08/08/2026
Ecco alcuni scatti della mostra «Του Αιθέρα και της Θάλασσας» della scultrice Venia Dimitrakopoulou durante la quale è stato dedicato un momento in onore del neogrecista Mario Vitti. Di seguito, il discorso tenuto dalla Presidente dell'ANSN, prof.ssa Caterina Carpinato:
Vivere è una continua esperienza di assenza. Manca sempre qualcosa, abbiamo sempre l’esigenza di colmare l’assenza fisica, mentale, essenziale/esistenziale.
Stasera (31.7.2026) sono qui come Presidente dell’Associazione Nazionale (italiana) di Studi Neogreci, fondata a Palermo nel 1989. La nostra Associazione, costituita da docenti universitari in servizio e in pensione, e da studiosi di lingua, letteratura e cultura neogreca, è stata presieduta, dalla sua fondazione fino al 2016, per più di un quarto di secolo, da Mario Vitti, l’illustre neogrecista, scomparso nel 2023, che quest’estate -il 18 agosto- avrebbe compiuto cento anni.
I suoi compleanni, per decenni, sono stati festeggiati proprio qui ad Idra, dove la signora Alexandra Perdiza, la madre di Massimo e Paolo Vitti, aveva la sua casa di famiglia.
Idra, quindi, è -per noi neogrecisti italiani- non solo l’isola che partecipò attivamente alla Rivoluzione del 1821 sin dalle sue prime fasi, ma anche il buen retiro di Mario Vitti, un luogo che abbiamo frequentato e imparato ad amare grazie a lui.
Ricordo che un mattino d’estate, agli inizi degli anni Novanta del secolo scorso, mi portò a conoscere la scrittrice Margarita Liberaki, in una casa vicino al cielo.
Questo luogo è una palestra per esercitare l’intima coesistenza fra concreto e intangibile, fra presente e futuro, fra ricordo e progetto, fra le diverse percezioni del tempo e della materia, dello spazio e del peso specifico, del particolare e dell’universale.
Qui storie di carte e storie di ieri si intrecciano in un continuo fluire, l’impalpabilità della polvere stride con la consistenza della pietra, il vento e il mare hanno una consistenza di sale e di marmo, qui la natura e la cultura stabiliscono un dialogo che supera le consistenze, le epoche, le persone …
Qui Mario Vitti scriveva e pensava, qui organizzava i suoi appunti che poi sarebbero diventati libri fondamentali per la storia della letteratura e cultura neogreca in Italia e all’estero. Ma anche in Grecia.
Qui era, forse, meno straniero ed estraneo di quanto non lo fosse in altri luoghi della sua esistenza: Costantinopoli, Roma, Atene, Viterbo, ma anche Napoli, Palermo, Parigi e Ginevra, luoghi dove Vitti ha intessuto storie, passato giorni, settimane, anni della sua lunga ed operosa esistenza. Ovunque portava il suo sorriso e la sua curiosità, la sua volontà di essere presente, di dire la sua. Di ripresentare il mondo esterno con parole sue, di rileggere per riscrivere.
A pochi anni dalla sua scomparsa e nel centenario della sua nascita, l’occasione di essere qui a parlare di lui, nell’isola che ha avuto un ruolo pregnante nella sua esistenza, è particolarmente preziosa per la sua memoria e per i tasselli del mosaico della sua storia personale nonché per la storia dei nostri studi.
Qui non abbiamo solo un museo e un archivio, ma anche l’antico sanatorio dove Vitti è già stato festeggiato, nel 2020, con una mostra delle sue fotografie «Η Ύδρα για τον Mario Vitti: Γραφείο με θέα, φωτογραφίες 1948 – 1981» (14/08/2020), diventando επίτιμος δημότης της Ύδρας.
In quell’occasione non aveva potuto essere presente ma un breve video riassume gli anni Cinquanta nei quali cominciò a frequentare assiduamente Idra, e figure come Miltos Sachtouris e Chatzikyriakos Ghikas. Quel periodo è ricordato da Vitti come un ‘συνεχές γλέντι’.
In occasione della mostra presero la parola D. Kapsalis, F. Ambatzopoulou, ed E. Garandoudis (Διονύσης Καψάλης, Φραγκίσκη Αμπατζοπούλου, Ευριπίδης Γαραντούδης).
https://www.ertnews.gr/frontpage/ekthesi-fotografias-stin-ydra-me-ton-fako-toy-mario-vitti-video/
La mostra era stata organizzata da A. Veroukas (Αλέξης Βερούκας).
Qui, dunque, ad Idra non ci sono solo le trame del passato storico ma anche briciole concrete della sua esistenza: frammenti di quel suo sorriso e di quella sua lucida intelligenza sempre pronta ad accogliere e accettare le sfide e le novità.
Quando i miei studenti mi comunicarono che la sua storia della letteratura era introvabile, e lui appurò che l’editore Carocci non era interessato alla ristampa, gli proposi di premettere ai giovani italiani di poter studiare sul suo manuale con una nuova edizione (aggiornata). Accettò molto volentieri. Per quell’edizione gli proposi di mettere in copertina un disegno di Venia Dimitrakopoulou, che in quegli periodo stava rimuginando le forme dei Promachones, che sarebbero stati esposti poi nel cortile del Museo Benaki in odòs Pireòs, e in seguito davanti al Museo Nazionale Archeologico di Atene.
Gli piacque molto, gli piacque l’idea di avere sulla copertina una palla nera e profonda, un gorgo, con i suoi raggi che si aprivano verso l’esterno, capì la forza espressiva dell’opera e accettò di buon grado di avere il disegno come ‘biglietto da visita’ per il suo nuovo volume.
Venia Dimitrakopoulou, molto generosamente consentì che quell’immagine rappresentasse la ricerca storico-letteraria di Vitti, e da allora il manuale di Vitti viene riproposto nelle aule universitarie con quell’acquarello.
Vitti e Dimitrakopoulou ebbero l’occasione di conoscersi personalmente quando, per volontà di Sofia Hiniadou Kambanis, nel 2016 la nostra Ambasciata ad Atene insieme con la Presidenza della Repubblica di Grecia, organizzarono presso il Museo Benaki un incontro in onore dei 90 anni dell’illustre studioso.
Fu una serata indimenticabile, un momento di alta commozione per tutti.
Adesso sono venuta qui, da sola, sapendo che qualcosa di Vitti comunque avrei portato in questa sede e qualcosa avrei trovato, sono venuta per testimoniare il nostro rispetto alla sua produzione e alla sua intelligenza, alla sua famiglia e ai suoi affetti, ai suoi luoghi e a questo mare e a questo vento.
Sono venuta per dire che quando esistiamo e lasciamo tracce nelle vite degli altri e nei luoghi degli altri, continuiamo ad esserci comunque, superando i limiti umani del tempo e dello spazio.
Qui in Grecia, i greci di ieri e di oggi, continuano ad insegnarci che tempo e spazio hanno un diverso peso specifico.
La chimica della memoria ha un equilibrio che solo l’arte, solo la poesia (e -in parte- solo la lingua greca) riescono a decodificare e a trasmettere, oltre il tempo e oltre le trasformazioni delle assenze.
Recuperare quanto manca, quello che è irrimediabilmente perduto è l’affanno continuo dell’essere vivente, sempre insoddisfatto, sempre alla ricerca.
Ci sono però momenti come questi, come questo che stiamo vivendo insieme stasera, in cui il tempo di ieri e quello di oggi, sembrano fondersi quasi volgendo a domani, quando -attraverso ciò che stasera abbiamo visto, sentito, percepito-, sarà diventato linfa vitale per andare avanti.
Linfa vitale e impercettibile per andare avanti, finché avremo la capacità di recepire quest’aria e questo mare, nelle nostre narici, tra i capelli e i vestiti, finché questa serata non sarà diventata un momento storico delle nostre esistenze e un frammento di passato, finché non sarà digerita e assorbita nel tempo dei nostri ricordi.
Quest’isola, il suo illustre visitatore Mario Vitti, quanti hanno la fortuna di percepire la vita e il mondo concreto al di là dei codici convenzionali o stabiliti da algoritmi, continuano a vivere comunque nell’assenza, in quel nostro costante bisogno di colmare quanto smarrito, quanto possibile ripristinare con la forza della volontà e con la capacità di ricreare e riproporre quanto manca.
Come la coda ricostruita da Venia per la sirena del vostro museo. Come lo sguardo vivace e sempre vigile negli occhi di Mario Vitti, lucido fino alla fine dei suoi giorni.
https://www.lifo.gr/culture/photography/mario-bitti-1926-2023-oi-ellines-ehoyn-mia-yperifaneia-dikaiologimeni
https://www.ertnews.gr/frontpage/ekthesi-fotografias-stin-ydra-me-ton-fako-toy-mario-vitti-video/