGNATEVI I CONTATTI PEC DELLA DIRIGENZA

Sembra una cosa scontata, ma 98 genitori su 100 non conoscono la PEC della scuola dei propri figli.

DUNQUE, SEGNATEVI CON ATTENZIONE SIA LA MAIL PEC DEL DIRIGENTE, CHE SOLITAMENTE TROVATE NEL SITO ISTITUZIONALE, SIA QUELLA DEI DOCENTI DI VOSTRO FIGLIO.

Evitate di utilizzare WhatsApp come canale di comunicazione con i docenti: è uno strumento troppo informale e rischia di generare pressioni indebite sui tempi di risposta.

Le comunicazioni ufficiali vanno inviate via mail, così da rispettare i tempi e le modalità previste dal ruolo del docente.

Il numero di cellulare, se condiviso, deve essere utilizzato esclusivamente per contatti in orario di ufficio, evitando messaggi o chiamate fuori dai tempi concordati.

🙏 — PUNTO 9: SE IL PDP VIENE RISPETTATO

Non diamo per scontato che il PDP sia semplice da rispettare.

PERCHÉ IN CLASSE NON SOLO VI SONO MOLTI ALUNNI, RENDENDO DIFFICILE LA GIÀ NORMALE DIDATTICA, MA ALCUNI DI QUESTI ALUNNI SPESSO HANNO DIFFICOLTÀ COMPORTAMENTALI O DI APPRENDIMENTO SENZA NESSUN TIPO DI DIAGNOSI, E MOLTI ALTRI OSTACOLI, ANCHE BUROCRATICI, CHE OGNI GIORNO IL SINGOLO DOCENTE DEVE AFFRONTARE DA SOLO.

Dunque, ogni settimana, verificate se il PDP è stato rispettato e in quali punti.

Inviate una mail quindicinale ai docenti per ringraziarli, indicando nel dettaglio dove hanno aiutato vostro figlio.

È vero che è un loro dovere, ma è anche un nostro compito fargli capire che apprezziamo l’impegno oltre il dovere.

Lo stesso possiamo farlo ogni 2-3 mesi scrivendo al Dirigente, comunicando piacevolmente la nostra soddisfazione e indicando anche lì, nel dettaglio, gli aiuti che sono stati rispettati.

Ricordate: la collaborazione è sempre il primo e unico modo di porsi nei confronti di ogni singolo docente.

🟠 — PUNTO 10: SE IL PDP NON VIENE RISPETTATO

Qui ci sono tre fasi che chiameremo A, B e C.

FASE A

La prima volta che il PDP non viene rispettato è necessario agire subito, con educazione ma senza timore.

Mandate una mail a tutti i docenti interessati e, in più, informateli a voce con qualcosa del tipo:

“Salve, ringraziandoLa del lavoro svolto sino ad oggi, purtroppo X strumento e X strumento, a quanto pare, non è stato rispettato.

Volevo chiedervi:

Quali sono i problemi per cui non è stato concesso, ad esempio, l’uso della mappa concettuale?

Cosa possiamo fare noi come famiglia per aiutarvi nel vostro lavoro?

Ci aspettiamo una risposta in tempi brevi, qualche giorno, o l’applicazione dello strumento già dalle prossime lezioni.

Grazie per la collaborazione”.

Se a ciò non dovesse conseguire un cambiamento, si passa alla fase successiva.

🟡 — PUNTO 10: SE IL PDP NON VIENE RISPETTATO

FASE B: SI SCRIVE ALLA PEC DEL DIRIGENTE

“G.le Dirigente,

le scrivo per informarLa che in data XY ho già scritto alla Prof. XY quanto segue:

(testo di cui sopra inviato ai docenti)

A ciò non ha fatto seguito una risposta o non è stato applicato l’aiuto previsto dalla Legge 170/10 e indicato nel PDP in data XY, come previsto dal DM 5669 del 12/7/2011 MIUR.

Pertanto, le chiedo: cosa possiamo fare come famiglia per aiutarvi?

Chiediamo, in tal senso, di applicare sin dalla prossima lezione l’aiuto concordato tramite PDP da tutti noi e firmato a norma di legge”.

Se anche dopo ciò non dovesse conseguire un cambiamento, si passa alla fase successiva.

🔴 — PUNTO 10: SE IL PDP NON VIENE RISPETTATO

FASE C

Si riscrive al Dirigente tramite PEC, ma stavolta inserendo per conoscenza, in CC, anche la PEC dell’Ufficio Scolastico Regionale e la PEC dell’Ufficio Disabilità e DSA del MIUR.

Con un testo come il seguente:

“G.le Dirigente,

come già scritto via PEC in data XY, ovvero: le scrivo per informarLa che in data XY ho già scritto alla Prof. XY quanto segue:

(testo di cui sopra inviato al o ai docenti)

A ciò non ha fatto seguito una risposta o non è stato applicato l’aiuto previsto dalla Legge 170/10 e indicato nel PDP in data XY, come previsto dal DM 5669 del 12/7/2011 MIUR.

Siamo qui a scrivervi per la terza volta e a chiedervi cosa possiamo fare come famiglia per aiutarvi, oppure di applicare sin dalla prossima lezione l’aiuto concordato tramite PDP da tutti noi, firmato a norma di legge.

Se ciò non dovesse accadere già dalla prossima lezione, o comunque non entro sette giorni dalla presente, saremo costretti a valutare qualsiasi opzione legale per far rispettare i diritti concordati tramite il PDP a favore di nostro figlio.

Per conoscenza, inviamo questa missiva anche agli organi istituzionali che ci leggono in questa mail.

Con la speranza di una soluzione immediata, porgiamo i nostri più cordiali saluti”.

🛡️ — IN CONCLUSIONE

COME AGIRE PER I DSA A SCUOLA: DIAGNOSI, PDP E NORMATIVE. GUIDA ESSENZIALE PER GENITORI.

Non è detto che tutto vada per il meglio, ma almeno avrete fatto la vostra parte mettendo in campo ogni mezzo utile, con correttezza e spirito collaborativo.

Questo non significa che dovrete necessariamente intraprendere ulteriori azioni: significa, però, che sarete liberi di scegliere come procedere, consapevoli di avere agito nel modo giusto per il bene di vostro figlio.

Ricordate che nessuno, se non voi genitori, può difendere davvero i diritti dei vostri figli.

La Legge 170/2010 è chiara: spetta al tutore legale far valere ciò che è previsto. Nessun altro lo farà al vostro posto.

Per questo è fondamentale essere informati e pronti.

Fatene buon uso e, se volete, condividete queste informazioni.

Buona fortuna 😊

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gianluca.lopresti

23/08/2026

🟡🟢 AID È GIÀ PRONTA!

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15/08/2026
15/08/2026
11/08/2026

1. Una diagnosi di DSA è per sempre.

Immagina un ragazzo dislessico che, con il tempo e con un buon percorso, impara a leggere più velocemente e con meno fatica. In questo caso alcuni strumenti possono cambiare: ad esempio non serve più che un compagno legga al posto suo, ma diventa utile la sintesi vocale.

Questo accade perché i Disturbi Specifici dell’Apprendimento hanno base neurobiologica: si nasce dislessici, discalculici, disgrafici o disortografici. La Diagnosi resta per tutta la vita, ma può migliorare grazie alle strategie di compenso e agli strumenti giusti.

In altre parole: la diagnosi di DSA non “scade” mai, ma ciò che può cambiare è il modo migliore per aiutare chi è DSA.

2. No “scadenza”, quanto piuttosto “aggiornamento”

Non esiste legalmente o clinicamente una “scadenza” della diagnosi. Piuttosto parliamo di aggiornamento o di monitoraggio del profilo, per capire se e come la situazione è cambiata.

Esempio: se un ragazzo inizia a leggere più velocemente e con meno fatica, non serve più dispensarlo dalla lettura di un brano in classe. In quel caso si può sostituire la misura con una diversa, come l’uso della sintesi vocale.

L’aggiornamento è un modo per capire “se e quali” strumenti togliere o modificare. Perchè, se fin’ora si è lavorato bene, il soggetto sarà sempre più autonomo, andando a ridurre e rendere più efficaci e strumenti dispensativi e compensativi.

3. Dopo quanto tempo dovrebbe esserci l’aggiornamento del profilo di DSA ai fini scolastici?

La normativa in tal senso (Conferenza Stato-Regioni sui DSA del 25 luglio 2012), indica quanto segue:

Il profilo di funzionamento è di norma aggiornato:

– al passaggio da un ciclo scolastico all’altro e comunque, di norma, non prima di tre anni dal precedente;

– ogni qualvolta sia necessario modificare l’applicazione degli strumenti didattici e valutativi necessari, su segnalazione della scuola alla famiglia o su iniziativa della famiglia.

In pratica…

4a. Aggiornamento per la scuola

➡️ Non c’è un obbligo. Dunque la scuola non può obbligarvi ad una nuova diagnosi prima di 3 anni dall’ultima diagnosi.

➡️ Anche se c’è il cambio del ciclo di scuola, ma la diagnosi non ha ancora “compiuto” 3 anni, allora non è necessario l’aggiornamento.

4b. Aggiornamento per la scuola

➡️ Su richiesta SCRITTA da parte della scuola potete aggiornare la diagnosi. Ricordate: richiedete SEMPRE una richiesta SCRITTA.

➡️ In attesa dell’eventuale aggiornamento si compila SUBITO il PDP con la diagnosi già presente, anche se ha più di 3 anni. Perchè una DIAGNOSI e’ per sempre.

5. “A me hanno detto che devo tornare a controllo ogni anno o dopo 3 mesi”.

Se la richiesta di controllo arriva da un professionista (ASP o privato), di solito non riguarda il PDP ma serve a valutare l’efficacia del trattamento.

In questi casi si possono fare piccoli monitoraggi anche dopo 3-6-12 mesi, che hanno valore clinico interno e non per forza anche diagnostico.

6. Meno ostruzionismo e più PDP applicati – Parte 1

La collaborazione con la scuola rappresenta sempre la via principale da seguire.

Tuttavia, nell’ambito degli aggiornamenti diagnostici, a volte si riscontrano alcune criticità:

1. Può accadere che circolino indicazioni non corrette. È importante ricordare che la diagnosi di DSA, ai fini dell’attivazione del PDP, può essere redatta anche da un professionista privato (MIUR, Nota n. 8 del 6/3/2013). Questa possibilità consente di avviare più rapidamente le misure di supporto.

2. Se i Disturbi Specifici dell’Apprendimento vengono considerati come un ostacolo, la richiesta di aggiornamenti diagnostici rischia di trasformarsi in un rallentamento nell’attuazione del PDP e delle misure compensative in classe.

3. Meno ostruzionismo e più PDP applicati – Parte 2

• La richiesta di una nuova valutazione diagnostica ha senso se, nel percorso precedente, il Piano Didattico Personalizzato è stato effettivamente messo in pratica. È utile, quindi, verificare prima di tutto che le misure previste siano state realmente applicate, così da comprendere quali aspetti necessitano eventualmente di una revisione.

• Talvolta vengono suggeriti nuovi accertamenti con l’obiettivo di valutare la possibilità di un insegnante di sostegno. È bene ricordare che, in presenza di soli DSA, questa figura non è prevista dalla normativa. In altri casi, può accadere che venga ipotizzata la presenza di ulteriori difficoltà (ad esempio ADHD o disabilità intellettiva). In queste situazioni è consigliabile chiedere che eventuali osservazioni o richieste vengano formalizzate per iscritto dai docenti. Questo passaggio aiuta a garantire chiarezza, trasparenza e correttezza nel percorso di collaborazione scuola-famiglia.

Spero che sia utile ✌️

Grazie per la tua lettura 😊

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09/08/2026

Elenco ricognitivo dei soggetti privati accreditati per la diagnosi e la certificazione dei disturbi specifici dell'apprendimento (DSA) aggiornato al 30 marzo 2026. Legge regionale n. 22 del 16 agosto 2002.

06/08/2026

⚠️ 5 PAROLE CHE POSSONO DIVENTARE PERICOLOSE NEI DSA

Le parole servono a descrivere la realtà. Ma quando vengono usate male possono trasformare una difficoltà in una colpa, una differenza in un difetto e un diritto in un privilegio.

Vediamole una per una. 👇

1️⃣ PIGRIZIA

📌 Nasce per descrivere la scelta di non agire, nonostante si abbiano le capacità e le condizioni per farlo.

Nel mondo dei DSA, però, viene spesso usata per spiegare:

🔹 lentezza;
🔹 errori;
🔹 rifiuto del compito;
🔹 scarsa partecipazione.

Così la fatica cognitiva, la frustrazione e la paura di fallire vengono interpretate come mancanza di volontà.

⚠️ Diventa pericolosa quando ogni difficoltà viene liquidata con: «Potrebbe farcela, ma non vuole».

Un bambino con DSA può evitare un compito non perché sia pigro, ma perché lo vive come troppo faticoso o come l’ennesima occasione per sentirsi incapace.

❌ Chiamarlo pigro non lo motiva.
❌ Nasconde il problema.
❌ Trasforma una difficoltà in un difetto personale.

2️⃣ NORMALITÀ

📌 Nasce per descrivere ciò che accade più frequentemente, ciò che è comune all’interno di un gruppo.

Nel mondo dei DSA, però, viene spesso usata come misura di ciò che un bambino dovrebbe saper fare, nello stesso modo e negli stessi tempi degli altri.

Così un modo differente di apprendere rischia di essere interpretato come qualcosa di sbagliato.

⚠️ Diventa pericolosa quando “essere come gli altri” viene considerato l’unico obiettivo possibile.

Un bambino con DSA non deve essere riportato dentro una presunta normalità. Deve trovare strumenti e strategie adatti al proprio funzionamento.

📌 La normalità descrive ciò che è più frequente: non stabilisce ciò che ha valore.

3️⃣ TEMPO

📌 Nasce per indicare la durata necessaria per svolgere un compito.

Nel mondo dei DSA, però, viene spesso usato come parametro rigido: leggere, scrivere, studiare o rispondere “nei tempi degli altri” diventa il criterio con cui si valuta persino la competenza.

Così si finisce per confondere la rapidità con la capacità.

⚠️ Diventa pericoloso quando si pretende che tutti apprendano con gli stessi ritmi.

Un bambino con DSA può avere bisogno di più tempo per:

🔹 leggere;
🔹 comprendere;
🔹 scrivere;
🔹 recuperare le informazioni.

Questo non dice nulla sul suo valore o sul suo impegno.

⏳ Negargli il tempo necessario non lo rende più capace: rende soltanto più difficile mostrare ciò che sa davvero.

4️⃣ AIUTO

📌 Nasce per indicare un sostegno offerto quando una persona incontra una difficoltà.

Nel mondo dei DSA, però, viene spesso confuso con una facilitazione o con un vantaggio.

Leggere una consegna, usare una mappa, disporre di più tempo o ascoltare un testo diventano “aiuti” che renderebbero il compito meno valido.

Così uno strumento necessario viene interpretato come un privilegio.

⚠️ Diventa pericoloso quando si pensa che riceverlo impedisca al bambino di imparare o di diventare autonomo.

Gli strumenti compensativi:

✅ non svolgono il compito al suo posto;
✅ non regalano il risultato;
✅ riducono l’effetto della difficoltà;
✅ gli permettono di mostrare ciò che sa.

L’aiuto giusto non sostituisce le capacità: crea le condizioni perché possano emergere.

5️⃣ DIAGNOSI

📌 Nasce per comprendere e descrivere una difficoltà attraverso informazioni cliniche raccolte da più fonti.

Nel mondo dei DSA, però, viene spesso confusa con un’etichetta capace di definire interamente il bambino: «È dislessico», come se quella caratteristica spiegasse tutto ciò che è, ciò che può fare e ciò che potrà diventare.

⚠️ Diventa pericolosa quando viene usata per:

🔹 limitare;
🔹 prevedere il futuro;
🔹 giustificare qualsiasi comportamento;
🔹 diffondere statistiche che, nella realtà, non esistono.

Una diagnosi non stabilisce il futuro. Serve a comprendere dove e come intervenire.

Non dovrebbe chiudere un bambino dentro una definizione, ma mostrarci tutte le reali possibilità per aiutarlo.

🧠 Pigrizia, normalità, tempo, aiuto e diagnosi non sono parole sbagliate. Diventano pericolose quando vengono usate senza comprendere davvero il funzionamento del bambino.

❤️ Seguici, perché ogni bambino merita qualcuno capace di guardare oltre le sue difficoltà e riconoscere il valore che gli altri non vedono.

06/08/2026

UN PDP CHE NON VIENE RISPETTATO

Un Piano Didattico Personalizzato che non viene rispettato, così come strumento compensativo che non viene fatto usare o un tempo ulteriore che non viene concesso per una prova, significano risultati scolastici non veritieri, frustrazione, tensioni in famiglia.

Ma significano anche opportunità che saltano e strade che si chiudono. C'è chi può essere costretto a non fare un'esperienza estiva con gli scout, chi deve lasciare il proprio sport e le proprie passioni. Nei casi più gravi c'è anche chi arriva a cambiare scuola o, addirittura, ad abbandonarla del tutto.

Tutto questo è profondamente ingiusto e non dovrebbe succedere: la Legge 170/2010 esiste da oltre 15 anni proprio per garantire che questo non accada.

Alla studentessa che ci ha scritto questo messaggio, e a tutti gli studenti che hanno vissuto un'esperienza simile diciamo: non siete soli. Siamo qui per aiutarvi e le vostre storie ci ricordano quanto è importante continuare le nostre battaglie per i diritti di tutte le persone con un DSA.

Un abbraccio, e... forza! 💪

06/08/2026

Indirizzo

Via Rive 86B
Pederobba
31040

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00
Sabato 08:00 - 13:00

Telefono

+393488994854

Sito Web

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