Palermo arabo normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale

Palermo arabo normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale

Condividi

WHL UNESCO Tali monumenti inoltre beneficiano di adeguate misure di tutela da parte degli organi preposti. Costituiscono il sito seriale arabo-normanno:
1.

Tra tutti monumenti arabo-normanni presenti, ai fini della candidatura UNESCO, ne sono stati selezionati nove che preservano in modo pressoché integrale le componenti architettoniche e decorative e che, in virtù delle particolari attenzioni rivolte ad essi da parte delle istituzioni, si presentano in buono stato di conservazione. Si tratta infatti delle opere più rappresentative e artisticamente r

08/03/2026

𝟖 𝐌𝐚𝐫𝐳𝐨 – 𝐀𝐥𝐥𝐞 𝐦𝐚𝐝𝐫𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐛𝐚𝐦𝐛𝐢𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐌𝐢𝐧𝐚𝐛
Oggi è la giornata dedicata alle donne. Eppure, oggi le parole di festa si spezzano in gola.
Oggi il pensiero corre a voi, madri di Minab. A voi che questa mattina vi siete svegliate e per un solo, crudele secondo avete dimenticato. E poi vi è tornato tutto addosso, come ogni giorno, come un crollo che non finisce mai.
𝐀 𝐯𝐨𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐚𝐯𝐞𝐭𝐞 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐟𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐝𝐚 𝐬𝐯𝐞𝐠𝐥𝐢𝐚𝐫𝐞. Che non sentirete più passi leggeri correre per casa con lo zaino sulle spalle, troppo grande per quelle spalle piccole. A voi che preparavate la colazione, che intrecciavate capelli, che aspettavate il ritorno da scuola per chiedere, con quella voce che solo una madre sa usare: "Com'è andata oggi?"
𝐂𝐞𝐧𝐭𝐨𝐬𝐞𝐬𝐬𝐚𝐧𝐭𝐨𝐭𝐭𝐨 𝐛𝐚𝐦𝐛𝐢𝐧𝐞. 𝐒𝐞𝐭𝐭𝐞 𝐚𝐧𝐧𝐢. 𝐎𝐭𝐭𝐨. 𝐍𝐨𝐯𝐞. 𝐃𝐢𝐞𝐜𝐢. 𝐔𝐧𝐝𝐢𝐜𝐢. 𝐃𝐨𝐝𝐢𝐜𝐢. 𝐒𝐞𝐝𝐮𝐭𝐞 𝐚𝐢 𝐥𝐨𝐫𝐨 𝐛𝐚𝐧𝐜𝐡𝐢, 𝐜𝐨𝐧 𝐢 𝐪𝐮𝐚𝐝𝐞𝐫𝐧𝐢 𝐚𝐩𝐞𝐫𝐭𝐢, 𝐦𝐞𝐧𝐭𝐫𝐞 𝐢𝐦𝐩𝐚𝐫𝐚𝐯𝐚𝐧𝐨 𝐚 𝐥𝐞𝐠𝐠𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐨 — 𝐮𝐧 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐡𝐚 𝐬𝐚𝐩𝐮𝐭𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐭𝐞𝐠𝐠𝐞𝐫𝐥𝐞.
La scuola dovrebbe essere il luogo più sicuro della terra per una bambina. È il posto dove nascono i sogni. È il posto dove una bambina alza la mano per rispondere, sorride alla maestra, sussurra un segreto all'amica del banco accanto. È il posto dove una bambina comincia, ogni giorno, a immaginare la donna che diventerà.
𝐐𝐮𝐞𝐥 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐨, 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐜𝐮𝐨𝐥𝐚 𝐞̀ 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚𝐭𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐭𝐨𝐦𝐛𝐚.
Sotto quelle macerie non sono morte "statistiche". Non sono morti "obiettivi". Non sono morti "danni collaterali" — parola oscena, parola vile, parola che non dovremmo mai più lasciare pronunciare senza vergogna a chi la usa.
Sono morte figlie.
C'erano mani piccole che stringevano matite ancora da affilare. C'erano risate durante l'intervallo, litigi per niente, pace ritrovata un minuto dopo. C'erano disegni nel fondo dello zaino, compiti da finire, domande da fare. C'erano nomi — nomi bellissimi — pronunciati ogni sera dalle loro madri, come una preghiera, come una carezza.
𝐎𝐠𝐠𝐢 𝐪𝐮𝐞𝐢 𝐧𝐨𝐦𝐢 𝐫𝐢𝐞𝐦𝐩𝐢𝐨𝐧𝐨 𝐢𝐥 𝐬𝐢𝐥𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨.
Oggi, nella Giornata internazionale della donna, il mondo dovrebbe fermarsi. Fermarsi davvero. E ascoltare quel silenzio. E capire cosa significa.
Alle madri di quelle bambine non bastano le parole. Lo sappiamo. Nessuna parola raggiunge dove arriva il vostro dolore. Ma vogliamo che sappiate questo:
Il vostro dolore non è invisibile. Le vostre figlie non saranno dimenticate. Non le chiameremo mai "danni collaterali".
𝐐𝐮𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐞̀ 𝐚𝐜𝐜𝐚𝐝𝐮𝐭𝐨 𝐚 𝐌𝐢𝐧𝐚𝐛 𝐡𝐚 𝐮𝐧 𝐧𝐨𝐦𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐜𝐢𝐬𝐨: 𝐜𝐫𝐢𝐦𝐢𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐠𝐮𝐞𝐫𝐫𝐚. E chi lo ha commesso risponderà. E chi tace, chi guarda altrove, chi cambia discorso, chi firma accordi e stringe mani mentre quelle macerie sono ancora calde — 𝐞̀ 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐥𝐢𝐜𝐞. Senza attenuanti.
𝑬𝒓𝒂𝒏𝒐 𝒃𝒂𝒎𝒃𝒊𝒏𝒆. 𝑨𝒗𝒆𝒗𝒂𝒏𝒐 𝒏𝒐𝒎𝒊. 𝑨𝒗𝒆𝒗𝒂𝒏𝒐 𝒔𝒐𝒈𝒏𝒊. 𝑨𝒗𝒆𝒗𝒂𝒏𝒐 𝒎𝒂𝒅𝒓𝒊 𝒄𝒉𝒆 𝒍𝒆 𝒂𝒎𝒂𝒗𝒂𝒏𝒐.
E il mondo intero ha il dovere morale, storico, umano di ricordarle

Photos from Aurelio Angelini ecologist's post 10/02/2026
01/02/2026

Per chi suona la campana di Niscemi?

17/01/2026

Care amiche e cari amici,
Facebook mi ha appena detto: “Stop, hai fatto il pieno!” 😄
Ho raggiunto il limite massimo di amici e interazioni, ma la voglia di condividere idee, riflessioni e belle discussioni è tutt’altro che finita.
Per continuare questo percorso insieme, vi invito a seguirmi e a confrontarci nella pagina https://www.facebook.com/profile.php?id=61586695742250
Vi aspetto!
urelio Angelini ecologist

Aurelio Angelini ecologist Sociologo dell’Ambiente, dir. rivista" Culture della Sostenibilità", Coordinatore Ecologista.
𝐏𝐞𝐫 𝐮𝐧𝐚 𝐒𝐨𝐜𝐢𝐞𝐭𝐚̀ 𝐒𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞, 𝐄𝐜𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐚 𝐞 𝐒𝐨𝐥𝐢𝐝𝐚𝐥𝐞.

16/01/2026

𝗔𝗗𝗘𝗥𝗜𝗔𝗠𝗢 𝗘 𝗦𝗢𝗦𝗧𝗘𝗡𝗜𝗔𝗠𝗢 l’appello volto a impedire la trasformazione del litorale di Macari, frazione di San Vito Lo Capo (TP), in un’infrastruttura turistica intensiva incompatibile con le caratteristiche intrinseche del sito.
𝗙𝗘𝗥𝗠𝗜𝗔𝗠𝗢 𝗤𝗨𝗘𝗦𝗧𝗢 𝗡𝗨𝗢𝗩𝗢 𝗦𝗖𝗘𝗠𝗣𝗜𝗢
Macari rappresenta un sistema paesaggistico e ambientale di eccezionale valore, inserito in un contesto territoriale di continuità ecologica tra due aree protette di rilevanza regionale e nazionale quali la Riserva Naturale Orientata dello Zingaro e la Riserva di Monte Cofano. Tale collocazione conferisce al territorio una funzione di corridoio ecologico costiero, fondamentale per la conservazione degli habitat rupicoli e marini, per la tutela dell’avifauna migratoria e stanziale e per il mantenimento di equilibri geomorfologici e biologici delicati, oggi sempre più rari lungo le coste mediterranee.
Dal punto di vista scientifico ed ecosistemico, il litorale di Macari conserva una notevole integrità morfologica e una stratificazione di habitat di interesse comunitario, come riconosciuto dalla sua inclusione nella Rete Natura 2000 e nei Piani di Gestione Ambientale e Paesaggistica dei Monti di Trapani. Particolarmente rilevante è la presenza della scogliera a vermeti, una biocostruzione calcarea ad opera di organismi marini che svolge un ruolo chiave nella protezione della costa dall’erosione, nella biodiversità bentonica e nella qualità delle acque, costituendo l’equivalente mediterraneo delle barriere coralline. Qualsiasi aumento significativo e non controllato della pressione antropica – sotto forma di parcheggi estesi, traffico veicolare, strutture temporanee ma ripetute nel tempo, rumore, illuminazione artificiale e produzione di rifiuti – comporterebbe inevitabilmente fenomeni di degrado irreversibile, frammentazione degli habitat, disturbo della fauna e alterazione dei processi naturali costieri.
Il progetto di cosiddetta “riqualificazione turistica”, per come concepito, appare in netta contraddizione con i principi di pianificazione sostenibile e di tutela paesaggistica sanciti dalla normativa vigente. L’introduzione di elementi tipici di un luna park – palchi, stand, torrette, aree giochi, servizi commerciali diffusi e privatizzazione temporanea del demanio costiero – mortifica il valore culturale e identitario del luogo, riducendo un paesaggio unitario, riconoscibile e simbolico (anche nella recente narrazione cinematografica e televisiva) a uno spazio omologato, artificiale e funzionale esclusivamente al turismo di massa stagionale. Un simile modello non solo compromette l’ecosistema, ma snatura il rapporto storico tra comunità locale, campagna e mare, trasformando un bene comune in un prodotto di consumo.
Alla luce di queste considerazioni, ritengo che la tutela del litorale di Macari debba fondarsi su strategie di fruizione leggera, regolata e scientificamente informata, capaci di valorizzare il patrimonio paesaggistico, culturale ed ecologico senza alterarne l’essenza. Per tali ragioni, esprimo il mio fermo dissenso rispetto al progetto proposto e sostengo con convinzione l’appello affinché la Regione Siciliana neghi l’autorizzazione a interventi che trasformerebbero un ecosistema unico in un luna park, a detrimento dell’ambiente, della cultura e dell’interesse pubblico.
𝗖𝗿𝗶𝘁𝗶𝗰𝗶𝘁𝗮̀ 𝘁𝗲𝗰𝗻𝗶𝗰𝗼-𝘀𝗰𝗶𝗲𝗻𝘁𝗶𝗳𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗲 𝗶𝗺𝗽𝗮𝘁𝘁𝗶 𝗮𝗺𝗯𝗶𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗼
Sotto il profilo tecnico e scientifico, il progetto di “riqualificazione turistica” presenta gravi carenze metodologiche e sostanziali. La realizzazione di due aree di parcheggio di circa 20.000 m² e 25.000 m² comporterebbe un consumo di suolo estremamente rilevante in un contesto costiero di elevata naturalità, con conseguente impermeabilizzazione dei terreni, alterazione del deflusso superficiale e incremento dei fenomeni di ruscellamento ed erosione. Tali trasformazioni inciderebbero negativamente sulla stabilità geomorfologica dei versanti e sulla continuità ecologica tra ambiente terrestre e marino, in contrasto con gli obiettivi di conservazione previsti dagli strumenti di pianificazione paesaggistica e dalla normativa europea (Direttive Habitat e Uccelli).
L’introduzione di un sistema di trasporto turistico con mezzi a GPL/Diesel, a frequenza elevata (ogni 5 minuti), risulta incoerente con un’area sottoposta a vincoli ambientali e inserita nella Rete Natura 2000. Oltre alle emissioni climalteranti e agli inquinanti atmosferici locali (NOx, PM10, PM2.5), tale sistema determinerebbe un aumento significativo del disturbo acustico e vibratorio, con effetti documentati sul comportamento della fauna selvatica e dell’avifauna, in particolare durante i periodi riproduttivi e di migrazione.
La privatizzazione temporanea del tratto costiero, mediante delimitazioni fisiche e accessi sorvegliati, configura una frammentazione funzionale dello spazio naturale, riducendo la resilienza dell’ecosistema e compromettendo il principio di libera fruizione di un bene demaniale. La costruzione di torrette di avvistamento, palchi, stand e di un teatro amovibile a struttura metallica, seppur definiti “temporanei”, implica carichi ripetuti sul suolo e sulle superfici rocciose, con rischi di compattazione, microfratturazioni e danneggiamento diretto degli habitat rupicoli e costieri. Analogo discorso vale per l’installazione di bagni chimici, che comportano criticità nella gestione dei reflui e potenziali rischi di contaminazione del suolo e delle acque, soprattutto in un contesto privo di infrastrutture fognarie adeguate.
Particolarmente preoccupante è l’impatto previsto sulla vegetazione endemica e sulle formazioni biologiche costiere, inclusa la scogliera a vermeti. Queste strutture biogeniche, estremamente sensibili al calpestio, alle variazioni della qualità delle acque e al disturbo meccanico, potrebbero subire danni irreversibili a causa dell’aumento della pressione antropica legata a noleggio di lettini e ombrelloni, attività acquatiche, aree giochi e fitness e alla diffusione di chioschi, distributori automatici e mezzi mobili di vendita. Tali attività determinano un incremento esponenziale della produzione di rifiuti, del consumo energetico e dell’inquinamento diffuso, incompatibili con un ecosistema fragile e già esposto agli effetti del cambiamento climatico e dell’erosione costiera.
Dal punto di vista della pianificazione ambientale, appare inoltre gravemente carente l’assenza di una valutazione integrata dei fabbisogni reali e degli impatti cumulativi, sia ambientali che socio-economici. La previsione di attrezzature “temporanee” per un periodo che va da aprile a ottobre risulta sproporzionata rispetto alla reale stagionalità dei flussi turistici, concentrati prevalentemente nei mesi estivi, e determina di fatto una pressione prolungata e continuativa sull’ecosistema. 𝗜𝗻 𝗮𝘀𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗶 𝗮𝗱𝗲𝗴𝘂𝗮𝘁𝗲 𝗮𝗻𝗮𝗹𝗶𝘀𝗶 𝗱𝗶 𝗰𝗮𝗽𝗮𝗰𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗶 𝗰𝗮𝗿𝗶𝗰𝗼 𝗲𝗰𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗮 𝗲 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲, 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗵𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝘀𝘂𝗽𝗲𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗲 𝘀𝗼𝗴𝗹𝗶𝗲 𝗱𝗶 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗲𝗻𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗲𝗹 𝘀𝗶𝘁𝗼, 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝗻𝗱𝗼 𝘂𝗻 𝗽𝗮𝗲𝘀𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗶𝗲𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗼𝗿𝗱𝗶𝗻𝗮𝗿𝗶𝗼 𝘃𝗮𝗹𝗼𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝘂𝗻𝗼 𝘀𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼 𝗰𝗼𝗻𝘀𝘂𝗺𝗮𝘁𝗼, 𝗼𝗺𝗼𝗹𝗼𝗴𝗮𝘁𝗼 𝗲 𝗳𝘂𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗮 𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗶 𝘀𝗳𝗿𝘂𝘁𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗻𝘀𝗶𝘃𝗼.
In conclusione, più che un intervento di riqualificazione, la proposta appare configurarsi come un modello di antropizzazione spinta e di mercificazione del territorio, già sperimentato con esiti critici in altre aree del comprensorio. Un approccio di questo tipo risulta scientificamente insostenibile e in aperto contrasto con i principi di conservazione, tutela del paesaggio (art. 9 della Costituzione) e sviluppo turistico responsabile che dovrebbero guidare la gestione di un bene ambientale di rilevanza collettiva come il litorale di Macari.
PER FIRMARE:
https://www.ioscelgo.org/.../salviamo-il-litorale-di.../... Mostra meno

25/11/2025

🔬 Strengthening the Critical Voices of Scientists 🔬

Adopted in 2024, UNESCO’s Call to Action on the Freedom and Safety of Scientists addresses the growing pressures and risks faced by researchers worldwide.

On 10 December in Brussels, UNESCO and the European Commission host the Conference on Freedom of Scientific Research — a timely conversation on how to safeguard the intellectual autonomy and safety of scientists around the world.

🔍 What to expect:
• Powerful testimonies from scientists
• Insights on global trends affecting research freedom
• Critical discussions on misinformation, surveillance & AI in research
• Policy dialogue on upcoming EU legislation
• Presentation of UNESCO’s latest findings on the RS|SR and a new tool to measure scientific freedom & safety

This event is part of UNESCO’s Programme on the freedom and safety of scientists, and is connected to the Conference on Research Careers 2025 (11–12 December).

🌍 Join us in Brussels or online to help shape a research environment where scientists can work freely, safely, and with integrity.

🔗 Link to register in bio

Photos from Comitato Nazionale per l'Educazione alla Sostenibilità - Agenda 2030's post 06/11/2025

𝗣𝗔𝗖𝗘 𝗘 𝗔𝗠𝗕𝗜𝗘𝗡𝗧𝗘: 𝗣𝗘𝗥 𝗨𝗡𝗔 𝗦𝗢𝗦𝗧𝗘𝗡𝗜𝗕𝗜𝗟𝗜𝗧𝗔̀ 𝗜𝗡𝗧𝗘𝗚𝗥𝗔𝗟𝗘
𝗜𝗻𝗶𝘇𝗶𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗮𝗽𝗲𝗿𝘁𝘂𝗿𝗮
Settimana per l’Educazione alla Sostenibilità CNESA-2030 [24 al 30 novembre 2025]
👉 Registrati all’evento https://docs.google.com/.../1FAIpQLSfDxLcfrEOWF6.../viewform
Si apre il 24 novembre a Roma, presso la Sala Marconi del Consiglio Nazionale delle Ricerche, la Settimana per l’Educazione alla Sostenibilità 2025, promossa dal Comitato Nazionale per l’Educazione alla Sostenibilità – CNESA 2030 con l’alto patrocinio della Commissione Nazionale Italiana Unesco

Vuoi che la tua scuola/universitàa sia il Scuola/università più quotato a Palermo?

Clicca qui per richiedere la tua inserzione sponsorizzata.

Ubicazione

Digitare

Telefono

Indirizzo


Via Vittorio Emanuele N. 353
Palermo
90134

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
Martedì 09:30 - 13:30
Mercoledì 09:30 - 13:30
Giovedì 09:30 - 13:30
Venerdì 09:30 - 13:30
Sabato 09:30 - 13:30
Domenica 09:30 - 13:30