14/07/2022
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Proseguiamo il nostro affascinante viaggio alla scoperta delle allieve della prima ora di Maria Montessori attraverso il racconto che Grazia Honegger Fresco ci ha donato nel libro "Tre sguardi sul bambino. Viaggio alla scoperta di Maria Montessori, Emmi Pikler ed Elinor Goldschmied" (Ed. Leone Verde, https://www.leoneverde.it/prodotto/tre-sguardi-sul-bambino/ a cui rimandiamo per un approfondimento).
Oggi incontriamo, attraverso la testimonianza di Grazia:
Adele Costa Gnocchi (Montefalco, PG, 1873 – Roma, 1967)
L’ho conosciuta dall’infanzia: mia madre era stata sua allieva e continuò a rivolgersi a lei per l’educazione delle figlie. Fu così che nel 1933-’34 andai con mio padre tutte le mattine nella piccola CdB di viale
Angelico 22, annessa alla Regia Scuola di Metodo Montessori per le future maestre, voluta dalla Regina Margherita. La “Signorina”, come era chiamata, la ritrovai più volte dall’infanzia alla giovinezza: è stata
la mia vera Maestra. Come suo lavoro stabile era insegnante di pedagogia per le future maestre – oltre trent’anni d’impegno fino alla seconda guerra – nel Conservatorio delle Suore Dorotee di via Ripetta 231.
Aveva seguito da vicino Montessori dal 1° Corso del 1909 e dalla prima CdB a San Lorenzo, poi in corsi e congressi, accolto e osservato i piccoli 3-6 in una sua “Scuoletta”, prezioso minuscolo angolo nel grande
Palazzo Taverna dietro la Chiesa Nuova, per una ventina di bambini al massimo.(.....)Qui, su proposta dei conti Taverna, si integrarono spazi contigui
per accogliere un gruppo di ragazzini della seconda infanzia, tra cui Lavinia, figlia dei proprietari. (...)Per l’uso dei materiali, l’aiutò M. Antonietta Paolini. A metà degli anni Cinquanta riuscì a organizzare (dieci anni prima della scuola media) nel Liceo “Virgilio” di via Giulia un ciclo sperimentale
di ginnasio Montessori, con le migliori docenti del momento e una tutor che seguiva tutte le classi creando collegamenti tra studenti, docenti e famiglie, ruolo che si rivelò basilare. Proprio l’ampia conoscenza
delle varie fasi dello sviluppo infantile la portò a considerare la mancanza di uno studio serio del periodo 0-3 e soprattutto del neonato.
Non la vita prenatale59 – il “periodo sacro della madre”, diceva – ma il parto-nascita, i bisogni del neonato, i suoi primi segnali, la giusta accoglienza.(...)Per continuare a osservare neonati
e bambini di poco più grandi, Adele fondò il Centro Nascita Montessori (CNM) e ne affidò la direzione a Elena Gianini che con grande intelligenza mantenne tale ruolo fino al 1980.
Nei suoi ultimi vent’anni Adele dette vita anche a “l’Associazione per l’Educazione Religiosa del Bambino”, da cui con Sofia Cavalletti e Gianna Gobbi prese forma concreta la “Catechesi del Buon
Pastore”. Donna di fede profonda, priva d’ogni possibile bigotteria, era al tempo stesso di una lucida, ferma laicità: rispettava le persone per quello che erano, senza mai indagare sui loro credi. Non cercava proseliti, ma teste pensanti. Aveva una lettura straordinaria delle capacità, anche nascoste, delle persone. Il fascino dei suoi silenzi, delle frasi
sempre così acute e originali conquistava tutti. Ha seminato moltissimo accanto a sé. Le è stata cara la sua Montefalco, ma quando un meraviglioso
ciliegio fu tagliato perché le foglie autunnali davano fastidio, non ci ha più messo piede."
Testimonianza di Grazia H. Fresco
Per approfondimenti:
- Tre sguardi sul bambino - Il Leone Verde Ed., Torino,2020
- Radici nel futuro, Ed. LA Meridiana, Molfetta (BA), 2021
- Maria Montessori, una storia attuale. Ed Il Leone Verde, 2018