10/10/2018
Per la quarta edizione 2019 del concorso Il Sigillo FRANCA CECCHINATO ha realizzato una cartella sul tema "DE SENECTUTE" che sarà offerta ai vincitori delle tre sezioni, racconto, fotografia, illustrazione.
Franca Cecchinato
è nata a Padova, città dove vive e ha lavorato. Si diploma a pieni voti al Liceo Artistico statale nel 1974, quando ancora il Liceo non aveva un nome, essendo stato istituito a Padova solo pochi anni prima.
Partecipa alla prima Mostra collettiva “Al Porticato” nel 1975, ricevendo il secondo premio per la grafica, presidente della commissione Camillo Semenzato.
Nel 1992 espone alcuni quadri per l’inaugurazione della libreria “Progetto” a Padova.
Nel 1993, la prima vera Mostra personale presso la Biblioteca comunale di Cadoneghe (Padova), con la presentazione di Giulio Bresciani Alvarez. “Nella pittura della Cecchinato traspaiono matrici esplicitamente letterarie, riconducibili a quel mondo di cose mute e insensibili già cantato da un Holan o da un Pessoa – autori da lei certamente avvicinati – ove la natura umana vien fatta coincidere con la poetica meramente designativa degli oggetti” (Giulio Bresciani Alvarez).
Nel 1994 partecipa alla Mostra collettiva “Improvvisi d’Arte”, organizzata dal Comune di Abano Terme (Pd), presso la Galleria d’Arte contemporanea al Montirone. Nel 1994 partecipa alla Collettiva “La guerra fuori dalla televisione”, preso la Galleria Donatello, nel quartiere padovano di Chiesanuova.
Nel 1996 la seconda Mostra personale “Quello che si è perduto…”, alla Galleria “Il Sigillo” dell’Università Popolare di Padova, con la presentazione di Pier Luigi Fantelli. “Bisognerebbe usare il termine di ‘valori’ per questo genere di pittura: valori cromatici nelle stesure della superficie, valori tattili nella materia pittorica e nei materiali diversi utilizzati, valori luminosi nell’intonazione generale” (Pier Luigi Fantelli).
Nel 1998-1999 la Mostra personale “L’arte di vivere…(sull’orlo del nulla come se tutto fosse a posto [cit. Claudio Magris]),” nella Sala Kursaal di Abano Terme (Padova), presentazione di Guido Zilio. I quadri, sempre dipinti su base di gesso mischiato a polvere di pomice e sabbia, si presentano come frammenti di quadri d’autore conosciuti. Nel ‘citare’ grandi maestri come Cimabue, Mantegna, de Zurbarán, Masaccio, la Cecchinato vuole evidenziare come il tempo possa lacerare e stravolgere anche le nostre memorie più riconoscibili, le immagini più familiari, i quadri che per abitudine non riusciamo più a guardare con attenzione. I lacerti che lasciano in evidenza solo dei particolari possono, nella loro drammaticità, aiutarci a guardare l’insieme con più attenzione e sensibilità.
Nell’arco dell’attività lavorativa di Franca Cecchinato, e nelle varie scuole superiori pubbliche di Padova dove ha prestato servizio, oltre al normale espletamento del suo ruolo professionale e laddove si poteva, ha sempre contribuito ad aggiungere un suo personale apporto grafico.
Negli anni ha collaborato con varie associazioni, enti, istituzioni, aziende, sempre nell’ambito grafico/illustrativo/fotografico, cercando di improntare uno stile più personale ed estetico alla comunicazione.
Dal 2002 passa alle dipendenze dell’Università di Padova e, sempre all’interno dell’istituzione patavina, dal 2009 entra a far parte del Servizio che cura l’immagine e la comunicazione dell’Ateneo. In quell’ufficio, diretto magistralmente da Fiorenza Campelli, impara e affina capacità grafiche volte a far sì che la comunicazione raggiunga al meglio il pubblico cui è diretta, mai tralasciando cura e stile.
Ecco, quindi, ideazioni, progetti grafici, realizzazione e cura di libri, pubblicazioni, fascicoli, manifesti, depliant, web, allestimenti fieristici e mostre, logo, ecc.
Ha ideato i teli colorati e il bucranio (simbolo del Bo) per l’inaugurazione del nuovo restauro del Cortile antico di palazzo Bo, sede centrale dell’Università di Padova (2013).
Al di fuori dell’ambito professionale ha poi contribuito, a titolo gratuito, alla realizzazione di progetti grafici di volumi dedicati a realtà padovane, con ideazione, progetto grafico, foto e illustrazioni:
Salboro. Breve storia di Salboro e Pozzoveggiani dai documenti dell'archivio parrocchiale, a cura di Flavio Dalla Libera, prog. edit. di SalboroIncontra, associazione culturale di Salboro (2014);
Per non dimenticare, a cura del Comitato cittadini 'Itinerario della memoria' Padova ovest, patrocinio ANPI Padova (2016).
Ha progettato, inoltre, tre copertine di libri editi dalla casa editrice Giuntina: Fuga dall'inquisizione. Ebrei portoghesi a Tunisi: due famiglie, quattro secoli di storia, di Elia Boccara (con versione francese: La saga des Séfara des Portugais, ed. Tchou (2012); e sempre di Elia Boccara, Un ebreo livornese a Tunisi (2016) e Sionisti cristiani in Europa (2018).