23/08/2026
PDP A SCUOLA: GUIDA PRATICA IN 10 PASSI PER GENITORI
Di cosa parleremo?
1️⃣ Diagnosi chiara in mano
2️⃣ Codici diagnosi per il PDP
3️⃣ Richiesta PDP
4️⃣ Non firmare il PDP in fretta
5️⃣ PDP: leggilo con calma
6️⃣ Firmare un PDP valido
7️⃣ Avere una copia del PDP
8️⃣ Contatti PEC della scuola
9️⃣ PDP applicato: cosa fare!
🔟 PDP non applicato: cosa fare?
❇️ LA GUIDA PER TE
Se stai leggendo questa guida, è perché tuo figlio ha una diagnosi di Dislessia o altri DSA. Vuoi sapere come agire nel dettaglio per non avere brutte sorprese.
Bene, allora sei nel posto giusto. Qui di seguito troverai 10 passi da seguire che vogliamo condividere con te.
Li abbiamo elaborati con l’esperienza di professionisti con oltre 16 anni di lavoro nel proprio bagaglio. Esperti specializzati in diagnosi e aiuti per bambini DSA, i quali, mese dopo mese, anno dopo anno, si sono rapportati con l’istituzione Scuola e la sua collaborazione.
🤝 LA SCUOLA È TUA AMICA
Ogni docente lavora per l’apprendimento di TUO figlio.
Se leggendo queste righe ti sembra che la scuola venga dipinta come ostile ai DSA, vogliamo chiarirlo subito: non è così. Assolutamente no.
Queste riflessioni nascono dalle esperienze vissute, anche quando non sempre positive. Per questo è fondamentale collaborare con i docenti di tuo figlio, mantenere un atteggiamento rispettoso e agire sempre in modo educato: è il primo passo.
Allo stesso tempo, però, va ricordato che, se oggi esistono normative sui DSA, è perché in passato sono stati negati dei diritti. È da qui che nasce la Legge 170/2010, insieme a tutte le disposizioni che tutelano il diritto allo studio degli alunni con Dislessia e DSA.
E il rispetto di queste norme è un atto di giustizia verso i nostri ragazzi. Grazie anche per questo.
🩺 PUNTO 1: ASSICURATI DI AVERE UNA DIAGNOSI CHIARA IN MANO
Ciò che ti viene detto a voce non ha nessun valore sul piano amministrativo o legale.
Solo un clinico può fare diagnosi clinica.
Un docente ti può solo suggerire di fare una visita specialistica per tuo figlio. In questo caso approfondisci pure il tutto, così da vedere in modo chiaro la situazione.
UN DOCENTE, o chi non fa diagnosi clinica, non potrà mai dirti: “Suo figlio è/non è DSA”, ma semplicemente: “Le consiglio una valutazione”. E sarai tu a decidere se farla o meno.
Ripetiamo: ciò che ti viene detto a voce non ha MAI nessun valore sul piano legale o amministrativo.
Come il “mi hanno detto che”: NON ha nessun valore.
🧾 PUNTO 1: ASSICURATI DI AVERE UNA DIAGNOSI CHIARA IN MANO
Hai diritto al PDP se nella tua diagnosi c’è SCRITTO uno o più dei seguenti codici:
🔹 F81.0 — “Disturbo specifico della Lettura” o “Dislessia”;
🔹 F81.1 — “Disturbo specifico della compitazione scritta” o “Disortografia”;
🔹 F81.2 — “Disturbo specifico del Calcolo” o “Discalculia”;
🔹 F81.8 — “Altri DSA”, che concilia con “Disgrafia”.
Vanno bene anche gli altri codici con indicato F81.
La vera e unica diagnosi di tuo figlio è quella SCRITTA nella relazione diagnostica FIRMATA da un professionista abilitato.
Dunque, se hai in mano una diagnosi con F81, ecco come muoverti con la scuola per avere degli aiuti in modo efficace.
⚖️ — PUNTO 2: SÌ, ANCHE LA DIAGNOSI DI UN PRIVATO VA BENE PER AVERE IL PDP A SCUOLA
Come riportato dall’art. 3 della Legge 170/2010, la diagnosi deve essere effettuata da specialisti.
Inoltre, la C.M. MIUR BES n. 8 del 6/3/2013 precisa:
“Per quanto riguarda gli alunni in possesso di una diagnosi di DSA rilasciata da una struttura privata, si raccomanda – nelle more del rilascio della certificazione da parte di strutture sanitarie pubbliche o accreditate – di adottare preventivamente le misure previste dalla Legge 170/2010”.
✅ — PUNTO 2: SÌ, ANCHE LA DIAGNOSI DI UN PRIVATO VA BENE PER AVERE IL PDP A SCUOLA
Il Legislatore, già dal 2005 e poi con la Legge 170/2010 e la C.M. n. 8/2013, ha stabilito che la diagnosi di DSA redatta da uno specialista privato sia sufficiente per attivare subito strumenti compensativi e dispensativi.
Questa scelta nasce dal fatto che le liste d’attesa degli enti pubblici possono essere molto lunghe e l’obiettivo è garantire un supporto immediato allo studente.
È importante, quindi, conoscere la normativa per non rischiare di ritardare diritti già riconosciuti.
Sì, vanno bene anche le diagnosi del privato per ottenere il PDP.
📝 — PUNTO 3: FARE RICHIESTA DI PDP E SEGNARSI IL NUMERO DI PROTOCOLLO
Può accadere che i PDP vengano predisposti con ritardo. È dunque consigliabile presentare la richiesta di PDP contestualmente alla consegna della diagnosi.
La richiesta può essere redatta in carta semplice, indicando, ad esempio:
“La sottoscritta, genitore dell’alunno, richiede il PDP come indicato dalla Legge 170/10 e dal DM 5669 del 12/7/2011”.
Segnatevi il numero di protocollo della richiesta.
Se il PDP non dovesse arrivare, avrete contezza oggettiva di averne fatto richiesta.
⏳ SLIDE 10/20 — PUNTO 4: FATE PRESSIONE PER AVERE IL PDP IL PRIMA POSSIBILE
Domandate ogni 15/30 giorni quando sarà pronto il PDP.
OGNI GIORNO CHE VOSTRO FIGLIO TRASCORRE A SCUOLA SENZA GLI AIUTI ADEGUATI È UN’OCCASIONE PERSA PER RAFFORZARE LA SUA AUTOSTIMA, PER IMPARARE CON SERENITÀ E PER ACQUISIRE STRATEGIE E CONCETTI UTILI AL SUO PERCORSO.
🔍 SLIDE 11/20 — PUNTO 5: QUANDO ARRIVA IL PDP, LEGGETELO CON CALMA E NON FIRMATELO SUBITO O NEL CORRIDOIO
Il PDP va letto con calma, eventualmente confrontandosi con un esperto di fiducia.
I genitori hanno diritto a visionarlo e ad averne copia, poiché contiene i dati del proprio figlio.
È consigliabile firmarlo solo dopo aver compreso bene gli strumenti previsti, mantenendo un dialogo costruttivo con la scuola.
RICORDA: LA PRIVACY DEL PDP APPARTIENE AL MINORE, DUNQUE A TE CHE NE SEI IL TUTORE LEGALE.
E SE NON LO CONSEGNANO PRIMA?
Fate richiesta di accesso agli atti con richiesta di visione del PDP. Ma non firmatelo di fretta.
Dunque, il PDP va firmato con calma, solo dopo averlo BEN visionato.
🧰 — PUNTO 6: FIRMATE UN PDP CHE SIA DAVVERO D’AIUTO
Leggetelo con attenzione, confrontatevi con il clinico che vi segue, ma soprattutto domandatevi:
“A MIO FIGLIO QUALE STRUMENTO SERVE?”
E FATELO INSERIRE.
Siate però onesti. Ad esempio, la calcolatrice va richiesta solo se il bambino è discalculico o se ha altri DSA di livello grave, per cui è davvero necessario l’utilizzo della calcolatrice.
Altrimenti fate un danno allo sviluppo dell’apprendimento di vostro figlio.
Per questo serve una diagnosi fatta bene davvero.
📄 — PUNTO 7: DOVETE AVERE UNA COPIA DEL PDP
Una volta firmato il PDP da tutte le parti coinvolte — genitori, Dirigente e docenti — ciascuno deve riceverne una copia.
La firma, infatti, è un atto legale e, come previsto dalle norme sulla privacy e dalla Legge n. 241/1990 sulla trasparenza amministrativa, chi sottoscrive un documento ha diritto a detenerne copia.
Non esiste alcuna disposizione normativa che vieti la consegna del PDP ai genitori.
Al contrario, trattandosi di un documento che contiene dati del proprio figlio e strumenti di supporto a lui dedicati, la sua consultazione e conservazione da parte della famiglia è del tutto legittima.
E SE NON LO CONSEGNANO?
Fate richiesta di accesso agli atti per averne una copia.
In sintesi: firmate solo dopo averlo visionato con attenzione e richiedete sempre la vostra copia, come è previsto dal diritto di ogni cittadino.
📧 — PUNTO 8: SEGNATEVI I CONTATTI PEC DELLA DIRIGENZA
Sembra una cosa scontata, ma 98 genitori su 100 non conoscono la PEC della scuola dei propri figli.
DUNQUE, SEGNATEVI CON ATTENZIONE SIA LA MAIL PEC DEL DIRIGENTE, CHE SOLITAMENTE TROVATE NEL SITO ISTITUZIONALE, SIA QUELLA DEI DOCENTI DI VOSTRO FIGLIO.
Evitate di utilizzare WhatsApp come canale di comunicazione con i docenti: è uno strumento troppo informale e rischia di generare pressioni indebite sui tempi di risposta.
Le comunicazioni ufficiali vanno inviate via mail, così da rispettare i tempi e le modalità previste dal ruolo del docente.
Il numero di cellulare, se condiviso, deve essere utilizzato esclusivamente per contatti in orario di ufficio, evitando messaggi o chiamate fuori dai tempi concordati.
🙏 — PUNTO 9: SE IL PDP VIENE RISPETTATO
Non diamo per scontato che il PDP sia semplice da rispettare.
PERCHÉ IN CLASSE NON SOLO VI SONO MOLTI ALUNNI, RENDENDO DIFFICILE LA GIÀ NORMALE DIDATTICA, MA ALCUNI DI QUESTI ALUNNI SPESSO HANNO DIFFICOLTÀ COMPORTAMENTALI O DI APPRENDIMENTO SENZA NESSUN TIPO DI DIAGNOSI, E MOLTI ALTRI OSTACOLI, ANCHE BUROCRATICI, CHE OGNI GIORNO IL SINGOLO DOCENTE DEVE AFFRONTARE DA SOLO.
Dunque, ogni settimana, verificate se il PDP è stato rispettato e in quali punti.
Inviate una mail quindicinale ai docenti per ringraziarli, indicando nel dettaglio dove hanno aiutato vostro figlio.
È vero che è un loro dovere, ma è anche un nostro compito fargli capire che apprezziamo l’impegno oltre il dovere.
Lo stesso possiamo farlo ogni 2-3 mesi scrivendo al Dirigente, comunicando piacevolmente la nostra soddisfazione e indicando anche lì, nel dettaglio, gli aiuti che sono stati rispettati.
Ricordate: la collaborazione è sempre il primo e unico modo di porsi nei confronti di ogni singolo docente.
🟠 — PUNTO 10: SE IL PDP NON VIENE RISPETTATO
Qui ci sono tre fasi che chiameremo A, B e C.
FASE A
La prima volta che il PDP non viene rispettato è necessario agire subito, con educazione ma senza timore.
Mandate una mail a tutti i docenti interessati e, in più, informateli a voce con qualcosa del tipo:
“Salve, ringraziandoLa del lavoro svolto sino ad oggi, purtroppo X strumento e X strumento, a quanto pare, non è stato rispettato.
Volevo chiedervi:
Quali sono i problemi per cui non è stato concesso, ad esempio, l’uso della mappa concettuale?
Cosa possiamo fare noi come famiglia per aiutarvi nel vostro lavoro?
Ci aspettiamo una risposta in tempi brevi, qualche giorno, o l’applicazione dello strumento già dalle prossime lezioni.
Grazie per la collaborazione”.
Se a ciò non dovesse conseguire un cambiamento, si passa alla fase successiva.
🟡 — PUNTO 10: SE IL PDP NON VIENE RISPETTATO
FASE B: SI SCRIVE ALLA PEC DEL DIRIGENTE
“G.le Dirigente,
le scrivo per informarLa che in data XY ho già scritto alla Prof. XY quanto segue:
(testo di cui sopra inviato ai docenti)
A ciò non ha fatto seguito una risposta o non è stato applicato l’aiuto previsto dalla Legge 170/10 e indicato nel PDP in data XY, come previsto dal DM 5669 del 12/7/2011 MIUR.
Pertanto, le chiedo: cosa possiamo fare come famiglia per aiutarvi?
Chiediamo, in tal senso, di applicare sin dalla prossima lezione l’aiuto concordato tramite PDP da tutti noi e firmato a norma di legge”.
Se anche dopo ciò non dovesse conseguire un cambiamento, si passa alla fase successiva.
🔴 — PUNTO 10: SE IL PDP NON VIENE RISPETTATO
FASE C
Si riscrive al Dirigente tramite PEC, ma stavolta inserendo per conoscenza, in CC, anche la PEC dell’Ufficio Scolastico Regionale e la PEC dell’Ufficio Disabilità e DSA del MIUR.
Con un testo come il seguente:
“G.le Dirigente,
come già scritto via PEC in data XY, ovvero: le scrivo per informarLa che in data XY ho già scritto alla Prof. XY quanto segue:
(testo di cui sopra inviato al o ai docenti)
A ciò non ha fatto seguito una risposta o non è stato applicato l’aiuto previsto dalla Legge 170/10 e indicato nel PDP in data XY, come previsto dal DM 5669 del 12/7/2011 MIUR.
Siamo qui a scrivervi per la terza volta e a chiedervi cosa possiamo fare come famiglia per aiutarvi, oppure di applicare sin dalla prossima lezione l’aiuto concordato tramite PDP da tutti noi, firmato a norma di legge.
Se ciò non dovesse accadere già dalla prossima lezione, o comunque non entro sette giorni dalla presente, saremo costretti a valutare qualsiasi opzione legale per far rispettare i diritti concordati tramite il PDP a favore di nostro figlio.
Per conoscenza, inviamo questa missiva anche agli organi istituzionali che ci leggono in questa mail.
Con la speranza di una soluzione immediata, porgiamo i nostri più cordiali saluti”.
🛡️ — IN CONCLUSIONE
COME AGIRE PER I DSA A SCUOLA: DIAGNOSI, PDP E NORMATIVE. GUIDA ESSENZIALE PER GENITORI.
Non è detto che tutto vada per il meglio, ma almeno avrete fatto la vostra parte mettendo in campo ogni mezzo utile, con correttezza e spirito collaborativo.
Questo non significa che dovrete necessariamente intraprendere ulteriori azioni: significa, però, che sarete liberi di scegliere come procedere, consapevoli di avere agito nel modo giusto per il bene di vostro figlio.
Ricordate che nessuno, se non voi genitori, può difendere davvero i diritti dei vostri figli.
La Legge 170/2010 è chiara: spetta al tutore legale far valere ciò che è previsto. Nessun altro lo farà al vostro posto.
Per questo è fondamentale essere informati e pronti.
Fatene buon uso e, se volete, condividete queste informazioni.
Buona fortuna 😊
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gianluca.lopresti