Geometra Salvatore Nicolosi

Geometra Salvatore Nicolosi

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Opera principalmente nei campi della consulenza alle scuole ed alle strutture socio-assistenziali. Parlatore” di Palermo nell’a. nei procedimenti civili.

Nato a Monreale (PA) il 15 aprile 1960

Diplomato geometra presso I.T.S. “F. s. 1978/79

Iscritto presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Palermo

Sposato nell’anno 1988, due figli

Abilitato all’esercizio della professione di geometra nell’anno 1992

Iscritto al Collegio dei geometri della provincia di Palermo nell’anno 1996 al n. 3805

Iscritto all’Albo provinciale del Personale I

08/09/2024

Dopo 36 anni i fiori stanno appassendo...

21/04/2021

PRIMA I BAMBINI
In questi giorni la F.I.S.M. (Federazione Italiana Scuole Materne), che da circa 50 anni in Italia associa e tutela quasi la metà delle scuole dell’infanzia (e oggi anche i servizi educativi rivolti all’accoglienza dei bambini da 0 a 3 anni) gestite da comunità religiose cattoliche e da enti no profit con un progetto educativo ispirato ai valori cristiani, ha chiamato a raccolta tutti quanti hanno a cuore esclusivamente il bene dei bambini per firmare una petizione da indirizzare al Governo italiano dove si chiede la piena applicazione della legge n. 62 del 2000 sulla c.d. “parità scolastica” e del D. Lgs n. 65 del 2017 (Sistema integrato 0-6).

Le scuole paritarie e i servizi educativi svolgono, a pieno titolo, un servizio riconosciuto giuridicamente di natura pubblica e, quindi, da garantire.

I gestori delle scuole dell’infanzia e dei servizi educativi, nel chiedere la piena applicazione di una legge dello Stato che già vige da più di 20 anni e di un decreto, il n. 65 del 2017, che ha istituito il “Sistema integrato di istruzione e educazione per i bambini da 0 a 6 anni”, non chiedono privilegi particolari, ma un trattamento giuridico ed economico “egualitario” rispetto alla scuola gestita dallo Stato che li metta nelle condizioni di potere fare, senza assilli, quello che meglio sanno fare: istruire e educare i bambini negli anni più importanti e decisivi per la loro crescita umana e intellettuale, per essere futuri buoni cittadini.

La pandemia, purtroppo, ancora non sconfitta, ha messo tutti nelle condizioni di rivedere le proprie posizioni, senza più veti di natura ideologica; lo Stato italiano, destinatario, tra l’altro, di cospicui fondi europei collegati con la necessità di favorire la ripresa economica che ponga rimedio ad una situazione sociale, a dir poco, drammatica, ha il preciso dovere di fare scelte coraggiose che vadano nell’unica direzione possibile che è quella del bene dei suoi cittadini.

Non è più tollerabile continuare ad avallare l’odiosa discriminazione per tanti bambini, nella fascia di età da 0 a 6 anni, di essere tagliati fuori da servizi per loro indispensabili e insostituibili solo perché la famiglia non può permettersi di pagare una retta!

Nel campo dei servizi all’infanzia, in particolare, il concreto sostegno pubblico servirebbe a garantire il pieno esercizio dei sacrosanti diritti di ogni famiglia di scegliere senza alcun condizionamento la stazione educativa cui indirizzare i propri figli, delle madri di potere mettere al mondo i figli, lavorare e potersi pienamente realizzare e dei tanti lavoratori del settore di avere garantita la giusta retribuzione senza la necessità di dovere “scappare”, alla prima occasione, in direzione del posto pubblico.

Se si vuole fare solo il bene dei bambini e delle famiglie, che, in buona sostanza sono i soggetti beneficiari di provvedimenti che vadano nella direzione auspicata, non si può continuare ad essere sordi a queste legittime rivendicazioni. Se si vuole, invece, difendere a tutti i costi la visione distorta che la scuola debba essere gestita esclusivamente dallo Stato allora si continuerà ad avallare e favorire odiose discriminazioni e differenze sociali.

Fondo Nazionale per il Sistema integrato - Studio Tecnico Salvatore Nicolosi 02/11/2020

ISCRIZIONE ALL'ALBO REGIONALE: UNA SCELTA OBBLIGATA PER I PRIVATI
Sono state rese note le Linee guida riguardanti la programmazione regionale e gli atti di indirizzo sull’utilizzo del Fondo Nazionale per il Sistema integrato di educazione e istruzione per i bambini da 0 a 6 anni.

Fondo Nazionale per il Sistema integrato - Studio Tecnico Salvatore Nicolosi PER BENEFICIARE DEI FONDI PREVISTI DAL “SISTEMA INTEGRATO” L’ISCRIZIONE ALL’ALBO REGIONALE EX ART. 26 L.R. 22/86 PER I PRIVATI È UNA SCELTA OBBLIGATA             Sono state appena rese note le “Linee guida” riguardanti la programmazione regionale e gli atti di indirizzo sull....

02/09/2020

CORAGGIO AMICI MIEI!

Reputandomi amico di tanti gestori di scuole dell'infanzia paritarie e servizi educativi per la prima infanzia e come professionista che si muove da tanti anni in questo particolare settore, alla vigilia dell'inizio di ogni anno scolastico mi fa piacere fare loro arrivare il mio augurio di buon lavoro!
Ma quest'anno, con la situazione del tutto particolare che si sta vivendo, più che un augurio, il mio non può che essere, piuttosto, una parola di conforto e di incoraggiamento!
Le scuole provengono da sei mesi di devastante chiusura delle attività che ha messo molti in ginocchio e con la prospettiva realistica, in tanti casi, di non poter riaprire.
In mezzo allo stillicidio di circolari, rapporti e linee guida, penso, e non credo di sbagliare in questo, che pur col desiderio irrefrenabile di riprendere qualcosa che si é bruscamente interrotto, qualcosa che per loro é vita, respiro, linfa, il sentimento principale che pervade i gestori in questo momento é la paura.
E' paura dell'incognito, é paura di quello che potrà succedere, é paura di come si dovranno gestire alcune situazioni che inevitabilmente si presenteranno.
Al di là delle motivazioni (giustissime) di carattere pedagogico, é indubbio che la questione della riapertura delle scuole e dei servizi educativi ha assunto in Italia una forte connotazione politica.
Ma ai miei amici gestori le questioni di carattere politico interessano sino ad un certo punto, a loro interessa principalmente che si possa riprendere a “fare scuola” e poter continuare a farlo in condizioni di sicurezza per la salute di tutti!
E allora vi dico di adottare tutte le precauzioni e indicazioni che sono state date per garantire quanto più possibile la salute dei bambini che vi vengono affidati e degli operatori impiegati, ma anche di pregare il Buon Dio perché stenda la sua mano misericordiosa su tutti noi, sui bambini innocenti, sulle famiglie (da coinvolgere e rendere responsabili).
Ma in questo particolare momento bisogna anche muovere i passi con maggiore forza e incisività per rivendicare quanto spetta di diritto in forza di leggi che già ci sono e alle quali deve essere (solo!) dato un contenuto concreto.
In bocca al lupo amici miei! Ne avete bisogno! Ne abbiamo tutti bisogno!

26/08/2020

FORMAZIONE DEL PERSONALE SCOLASTICO SUL RISCHIO DI CONTAGIO DA COVID-19
Al rientro al lavoro alcuni gestori di scuola dell’infanzia e servizi educativi mi hanno manifestato la necessità di dover formare il personale in merito al rischio di contagio da COVID-19, riferito in particolare all’ambiente scolastico, possibilmente prima dell’inizio del nuovo anno scolastico (si spera!).
Ho fatto un giro d’orizzonte e mi sono reso conto che c’è un proliferare di privati ed enti che si propongono per fare questi corsi e che il costo più o meno si equivale.
A parità di condizioni economiche ho optato per un amico, ovviamente abilitato a rilasciare le “certificazioni”, con il quale vorrei instaurare un rapporto di collaborazione anche per la formazione sulla sicurezza.
I corsi hanno, mediamente, la durata di un’ora per il personale e sino a cinque ore per il referente COVID di ogni scuola, e possono essere seguiti sia online che in presenza.
Il costo del corso è pari a € 20,00 + IVA per ogni unità di personale, ivi compreso il referente.
Per chi può essere interessato mi contatti in modo da organizzare il/i corso/i in ragione del numero dei partecipanti.
Geom. Salvatore Nicolosi

12/06/2020

Family Act. Da leggere bene perché mi sembra una buona norma che da nuove prospettive a nidi e materne

29/05/2020

MODALITA' DI RIPRESA DELLE ATTIVITA' DIDATTICHE DEL PROSSIMO ANNO SCOLASTICO

.."Le caratteristiche di un patrimonio edilizio scolastico non sempre adeguato per caratteristiche strutturali e concezioni potrebbero non consentire di ospitare contemporaneamente tutta la popolazione scolastica, garantendo le indicazioni di distanziamento"...

.."Il layout delle aule destinate alla didattica andrà rivisto con una rimodulazione dei banchi, dei posti a sedere e degli arredi scolastici, al fine di garantire il distanziamento interpersonale di almeno 1 metro, anche in considerazione dello spazio di movimento"...

.."Nella scuola dell'infanzia il distanziamento fisico presenta criticità più marcate che dovranno richiedere particolari accorgimenti sia organizzativi che nel comportamento del personale. Occorre in tal caso assicurare indicazioni e risorse addizionali circa la pulizia assidua delle superfici, il lavaggio frequente delle mani, criteri di riduzione del numero degli alunni contemporaneamente presenti in classe. Relativamente alla numerosità del gruppo classe, trattandosi per caratteristiche evolutive e metodologie didattiche di un contesto dinamico, é opportuno prevedere un affollamento ulteriormente ridotto rispetto ai criteri applicati nel contesto di classi di ordine superiore"...

C'è di che riflettere e discutere!.

26/05/2020

LETTERA APERTA ALLE ISTITUZIONI

Sono un geometra libero professionista, appartenente ad una di quella categoria di lavoratori che in Italia è stata sempre considerata dedita all’evasione fiscale e con i conti bancari gonfi di soldi.
A nessuno mai è interessato che molti di noi escono di casa la mattina presto e rientrano alle 21 di sera, che lavorano nei giorni prefestivi e festivi pur di onorare gli impegni presi e garantire la committenza, che non hanno visto crescere i propri figli.
La riprova della poca considerazione di cui gode la nostra categoria l’abbiamo avuta in occasione di questa sciagurata pandemia. Costretti a sospendere le nostre attività ed i nostri introiti, e non avendo possibilità di accedere ai c.d. “ammortizzatori sociali” e ad alcun altro paracadute, l’unico ristoro che il Governo ci ha elargito sono stati i 600 euro relativi al mese di marzo, mentre per le altre mensilità a seguire ancora non vi è alcuna certezza.
Ma bisogna essere coscienti che la crisi del mercato del lavoro a cui si fa riferimento c’era già prima della pandemia; la cessazione forzata dell’attività non ha fatto altro che acuire, pertanto, uno stato di disagio e di difficoltà già preesistente.
Ci sono tante famiglie che vivevano dell’unico reddito derivante dall’attività professionale di uno dei due coniugi o conviventi che sono state costrette e stringere la cinghia e ti**re avanti alla meno peggio.
Ma la nostra è una categoria di lavoratori strana che, per presunta dignità, raramente si è vista o si vedrà per strada a protestare, anche se la situazione di difficoltà attuale è tale che nulla può essere più escluso.
Oggi lentamente stiamo cercando di riprendere le nostre attività, con alle spalle i buchi economici derivanti da mesi di mancati introiti a fronte delle spese fisse sostenute in egual maniera.
Il professionista non è propenso a chiedere elemosine, chiede solo di essere messo nelle condizioni di poter lavorare, nell’interesse proprio ma anche di chi ha necessità di acquisire autorizzazioni dalle Amministrazioni pubbliche per potere, a sua volta, lavorare.
Tutti i lavoratori hanno il diritto sacrosanto di salvaguardare la propria salute, giusti sono stati tutti i provvedimenti di chiusura delle attività ed alto è stato, generalmente, il senso di civico di noi cittadini nel rispettare le regole che ci sono state date.
Ma va detto che nonostante il rischio latente tante categorie di lavoratori hanno continuato a lavorare per garantire quei servizi ritenuti essenziali, per consentire che questo paese potesse sopravvivere all’enorme pericolo rappresentato dal Covid-19, anche a costo della vita, come purtroppo è avvenuto per medici e personale sanitario.
Mentre c’è tutt’oggi chi per lavorare rischia la vita o chi se non lavora o si ammala non mangia, ci sono altre categorie di lavoratori “privilegiati” che, pur nella costrizione di dovere stare a casa, hanno avuto garantita la retribuzione stando comodamente seduti sul divano; questi stessi lavoratori, oggi che siamo entrati nella c.d. “Fase 2”, dovrebbero avvertire il dovere morale di onorare i morti e chi ha rischiato e rischia ancora la vita non solo a parole ma con i fatti concreti.
In Sicilia per nostra fortuna siamo stati solo sfiorati dal virus e non abbiamo avuto le situazioni drammatiche che hanno investito altre parti d’Italia; oggi, tra l’altro, abbiamo più conoscenze su come può avvenire il contagio e sappiamo cosa fare per ridurre il rischio a livelli accettabili; pertanto è incomprensibile, ingiustificabile e non tollerabile continuare a vedere tanti uffici della Pubblica Amministrazione ancora chiusi all’utenza esterna, che continuano a bloccare una macchina economica che faticosamente sta cercando di rimettersi in moto.
Chi ha il dovere di farlo muova subito i necessari passi affinché, pur nel rispetto delle necessarie misure precauzionali, venga rimessa in moto la macchina amministrativa per consentire ai cittadini di riprendere in qualche modo le attività e cercare di sopravvivere.
Ne va del bene di questo Paese, ne va della dignità di questo Paese.

20/05/2020

Il Governo ha trovato i soldi per le scuole paritarie. Alleluia

19/05/2020

I “CENTRI ESTIVI”

La Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le politiche della famiglia - ha emanato le “Linee guida per la gestione in sicurezza di opportunità organizzate di socialità e gioco per bambini ed adolescenti nella fase 2 dell'emergenza COVID-19”, inserite nel Decreto Legge 16.05.2020 n. 33 (c.d. “decreto rilancio”) pubblicato in Gazzetta Ufficiale nei giorni scorsi.

E' obiettivo dichiarato di questo provvedimento quello di favorire “Nuove opportunità per garantire ai bambini ed agli adolescenti l'esercizio del diritto alla socialità ed al gioco”, da conciliare ovviamente con la garanzia delle condizioni di sicurezza e di salute per evitare il contagio da COVID-19.

L'organizzazione di queste attività ludico-ricreative ripercorre, in buona sostanza, l'esperienza già consolidata del “tempo d'estate”, che molte scuole dell'infanzia (soprattutto) organizzano nel periodo giugno-luglio, a conclusione delle attività didattiche. Si tratta, pertanto, di capire se é possibile attivarli, in ragione degli spazi di cui si dispone, e quali accorgimenti bisogna adottare per adempiere alle misure preventive imposte dall'emergenza sanitaria.

Le Linee guida prevedono che le attività si possano organizzare:
- nei parchi e giardini pubblici, alla presenza dei genitori o adulti familiari;
- nei parchi o giardini o luoghi similari, con la presenza di operatori addetti alla loro conduzione;
- nei centri estivi, con la presenza di operatori addetti alla loro conduzione, utilizzando le potenzialità di accoglienza di spazi per l'infanzia e delle scuole o altri ambienti similari (ludoteche, asili nido, etc.).

Per la realtà del nostro territorio e del particolare contesto sociale é opinione di chi scrive che quella dei “centri estivi” sia l'opportunità da meglio attenzionare, perché più aderente alle necessità delle famiglie e più facilmente realizzabile.

Non viene esclusa la possibiltà di organizzare i centri estivi in sedi diverse dalle scuole o nidi, ludoteche o strutture simili, purché si riesca a garantire la funzionalità in termini di spazi per le attività all'interno e all'esterno, servizi igienici e spazi per servizi generali e per il supporto alla preparazione e distribuzione dei pasti (anche se non meglio quantificati).

Va detto subito che la principale misura preventiva da attuarsi per ridurre il rischio di COVID-19 é la divisione dei bambini in piccoli gruppi composti da 3 bambini nella fascia 3-5 anni, da 5 bambini nella fascia 6-11 anni e da 7 bambini nella fascia 12-17 anni. Ciascun gruppo di bambini dovrà essere seguito sempre dallo stesso educatore.

Visto il sopra richiamato rapporto personale/bambini é evidente che bisognerà avere ben chiaro e valutare quale possa essere la remunerazione di questo servizio, al fine di determinarne la sostenibilità economica.

Il centro estivo si potrà attivare, andando a prevedere l'assunzione di responsabilità del gestore da condividere con le famiglie, in considerazione del particolare momento di emergenza sanitaria in corso, mediante la presentazione di un progetto al Comune, che lo dovrà approvare, nonché per quanto di competenza, da parte delle autorità sanitarie locali (?).

Chi può presentare il progetto? Gli enti pubblici, i soggetti gestori da questi individuati o le organizzazioni ed enti del Terzo Settore.

Il progetto da presentare dovrà contenere le seguenti informazioni:
- il calendario di apertura e orario quotidiano di funzionamento;
- il numero e età dei bambini e adolescenti accolti;
- gli ambienti e spazi utilizzati e loro organizzazione funzionale (da dimostrare con apposito elaborato grafico);
- i tempi di svolgimento delle attività;
- l'elenco del personale utilizzato;
- le specifiche modalità di accoglienza in caso di bambini disabili;
- le specifiche modalità nell'eventuale utilizzo di mezzi di trasporto;
- le modalità di verifica delle condizioni di salute del personale impiegato;
- l'elenco dei bambini accolti;
- il rispetto delle prescrizioni igienichein ordine all'uso degli arredi ed attrezzature;
- le modalità di verifica quotidiana delle condizioni di salute delle persone che accedono alle aree utilizzate;
- quanto eventualmente inerente alla preparazione e consumo dei pasti.

E' chiaro che chi ha un reale interesse per l'attivazione delle attività previste dalle Linee guida sopra illustrate in maniera sintetica ha la necessità di meglio approfondirne lo studio e la comprensione.

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