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Progetto I Picciriddi | Educazione emotiva e responsabile
💛 Valorizziamo la personalità di ogni bambinə
🌱 Esperienze e apprendimento in spazi naturali
👣 Promuoviamo l’autonomia, il benessere e la felicità

12/10/2026

L’educazione non è sciamanesimo. O forse, un po’, sì.

Quando parlo di campo, intendo l’insieme delle condizioni in cui avviene un incontro educativo. C’è l’ambiente, certo, ma ci sono anche la stanchezza, le tensioni, le risorse dell’adulto, le intenzioni e il clima della relazione.

Tutto questo influenza ciò che il nostro intervento può generare, le risposte che riusciamo a dare e il modo in cui il bambino vive la nostra presenza e, a sua volta, risponde.

E possiamo chiederci se, oltre a ciò che riusciamo a misurare e spiegare, esista anche una dimensione più sottile del nostro essere in relazione.

Educare significa imparare a guardare oltre ciò che le consuetudini e le razionalizzazioni ci suggeriscono. Non fermarsi al comportamento, ma sentire come entriamo nella situazione e ciò che accade nel nostro sistema nervoso e in quello del bambino.

Oggi parliamo di co-regolazione proprio per ricordarci che educare non significa soltanto chiedere al bambino di adeguarsi, ma anche contribuire a creare le condizioni di sicurezza di cui ha bisogno.

Per vedere meglio un bambino, dobbiamo imparare a cogliere anche ciò che non è immediatamente visibile.

01/10/2026

A volte chiediamo ai bambini di essere grandi prima del tempo.
E, nello stesso momento, ci concediamo con loro cose che non faremmo mai a un adulto.

Forse vale la pena chiederci: che cosa cambia, quando davanti a noi c’è un bambino?

19/08/2026

Pericolo e rischio non sono la stessa cosa.

Il pericolo è qualcosa che, per le caratteristiche del bambino o della bambina, non è ancora in grado di affrontare.

Il rischio, invece, può essere affrontato quando è commisurato alle sue capacità.

E questa distinzione riguarda molto più di una caduta, di un gioco “pericoloso” o di una sbucciatura.

Riguarda anche quello che succede dentro.

Perché possiamo essere così preoccupati di proteggere il corpo dei bambini da finire per proteggerli anche dalla rabbia, dalla frustrazione, dalla fatica, dalla paura, dal pianto.

Ma crescere significa anche fare esperienza di ciò che non è sempre facile, senza essere lasciati soli davanti a ciò che ancora non possono affrontare.

Il nostro compito non è eliminare ogni rischio dalla loro strada.

È conoscere i loro limiti, riconoscere le loro possibilità e accompagnarli abbastanza vicino da poter intervenire quando serve, ma abbastanza lontano da permettere loro di fare esperienza.

Perché la sicurezza non nasce dal non rischiare mai.

Nasce anche dall’aver scoperto, un passo alla volta, di cosa siamo capaci.

10/08/2026

Stiamo allevando bambini in batteria?

Parlo dei bambini da 0 a 6 anni, nell’età prescolare.

Sempre più spesso sembra che ciò che conta sia quello che il bambino produce: il disegno dentro i bordi, il lavoretto, il risultato da mostrare, la cosa che “ha fatto”.

Ma un bambino non impara producendo risultati.

Impara attraverso l’esperienza: con il corpo, dentro la realtà, facendo, provando, sbagliando, ripetendo, trasformando.

Il prodotto finale dura un attimo.
Quello che accade mentre il bambino lo realizza è l’apprendimento.

06/08/2026

NB: se per tutto il reel senti ansimare e ti distrae… segui fino alla fine e scopri il responsabile 🐶

Quando un bambino o una bambina colpisce, non significa che stai sbagliando tutto.

Può succedere. Soprattutto sotto una certa età, è molto più normale di quanto immaginiamo.

Questo non significa lasciarlo fare. Significa ricordarci che il nostro compito non è essere perfetti.

Possiamo arrabbiarci. Possiamo sentirci feriti.

Ma restiamo gli adulti: quelli che danno un limite, guidano il comportamento e rimangono presenti, anche quando è difficile.

È faticoso, e non sei l’unico genitore a viverlo.

02/08/2026

05/07/2026

La scuola è finita e abbiamo consegnato alle famiglie le osservazioni evolutive e il Libretto delle esperienze de I Picciriddi.

Non racconta solo quello che i bambini hanno fatto, ma il senso di ciò che accade ogni giorno: il valore del gioco spontaneo, dell’ambiente come educatore, di proposte ricche e diversificate, dell’osservazione delle relazioni, dei conflitti, delle emozioni, degli apprendimenti e della postura con cui l’adulto accompagna tutto questo.

Se ti interessa leggerlo, scrivi “LIBRETTO” nei commenti (oppure mandaci un DM) e te lo invieremo con piacere.

“Stai dentro i bordi.”“Usa questo colore.”“Fallo così.”Molte attività per bambini partono da queste richieste. Spesso co...
18/06/2026

“Stai dentro i bordi.”
“Usa questo colore.”
“Fallo così.”

Molte attività per bambini partono da queste richieste. Spesso con le migliori intenzioni. Eppure, quando il disegno è già deciso da un adulto, il bambino smette di creare e inizia a eseguire.

Disegnare liberamente significa immaginare, scegliere, sperimentare, osservare, cambiare idea, trovare soluzioni personali. Significa lasciare una traccia di sé nel mondo.

Quando invece un bambino riceve una scheda già pronta da colorare, con margini da rispettare e colori suggeriti o imposti, l’attenzione si sposta dal processo al risultato. Non conta più ciò che vuole esprimere, ma quanto riesce ad avvicinarsi al modello proposto.

Le schede non sviluppano la creatività, il pensiero divergente o la capacità di prendere decisioni. Allenano soprattutto l’esecuzione di una consegna. E, se utilizzate in modo abituale, possono trasmettere un messaggio sottile: che esiste un modo giusto di disegnare, colorare e rappresentare la realtà.

La precisione del gesto, la coordinazione e le competenze che molti adulti cercano attraverso queste attività si costruiscono naturalmente in centinaia di esperienze significative: disegnando, dipingendo, ritagliando, modellando, arrampicandosi, manipolando materiali diversi, giocando.

Questo non significa che una scheda sia sempre da evitare. Se è il bambino a sceglierla, perché in quel momento trova piacere nel mettersi alla prova o nell’esercitare una specifica abilità, allora può diventare una proposta sensata.

La differenza non sta nello strumento.

La differenza sta tra un bambino che segue un proprio interesse e un bambino che esegue un compito deciso da qualcun altro.

Per questo preferiamo offrire fogli bianchi.

Perché in un foglio bianco non c’è una risposta giusta da trovare. C’è uno spazio da abitare.

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Patti
98066

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Martedì 07:30 - 18:30
Mercoledì 07:30 - 18:30
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