13/06/2019
Premio speciale famiglia Palazzotto all'I.C Alberigo Gentili di Palermo
In ricordo di Giovanni Palazzotto maestro di valori nobili ed espressione della parte sana della società.
13/06/2019
Premio speciale famiglia Palazzotto all'I.C Alberigo Gentili di Palermo
Premio Associazione Informazione Libera network
a Francesca Grassadonia classe II C scuola Palumbo - Villabate
“Piccoli gesti che fanno la differenza”
Uno dei temi che mi sta particolarmente a cuore è quello dell’immigrazione.
Io e la mia famiglia siamo sempre stati molto sensibili su questo tema, dato che mia nonna è stata un’emigrante. Il mio bisnonno è andato a lavorare in Inghilterra presso una fabbrica di nylon e con sé ha portato tutta la sua famiglia formata dalla mia bisnonna Gianna e i figli Nunzia, Anna ( mia nonna) ed Enzo. Essi sono cresciuti in una località a tre ore da Londra e si sono trovati a confrontarsi con diverse etnie.
All’età di dodici anni, mia nonna è tornata in Sicilia dove, diventata adulta, ha conosciuto mio nonno, formando con lui la famiglia della quale anche io, oggi, faccio parte.
La mia nonna mi ha sempre raccontato i suoi anni trascorsi a Londra e mi ha trasmesso il suo amore per gli altri, soprattutto per quelle persone che, per motivi diversi, hanno dovuto abbandonare la loro Terra, trasferendosi in quei paesi dove hanno avuto la possibilità di trovare lavoro.
A tal proposito, tornando al tema “immigrazione”, voglio raccontarvi la storia di un immigrato del Gambia, di nome Leopaul che oggi vive in Italia e che fa parte della mia famiglia, perché spesso ospite a casa nostra.
Leo, come lo chiamo io, mi ha raccontato che essendo la sua mamma cattolica e il padre musulmano, ha rischiato prima la crocifissione e, in seguito, è stato ripudiato dallo stesso padre. Sempre dal suo racconto, ho appreso che dal Gambia, si è dovuto spostare in Libia, dove ha patito ulteriori sofferenze, come il bere acqua mista a benzina per evitare che la bevesse in un unico sorso durante il “viaggio della speranza”. Per quanto riguarda il cibo, solo cinque biscotti per tutto il tempo del viaggio dal deserto al mare. Arrivato in Libia, ha dovuto aspettare ben un mese vivendo in condizioni igienico-sanitarie precarie e subendo violenze e soprusi di ogni tipo e fingendo di essere musulmano per non essere crocifisso.
Finalmente con barconi di fortuna, ha potuto raggiungere la nostra Sicilia. Qui ha conosciuto mio zio Giuseppe, che ha lavorato come orientatore presso un centro di prima accoglienza ( CPA “Asante” – Via Monfenera , Palermo) . Lo zio si è subito accorto che Leopaul era un ragazzo bravo e con una cultura superiore alla media, infatti conosce ben sette lingue, tra cui dialetti africani. Questo gli ha permesso di lavorare come mediatore culturale presso le prefetture e i tribunali d’Italia.
Mio zio lo ha presentato alla nostra famiglia e addirittura mia nonna, da ex immigrante, ha preso a cuore il ragazzo, tanto da pensare di adottarlo. Durante le feste natalizie , Leopaul è stato ospite da noi ed è stato un periodo bellissimo per tutti. Abbiamo deciso che per la Pasqua ripeteremo l’esperienza.
Durante la sua permanenza presso casa nostra, ci ha raccontato tanto della sua vita, che, anche se breve, infatti ha solo 19 anni , è stata piena di esperienze tragiche di razzismo, di intolleranza religiosa e violenza. Pensare che in Africa l’intolleranza non è solo tra “neri e bianchi” ma anche tra “nero e nero”, perché spesso vivono guerriglie civili tra villaggi, mi ha veramente sconvolto.
Noi italiani non vediamo di buon occhio l’arrivo di tutti questi immigrati perché pensiamo che essi tolgano lavoro ai nostri figli, portino malattie o ulteriore delinquenza. Ciò non è sempre vero. Infatti, vivere a stretto contatto con Leo, mi sta insegnando ad essere una persona migliore, mi sta insegnando ad essere più tollerante e comprensiva nei confronti di tutti.
Basterebbe che ognuno di noi facesse ciò che la mia famiglia sta facendo, perché ritengo che un “Piccolo gesto può fare la differenza, può cambiare le cose nel mondo”. A tal proposito, vorrei citare una frase di Baden Powell: “Il vero modo per essere felici è quello di procurarsi felicità per altri”.
L’accoglienza è un gesto importantissimo di cui tutti noi, un giorno, potremmo avere bisogno!
Elaborato di:
Alunna: Grassadonia Francesca, classe 2^ sez. C
Scuola: Scuola Secondaria di primo grado “Pietro Palumbo – Villabate”.
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