Arte del Fare

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Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Arte del Fare, Scuola, Via Bosco Pedrocchi 45, Padua.

Redazione culturale e Centro di Formazione dell'accademia di Gestált LA BOTTEGA, fondata nel 2006 da Mimmo Ciavarelli, esponente Senior della Gestált Therapy Tradizionale.

Photos from Mimmo Ciavarelli's post 17/06/2026

Sono aperte (fino al 25 giugno 2026) le iscrizioni al Training Workshop estivo del progetto di Libera formazione Gestalt Rood, a cura de "La Bottega accademia di Gestalt" . È condotto da Mimmo Ciavarelli e si svolgerà dal 3 al 5 luglio 2026 a Vò (Padova), presso "La Tana del Tasso" (via Cà Mariani 266).
Rivolto a tutti coloro che si occupano professionalmente di disagio psicologico e che vogliono incontrare, formarsi o approfondire l’approccio della Gestált tradizionale, questi incontri sono il crocevia esperienziale dl percorsi di libera formazione, secondo la prassi gestaltica della trasmissione che non prevede nessuna formalizzazione scolastica dell’apprendimento. Mostrare, stimolare e assorbire in diretto contatto con le circostanze, trasforma l’insegnamento che in-forma in una pratica creativa che forma. Da una generazione all’altra, è questa la Gestált viva che passa di mano.





16/06/2026

BESTIARIO DEI CARATTERI

2. Il mio carattere è un procione

di Martina Vannini

Il mio carattere è un procione. Si affaccia al crepuscolo alle finestre delle case degli umani, immediatamente riconoscibile per la maschera nera intorno agli occhi che gli dona un aspetto da ladruncolo. Ecco qua la prima incomprensione. Quella precisa macchia di pelo nero in realtà risalta tutte le sue espressioni facciali, le sue emozioni e le sue intenzioni, rendendolo distinguibile ed evidente agli occhi suoi simili. L’aspetto che ha scelto per poter essere visto e accettato è lo stesso che lo lascia sulla soglia tra notte e giorno, tra vicinanza e lontananza dalle luci delle case illuminate. Un bandito che ruba spazzatura e trova tesori tra gli scarti. È scaltro e furbo, questo non lo nasconde. La sua attenzione e memoria gli hanno permesso di sopravvivere e di trasformarsi da specie cacciata a specie invasiva. Ma il procione continua a portare con sé una tenace sfiducia nei confronti del terreno sotto ai piedi. Non si spinge infatti mai troppo lontano da alberi su cui potersi arrampicare in caso di minaccia, reale o immaginaria. L’aria da lassù gli sembra più respirabile. Teso, occhi e zampe, verso i suoi tanti desideri, passa il tempo a cercare nuove strade e nuovi mezzi per ottenerli. Troppo concentrato a tenere sott’occhio i vicini e a giocare con il mondo esterno, come fosse un rompicapo, non si accorge di come appare agli occhi degli altri. È un mendicante bisognoso o un indipendente cacciatore notturno? Fastidioso rovistatore o astuto truffatore? Misterioso o buffo? La confusione è diventata la sua. Si ritrova ogni giorno a bagnare le zampe prima di toccare il cibo, in un rituale che, a volte lo ammette, non capisce neanche lui. È un antico ricordo di quando si è dimenticato che la tana è la foresta, ricca di profumi, suoni e odori, e non un cassonetto in una strada asfaltata. Il fiume in cui immergere zampe, muso e coda è là dietro, se tornasse ad orientarsi con gli occhi e non con la sua maschera.

10/06/2026

INCURSIONI GESTALTICHE - 5. I sintomi

La quinta, di una serie di incursioni su temi di filosofia gestaltica.
Seguendo la prassi dell'improvvisazione come disciplina di presenza, si parla dei sintomi.

Versione integrale canale Youtube di Mimmo Ciavarelli

con Mimmo Ciavarelli
Dott.ssa Ambra Ciavarelli
Andrea D'Agostino Psicologo

Photos from Mimmo Ciavarelli's post 09/06/2026

WORKSHOP FORMATIVO A PADOVA 27 GIUGNO 2026

TERAPIA DELL’EVIDENZA

Esiste una superficialità profonda in ogni incontro. La Gestált è la sua pratica. Ti va di esplorarla?
Sono ancora aperte le iscrizioni al Workshop esperienziale "Terapia dell’evidenza", nuovo appuntamento del progetto di Libera Formazione "Gestált Space" curato dalla Sede padovana di "Arte del Fare" la sezione di Cultura e Formazione dell'accademia di Gestalt "La Bottega".
Il Workshop condotto da Mimmo e Ambra Ciavarelli.

INFORMAZIONI E ISCRIZIONE
Mimmo Ciavarelli 3333625679
Ambra Ciavarelli 3459370147

04/06/2026

Per la Gestalt la nevrosi nasce dal tentativo di evitare il dolore contenuto in ogni scelta reale, comprese quelle ben fatte. Molti modi di evitare il dolore del pentimento: paralizzarsi, tornare sui propri passi, razionalizzarlo per sminuirlo, esaltare la bontà delle proprie scelte negandone i difetti. In tutti si perde qualcosa. Accogliendo senza paura anche la quota di dolore contenuta nello scegliere, paghiamo il prezzo per passare da vittime a protagonisti delle nostre scelte: intera, piena e ricca nella gioia nel dolore.

Tratto dalla puntata 5 di Gestalt Food – Arte del pentimento di Mimmo Ciavarelli disponibile sul suo canale Youtube

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26/05/2026

Le parole per dirlo - Racconto n. 9

Farsi piacere ciò che non piace

DI Mimmo Ciavarelli

Il racconto tocca il tema dei conflitti caratteriali. La soluzione proposta, solo apparentemente paradossale, mostra come favorire il processo di ristrutturazione, spontaneo e istantaneo, del campo in cui il conflitto si muove, condizione essenziale per la sua dissoluzione.

Qualche tempo fa, durante un viaggio in treno piuttosto noioso, m'imbattei in un curioso personaggio, un uomo di una certa età dall'aria gioviale. Seppur silenzioso, non dava l'idea di voler stare sulle sue, così, per passare il tempo, attaccai bottone. Come accade a volte con gli estranei disponibili, ci trovammo a parlare di argomenti di un certo tipo. "La felicità, caro Signore - gli dissi - sta tutta nel riuscire sempre a fare quel che ci piace". Lui mi guardò sorridendo come si fa con un bimbo che ha appena scoperto com'è il mondo: "Caro Signore - mi rispose con distaccata condiscendenza - Seppure ci riuscisse potrebbe sì essere felice, ma non completamente". "Perchè mai? -gli chiesi" Mi rispose prontamente: "Perché la sua presunta felicità sarebbe solo la dimostrazione che Lei non è libero. - Poi, abbassando la voce, fin quasi ad un sussurro - Chi non è libero non potrà mai essere veramente felice." Lo guardai sorpreso, e gli chiesi una spiegazione, che lui condensò in una frase che mi colpì oltremodo: "Vede, se Lei vuol essere felice, deve imparare a farsi piacere ciò che non Le piace." Sbigottito, mi lanciai in reiterate richieste di chiarimento di quello che mi sembrava lì per lì uno scherzetto, un paradosso. Per essere felice avrei dovuto imparare a non esserlo. Ma il brav'uomo, sempre con gentilezza, evase tutte le successive domande, rifiutandosi di fornire alcuna spiegazione alla sua affermazione. La mia stazione era ormai in vista e lo salutai raccattando il mio piccolo bagaglio. Scesi un po' turbato, ma fui ben presto catturato dalla mia vita quitidiana, scordando quell'incontro così inusuale. Solo tempo dopo mi ritrovai a ripensare a quelle parole che mi sembrarono nascondere qualcosa di meno banale di quel che sembravano. Stavo rincasando, quando sentii lungo le scale qualcuno che canticchiava allegramente. Era l'uomo delle pulizie intento a lavare i gradini, uno dopo l'altro, seguendo un ritmo evidente, con maestria ed efficacia. Un lavoro sicuramente faticoso e noioso, che tuttavia, e per me del tutto immotivatamente, mi sembrava gradire. Era questo che il mio compagno di viaggio voleva intendere? Ma no, mi risposi, a lui questo compito piaceva, non ne capivo il perchè, ma era evidente che stava solo seguendo la sua inclinazione e il suo diletto. Non avrebbe mai sofferto mentre eseguiva quel compito. Io invece non mi immaginavo affatto di poter fare quelle cose allegramente. Entrai a casa e mi diressi lentamente nel mio studio dove mi aspettava il solito disordine di carte e libri che affollavano senza motivo la mia scrivania. Ecco una cosa che assolutamente non mi piaceva: riordinare tutto quel trambusto. Non lo avevo mai voluto fare, né mi piaceva che altri lo facessero per me. Anche io in fondo seguivo la mia natura, sopportandone con malanimo e con lamenti, tutte le conseguenze. Mentre fissavo tutto quel disordine fui colto da uno strano e nuovo desiderio. Mi stava venendo voglia di riordinare tutto, ma non come una ineluttabile necessità, il cui unico esito, lo sapevo, sarebbe stato il procrastinare o il farlo solo superficialmente, o peggio di malavoglia. No, stavolta il desiderio di metter mano al caos che dilagava sullo scrittoio ingoiando con tenacia ogni angolo ancora libero non retrocedeva, anzi diventava ancor più grande. Cosa mi succedeva? Stavo desiderando ciò che non mi piaceva con una forza sconosciuta. Ogni resistenza sembrava svanita e, senza quasi accorgermene, cominciai a metter ordine. Dapprima timidamente, quasi toccando a caso gli oggetti, poi, con sempre più lena. Il desiderio non retrocedeva, anzi aumentava man mano che il lavoro procedeva, fino a trasformarsi in un vero piacere. Cominciai anche a canticchiare, proprio come l'uomo delle pulizie mentre lavava le scale. Passai molte ore, scordandomi del tempo che scorreva, e quando ebbi finito, mi allontanai dalla scrivania per ammirare l'opera compiuta. Mi sentivo un'artista che finalmente ha completato la sua creazione e la contempla soddisfatto. Una strana gioia mi prese e sentivo lacrime di commozione affacciasi ai miei occhi. Avevo compreso. Come era tutto semplice e ovvio: ero libero. Uscii dallo studio che era sera. Andai nel salotto e uscii sul balcone per prendere una boccata d'aria. Respirai a fondo e in silenzio ringraziai il mio sconosciuto compagno di viaggio. Mi aveva fatto dono della chiave della vita.

19/05/2026

BESTIARIO DEI CARATTERI

1. Il mio carattere è un Ca****lo

di Mimmo Ciavarelli

Il mio carattere è un ca****lo ferus. Dal Kazakistan, alla grande ansa del fiume giallo, non più di un migliaio di piccoli cammelli vivono in piccoli branchi di non più di venti unità sotto la guida di un maschio adulto. Vivono in libertà e senza padroni. Hanno tutte le caratteristiche dei loro cugini domestici. Sono forti, potrebbero trasportare enormi carichi, ma non lo fanno. La loro forza si riversa tutta nella gioia di vivere e nell'eleganza dell'incedere sicuro. Grandi camminatori, e veloci corridori all'occorrenza, coprono distanze sterminate per il gusto di farlo e per procurarsi acqua e cibo variegato a loro piacimento. Curano i piccoli, e gestiscono le relazioni senza delegare a nessuno queste bellezze della vita. Hanno poche esigenze e grande resistenza, così da avere tempo da contemplare e calma di farlo. La loro adattabilità agli ambienti è tutta fisica ed emotiva, senza grande intelletto da sviluppare di soverchio. Vivono di erba, senza ammazzare. Si difendono dai lupi con la forza del gruppo e accettano che la vita porti loro anche talvolta la morte. La loro longevità li fa più esperti e spesso sopravvivono ai loro predatori sempre affamati e ansiosi. Il mio carattere è un ca****lo ferus. Così paghi da essere intrappolati in se stessi, non vedono altra libertà che quella che hanno e la loro volontà di potenza è atrofizzata, rassegnandosi ad una lenta estinzione. Eppure talvolta sognano, perchè vivono dormendo. Se si svegliassero alla loro condizione, si scoprirebbero sgomenti nell'immenso orizzonte delle loro desertiche pianure e del loro destino orientale.

17/05/2026

UNO SPAZIO DA RIEMPIRE
Si è concluso ieri il Workshop esperienziale "La sedia calda", secondo appuntamento del progetto di Libera Formazione "Gestált Space" curato dalla Sede padovana di "Arte del Fare" la sezione di Cultura e Formazione dell'accademia di Gestalt "La Bottega", condotto da Mimmo e Ambra Ciavarelli.




UNO SPAZIO DA RIEMPIRE
Si è concluso ieri il Workshop esperienziale "La sedia calda", secondo appuntamento del progetto di Libera Formazione "Gestált Space", curato dalla Sede padovana di "Arte del Fare", sezione di Cultura e Formazione dell'accademia di Gestalt "La Bottega". Il Workshop è stato condotto da Mimmo e Ambra Ciavarelli.




07/05/2026

Non conosciamo il mondo o noi stessi, li abbiamo solo catalogati; da tempo, li abbiamo classificati, interpretati, caratterizzati. Continuiamo a pensarli come se fossero concetti e non più cose vive e mutevoli. Acquistando la capacità di orientarci e di progettare, abbiamo perso il contatto pieno con la realtà concreta. Non ci sorprendiamo più.

Tratto dalla puntata 4 di Gestalt Food – Sorprendere se stessi di Mimmo Ciavarelli disponibile sul suo canale Youtube

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