02/06/2026
Spesso nel corso degli anni mi è stato chiesto cosa volesse dire il termine "Normodinamica", portando a volte alcune critiche sul suo senso e a ciò che, in prima battuta, esso evoca: il nomos, la legge, la normalità consueta, il prevalere del pensiero dei molti sulla libertà del singolo. Non fu nemmeno direttamente Menghi a inventarlo ma un anonimo studente, eppure a lui piacque. In effetti ho pensato spesso anche io che fosse inadatto per designare la materia di cui si occupa. Il concetto di "normalità" è un terreno scivoloso, non definibile univocamente e in modo assoluto, fonte di conflitti e pregiudizi, discorso mai esaurito e proprio per questo da lasciare aperto, esplicito, da problematizzare con serietà e costanza.
"Normodinamica" è un termine bruttino, è vero, che forse andrebbe cambiato, ruvido nella pronuncia, che induce equivoci, nel quale è difficile riconoscersi, ma per ora ce lo teniamo così, ruvido, imperfetto, brutto, ambivalente, sconosciuto, in fondo è più adatto a descrivere la nostra realtà.
Buona lettura
A. Ricci
"Normodinamica e unicità"
Normodinamica e unicità Per diventare umani rimanendo sani dobbiamo essere vivi in quel dolore così specificamente umano che …