04/09/2026
Il passaggio dal giocattolo allo schermo comincia sempre prima. Nel 2024, 𝐬𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐢𝐥 𝐫𝐞𝐩𝐨𝐫𝐭 𝐈𝐬𝐭𝐚𝐭 𝐬𝐮𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐜𝐡𝐢 𝐞 𝐢 𝐯𝐢𝐝𝐞𝐨𝐠𝐢𝐨𝐜𝐡𝐢, quasi una persona su tre dai 3 anni in su, il 29,7 per cento, ha utilizzato almeno una volta un videogioco nei dodici mesi precedenti. Rispetto al 2000 si tratta di un aumento di 9 punti percentuali. Ma il dato che colpisce maggiormente riguarda i più piccoli: già tra i bambini dai 3 ai 5 anni la percentuale sale al 35,5 per cento, superando quindi la media dell'intera popolazione. Tra i 6 e i 10 anni si arriva al 68,8 per cento.
“A livello internazionale si rileva che, per la prima volta, 𝐢 𝐛𝐚𝐦𝐛𝐢𝐧𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐢𝐧𝐜𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐚𝐝 𝐚𝐛𝐛𝐚𝐧𝐝𝐨𝐧𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐠𝐢𝐨𝐜𝐨 𝐭𝐚𝐭𝐭𝐢𝐥𝐞 𝐞𝐝 𝐞𝐬𝐩𝐞𝐫𝐢𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐝𝐢𝐠𝐢𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐫𝐞 𝐝𝐚𝐢 𝟓 𝐚𝐧𝐧𝐢. Questa fotografia italiana lo conferma ed è significativa soprattutto per due aspetti: l’esposizione in età prescolare al videogioco e la tendenza a spendere del denaro in relazione all’attività ludica. Dal punto di vista psicologico, da tempo ormai vediamo gli effetti di ambienti digitali pensati per catturare l’attenzione, massimizzare il tempo trascorso sulla piattaforma e incentivare gli acquisti ed è quindi corretto che tali ambienti siano oggetto di regolazione e insistere sulla 𝐧𝐞𝐜𝐞𝐬𝐬𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐞𝐝𝐮𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢𝐠𝐢𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢, 𝐚𝐝𝐨𝐥𝐞𝐬𝐜𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐞 𝐚𝐝𝐮𝐥𝐭𝐢, anche nelle scuole. Tuttavia, è importante andare oltre la prospettiva che vede il videogioco soltanto come pericolo di isolamento, dipendenza, fuga dalla realtà. Infatti, esistono delle positive esperienze cliniche che lo impiegano come strumento terapeutico”. Così a 𝐥𝐚 𝐑𝐞𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚 𝐕𝐚𝐥𝐞𝐧𝐭𝐢𝐧𝐚 𝐃𝐢 𝐌𝐚𝐭𝐭𝐞𝐢, referente del Gruppo di Lavoro “Intelligenza Artificiale: innovazione, applicazione ed etica” del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi.
Per approfondire👇
https://www.repubblica.it/cronaca/2026/09/04/news/videogiochi_bambini_allarme_digitale-425564455/