Casa Officina

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Casa Officina Dal 2008 per un'educazione cooperativa, interculturale e creativa. Lo sforzo di migliorare non si compie mai in solitudine, ma in modo cooperativo.

La metodologia adottata nel Centro educativo interculturale “Casa-Officina” si ispira ad una tradizione di riflessioni pedagogiche e di pratiche educative che, nel loro diverso dispiegarsi, sono accomunate dall’idea che l’apprendimento debba partire dall’esperienza, dal vissuto di ciascun soggetto, dal riconoscimento di ognuno innanzitutto come persona. Dal bambino al migrante, dal genitore all’educatore, tutti sono riconosciuti e valorizzati, ascoltati e accolti nei desideri, nei bisogni, nei dubbi e nei sogni, che esprimono in libertà. Dalla speranza e consapevolezza della pedagogia di Paulo Freire, alla maieutica di Danilo Dolci; dal metodo naturale di Celestine Freinet, alla prospettiva di cura dei servizi di Reggio Children; dall’autonomia promossa da Maria Montessori, all’attivismo di Jonh Dewey; dalla cooperazione educativa di Mario Lodi, all’educazione lenta di Gianfranco Zavalloni; dal decalogo per una convivenza interetnica di Alexander Langer, alla fantasia critica e divergente di Gianni Rodari: ogni pensiero e azione quotidiana si nutre di esperienze precedenti che indicano scelte e comportamenti, ma anche parole e discorsi. Allo stesso tempo, l’approccio non può non trasformarsi e rispondere al contesto locale, all’attualità storica, alla condizione professionale ed esistenziale dei nuovi educatori della nostra società. C’è un senso specifico nell’essere educatori nel XXI secolo, nel fare educazione a Palermo e in Sicilia, nel pensiero pedagogico degli educatori di confine, che non vivono all’interno delle scuole, che non vengono riconosciuti nel loro ruolo sociale, che abitano in modo nuovo la città. Da tutti questi elementi è emerso un cambiamento di prospettiva: è fondamentale abbandonare l’immaginario comune, frutto di un modello in esaurimento, per sperimentare un nuovo modello, in cui i percorsi di vita si intrecciano con i titoli di studio, con le esperienze formative, e convivono pacificamente con i propri desideri, i propri bisogni, i progetti professionali. Si costruisce dunque in questo nuovo contesto una diversa educazione, ispirata dal passato, ma anche pronta e adatta al cambiamento sociale già in atto. Un'educazione praticata nelle reali forme di relazioni educative, personali, economiche e politiche. In questo senso la Casa-Officina si assume il compito di piccolo incubatore di comunità, dove le contraddizioni di un’economia e di una società in crisi sono a loro volta messe in crisi nelle loro premesse, per affermare nuove possibilità di vita. Si sceglie di non scegliere secondo il modello dominante: emergono così sempre più spesso spiragli verso strade all'inizio incerte e difficili, ma in cui inaspettatamente ci si ritrova più vicini alla felicità, alle relazioni autentiche, alla libertà. Non un luogo ideale, né un'isola felice, ma uno spazio di libertà consapevole dei problemi concreti, che risponde con speranza e costruttività: è uno dei modi in cui è possibile ribellarsi all'ovvietà delle criticità che ci circondano. Nel corso degli anni, nel centro educativo interculturale “Casa-Officina”, abbiamo sviluppato un modo di intendere l’intercultura e l’educazione interculturale fortemente legato alla costruzione di relazioni autentiche, in cui ogni soggetto fosse innanzitutto riconosciuto come persona, con un punto di vista e una visione del mondo da accogliere e valorizzare. Da questo principio sono nate le basi del nostro modo di intendere e concepire l’educazione interculturale e del nostro modo di metterla in pratica quotidianamente. Per riuscire a costruire relazioni autentiche, bisogna avviare e mantenere vivo un percorso lungo che parta dall’osservazione di sé, dalla consapevolezza delle proprie azioni e dei propri pensieri, dalla messa in discussione di questi e da una nuova rielaborazione del proprio rapporto con gli altri. Queste relazioni si basano sull’ascolto attivo, sull’accoglienza, sul ritmo lento, sull’osservazione dei dettagli, sulla cura del contesto, sulla condivisione, sulla fiducia reciproca, sull’assenza di giudizio, sul supporto del singolo da parte del gruppo, sul senso della comunità e del mettere in comune, sulla capacità di mettersi in discussione, sulla capacità di cambiare punto di vista, sul superamento delle paure, sull’aumento della speranza e del senso di meraviglia. Le relazioni interculturali, intese come autentiche, si costruiscono tra gli educatori della Casa-Officina: come posso educare, in senso interculturale, se sono gelosa di ciò che faccio e non lo condivido, se mi convinco che quella è la cosa migliore da fare e non ascolto eventuali proposte, critiche, suggerimenti degli altri educatori, se ho paura del giudizio dei colleghi, se non mi sento libera di esprimere insicurezze e difficoltà, se non supporto gli altri nei momenti di incertezza? Le relazioni interculturali, intese come autentiche, si costruiscono nella Casa-Officina con le famiglie: come posso educare, in senso interculturale, se non condivido il mio pensiero e il mio metodo educativo con i genitori, se non sono pronta ad accogliere i loro dubbi con un sorriso, se non ragiono con loro sul percorso di crescita comune, se ho paura del giudizio delle famiglie, se non comunico serenità e fiducia, se non accetto momenti di incomprensione e tento di superarli con loro? Le relazioni interculturali, intese come autentiche, si costruiscono nella Casa-Officina con i bambini: come posso educare, in senso interculturale, se non riconosco la profondità dei loro sentimenti, se non accolgo le loro paure, se non sviluppo con loro il pensiero critico e divergente, se non do loro la possibilità di esprimersi con serenità, se ho paura dei loro giudizi, se non mi affido alle loro capacità, se penso di saperne sempre e comunque di più, se non affronto i personali momenti di inadeguatezza, se non mi sento libera di mostrare dubbi e curiosità, se non offro fiducia, se non considero possibile lavorare insieme per un percorso di crescita comune? Le relazioni interculturali, intese come autentiche, si costruiscono nella Casa-Officina con i migranti: come posso educare, in senso interculturale, se non faccio attenzione a come pronuncio il nome di chi mi sta di fronte, se non sono curiosa di imparare qualche parola in un’altra lingua, se non cerco mai situazioni in cui sono io la persona che non comprende, se non riconosco le capacità personali, se mi sento minacciata, se non accolgo le paure e i momenti di frustrazione, se non offro fiducia, se penso di saperne sempre e comunque di più, se non racconto mai di me, se non ascolto le storie che sanno raccontare? L’esperienza della Casa-Officina è un esempio concreto, una realtà tangibile, in cui si pensa e si fa una nuova educazione. E in cui la metodologia è in costante ricerca e innovazione, perché si basa sul senso politico di un profondo riconoscimento degli altri come persone.

🌺In collaborazione con il Childism Institute (Rutgers University, USA; University of Stavanger, Norway; Roskilde Univers...
03/03/2026

🌺In collaborazione con il Childism Institute (Rutgers University, USA; University of Stavanger, Norway; Roskilde University, Denmark), l'università Lumsa organizza il primo gruppo di lettura in lingua italiana sul childism.

💥Il gruppo di lettura si basa sul confronto fra i partecipanti, a partire da materiali letti in anticipo, sulle implicazioni teoriche e sociali legate alla prospettiva interdisciplinare del childism. Dopo le esperienze dei gruppi di lettura in inglese e in portoghese, i primi due incontri in lingua italiana verteranno sul libro Non chiamateli bambini. Un’introduzione al childism di Maura Tripi, disponibile ad accesso aperto.

🌾Nel primo incontro, introduranno Tanu Biswas, co-direttrice del Childism Institute, e Vincenzo Schirripa, Presidente del corso di laurea magistrale in Scienze della formazione primaria dell’Università Lumsa di Palermo. Gli incontri saranno coordinati da Maura Tripi.

🌈Gli incontri online si svolgeranno martedì 17 marzo e 19 maggio 2026, dalle 15.00 alle 16.30. Per partecipare, è necessario prenotarsi entro il 14 marzo 2026 attraverso il form: https://forms.gle/feVnxUWwhbyQHV6d7

Link di partecipazione:
https://meet.google.com/zir-amzm-ddy

🌅Il gruppo di lettura è aperto a studenti, ricercatori, docenti, operatori, educatori, professionisti interessati ad approfondire la prospettiva del childism.

⭐Sarà possibile ricevere l’attestato di partecipazione scrivendo a [email protected].



È uscito "Non chiamateli bambini. Un'introduzione al childism" di Maura Tripi (Ledizioni, 2025)!Le bambine e i bambini s...
30/06/2025

È uscito "Non chiamateli bambini. Un'introduzione al childism" di Maura Tripi (Ledizioni, 2025)!

Le bambine e i bambini sono ingenui, innocenti, incontrollabili, vulnerabili, capricciosi: il punto di vista degli adulti è carico di pregiudizi rispetto al mondo dell’infanzia. Lo sguardo adultocentrico influenza i gesti, i comportamenti, le parole che rivolgiamo ai bambini. Giustifica i modi in cui esercitiamo su di loro potere e controllo.

Il childism, concetto nato negli anni Settanta negli Stati Uniti e diffuso nella letteratura internazionale soprattutto negli ultimi quindici anni, offre una lente critica attraverso cui guardare con occhi diversi la relazione intergenerazionale, sfidando le nostre prospettive filosofiche e pedagogiche.

Questo libro introduce per la prima volta in Italia il childism, ripercorrendo le genealogie teoriche e le diverse interpretazioni che ha assunto, dai childhood studies all’antropologia, dalla psicoanalisi alla letteratura per l’infanzia. Ci invita a scavare le parole e a ripensare in ottica trasformativa il rapporto fra persone di diversa età.

Questo volume ad accesso aperto apre la sezione Studi della collana Ianus. Educazione e trasformazione sociale.

La prefazione è di Tanu Biswas, co-direttrice del Childism Institute.

Il volume è acquistabile online sulle principali piattaforme di e-commerce o scaricabile gratuitamente sul sito dell'editore (link nel primo commento)

Felice, felice, felice Pasqua dalla Casa officina 🌷
16/04/2025

Felice, felice, felice Pasqua dalla Casa officina 🌷

🌷Anche quest'anno sostieni la Casa officina, impegnata da oltre 15 anni per un'educazione cooperativa, interculturale e ...
31/03/2025

🌷Anche quest'anno sostieni la Casa officina, impegnata da oltre 15 anni per un'educazione cooperativa, interculturale e creativa.

🌻Dona il 5x1000 alla Casa officina, inserendo nell'apposito spazio della dichiarazione dei redditi il codice fiscale: 97232760823

☀️Il contributo del tuo 5x1000 è fondamentale per sostenere i progetti di inclusione sociale, di promozione al plurilinguismo e di mediazione linguistico-culturale che realizziamo a Palermo.

❗ Per chi è già donatore/donatrice: il codice fiscale cambia, la Casa officina è sempre la stessa! 🙂

Per fermarci insieme, confrontarci e ritrovare il senso. In mezzo al trambusto di questi giorni.Domani ci vediamo qui!  ...
24/03/2025

Per fermarci insieme, confrontarci e ritrovare il senso. In mezzo al trambusto di questi giorni.

Domani ci vediamo qui!



Per iscrizioni: https://forms.gle/gjXPcPND7fWVhAc66

Ci sono infinite storie da raccontare. Lunghe, corte, divertenti, emozionanti.In ogni luogo del mondo qualcuno racconta ...
27/02/2025

Ci sono infinite storie da raccontare. Lunghe, corte, divertenti, emozionanti.
In ogni luogo del mondo qualcuno racconta una storia. In una lingua diversa.

Con il progetto CLAB - Comunità Lettura Accoglienza Biblioteca ci sono tante buone occasioni per fermarsi ad ascoltare una storia.

Il progetto CLAB, in partenariato con , Sotto Il Castello e , è sostenuto dal Centro per il libro e la lettura Bando Educare alla lettura 2023.

Primo incontro di formazione su "Pratiche educative in biblioteca", condotto dalla Casa officina, all'interno del proget...
06/02/2025

Primo incontro di formazione su "Pratiche educative in biblioteca", condotto dalla Casa officina, all'interno del progetto CLAB - Comunità Lettura Accoglienza Biblioteca.

Alberi di carta e cotone per raccontarsi. Si parte dalle mani, lo strumento più democratico per imparare insieme.

🌴🌿🌳

Il progetto CLAB, in partenariato con , e , è sostenuto dal Centro per il libro e la lettura Bando Educare alla lettura 2023

E voi come avete festeggiato il passaggio al nuovo anno?Noi abbiamo dato il benvenuto al Serpente con calligrafia e ravi...
04/02/2025

E voi come avete festeggiato il passaggio al nuovo anno?

Noi abbiamo dato il benvenuto al Serpente con calligrafia e ravioli.

Che quest'anno porti intense trasformazioni, avventure incredibili e metta in circolo nuove energie.

新年快乐!

Condividiamo con molto piacere lo spettacolo "The Headlands" di Christopher Chen in scena al teatro Biondo di Palermo si...
13/01/2025

Condividiamo con molto piacere lo spettacolo "The Headlands" di Christopher Chen in scena al teatro Biondo di Palermo sino al 19 gennaio.

Lo spettacolo è uno dei pochissimi in Italia che parla in modo non stereotipato delle questioni dei sinodiscendenti, scritto e interpretato anche da sinodiscendenti italiani.

The Headlands è un noir contemporaneo, che esamina la fallibilità della memoria, il nostro modo di relazionarci ad essa e le complesse dinamiche dell’immigrazione e dell’integrazione.

Traduzione, adattamento e regia Simone Ferrari e Lulu Helbæk con Shi Yangshi, Joshua Maduro, Liyu Jin, Stefania Blandeburgo, Eletta Del Castillo, Francesco Sferrazza Papa, Antonio Alveario.
Produzione Teatro Biondo Palermo in collaborazione con Foll.ia.

Vi invitiamo a non perdervi questo spettacolo!

Indirizzo

Palermo

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