Prof.ssa Federica Limodio

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Ciao 👋 Siamo Federica e Dorian, possiamo insegnarti a mangiare bene, volerti bene e se riusciamo, ti strappiamo un sorriso🐶🐾

12/06/2026

Io non vivo senza

11/06/2026

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10/06/2026

Basta mollo tutto

05/06/2026

A volte il cane non ti calma. Ti fa capire che dentro sei già teso.

Per molti è una frase che brucia, perché il cane per tanti è famiglia, compagnia, casa, abitudine buona. E infatti nessuno sta dicendo che voler bene al proprio cane sia una cosa sbagliata. Anzi. Il punto è un altro: quando il legame diventa molto forte, quasi indispensabile, non sempre dietro c’è solo amore tranquillo. A volte c’è bisogno. A volte c’è paura. A volte c’è il timore di restare soli anche quando la casa è piena di voci.

Ed è qui che la storia si complica.

Una ricerca uscita nel 2024 ha guardato proprio il rapporto tra attaccamento al cane e salute mentale. Il risultato non è quello che molti si aspettano: chi era più attaccato al proprio cane tendeva ad avere un benessere mentale peggiore. E non perché il cane “facesse male”. Piuttosto, spesso quel legame forte andava insieme a un attaccamento insicuro verso le altre persone. In parole semplici: se con gli umani fai fatica a fidarti, a lasciarti andare, a sentirti al sicuro, può succedere che il cane diventi il posto dove scarichi tutto il bisogno di affetto.

Il cane, allora, non è il problema.

Diventa il rifugio più facile.

Quello che non ti giudica.
Quello che non ti risponde male.
Quello che c’è.

E proprio per questo, per alcune persone, il legame con il cane si carica troppo. Non è più solo compagnia. Diventa un appiglio emotivo pesante. E quando un appiglio pesa troppo, invece di alleggerirti può farti sentire ancora più fragile.

Una revisione di oltre 100 studi va nella stessa direzione: la storia “più ami il tuo animale, più stai bene” non regge sempre. In molti lavori non si trova nessun legame chiaro. In altri, i rapporti più forti con gli animali si associano addirittura a più disagio psicologico. In alcuni casi si parla di più depressione, più solitudine, più stress. In breve: non basta avere un cane per stare meglio. Conta come stai tu, e conta che tipo di legame hai costruito.

C’è anche un altro dettaglio che fa pensare. In alcuni studi, chi aveva un attaccamento più ansioso al proprio animale mostrava più sofferenza psicologica. Cioè non il classico padrone affezionato, quello che porta il cane a passeggio e sorride guardandolo. Parliamo di persone che sentono il bisogno di controllare, di non perdere l’altro, di avere conferme continue. Un rapporto così non rilassa. Tiene in allarme.

E allora la domanda vera non è: “Vuoi bene al tuo cane?”

La domanda è: questo bene ti calma davvero, o ti tiene agganciato a una paura più grande?

Perché a volte il cane è l’affetto più bello di casa.
Ma altre volte è anche lo specchio di un’ansia che non vuoi guardare in faccia.

💁‍♂️ Quel che non sapevi, in breve
👉 studio del 2024: forte attaccamento al cane legato a salute mentale peggiore
👉 attaccamento insicuro verso gli altri: collegato al peggioramento
👉 oltre 100 studi nella review citata
👉 33 studi: nessun legame tra attaccamento e salute mentale
👉 27 studi: legame con esiti migliori in alcune misure
👉 48 studi: legame con esiti peggiori in alcune misure
👉 attaccamento ansioso: più spesso associato a disagio psicologico
📚 Fonti: pubmed, pmc, habri, psychologytoday

Photos from Prof.ssa Federica Limodio's post 01/06/2026

🐛➡️🦋

30/05/2026

🤯 Quando la mente non ci dà tregua, tutto il corpo ne risente. È ora di imparare a calmarla.
Prendiamocene cura insieme. 🧠

30/05/2026

Aprirà a Boscoreale, in provincia di Napoli, il più grande parco botanico del Centro-Sud Italia: si chiama Bioma ed è il nuovo paradiso naturalistico del territorio partenopeo.

Bioma è il Bioparco del Mediterraneo incentrato su ambiente, agricoltura e alimentazione. Il progetto di fattibilità tecnico-economica è stato di recente approvato dal consiglio comunale della città vesuviana che ospiterà il Parco.

Un territorio di circa due ettari completamente riqualificato per ospitare un nuovo spazio verde capace di coniugare biodiversità, didattica, ricerca e attrazione turistica, attraverso un percorso mozzafiato tra la natura e le meraviglie vesuviane.

Il progetto nasce a seguito di un concorso internazionale di progettazione che ha visto la partecipazione di enti provenienti da ogni parte d’Europa. Ad aggiudicarsi la vittoria è stato il raggruppamento temporaneo Sbarch_Boscoreale, guidato dall’architetto Federico Bargone, premiato dalla giuria per “l’equilibrio tra rigore progettuale e sensibilità ambientale, la capacità di dialogare con il paesaggio vesuviano e l’attenzione alla fruibilità pubblica degli spazi”.

“Anni di lavoro, un concorso internazionale, 21 progetti da tutta Europa. Una menzione speciale alla Triennale di Milano. Un lungo percorso fino al voto del Consiglio Comunale di Boscoreale che ha approvato la pubblica utilità del Bioma. Non è solo un atto amministrativo. Il più grande parco botanico del Centro-Sud Italia nascerà qui, alle falde del Vesuvio” – ha dichiarato il sindaco di Boscoreale, Pasquale Di Lauro.

30/05/2026

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