Futurotondo - Ci vorrebbe una Doula

Futurotondo - Ci vorrebbe una Doula

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Ciao, sono Sandra, mamma alla pari, doula e tagesmutter. Scrivimi per info 🌈

Posso essere il tuo supporto emotivo e pratico durante l'allattamento, durante gravidanza, parto e puerperio e accudire tuo figlio nel mio nido in casa o presso il doposcuola.

01/02/2026

Sabato pomeriggio, io e mia figlia abbiamo vissuto un momento di rara intensità, abbiamo varcato una soglia invisibile, siamo state da Elibé - Spazio Maternage, in compagnia dell'ostetrica Marzia Floridia, per un incontro dedicato al “primo sangue”, quel sacro rito di passaggio che è il menarca.
​Due ore, un tempo sospeso, fatto di essenze e carezze, di sguardi e sorrisi... E le tartarughe 🐢 custodi silenziose di questo viaggio.
Abbiamo ascoltato e condiviso, abbiamo vibrato dentro un’emozione antica che ci ha unite tutte.
​In dono abbiamo ricevuto una lettura e il materiale per creare una candela profumata 🕯️Una piccola fiamma da accendere il giorno in cui quella macchiolina farà capolino, un gesto semplice ma potente, un incantesimo, per celebrare l'alba di una nuova fase nella vita di mia figlia che, come ha detto una delle mamme presenti, quel giorno, diventerà una regina 👑

​I tabù sono come la nebbia f***a che offusca la vista, ombre che silenziano la bellezza di un corpo che cambia, invece, noi abbiamo bisogno di ponti luminosi. Abbiamo bisogno di rituali di connessione, cerchi sacri dove madri e figlie possano specchiarsi l'una nell'altra, di dire, sentire e crescere insieme. Dovrebbero esserci più occasioni come questa, per abbracciare la femminilità e il corpo senza paura, senza fretta, con infinita cura e leggerezza.
​Ringrazio Marzia, per averci accolte e per aver tessuto questo spazio così prezioso, e ringrazio tutte le anime presenti 🌷

Mi resta negli occhi l'immagine di quelle tartarughine, disposte una di seguito all'altra, dalla più piccola alla più anziana. Le tartarughe ci ricordano che diventare donne non è una corsa, ma un viaggio da fare a passo lento, rispettando i propri tempi. Come loro, portiamo la nostra "casa" sulle spalle, una corazza che non serve a nasconderci o a chiuderci, ma a proteggerci. Auguro a mia figlia di essere proprio così, tenace in quello che sarà il suo cammino verso il mare, come le tartarughe. Da bimba a donna matura.
La tartaruga ci insegna che la vera forza risiede nella pazienza e nella capacità di ritirarsi in noi stesse quando serve, per poi tornare al mondo, rigenerate. Che mia figlia possa portare la sua storia sulla sua pelle come una tartaruga porta il suo guscio con fierezza, sapendo che ogni ruga sul carapace sarà solo il segno di una nuova esperienza vissuta, di una nuova onda attraversata 🌊

02/09/2025

Nell’Europa che si vanta di diritti e civiltà, la vita di chi fugge resta sempre sacrificabile.
Eppure c’è chi resiste... Le Ong, i volontari, le navi di salvataggio che, nonostante insulti e criminalizzazioni, continuano a tendere una mano.
Senza di loro, il Mediterraneo conterebbe molte più vittime.
Questa resistenza è la prova che la società civile non si è arresa del tutto, che esiste ancora chi sceglie l’umanità invece dell’indifferenza.

Alan oggi avrebbe 13 anni...
Non possiamo sapere chi sarebbe diventato se fosse sopravvissuto, ma possiamo scegliere se trasformare il suo ricordo in un semplice anniversario o in un impegno quotidiano a non voltare lo sguardo.

12/09/2024

Come mamma e come insegnante, voglio augurare un meraviglioso inizio anno scolastico ai bambini, alle loro famiglie e ai colleghi tutti! 🌈

Ogni nuovo inizio porta con sé emozioni, aspettative ma anche qualche piccola incertezza, ed è proprio qui che ha inizio il magico processo dell'apprendimento.

Ai piccoli esploratori auguro di scoprire il mondo con occhi curiosi e cuori aperti, mentre a noi adulti, auguro il compito di accompagnarvi con pazienza, amore e competenza.

Che sia un anno pieno di sorrisi, di scoperte e di piccole grandi vittorie! E ricordiamoci, non è una gara, non c'è un podio, l'unico premio è la gioia di imparare, crescere e scoprire ogni giorno qualcosa di nuovo, perché la vera vittoria è il viaggio! ✨

E allora dai, si parte 💝

"Cuerdas", Cortometraje completo 03/12/2023

"Maria è una ragazza davvero strana e bizzarra" dicono le sue amiche. Eppure è una ragazza dal cuore d'oro. Cuerdas , ovvero "corde", è il cortometraggio che racconta la storia dell'amicizia tra Maria e un bambino affetto da paralisi cerebrale.
Maria, a differenza degli altri, adulti e bambini, cerca in tutti i modi di andare oltre il pregiudizio e oltre la malattia. Perché l'amicizia non ha confini ♥️

"Cuerdas", Cortometraje completo "Cuerdas" es el segundo cortometraje de Pedro Solís García. "Cuerdas" fue el ganador del Goya® 2014 en la categoría de "Mejor cortometraje de animación españ...

07/11/2022

Mi lavo i denti in bagno.
Ho un bagno.
Ho i denti.
Ho una figlia che canta
di là dalla parete.
Ho una figlia che ha voglia di cantare
e canta.
Può bastare.

Valerio Magrelli

03/03/2022

Ci sono cose da fare ogni giorno:
lavarsi, studiare, giocare,
preparare la tavola
a mezzogiorno. Ci sono cose da fare di notte:
chiudere gli occhi, dormire,
avere sogni da sognare,
e orecchie per non sentire. Ci sono cose da non fare mai,
nè di giorno nè di notte,
nè per mare nè per terra
per esempio, la guerra.

Gianni Rodari

Illustrazione di Riccardo Guasco

18/02/2022

"Oggi, 18 febbraio, ricorre la giornata mondiale della sindrome di Asperger E, come ogni anno, verremo bombardati da una valanga di articoli carichi di imprecisioni, articoli e post che in molti casi perpetreranno stereotipi e falsi miti sull’autismo, spesso scritti da persone con una conoscenza vaga e confusa dell’argomento. E allora, proviamo a fare chiarezza sui punti che vengono sistematicamente fraintesi.

Innanzi tutto, bisogna specificare che dal 2013, con la pubblicazione della quinta edizione del manuale diagnostico dell’Associazione Psichiatrica Americana (DSM-5), la sindrome di Asperger è stata inclusa nei disturbi dello spettro autistico, scomparendo di fatto come definizione diagnostica autonoma. Stessa cosa avviene nell’undicesima edizione del manuale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (ICD-11).

Ma si tratta di un cambio di diagnosi che in qualche modo è stato imposto dall’alto, e oggi molte persone diagnosticate come Asperger preferiscono continuare a usare questa definizione in riferimento alla loro condizione. È una questione identitaria, e sebbene io preferisca (per vari motivi, anche sociali e politici) essere definito autistico, credo che sia una scelta personale.

Sicuramente oggi leggerete che l’asperger è caratterizzato da “deficit sociali” o “incapacità di stabilire rapporti sociali”, e che gli asperger sono “completamente disinteressati a sancire rapporti di amicizia o di affetto con i coetanei” (tutto preso da articoli sull’argomento). Questo è il risultato di una visione deficitaria dell’autismo che contrasta con il concetto di neurodiversità che, lentamente, sta cominciando a diffondersi anche nel mondo accademico e clinico. Noi persone autistiche non abbiamo deficit sociali ma una differente modalità di interazione; vi invito a osservare un gruppo di persone autistiche, vedrete un livello di socialità molto alto, solo che si basa su una differente comprensione e condivisione di segnali, norme sociali, gesti. È come se neurotipici e autistici parlassimo due lingue differenti e volessimo comunicare tra noi senza cercare di trovare un linguaggio comune.

La sindrome di Asperger (l’autismo, in generale) non è una malattia.
E questo non perché ci sia qualcosa di brutto nell’essere malati, ci mancherebbe altro, ma perché l’idea di malattia è legata a quella di cura, di guarigione, di transitorietà. Lo dice anche il vocabolario Treccani che “si intende per malattia un’alterazione transitoria e reversibile”. Ma l’autismo è una condizione del neurosviluppo che accompagna la persona per tutta la vita, non si cura, è una diversa organizzazione del sistema nervoso con le conseguenti differenze comportamentali, sensoriali, cognitive ed emotive che ne conseguono (quelli che vengono definiti sintomi, parola che non trovo particolarmente piacevole, ma vabbè…). Per cui noi persone autistiche non andiamo curate (almeno, non dall’autismo), non siamo “affette” né “soffriamo” di autismo o asperger.

Inoltre, continuare a dire che “soffriamo” di autismo, non fa altro che alimentare un linguaggio sensazionalistico, del dolore, come se le persone neurodivergenti – incluse quindi quelle autistiche – vivessero costantemente una vita di sofferenza. Sarebbe invece il caso di riflettere sul fatto che una buona parte di quelle difficoltà che sicuramente incontriamo nella nostra vita, sono causate dall’interazione con una società a maggioranza neurotipica che, ovviamente, è strutturata da e per persone neurotipiche, non autistiche. Diciamo quindi che, come per la disabilità motoria esistono barriere architettoniche (e non solo quelle architettoniche), alle persone nello spettro autistico la società pone delle barriere che possono essere neurologiche, sensoriali, sociali.

Molto spesso si legge anche che gli asperger non hanno empatia.
Mi dispiace deludere i fan accaniti di quella visione dell’autismo scaduta e rancida, ma non è così. Quasi quattro decadi fa, i ricercatori Simon Baron-Cohen e Uta Frith ipotizzarono che noi persone autistiche avessimo un deficit nella Teoria della Mente[1] (ToM, o Theory of Mind, in inglese), ossia che non fossimo capaci di attribuire stati mentali a noi stesse e agli altri.

Questa idea, che ha stigmatizzato ulteriormente le persone autistiche, è stata successivamente ritrattata dallo stesso Baron-Cohen, ma soprattutto è stata sconfessata da diversi ricercatori, tra cui Ann Gernsbacher[2] oppure Damian Milton. In particolare Milton, ricercatore autistico, col suo Problema della Doppia Empatia[3] ci spiega come le persone autistiche non abbiano un deficit nella ToM, non siano carenti di empatia, ma semplicemente utilizzino altri parametri e codici per analizzare il comportamento di chi hanno di fronte, inferirne gli stati mentali e comportarsi di conseguenza. In pratica, tra autistici e non autistici parliamo due lingue differenti, e finché non troveremo un linguaggio comune avremo sempre l’impressione di non capirci a vicenda.

E quindi, come si fa? Forse potrebbe essere utile ascoltare. L’unico modo per comprendere realmente una una persona neurodivergente è ascoltarla. E ascoltare vuol dire mettere da parte i pregiudizi, non dare credito agli stereotipi; ascoltare presuppone la volontà di comprendere realmente l’altro, le sue necessità, vedere le differenze per quello che effettivamente sono: differenze, non difetti o mancanze."

Fonte: Eccentrico

NOTE:
[1] Baron-Cohen, S., Leslie, A. M., & Frith, U. (1985). Does the autistic child have a “theory of mind” ? Cognition, 21(1), 37–46. doi: 10.1016/0010-0277(85)90022-8
[2] Gernsbacher, M. A., & Yergeau, M. (2019). Empirical Failures of the Claim That Autistic People Lack a Theory of Mind. Archives of scientific psychology, 7(1), 102–118. doi:10.1037/arc0000067
[3] Milton, D. E. M. (2012). On the ontological status of autism: the “double empathy problem.” Disability & Society, 27(6), 883–887. doi:10.1080/09687599.2012.710008
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01/02/2022

Sono il sogno del risveglio

Sono il ritorno della luce.
Io sono il duro germoglio verde che si spinge verso l'alto attraverso i selciati,
sono il primo bacio del sole sui petali dispiegati del bucaneve. Sono il vento che sussurra il dolce richiamo di casa all'uccello migratore.

Sono la goccia di ghiaccio che si scioglie sul fianco della montagna con il suo grande sogno dell'oceano.
Io sono la linfa che sale nell'albero in fiore appena prima che riveli al cielo i suoi germogli appiccicosi; Sono la festa sfrenata che ronza sotto il mantello terrestre di sonno congelato.

Sono il risveglio dell'ape dal suo sonno invernale, e il morbido cuscinetto della zampa di madre-lupa sulla neve mentre si prepara a partorire i suoi cuccioli.

Sono speranza, potenziale, rinascita e promessa. Sono il soffio acceso che trasforma lo sfarfallio dell'ispirazione nel tuo nucleo creativo in una torcia ardente.

Dammi la luna crescente silenziosa che sorge sul mare e io ti costruirò un ponte di luce argentata in modo che tu possa camminare su e sdraiarti in esso.
Dammi il deserto indurito dal gelo e su di esso respirerò una radiosa vita verde.

Dammi il guaritore, lo scrittore, l'artigiano e il narratore, e io ricostituirò la sua essenza e la renderò di nuovo nuova.
Sono Brigid , Bast , Inanna ed Hestia. Sono la feroce protettrice del sacro fuoco .

Stanotte concedo i miei doni di potere e coraggio al cuore della tua anima: potere di uscire dalle ombre dell'insicurezza e della negatività che ti hanno tenuto nelle tenebre per troppo tempo, potere di liberarti di tutto ciò che non ti serve più, e il coraggio di liberare il tuo cuore e la tua mente per l'alba che ti aspetta.

Sono il momento di onorare i tuoi doni unici per il loro vero valore e di proteggere e nutrire il tuo io creativo come faresti con un bambino. Sono il desiderio profondo dello spirito che rifiuta di lasciarsi consumare da una narrazione di paura e sceglie invece di porsi vivacemente dalla parte dell'amore.

Sono l'agitazione nel tuo ventre che sa esattamente di cosa sei capace - e che è ora che il mondo lo scopra.
Io sono il fuoco dentro che non sarà più contenuto.
Io animo le cose, io sono il serpente che si srotola, io sono Imbolc .

Sono il sogno del risveglio.

01/05/2021

Buon Primo Maggio
Specialmente a chi il lavoro lo ha perso, a chi cerca di ricominciare, a chi continua a lottare. 2021 e l'amarezza che ancora il diritto al lavoro, e i diritti dei lavoratori, paiano privilegi.
Forza e Coraggio, buon primo maggio 💚

21/01/2021

A grande richiesta ❤️

Tornano le merende con il Gruppo Maternage (Palermo), stavolta mattutine e in modalità online. Il primo incontro è per sabato 23 gennaio, alle ore 10:30, su piattaforma

In attesa di ritrovarsi al punto lettura Nati per Leggere Sicilia di Borgo Vecchio, tra libri e bimbetti che esplorano ovunque, siateci, fatevi trovare con un dolcetto e una tisana 😊

La partecipazione è gratuita ma con prenotazione obbligatoria, entro oggi, venerdì 22 gennaio, inviate una mail a [email protected] o scrivete un messaggio su wathapp al 3473121991 per ottenere l'invito su Meet

A noi piace sederci vicine in un grande cerchio.
A noi piace sorriderci e guardarci negli occhi.
A noi piace tenerci per mano.
E ci piace pure condividere la merenda.
Abbiamo sperato che questo potesse accadere presto ma non è ancora il momento perché questo nostro desiderio venga esaudito.

E allora abbiamo ceduto, perché ce lo avete chiesto in tante e perché abbiamo comunque continuato a stare accanto alle mamme in tutti gli strani modi possibili.
Proviamo anche con questo.

Cominciano i nostri incontri virtuali.
Potete prenotare fino alle 19 del giorno prima e vi invieremo il link meet per partecipare.
Possiamo fare comunque merenda insieme virtualmente facendoci trovare con un dolcetto e una tisana, perché alle tradizioni ci teniamo 😊

È solo una parentesi.
Noi vi vogliamo di nuovo al punto lettura NpL tra libri e bimbetti che esplorano ovunque.
Non abbiamo affatto voglia di abituarci alla distanza ❤️

15/10/2020

Quando un bambino nasce morto il corpo della mamma avvia lo stesso la produzione di latte.
Che stupido questo corpo, non lo sa che non c'è nessun bambino da nutrire?
No, non lo sa.
Sa che l'utero è vuoto,ma non sa che le braccia sono vuote altrettanto.
Quello che però forse il corpo e la mente sanno meglio di chiunque altro è che, in realtà, quel bambino c'è.
C'è nel cuore della sua mamma e del suo papà.C'è nell'angoscia inconsolabile.C'è nelle speranze infrante e nell'immaginario di tutti quelli che lo aspettavano.
C'è nelle frasi di circostanza di chi, di fronte al dolore, non sa scegliere parole ,o silenzi, migliori.
C'è nei fratellini che lo attendevano che sanno stare nel dolore molto meglio degli adulti.
C'è nei bambini arcobaleno che forse verranno dopo, quando, nell'attesa, ogni giorno sembra regalato.
Quel bambino c'è, anche se non si vede ed è grande come "un elefante nella stanza".
Quel bambino c'è ogni volta che la mamma sente pronunciare il suo nome, quando non viene negata la sua, per quanto breve, esistenza.
Oggi è il giorno della Consapevolezza del lutto perinatale.

"Diventare consapevoli di quanto accaduto, di come siamo cambiati, di quale futuro ci sta davanti è un passo fondamentale nella direzione giusta. Chi è consapevole non subisce ma può affrontare e rielaborare. Consapevolezze condivise rendono possibile un agire comune. Per chi evita o non riesce ad affrontare un percorso di consapevolezza il terremoto rischia di trasformarsi in un passato che non passa" cit.

Ne abbiamo tanto bisogno di questa consapevolezza: il terremoto può passare , possiamo attraversarlo e sopravvivervi solo grazie ad un agire comune, ad una sensibilità condivisa.
Nominate i nostri bambini, scegliete con cura le parole da (non) dire, abbracciateci, nutriteci.
Che se tra le braccia di mamma e papà non c'è più un bambino da nutrire, restano due cuori che di nutrimento ne hanno bisogno più che mai.

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