Ungherese & Unipd

Ungherese & Unipd

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Docente: Cinzia Franchi [email protected]
Lettorato: Fruzsina Sárkány [email protected]

Cinzia Franchi [email protected]
Docente di Lingua e Letteratura ungherese
Fruzsina Sárkány [email protected]
Lettrice di lingua ungherese

01/06/2026

Nei cinema italiani è ora presente un film (coproduzione HU - GR - D) che ci permette di guardare in modo diverso non solo alle galline e alle loro uova, ma anche agli esseri umani: per la regia di György Pálfi e con la sceneggiatura di György Pálfi e Zsófia Ruttkai, "Hen – Storia di una gallina" (2025) richiede la pazienza dello sguardo e dell'ascolto da parte del pubblico e ricambia con una profondità e intensità davvero rare. Se ne avete la possibilità, guardatelo in V.O. greca (poiché la nostra incredibile gallina e i suoi comprimari umani e non si muovono in quello spazio), con sottotitoli. §§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§
"Hen – Storia di una gallina, il film di György Pálfi che cambierà il modo di guardare (e mangiare) le uova
La fuga di una gallina da un allevamento intensivo diventa un’odissea tra sopravvivenza, ironia e crudeltà umana. Il regista ungherese firma un’opera senza CGI, con otto galline vere protagoniste di una performance sorprendente.

di Davide Turrini (FQ Magazine, 27 maggio 2026)

Dopo aver visto Hen – Storia di una gallina sarà difficile tornare a mangiare uova con la stessa leggerezza di prima. Non che il regista ungherese György Pálfi abbia realizzato un film programmaticamente animalista, con protagonista una vera gallina nera, lucida e fiera. Semmai è il richiamo metaforico all’uovo, al suo ellittico e vitale dischiudersi, a suggerire — con commovente e disarmante naturalezza — una nuova, universale idea di vita oltre ogni confine di specie.

Potremmo anche chiuderla qui, dopo il “pippone” interpretativo sull’ipotetico messaggio del film. Solo che la storia di questo brutto anatroccolo pennuto, puntino nero tra centinaia di puntini gialli, che fugge da un allevamento intensivo di polli, scappa anche da un camionista che vorrebbe farne brodo, riesce a seminare una volpe affamata in un’area di servizio e finisce infine in un pollaio di un fatiscente ristorante, dove scoprirà “amore”, accoppiamento e crudeltà umana, non è soltanto una ruvida epopea narrativa, ma una performance tecnico-stilistica di assoluta meraviglia.

Intanto, non c’è alcun trucco in CGI. Solo otto vere galline — non maltrattate e accudite secondo regole precise — che si sono alternate nell’interpretare Hen: Eszti, Szandi, Feri, Enci, Eti, Enikő, Nóra, Anett. Tutte incredibilmente credibili (meglio di tre quarti di attrici e attori europei) nel restituire una gamma di stati d’animo, intraprendenza nel movimento e intensità nello sguardo.

Come sempre, il talento di György Pálfi — già autore di Hukkle e Taxidermia — si riconosce nella capacità di costruire immagini che sfiorano il surreale senza perdere aderenza alla realtà. Il regista strappa primi piani alle galline protagoniste, ne coglie ardimento e istinto, costruendo una sorta di soggettiva animale che attraversa spazio e tempo con una sorprendente energia narrativa.

È la gallina in fuga ad attraversare il racconto con le sue peripezie acrobatiche e la sua lotta per la sopravvivenza e la difesa delle uova. Ma è nel contorno, in una sottotrama che coinvolge gli esseri umani, che Hen trova la sua forma più compiuta. Un anziano signore salva la protagonista e la tiene nel suo pollaio per nutrirsi delle sue uova, mentre deve tollerare il caos generato dal fidanzato criminale della figlia, che trasforma il ristorante di famiglia in un luogo degradato e in parte usato come prigione per migranti clandestini.

Non preoccupatevi: la sottotrama non invade mai in modo didascalico il racconto. Non ci sono derive alla Babe o Bambi, né sentimentalismi antropomorfici, ma nemmeno lezioni morali da cinema d’essai. Hen, girato in Grecia con produzione ungherese, greca e tedesca, mantiene per tutta la sua durata un tono volutamente instabile, che oscilla tra la leggerezza del cartoon e una violenza ironica quasi tarantiniana, senza mai risultare artificioso. Sequenza cult: la protagonista che osserva in televisione i dinosauri muoversi come lei. Distribuzione italiana affidata a Officine UBU". Buona visione! 🎥🎞️

23/05/2026

Condividiamo con grande piacere il post dell'Associazione Culturale italo-ungherese del Triveneto:

KURTÁG 100 - FIORI NOI SIAMO (Virág az ember)
Conferenza-Concerto per i 100 anni di György Kurtág, uno dei massimi compositori viventi.
Giovedì 18 giugno 2026, ore 18.00
Teatro La Fenice di Venezia – Sale Apollinee
INGRESSO LIBERO
L’evento viene organizzato con il patrocinio della Accademia d'Ungheria in Roma

Il titolo del programma “Fiori noi siamo” (Virág az ember), trae ispirazione da uno dei più celebri e toccanti aforismi musicali contenuti in Játékok (Giochi), la monumentale raccolta pianistica che rappresenta il cuore dell'intima e profonda produzione kurtaghiana.

L’evento si articolerà in due momenti strettamente dialoganti:
- La Conferenza: un momento di approfondimento affidato a Luisa Bassetto, violinista e musicologa, da molti anni dedita allo studio dell’opera del compositore.
- Il Concerto: L'esecuzione dal vivo di una selezione di brani emblematici della produzione cameristica di Kurtág, affidata alle artiste Silvana Torto, soprano e Luisa Bassetto, violino.
Le esecuzioni permetteranno al pubblico di immergersi nella inconfondibile grammatica musicale di Kurtág fatta di silenzi densi, gesti minimi e risonanze interiori.

Celebrare il traguardo dei cento anni di György Kurtág a Venezia
è un doveroso omaggio a un gigante della musica.
PER QUESTO MOTIVO VI ATTENDIAMO NUMEROSI!
Estendete l’invito ai Vostri amici e ai Vostri parenti
Non perdiamo questa occasione per incontrarci alla Fenice e rendere omaggio al grande Maestro ungherese.

(INGRESSO LIBERO, il programma si concluderà entro le 19.30)

fonte: https://www.facebook.com/ACIUTriveneto

Bödőcs: Bevezető a Sátántangóhoz 17/05/2026

Se ieri Krasznahorkai è stato al Salone Internazionale del Libro a Torino, oggi non possiamo non ricordare Béla Tarr.
Con questa introduzione di Tibor Bödőcs (uno dei più grandi umoristi ungheresi e non solo) si ha un piccolo assaggio dell'universo di Sátántangó.
Il testo è ideale anche per esercizi di traduzione. 😏
https://www.youtube.com/watch?v=6bVxzuOvHVI

"(...) Nem lesz most szó a hetedik művészet zsenijének, a gyöngyvászon Bartókjának, Tarr Bélának a helyéről az egyetemes és a magyar filmtörténet, ha szabad így mondanom, Mengyelejev-táblázatában, a cinéma vérité, a francia új hullám, Antonioni, Godard, Jancsó és Tarkovszkij hosszú beállítás variációiról, a dokumentarizmusról, a film noirról, Bódy Gáborról, Fassbinderről és Cassavetesről sem. Ha valaki azért jött, mert Pauer Gyula pszeudo-művészetelméletéről szeretne hallani, hát sajnálom. Most még elhagyhatja a termet. Bár nem lesz tortadobálás, nevetni is fogunk. Hőseinknek a vakföld lesz az a banánhéj, amin elcsúsznak. Egy labdával zsonglőrködnek majd, de az is leesik. Fájdalmasan szép, a legapróbb részletekig megkomponált képkölteményeket fogunk látni. A Tarr brand: Krasznahorkai László, Hranitzky Ágnes, Víg Mihály, Medvigy Gábor és Tarr Béla fogja a valóságot, mint Bartók a népzenét, megemeli, stilizálja, sűríti, mennyei verzióját mutatja fel a bűzlő sártengernek. Kedveseim, a film nem lesz rövid. Körülbelül kilenc Dallas-epizód hosszúságú remekmű terpeszkedik majd a dramaturgia Prokrusztész-ágyán. Nem ígérhetek mást, csak penészt, dzsuvát, lilaérpókhálós orrokat, felpuffadt arcokat, szemfényvesztést, árulást, valaki hányni fog, de azért lesz egy cica is. Bár az meg… A történet rosszul kezdődik és szörnyen végződik. Itt a gödör alja lesz a plafon. A madarak nem csicseregnek, hanem harákolnak. Ha lenne trafik, ott biztosan csak csikket árulnának. A szebb jövőbe vezető tyúklétra eltörött, a vészharangot ellopták, nincs happy end, a pisztácia kifogyott, csokoládé nem is volt. Az opusz tétje, tudunk-e részvétet érezni, mosolyogni, de nem kinevetni ezeket a gyarló, sebezhető és sebző, koszos, részeg, büdös figurákat, akiket jól ismerünk. Mi vagyunk azok, a szomszédaink, a rokonaink, kocsmai ismerőseink, csaposaink, rendőreink, szegényeink és szegényeinket átverő vezetőink. Ezek között a málló falak között nőttünk fel, ezekben a pocsolyákban ugráltunk, ez a szél fújt az arcunkba. Száz év múlva mások lesznek a Kossuth téren, mások ülnek majd itt a teremben is, de a vásznon a Sátántangó lesz látható. Csontig hatoló, sejtszintű szórakozást kívánok."

Bödőcs: Bevezető a Sátántangóhoz A felvétel a Cirkó-Gejzírben készült Budapesten, 2026. május 9-én.https://www.facebook.com/Bodocs.Tibor.humoristahttps://www.bodocstibor.com

09/05/2026

Non ci si stanca mai di Krasznahorkai. 😏

Ecco due eventi legati allo scrittore in Italia:
- la settimana prossima arriva in libreria la traduzione italiana del suo ultimo libro "A magyar nemzet biztonsága" (La sicurezza della nazione ungherese, Bompiani, trad. di Dóra Várnai)
- 16 maggio: appuntamento con lo scrittore alle 15.45 al Salone Internazionale del Libro a Torino (https://www.salonelibro.it/programma-eventi/laszlo_krasznahorkai/19507)
Se siete nei dintorni non perdete l'occasione. 😎

fonte dell'immagine: https://www.lafeltrinelli.it/sicurezza-della-nazione-ungherese-libro-laszlo-krasznahorkai/e/9788830154896

07/05/2026

Filmclub ungherese 2026 🤩🎬
DiSLL, Università degli Studi di Padova

In collaborazione con il Consolato Generale di Ungheria in Milano e Nemzeti Filmintézet (Istituto Nazionale del Cinema ungherese).
Dal 31 marzo al 12 maggio torna il nostro cineforum ungherese presso il Complesso Beato Pellegrino, martedì alle 16.30. Quest'anno vi aspettiamo con 3 film satirici caratterizzati dall'umorismo nero dell'Europa centro-orientale.😏
👉I film sono in lingua originale con sottotitoli in inglese / italiano.

🎥L'ultimo film sarà Macskafogó (L'Acchiappagatti) di Béla Ternovszky, un grande classico della cinematografia magiara in cui, tra umorismo, cultura pop e critica sociale e politica, si descrive un mondo futuro popolato di animali antropomorfi, tra minacciosa mafia felina e progetti di sopravvivenza e liberazione murina.🙀🐁

--> 12 maggio 2026, Complesso Beato Pellegrino, aula 12, ore 16.30

Venite in numerosi, sarà un'ottima occasione per conoscere meglio una parte della produzione cinematografica ungherese, in più potete anche esercitarvi nella comprensione dell'ungherese! 😎

📧Per info: [email protected]

Photos from Ungherese & Unipd's post 02/05/2026

Condividiamo il post dell'Accademia d'Ungheria in Roma:

✨ 125 anni fa nasceva Antal Szerb (1901–1945).
Tra le voci più raffinate e originali della letteratura europea del Novecento, Szerb fu scrittore, critico e traduttore ungherese, capace di unire erudizione, ironia e profondità. Formatosi a Budapest, esordì giovanissimo sulla rivista Nyugat e negli anni ’30 si affermò con opere come La leggenda di Pendragon e Il viaggiatore e il chiaro di luna. (entrambi tradotti da Bruno Ventavoli per Edizioni E/O).
📖 Studioso della letteratura anglosassone, autore di importanti storie letterarie e traduttore da inglese e francese, rappresentò un ponte culturale tra l’Ungheria e l’Europa.
La sua vita fu tragicamente segnata dalle persecuzioni razziali: le sue opere vennero censurate e nel 1944 fu deportato ai lavori forzati.
⛓️ Nel campo di Balf, in condizioni disumane, fu picchiato brutalmente dalle guardie. Morì il 27 gennaio 1945 a causa delle percosse, ormai stremato dalla fame e dalla fatica.
Una voce colta e profondamente europea, da riscoprire oggi più che mai.

125 éve született Szerb Antal (1901–1945).
A 20. századi magyar irodalom egyik legragyogóbb alakja: író, irodalomtörténész, kritikus és műfordító. Finom iróniája, mély műveltsége és különleges látásmódja máig magával ragadja az olvasót.
Budapesten nevelkedett, a Nyugat folyóiratban indult pályája, majd az 1930-as években születtek legismertebb művei: a titokzatos hangulatú A Pendragon legenda és a kultikussá vált Utas és holdvilág.
📖 Irodalomtörténeti munkái – a magyar és a világirodalomról – ma is alapművek, amelyekben szenvedélyesen és közérthetően mesél az irodalomról.
⚠️ Életét tragikusan törte derékba a történelem: műveit betiltották, 1944 végén munkaszolgálatra hurcolták, majd a nyugat-magyarországi Balf táborába került. Itt rendkívül embertelen körülmények között tartották fogva: kimerültség, éhezés és rendszeres fizikai bántalmazás között.
1945 január 27-én a táborban történt súlyos verések következtében halt meg.

fonte dell'immagine: https://cultura.hu/kultura/szerb-antal-80-eve-halt-meg/
fonte: https://www.facebook.com/Accadung

01/05/2026

Edith Eva Eger, psicologa ungherese naturalizzata americana di fama internazionale, scrittrice e sopravvissuta all'Olocausto, è morta lunedì 27 aprile all'età di 98 anni nella sua abitazione in California, nei pressi di San Diego.

La sua formazione fu influenzata dal pensiero di Viktor Frankl, di cui fu allieva e con cui condivise l'approccio esistenziale alla sofferenza. Diventata specialista nel trattamento del disturbo da stress post-traumatico nel corso della sua carriera clinica sviluppò un metodo centrato sulla capacità di scelta individuale e sulla possibilità di trasformare il trauma in consapevolezza.

Le sue memorie, intitolate The Choice - Embrace the Possible [trad. ungherese: A döntés, trad.italiana: La scelta di Edith], pubblicate nel 2017, sono diventate un bestseller internazionale.
Altre sue opere:
- The Gift - 12 Lessons to Save Your Life, [trad. ungherese: Az ajándék. 12 életmentő lecke, trad.italiana: Il coraggio di rinascere. Lezioni di resilienza], 2020.
- The Ballerina of Auschwitz [trad. ungherese: A balerina, trad.italiana: La ballerina di Auschwitz. La mia storia], 2024.

Nel 2017 nella serie ungherese di film documentari intitolata On the spot (creata e diretta da Eszter Cseke e András S. Takács) è stato girato un bellissimo film documentario sulla sua vita. Vedetelo e leggete i suoi libri.

https://www.youtube.com/watch?v=6vqVMig-ybI

fonte dell'immagine: https://wmn.hu/wmn-life/67168-edith-eva-eger-halala-oroksege-poszttraumas-novekedes

29/04/2026

L'altro ieri se n'è andato un altro grande della cultura ungherese.
Sebő Ferenc (1947-2026)

Compositore, etnomusicologo insignito del Premio Kossuth, fondatore della Casa delle Tradizioni e uno degli avviatori del movimento delle case di danza (táncház) in Ungheria. Nella sua attività non si è limitato a preservare la tradizione, ma l’ha trasformata in una pratica viva e comunitaria. Tra il 1996 e il 2001 è stato direttore artistico del Hungarian State Folk Ensemble, e successivamente, dopo la fondazione della Casa delle Tradizioni, tra il 2002 e il 2011 ne ha ricoperto il ruolo di direttore professionale, svolgendo un ruolo determinante nella creazione del quadro istituzionale delle tradizioni popolari ungheresi.

Ascoltate le sue musiche e leggete i suoi pensieri.

fonte dell'immagine: https://telex.hu/karakter/kultura/2026/04/27/meghalt-sebo-ferenc

17/04/2026

Filmclub ungherese 2026 🤩🎬
DiSLL, Università degli Studi di Padova
In collaborazione con il Consolato Generale di Ungheria in Milano e Nemzeti Filmintézet (Istituto Nazionale del Cinema ungherese).

Dal 31 marzo al 12 maggio torna il nostro cineforum ungherese presso il Complesso Beato Pellegrino, martedì alle 16.30. Quest'anno vi aspettiamo con 3 film satirici caratterizzati dall'umorismo nero dell'Europa centro-orientale.😏
👉I film sono in lingua originale con sottotitoli in inglese / italiano.

🍰"Az élet nem habostorta, Pelikán" / "La vita non è una passeggiata, Pelikán."🍰
🎥Il secondo film sarà A tanú (Il testimone - versione non censurata) di Péter Bacsó, capolavoro della satira ungherese che è diventato un vero cult della cinema ungherese, molte delle battute vengono utilizzate ancora oggi nei discorsi quotidiani in Ungheria.😏

🍊"Az új magyar narancs. Kicsit sárgább, kicsit savanyúbb, de a mienk."🍊
🍊"La nuova arancia ungherese. Un po’ più gialla, un po’ più aspra, ma è la nostra."🍊

--> 21 aprile 2026, Complesso Beato Pellegrino, aula 12, ore 16.30

Venite in numerosi, sarà un'ottima occasione per conoscere meglio una parte della produzione cinematografica ungherese, in più potete anche esercitarvi nella comprensione dell'ungherese! 😎

📧Per info: [email protected]

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