04/06/2020
Pillola n.540.
Tra la fine dell’età repubblicana e l’inizio di quella imperiale, Roma conobbe una crescita demografica impressionante, che la fece diventare la prima città della storia con oltre un milione di abitanti. Ciò portò alla costruzione di palazzoni popolari sempre più alti, tanto che Cicerone scrisse che la città pareva sospesa per aria. Spesso, tuttavia, si trascurava la qualità degli edifici: molti imprenditori senza scrupoli, per massimizzare i profitti, utilizzavano materiali economici scadenti e omettevano la manutenzione. Gli appartamenti ai piani alti, quindi, erano squallide topaie traballanti, dove i poveri inquilini vivevano nel costante timore di un crollo. A testimonianza di ciò esiste anche un brano del poeta latino Giovenale: «Noi viviamo a Roma, una città che si regge in gran parte su travicelli malfermi; infatti l’amministratore non pone altro rimedio alle mura cadenti e, passata una mano di calce sulla fessura di una vecchia crepa, ci invita a dormire tranquilli con quella continua minaccia sulla testa».