18/11/2023
نشوة القتل....
Il fascino del delitto.....
L'ODIO CHE SI STA DIFFONDENDO NELLA NOSTRA PIANETA NON DEVE ESSERE ASSOLUTAMENTE SOTTOVALUTATO.
Il fenomeno dei baby-killers è ancora poco conosciuto. Nonostante questo, si può affermare che tale fenomeno appartenga alle nuove forme di criminalità che si stanno sviluppando e diffondendo, negli Stati Uniti, il Paese più colpito dalla criminalità minorile, la maggior parte dei soggetti di giovane età che commette omicidi è di sesso maschile e si colloca nella fascia di età che va dai 9 ai 14 anni. Apprendere che anche bambini molto piccoli arrivano, con apparente freddezza, ad uccidere ha indotto ad interrogarsi sul significato che i bambini attribuiscono concetti come la morte e violenza.
Durante l’atto violento, l’omicida fa esperienza di sentimenti transitori di estraneità e di distanziamento da se stesso e dalla realtà esterna; egli attua inconsciamente una dissociazione difensiva nei confronti delle proprie pulsioni distruttive che vengono agite fuori dalla sua consapevolezza. Questa momentanea “fuga dal reale” spiegherebbe anche l’amnesia che comunemente segue l’azione omicida dei giovani killers. Questi ultimi, a causa di una chiara distorsione della memoria, non sono in grado di rievocare il crimine. Anche dopo aver confessato, essi appaiono freddi e distaccati, incapaci di provare rimorso, senso di colpa per gli effetti delle loro azioni. La mancanza di empatia riscontrata in questi soggetti ha portato a formulare l’ipotesi della deumanizzazione della vittima. Essa, cioè, è considerata un mero oggetto e non un essere umano; proprio per questo motivo, ci si sente autorizzati ad infliggerle qualsiasi atto distruttivo. Ebbene, la poca considerazione che il bambino ha verso se stesso lo spinge a spostare sulla vittima la svalutazione e l’umiliazione di sé, meccanismo che rende più facile il comportamento aggressivo.
La condotta omicida dei baby-killers è una delle forme, sicuramente la più eclatante, in cui si estrinseca il disagio giovanile. E’ ,dunque, necessario riflettere sui motivi che ne sono all’origine. Alla luce dell’analisi svolta, si ritiene che non si possa prescindere dal considerare le tragiche condizioni in cui agiscono i giovani criminali. Essi sono talvolta costretti a scegliere la strada della violenza: non avendo alcuna prospettiva di formarsi un’identità positiva, sono disposti a diventare figure da condannare pur di assumere comunque un ruolo che dia loro l’impressione di esistere. Spesso abbandonati a se stessi , i minori che agiscono da aggressori sono vittime a loro volta. E’, pertanto, necessario intervenire sul fronte della prevenzione in modo da rilevare e comprendere tempestivamente le cause iniziali e provocante prima che siano espresse in un comportamento crudele e feroce contro l'umanità.