SIPPE Polizia Penitenziaria Sicilia

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SIPPE – Sindacato Polizia Penitenziaria 03/08/2026

È online il nuovo sito del Sindacato Polizia Penitenziaria

SIPPE – Sindacato Polizia Penitenziaria Primo Piano 17 Giugno 2026 Concorso Ispettore Superiore: il S.I.P.P.E. dice no a un bando che calpesta il merito e l’anzianità! CONCORSO ISPETTORE SUPERIORE: IL S.I.P.P.E. DICE NO A UN BANDO CHE CALPESTA IL MERITO E L'ANZIANITÀ! Inviata una dura nota…

26/07/2026

Le recenti parole del Procuratore capo di Palermo, Maurizio De Lucia, e il dibattito che ne è seguito con il Ministro della Giustizia Carlo Nordio, riportano al centro dell'attenzione pubblica il tema della nelle e il ruolo della .
Voglio dirlo con estrema chiarezza: non credo affatto che la Polizia Penitenziaria debba sentirsi offesa dalle dichiarazioni del Procuratore De Lucia. Chi vive ogni giorno il mondo penitenziario — intendo chi lavora davvero negli istituti penitenziari — sa bene che le sue parole non sono un attacco al nostro Corpo, ma la fotografia cruda di una realtà operativa diventata quasi insostenibile.
Questa crisi non nasce oggi e le drammatiche rivolte ed evasioni di massa del periodo Covid sono state soltanto la classica goccia che ha fatto traboccare un vaso colmo da troppi anni. Da quel momento, e ancor di più dopo i fatti di Santa Maria Capua Vetere, il clima all'interno degli istituti si è incrinato pesantemente. Sia chiaro: le violenze e gli illeciti vanno sempre fermamente condannati, senza "se" e senza "ma". Tuttavia, non possiamo far finta di non vedere come quell'episodio sia stato cavalcato da una certa narrazione ideologica e da un certo garantismo a senso unico. Il risultato? Si è finiti per delegittimare il ruolo della Polizia Penitenziaria, creando un clima di sfiducia per tentare di indebolire i controlli e conquistare spazi di illegalità.
Si è finito per dimenticare un principio fondamentale del nostro ordinamento: non può esistere alcuna rieducazione se non ci sono prima l'ordine e la sicurezza, come previsto dall’articolo 2 del DPR 230/2000.
Per cambiare davvero rotta non servono difese d'ufficio, ma interventi concreti. Alla Politica chiediamo regole d'ingaggio trasparenti, una formazione seria e continua, adeguati strumenti operativi e una maggiore autonomia per la Polizia Penitenziaria nello svolgimento dei propri compiti. Serve anche una visione diversa sugli spazi: quando parliamo di edilizia penitenziaria non intendiamo la semplice costruzione di nuovi edifici, ma un vero cambio di filosofia architetturale. Secondo gli esperti, l’architettura di un ambiente, quindi anche dell’ambiente carcerario, incide direttamente sulla salute mentale e sul comportamento. Progettare spazi più umani e funzionali significa prevenire le tensioni. Allo stesso tempo, per alleggerire la pressione sulle strutture penitenziarie, si dovrebbe rivedere l'uso della custodia cautelare in carcere, riservandola a casi eccezionali e ai reati più gravi, dando invece maggior spazio a misure meno afflittive e alla giustizia riparativa.
Restituire sicurezza e dignità alle carceri non significa arrendersi, ma guardare in faccia la realtà con il coraggio della verità. La Polizia Penitenziaria continuerà a fare la propria parte con il sacrificio di ogni giorno.

Alessandro De Pasquale - Presidente SIPPE

Tag: Giorgia Meloni Alberto Balboni Francesco Paolo Sisto Fratelli d'Italia Forza Italia Lega - Salvini Premier Andrea Ostellari SiNAPPe - Polizia Penitenziaria Carmine Olanda

09/06/2026

🗞️ Dai droni ai baci nei colloqui: i metodi per introdurre sim e droga in carcere sono sempre più sofisticati, ma le falle normative ci legano le mani. Leggi le mie dichiarazioni ad , agenzia di stampa italiana.

➡️ Vai a link: https://www.adnkronos.com/cronaca/sim-passate-con-un-bacio-e-droga-paracadutata-con-i-droni-i-sistemi-piu-incredibili-per-eludere-i-controlli-in-carcere_7lTNkpNMzCCKkNxrz4rY9F

Tag: Giorgia Meloni Andrea Ostellari SIPPE Sindacato Polizia Penitenziaria SiNAPPe - Polizia Penitenziaria

17/05/2026

CONCORSO ISPETTORI POLIZIA PENITENZIARIA: SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO.

Il Consiglio di Stato ha riconosciuto il danno alla carriera presente e futuro degli ispettori il cui concorso, bandito nel 2008, si era concluso dopo circa 11 anni.

Arriva una svolta decisiva e di portata storica per gli ispettori del sesto corso (solo quelli che hanno proposto i ricorsi e vincitori del concorso).

I giudici hanno chiarito, una volta per tutte, che il DAP ha sbagliato a liquidare solo il semplice "differenziale" degli stipendi passati. Il danno subito dagli ispettori è molto più profondo ed è composto da due voci separate e cumulabili:

1. Il Danno Stipendiale (Passato): il differenziale tra la vecchia qualifica e quella di Ispettore, spettante per tutto il periodo del ritardo (fino all'effettivo inquadramento del 2019).

2. Il Danno alla Progressione di Carriera (Futuro) – La vera svolta: Il Consiglio di Stato ha riconosciuto che, a causa del ritardo dell'Amministrazione, tutta la carriera interna dei colleghi è slittata. Raggiungendo i gradi superiori molto più tardi, subendo una perdita economica che si proietta dal 2020 in poi, fino al giorno della pensione.

I punti chiave fissati dai Giudici su questo danno alla carriera:

1) È dovuto in aggiunta a quanto già pagato: il Ministero non può in alcun modo ignorarlo o assorbirlo.

2) Va calcolato AL LORDO delle ritenute fiscali e previdenziali, il che aumenta notevolmente le cifre del risarcimento.

Un danno a cascata che colpisce anche i corsi successivi.

Questa sentenza mette a n**o una verità sacrosanta che questa sigla denuncia da tempo. Se le cose fossero andate come dovevano, gli Ispettori del 6° corso (i vincitori originari, non anche i ripescati dall'allargamento dei posti) oggi sarebbero già Ispettori Superiori, ovvero in una posizione superiore rispetto anche agli attuali Ispettori Capo.
Questo blocco della carriera ha creato un effetto domino disastroso per l'intero ruolo:
• Il danno lo hanno subito, indirettamente, anche i colleghi del 7° e dell'8° corso.
• Se il 6° corso avesse occupato tempestivamente le qualifiche superiori, si sarebbero liberati posti e si sarebbero create maggiori possibilità di avanzamento e sbocchi di carriera per i corsi successivi nell'attuale concorso straordinario per titoli di ispettore superiore.

In conclusione, non stiamo parlando di spiccioli o di semplici "rimborsi spese". Questa sentenza del Consiglio di Stato apre la strada a risarcimenti individuali di cifre considerevoli, una vera e propria batosta economica per le casse del Ministero della Giustizia.

Alessandro De Pasquale - Presidente SIPPE

Tag: Andrea Ostellari Alberto Balboni

13/05/2026
13/04/2026
13/04/2026

ALLIEVI AGENTI POLIZIA PENITENZIARIA – 12 febbraio 2026 - Concorso per 3.350 posti (3.048 uomini e 302 donne)

🟢 Pubblicazione banca dati 🟢
È stata resa disponibile la banca dati contenente i quiz che saranno utilizzati per la prova d’esame. La consultazione sarà possibile fino al 5 giugno 2026.

➡️ Un successivo avviso comunicherà il calendario della prova, che si svolgerà presso la Scuola di formazione e aggiornamento del personale del Corpo di polizia e dell’Amministrazione penitenziaria “Giovanni Falcone”.

Segreteria Generale Si.P.Pe

13/04/2026

Ho seguito con attenzione la puntata del 6 aprile 2026 de “Lo Stato delle Cose” di Massimo Giletti, soffermandomi in particolare sull’intervento di un sedicente (o presunto?) poliziotto penitenziario, forse “ex”, forse “attore” — o almeno così può apparire per come è stato presentato — forse entrambe le cose. Un contributo che, più che un’inchiesta, è sembrato un esercizio di teatro improvvisato… con qualche sbavatura di troppo.
Il protagonista, con il volto coperto – perché si sa, l’incappucciato fa sempre scena, un po’ come il “cavaliere mascarato” – ha dichiarato di aver introdotto droga e telefoni cellulari all’interno del carcere in cui lavorava. Fin qui, nulla di nuovo sotto il sole: il tema è serio e meriterebbe approfondimenti veri.
Peccato però che, a sollevare più di una perplessità sulla credibilità del racconto, sia stato proprio il linguaggio utilizzato. Chi conosce anche solo superficialmente l’ambiente carcerario sa bene che un appartenente alla Polizia Penitenziaria difficilmente userebbe il termine “guardia penitenziaria”. Non una volta, ma addirittura due. Una svista? Un dettaglio che, quantomeno, non passa inosservato.
È un po’ come sentire un chirurgo parlare di “cerotti” durante un’operazione a cuore aperto.
Viene quindi il dubbio – legittimo, direi – che il racconto, per come è stato presentato, non risulti del tutto convincente sotto il profilo dell’accuratezza. Si sa, il diavolo sta nei dettagli… Eppure, il servizio potrebbe aver comunque centrato il suo obiettivo: non tutti conoscono il lessico tecnico del settore e molti telespettatori potrebbero aver semplicemente recepito il messaggio più immediato, ovvero quello di una Polizia Penitenziaria corrotta; un effetto collaterale non proprio trascurabile.
Sorge allora spontanea una domanda: nel 2026, in un’epoca in cui le informazioni possono essere verificate in tempo reale, tra verifiche immediate, social network e intelligenza artificiale, ha davvero senso proporre testimonianze che, per come appaiono, risultano così deboli, così poco curate, così… riconoscibili?
Il “cavaliere mascarato” poteva forse funzionare anni fa; oggi convince molto meno.
Resta la stima per Massimo Giletti e per molte delle sue inchieste, spesso incisive e coraggiose. Ma proprio per questo, ci si aspetterebbe un livello di rigore maggiore, soprattutto quando si trattano temi così delicati e che toccano le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria.

Alessandro De Pasquale - Presidente SIPPE

Tag: Giorgia Meloni Matteo Salvini Fratelli d'Italia Andrea Ostellari SIPPE Sindacato Polizia Penitenziaria

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